AgustaWestland si è aggiudicata un contratto del valore di 560 milioni di euro da parte dell’Aeronautica Militare Indiana per la fornitura di 12 elicotteri AW101 per trasporto governativo, compresi servizi di supporto logistico e addestramento. Il risultato è il frutto della strategia di espansione di Finmeccanica nel mercato elicotteristico indiano sia civile che militare, i cui potenziali ritorni nel breve e medio periodo sono valutati in circa 5-6 miliardi di euro, per una stima complessiva di 600 elicotteri militari nei prossimi 10 anni per soddisfare i bisogni di esercito, marina, aeronautica e guardia costiera.
L’elicottero AW101 garantisce un alto livello di sicurezza per il trasporto di Capi di Stato e di rappresentanti governativi grazie alla presenza di tre turbine che assicuraro sia prestazioni che sicurezza in caso di avaria di un motore. La futura crescita della presenza industriale di AgustaWestland in India farà perno sull’accordo di produzione locale dell’AW119 Koala, che parteciperà alla gara indetta dal Ministero della Difesa indiano per l’acquisizione di elicotteri da sorveglianza e ricognizione. Attualmente l’AW119 è in fase di valutazione da parte delle forze armate indiane.
Pier Francesco Guarguaglini, Presidente e Amministratore Delegato di Finmeccanica, nell’esprimere soddisfazione per l’aggiudicazione della commessa ha così commentato: “Il contratto siglato con l’Aeronautica Militare Indiana conferma la qualità dei nostri prodotti, basati sull’eccellenza tecnologica, e la validità della nostra strategia di espansione verso i nuovi mercati. AgustaWestland negli ultimi anni ha consolidato la sua presenza sul mercato elicotteristico commerciale indiano con la vendita di oltre 30 elicotteri civili e con la firma a febbraio di un accordo con Tata Sons per la creazione di una joint venture in India per l’assemblaggio finale dell’elicottero AW119 nel paese”.
Oltre 180 elicotteri AW101 sono stati ordinati o sono in servizio in diversi paesi tra i quali anche Italia, Regno Unito, Danimarca, Portogallo, Giappone e Canada. Ad oggi l’AW101 ha totalizzato 220.000 ore di volo in servizio operativo in ogni condizione ambientale, incluse operazioni di combattimento nei Balcani, Iraq e Afghanistan.
Si è tenuta, presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (La Spezia), la cerimonia di varo della prima delle due navi rifornitrici di squadra (“fleet tanker”) ordinate a Fincantieri dalla Marina militare indiana, con consegna prevista entro la seconda metà dell’anno. Sono intervenuti, tra gli altri, Arif S. Khan, ambasciatore della Repubblica dell’India in Italia, Corrado Antonini, presidente di Fincantieri, l’Amm. Franco Paoli, comandante del Dipartimento Militare Marittimo dell’Alto Tirreno. L’ordine, annunciato in occasione del salone internazionale Euronaval nel 2008, è il primo per un’unità di superficie che l’India commissiona ad un’azienda europea scelta nell’ambito di una importante concorrenza internazionale, in particolar modo russa e coreana.
La “fleet tanker” è un’unità di rifornimento e supporto logistico, lunga 175 metri, larga 25, per un’altezza di 19 metri, con un dislocamento a pieno carico di 27.500 tonnellate, un apparato propulsivo composto da due motori diesel da 10mila kW. Può raggiungere una velocità massima di 20 nodi. Si caratterizza inoltre per un sistema propulsivo costituito da un asse dotato di un’elica a pale orientabili e di un ponte di volo per l’impiego di elicotteri medio pesanti (fino a 10 tonnellate).
La nave potrà ospitare 250 persone fra equipaggio e personale di supplemento. Grazie a doppi portali è in grado di effettuare il rifornimento di quattro unità contemporaneamente.
In ottemperanza alle nuove norme Marpol dell’International Maritime Organization sulla protezione ambientale, la nave è stata realizzata con un doppio scafo. Questo consentirà una maggiore protezione delle cisterne di carburante per evitare rischi di inquinamento in caso di collisioni o danneggiamenti.
