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USA: Contratto di ricerca per arma a microonde ad alta energia

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

Lockheed Martin ha ricevuto un contratto di studio da 230 mila dollari dalla US Air Force per definire i requisiti di un’arma che utilizzi fasci di microonde ad alta potenza invece di esplosivi per distruggere i sistemi elettronici nemici. Il programma, noto come Non-Kinetic Counter Electronics Capability (NKCE), prevede lo sviluppo di un concept operativo di questo nuovo tipo di arma, così come della dottrina per il suo impiego in missione, da montare a bordo di aerei o droni in grado di degradare, interrompere o mettere definitivamente fuori uso le apparecchiature elettroniche di una o più installazioni civili o militari senza mettere in pericolo il personale al suo interno, minimizzando così i danni collaterali.

Questo tipo di arma, che vede anche le società Boeing e Raytheon impegnate nella ricerca, ha come obiettivo principale i centri C4I (comando, controllo, comunicazioni, computer e intelligence) del nemico, ma può essere anche impiegata per rendere inefficaci gli ordigni esplosivi improvvisati (IED) o rendere inoperative infrastrutture chiave come impianti energetici, reti di comunicazioni commerciali, impianti industriali.

Lockheed Martin presenterà le sue conclusioni alla US Air Force durante il primo trimestre del 2011. Il contratto prevede anche lo sviluppo dei requisiti principali e delle modalità di integrazione del sistema per alimentare il raggio a microonde ad alta potenza a bordo di una piattaforma aerea, così come l’individuazione delle strategie per garantire la sopravvivenza del sistema in aree fortemente difese.

“Questo tipo di arma è completamente non-letale, in modo da poter colpire specifici bersagli elettronici in profondità all’interno di una infrastruttura nemica senza preoccuparci dei danni collaterali alle persone”, ha detto Tom Remenick, Direttore dei Programmi Avanzati presso la divisione Lockheed Martin Missiles and Fire Control. “In particolare la capacità di rendere inutilizzabili le attrezzature elettroniche del nemico offrirà ai nostri combattenti un vantaggio significativo in ogni conflitto”.

Quando schierata, l’arma necessiterebbe di una piattaforma aerea stealth, per aumentare la probabilità di sopravvivenza del sistema in un territorio ostile ben difeso, che sia capace di fornire quella richiesta flessibilità operativa e la capacità di colpire obiettivi multipli ad ogni missione.

Consegnato primo EA-18G Growler

Riferimento | Americhe | Marina |


Boeing ha consegnato in anticipo il primo aereo EA-18G Growler all’ Electronic Attack Squadron (VAQ) 129 della marina statunitense presso la Naval Air Station Whidbey Island, Washington.
Derivato dal collaudato F/A-18F Super Hornet, l’ EA-18G consente di eseguire missioni di guerra elettronica attaccando le reti di comunicazione e i radar ostili, e può operare partendo sia dal ponte di una portaerei che dalla terraferma.
L’ EA-18G integra le capacità dei più avanzati sistemi AEA (Airborne Electronic Attack) con i sistemi d’ arma, sensori e sistemi di comunicazione disponibili sul Super Hornet. Incorpora componenti e suite di missione in comune con le ultime versioni dell’ EA-6B Prowler, l’attuale piattaforma AEA in servizio dal 1971 che il Growler è incaricato di sostituire.

Boeing, prime contractor e integratore finale, ha ricevuto il contratto di sviluppo e dimostrazione dell’ EA-18G nel dicembre 2003 e ha consegnato il primo Growler per prove e collaudi alla Marina nel settembre 2006. Alla realizzazione partecipa anche Northrop Grumman che fornisce i sottosistemi per attacchi elettronici.

L’entrata nella fase di valutazione operativa è prevista per settembre mentre il requisito della US Navy è di 85 EA-18G.

I Vikings del VAQ 129 sono di stanza a Whidbey Island, base principale di tutti gli aerei da guerra elettronica della US Navy, operano l’EA-6B dall’anno della sua entrata in servizio e hanno già ricevuto cinque Growler per compiti di test.

Guerra Elettronica: Addestramento congiunto dell’Aeronautica

Riferimento | Aerospazio | Europa |


L’ambizioso progetto tentato negli anni scorsi si è concretizzato su disposizione del Comando delle Forze da Combattimento di Milano e supportato dagli Alti Comandi con l’obiettivo di mettere a fattor comune l’esperienza che il 155° Gruppo ETS (Electronic Tactical Suppression) ha maturato nel corso degli ultimi dieci anni nel campo della Guerra Elettronica assumendone il ruolo di organizzatore.

Il rischieramento di 12 velivoli da caccia Tornado, 6 ECR (Electronic Combat Reconnaisance) del 155° e 6 IDS (Interdiction Strike)/MLU (Mid Life Update) del 154° ed una componente di circa 120 unità fra equipaggi e tecnici specialisti, è stato effettuato presso la base aerea USAFE di Spangdhahlem (Germania), sede del 52° Fighter Wing comprendente 3 Gruppi caccia (22° e 23° Gruppo F16CJ Block 50/52 e 81° Gruppo attacco con i velivoli A-10).

