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Patriot PAC-3 MSE per il MEADS (Medium Extended Air Defense System)

Riferimento | Americhe | Europa | Industria |

meads.jpgL’ Agenzia NATO che gestisce il programma trinazionale MEADS (Medium Extended Air Defense System), finanziato per il 58% dagli Stati Uniti, per il 25% dalla Germania e per il 17% dall’Italia, si è aggiudicata un contratto di 66 milioni di dollari per incorporare i PAC-3 Missile Segment Enhancement (MSE) di Lockheed Martin quali intercettori base del sistema. Il nuovo missile ha un raggio d’azione superiore, un inviluppo di ingaggio del bersaglio più largo, un motore più prestazionale e una manovrabilità migliorata garantita dalle maggiori superfici aerodinamiche, che garantiscono un aumento di capacità complessive del 50% rispetto ai normali PAC-3, selezionato come missile base del MEADS quando lo sviluppo del programma ha avuto inizio nel 2004.
Il comitato direttivo del programma, composto da un rappresentante governativo di ciascuno dei paesi partecipanti, ha raccomandato la modifica a seguito della presentazione di uno studio da parte di MI (MEADS International, joint venture di MBDA, Lockheed Martin e LFK) che ha messo in evidenza gli effetti positivi derivanti dall’adozione dei PAC-3 MSE.
Il sistema incorporerà i lanciatori e il nuovo missile, funzionante secondo principio “hit-to-kill”, sensori di sorveglianza e controllo di fuoco a 360 gradi, e centri di comunicazione e gestione del campo di battaglia integrati in rete. Il MEADS fornirà una maggiore protezione alle forze sul campo e flessibilità, con un assetto critico per la difesa nazionale contro missili balistici tattici, missili da crociera, aerei e UAV/UCAV.
Nel maggio 2005, MEADS International ha firmato un contratto del valore di oltre 3 miliardi di dollari (1.9 miliardi di euro) per la progettazione e sviluppo del sistema.
Una volta completato, il MEADS sarà il solo sistema antiareo e missilistico in grado di seguire il trasporto tattico di truppe e di iniziare le operazioni quasi immediatamente. Più importante, la sua architettura aperta fornirà difesa aerea configurabile a seconda delle esigenze di missione o nazionali, con un significativo risparmio di costi. Sostituirà i sistemi Patriot negli Stati Uniti, i sistemi Nike Hercules in Italia e integrerà i sistemi Patriot in Germania.
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Russia: Continua lo schieramento degli ICBM Topol-M

Riferimento | Asia e Pacifico |

ss27.jpgPer la fine del 2008 la Russia avrà completamente equipaggiato il quinto reggimento missili strategici con i nuovi missili balistici intercontinentali (ICBM) Topol-M, basati su silos corazzati presso la base di Tatishchevo, nella regione Saratov, a 858 km a sud di Mosca.
Attualmente nella base sono ospitati 48 Topol-M (designazione NATO SS-27), che aumenteranno a 50 consentendo a tutti i 5 reggimenti di disporre di 10 missili ciascuno.
Il missile, che costituirà le fondamenta delle forze nucleari strategiche russe dal 2015, ha un raggio d’azione di 10.500 km e trasporta una singola testata nucleare da 550 kT con CEP di 350m. Può essere lanciato da installazioni fisse o da lanciatori mobili (8 di questi dislocati a Teykovo e pronti ad essere rischierati per sfuggire a satelliti e piattaforme da ricognizione). E’ accreditato da parte russa di essere immune da qualsiasi sistema di difesa antimissile americano presente e futuro, essendo in grado di effettuare manovre evasive durante il percorso di avvicinamento all’obiettivo ed adottare contromisure e decoys per evitare di essere colpito da intercettori nemici nella fase terminale del volo.
È anche schermato contro le radiazioni di impulsi elettromagnetici ed esplosioni nucleari a distanze superiori a 500 metri, ed è stato progettato per resistere all’attacco di armi basate su tecnologia laser (con particolare riferimento all’ABL in sviluppo in USA).
Il Generale Nikolai Solovtsov, comandante delle forze missilistiche strategiche russe, ha affermato che i Topol-M saranno armati di testate multiple di riento indipendenti (MIRV), da 4 a 6 per ogni missile, nei prossimi due o tre anni.
La versione navale in sviluppo, il Bulava, equpaggerà i sottomarini della nuova classe Borei, a partire dallo Yuri Dolgoruky.

Difesa Antimissile: Giappone testa con successo l’SM-3

Riferimento | Aerospazio | Asia e Pacifico | Marina |

jskongo.jpg
12a intercettazione positiva per il sistema di difesa antimissile basato su navi equipaggiate con il sistema di combattimento Aegis, nella fattispecie la fregata giapponese JS KONGO (DDG-173) della Japan Maritime Self-Defense Force (JMSDF), volto alla neutralizzazione dei missili a corto e medio raggio nella fase ascendente e discendente della traiettoria, all’interno del segmento midcourse del profilo di volo, per mezzo di intercettori cinetici “Hit-to-Kill”.
Un SM-3 Block IA ha ingaggiato e distrutto un missile balistico a medio raggio partito dal Pacific Missile Range Facility di Kauai, Hawaii, 60 miglia sopra l’Oceano Pacifico.
Durante il test il personale della nave giapponese ha scambiato via satellite informazioni relative all’inseguimento del missile con unità navali americane, dimostrando la piena interoperabilità fra i due paesi.
Il Giappone sta lavorando con Raytheon e la Missile Defense Agency (MDA) per sviluppare e disporre sui propri assetti il missile SM-3 Block IIA (evoluzione del primo che assicura maggior copertura e difesa contro minacce più complesse).
Nel 2003 il Giappone ha deciso di condurre un upgrade per installare su tutte le fragate classe Kongo il sistema di combattimento Aegis, aggiornamento che terminerà nel 2010.

Difesa antimissile: Doppia intercettazione nello spazio

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

SM-3
Due SM-3 Block IA della Raytheon lanciati dalla USS Lake Erie (CG-70) hanno simultaneamente intercettato e distrutto due missili balistici a corto raggio (SRBM) partiti dalla Pacific Missile Range Facility di Kauai, Hawaii, al di fuori dell’atmosfera terrestre, costituendo la decima e undicesima intercettazione positiva per il sistema di difesa antimissile sea-based basato su navi equipaggiate con il sistema di combattimento Aegis, volto alla neutralizzazione dei missili a corto e medio raggio nella fase ascendente e discendente della traiettoria, all’interno del segmento midcourse del profilo di volo, per mezzo di intercettori cinetici “Hit-to-Kill”.
Raytheon è partner di Alliant Techsystems e Boeing nello sviluppo dell’SM-3, per il quale produce il seeker all’infrarosso per la testata cinetica e sistemi di controllo dell’assetto, oltre all’Exoatmospheric Kill Vehicle per gli intercettori basati a terra, e cura l’integrazione finale del missile.

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