La collaborazione con l’India è iniziata nel 2004 quando Fincantieri ha stipulato con il cantiere di Cochin due contratti per la progettazione dell’apparato motore, il trasferimento di tecnologia e la fornitura di servizi complementari per la costruzione della portaerei Indigenous Aircraft Carrier (IAC). Nel 2007 l’azienda ha consegnato inoltre “Sagar Nidhi”, nave oceanografica per il National Institute of Ocean Technology (NIOT) di Madras, già operativa al largo delle coste indiane, con piena soddisfazione del cliente.
Fincantieri considera strategico il mercato orientale e lo sviluppo della cooperazione con il prestigioso partner indiano, attenzione testimoniata sia dall’apertura negli anni scorsi di una sede di rappresentanza a New Delhi, sia dalla partecipazione annuale all’autorevole esposizione militare “Defexpo”.
Partnership che ha visto premiare l’azienda con l’esercizio, da parte della Marina indiana, dell’opzione (prevista nel contratto originario) per una seconda nave gemella “fleet tanker”, in costruzione presso il cantiere di Sestri Ponente (Genova) con consegna prevista per la seconda metà del 2011.
(Fincantieri)
Il T-50 PAK FA, il primo prototipo di caccia stealth di quinta generazione sviluppato dalla Russia, destinato a competere con gli americani F-22 ed F-35, ha compiuto il primo volo presso l’aeroporto estremo orientale di Dzemgi presso Komsomolsk-on-Amur, di proprietà della KnAAPO (Komsomolsk-on-Amur Aviation Production Association), controllata da Sukhoi. Il volo, della durata di 47 minuti, ha visto in prima fila il pilota collaudatore Sergey Bogdan, che ha commentato: “Nel corso del volo abbiamo condotto una prima valutazione della controllabilità, delle prestazioni dei motori e dei sistemi principali, l’aereo ha retratto ed estratto il carrello di atterraggio. Il velivolo si è comportato ottimamente in tutti i punti di prova in programma per oggi. È facile e comodo da pilotare”.
Rispetto alla precedente generazione di caccia russi il PAK FA possiede un certo numero di caratteristiche uniche che combinano le funzionalità di un velivolo d’attacco con uno convenzionale da superiorità aerea. Il T-50 sarà dotato di una nuova suite avionica che integrerà la funzionalità “pilota elettronico”, una sorta di intelligenza artificiale, così come un avanzato radar AESA sviluppato dall’ufficio di progettazione Tikhomorov NIIP. Questo ridurrà in modo significativo il carico di lavoro del pilota e gli permetterà di concentrarsi sul completamento delle missioni tattiche. I sistemi di bordo permetteranno uno scambio di dati in tempo reale non solo con i sistemi di controllo basati a terra, ma anche all’interno del gruppo di volo. L’applicazione di strutture in composito e tecnologie innovative, l’aerodinamica del velivolo, le misure applicate per diminuire la firma del motore, contribuiscono alla riduzione della RCS (radar cross section), dell’impronta ottica e infrarossi. Questo migliora notevolmente l’efficacia contro bersagli aerei e di terra, in qualsiasi momento della giornata e in ogni condizione meteorologica.
“Oggi abbiamo avviato un intenso programma di prove. Questo è un grande successo sia della scienza russa che delle scuole di progettazione. Questo risultato poggia su una squadra composta da più di un centinaio di nostri fornitori e partner strategici. Il PAK FA porterà ad un avanzamento dell’aeronautica russa e delle industrie collegate, verso un livello tecnologico completamente nuovo. Questi apparecchi, insieme con l’aggiornamento dei caccia di quarta generazione, definirà il potenziale delle forze aeree russe per i prossimi decenni. Sukhoi prevede di sviluppare ulteriormente il programma PAK FA, che coinvolgerà i nostri partner indiani. Sono fermamente convinto che questo nostro progetto comune supererà i rivali occidentali in termini di costo-efficacia e non solo rafforzerà le difese russe e indiane, ma conquisterà anche una quota significativa del mercato mondiale”, ha detto Mikhail Pogosyan, Direttore Generale di Sukhoi.