Gli obiettivi prefissati erano molteplici, sia per gli equipaggi volo che per la parte tecnico manutentiva. L’attività d’addestramento si è svolta con l’obiettivo di sfruttare l’esperienza maturata nel settore dal 155° Gruppo ETS, che ha assunto il ruolo di organizzatore della campagna congiunta, per un reciproco addestramento in ambiente denso di minacce superficie aria (SAM) radar asservite. La simulazione ha previsto una fase di crisi iniziale con conseguente rischieramento immediato di una componente dei due Gruppi costituitisi come una unica cellula Tornado Iitaliana su di una DOB (Deployable Operating Base) ove è stata costituita una unica area di Operazioni OPS (Sezione Intelligence “I”, Sala Operativa e Nucleo tecnico) a supporto della attività volativa di volo degli equipaggi. La campagna ha dato cosi la possibilità agli equipaggi di entrambe i Gruppi di addestrarsi in uno scenario altamente realistico.

Gli equipaggi del 154° Gruppo hanno potuto effettuare diverse tipologie di missioni con armamenti e profili di sgancio diversi, in ambiente con elevata minaccia SAM e con il supporto degli assetti SEAD (Soppressione dei Radar della Difesa Aerea Nemica) rappresentati dai velivoli ECR. D’altro canto gli equipaggi del 155° Gruppo, oltre ad operare in un ambiente elettromagneticamente denso di minacce potendo cosi sfruttare a pieno i sensori di guerra elettronica a bordo del velivolo ECR, hanno potuto confrontarsi con le problematiche connesse alla pianificazione di una missione AFSS (Supporto di un pacchetto reale di velivoli attaccanti) con armamento convenzionale e/o di precisione, attività, il più delle volte, simulata a livello di pianificazione. Alcune missioni di volo sono state volate assieme ai velivoli F16CJ del 22 Sqn. della USAFE a protezione dei velivoli Tornado italiani sotto il controllo dei Controllori d’intercettazione tedeschi.

La summenzionata attività di attacco e soppressione dei sistemi di difesa aerea risulta allo stato attuale difficilmente realizzabile in Italia a causa della mancanza di un idoneo poligono di guerra elettronica che risponda ai requisiti peculiari per l’attività ETS. La campagna ha inoltre anche costituito per gli equipaggi dei due Gruppi Volo un momento di aggregazione e di scambio interprofessionale, soprattutto in considerazione delle nuove capacità acquisite con i nuovi sofisticati ed aggiornati armamenti consegnati in dotazione ai rispettivi reparti.

Ulteriore obiettivo è stato inoltre quello di porre a fattor comune la parte tecnico manutentiva che ha potuto anch’essa addestrarsi ad operare in maniera congiunta lontano dalle rispettive basi madre. La sinergia delle forze e della vasta esperienza accumulata dal personale dei due Reparti volo ha consentito di raggiungere un elevato tasso di efficienza rivelandosi quindi una formula vincente confermata dall’elevato numero di sortite effettuate, circa 130 per un totale di oltre 250 ore di volo.

Il 154°, che fa parte dell’organico del 6° Stormo, dal dopoguerra fino ad oggi, è investito di compiti operativi, relativi all’addestramento per operazioni belliche e alla ricognizione aerea. In questo ambito gli equipaggi del gruppo si trovano spesso ad operare a stretto contatto con la Protezione Civile, com’è accaduto in occasione delle calamità naturali quali l’eruzione dello Stromboli e il terremoto di San Giuliano, o con organismi internazionali come il Tribunale Internazionale dell’Aja in occasione della crisi balcanica, che vide i Tornado del 6° Stormo operare per l’individuazione delle fosse comuni.

Il 155° Gruppo ETS ha sede sull’aeroporto ‘G. Graffer’ di San Damiano (PC) ed è equipaggiato con i moderni e sofisticati velivoli Tornado ECR altamente specializzati nella Guerra Elettronica. Ha il compito di acquisire e mantenere la capacità di colpire con precisione gli obbiettivi assegnati con l’impiego dei sofisticati equipaggiamenti disponibili sul velivolo in dotazione, prevalentemente a bassissima quota con ogni condizione di tempo, di giorno e di notte.

Fonte: AMI

Altri sistemi da guerra elettronica per la US Navy

Riferimento | Americhe | Marina | Medio Oriente e Africa |


Con la sigla del contratto da 101.9 milioni di dollari con Northrop Grumman la Marina USA acquisirà altri sette sistemi aerotrasportati per attacchi elettronici ICAP (Improved Capability) III, destinati alla flotta dell’USMC di EA-6B Prowlers.
I sistemi, che verranno prodotti a costi fissi per l’acquirente, comprensivi di componenti di pertinenza e parti di ricambio, fanno parte del terzo lotto e verranno consegnati all’ U.S. Marine Corps presso la base aerea di Cherry Point, North Carolina, sede del MAG-14 (Marine Air Group 14).

Già in servizio a bordo dei Prowlers in Iraq e Afghanistan, gli ICAP III sono l’ultima di cinque generazioni di sistemi da guerra elettronica impiegati per identificare, degradare e distruggere le difese aeree nemiche a guida radar e sistemi di comunicazione. I Prowlers portati allo standard ICAP III hanno raggiunto la capacità operativa iniziale (IOC) nel 2005, e costituiscono un assetto irrinunciabile per le forze USA, altamenti richiesti e disponibili in relativamente pochi esemplari.

Il cuore del sistema è il nuovo ricevitore ALQ-218, che permette, grazie ai sofisticati algoritmi che ne sono alla base, una risposta jamming selettiva, e possibilità di precisa localizzazione geografica della minaccia. l’ICAP III incorpora anche il MIDS (Multifunction Information Distribution System), che consente comunicazioni via data-link (Link 16) fra i Prowlers e il loro inserimento in ambiente netcentrico.

L’inizio delle consegne è programmato per il secondo trimestre del 2010.

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