Fino ad oggi il velivolo è stato mantenuto segreto al riparo da occhi indiscreti, presentato dal personale tecnico di Sukhoi e dell’aeronautica russa solo ai collaboratori indiani, partner del programma.
Il prototipo presenta elementi di continuità con il Su-35, che fungerà da gap filler in attesa dell’entrata in servizio del T-50, prevista non prima di cinque/sette anni, con tutta probabilità verso il 2020; fra essi i nuovi motori NPO Saturn sviluppati sul modello dei “117S”, dotati di ugelli indipendenti a controllo vettoriale della spinta e capaci di 14.5 tonnellate di spinta ciascuno, i quali verranno rimpiazzati sul modello finale da una loro ulteriore evoluzione capace di 17.5 tonnellate di spinta ciascuno.
Il PAK FA fungerà da base per lo sviluppo del caccia FGFA (Fifth-Generation Fighter Aircraft), che sostituirà i MiG-29 Fulcrum e i Su-27 Flanker nell’aeronautica russa, e da cui verrà derivata una seconda versione biposto (quella russa è single-seat) destinata all’aeronautica indiana. Nel 2007 a Mosca è stato firmato un accordo tra Russia e India che prevede una partecipazione delle due nazioni nello sviluppo congiunto dell’avionica, della cellula, del motore e dell’armamento del FGFA.
Specialisti del Sukhoi Design Bureau e del centro di produzione Komsomolsk-on-Amur, che costruirà gli aerei russi, sono stati in visita in India per valutare le capacità industriali locali, mentre rappresentanti indiani del Ministero della Difesa e della Hindustan Aeronautics Limited (HAL, che eseguirà il 25% delle attività di progettazione e sviluppo) hanno discusso in Russia problematiche organizzative e operazionali. I termini del contratto verranno siglati a breve.
Si prevede un ordine per ciascuna forza aerea di 250 velivoli.
AgustaWestland, una società Finmeccanica, e Tata Sons hanno siglato un Memorandum of Understanding per la creazione di una joint venture in India per l’assemblaggio finale dell’elicottero AW119 in India. L’accordo è stato firmato oggi a Bangalore da Giuseppe Orsi, Amministratore Delegato di AgustaWestland, e Ratan Tata, Presidente di Tata Sons, in occasione del salone aeronautico Aero India. L’AW119 è un elicottero monomotore da 2,8 tonnellate il cui vantaggio competitivo è assicurato dalle migliori prestazioni tra gli elicotteri della sua categoria e dai più elevati standard di sicurezza. Ad oggi ne sono stati ordinati oltre 190 esemplari da circa 90 clienti in una trentina di paesi.
La nuova joint venture si occuperà dell’assemblaggio finale, della customizzazione e delle consegne dell’AW119 ai clienti in tutto il mondo, mentre AgustaWestland continuerà a essere responsabile delle attività di marketing e vendita dell’elicottero a livello globale. Per soddisfare la domanda mondiale, il rateo produttivo del nuovo stabilimento si attesterà sulle 30 unità l’anno; la consegna del primo elicottero è prevista nel 2011.
Attraverso le attività della joint venture potrebbe essere soddisfatto il requisito relativo al programma Reconnaissance and Surveillance Helicopter (RSH) lanciato dalle Forze Armate indiane, nell’ambito del quale AgustaWestland ha già proposto l’AW119 prodotto in India. Inoltre, le due società stanno valutando ulteriori opportunità commerciali in India per gli elicotteri AgustaWestland unitamente alla
relativa cooperazione industriale.
AgustaWestland vanta una presenza quarantennale in India con ordini e consegne per decine di elicotteri per impieghi sia militari che commerciali. Elicotteri prodotti dalla società di Finmeccanica sono infatti impiegati dalla Marina militare indiana. Inoltre tutti i modelli dell’attuale gamma dei prodotti commerciali, ossia l’AW119, l’AW109 Power, il Grand e l’AW139, hanno ottenuto un significativo successo in India in appena quattro anni con ordini per oltre 20 unità. Tra le principali applicazioni operative di questi ultimi modelli vi sono il trasporto VIP/corporate e il trasporto offshore. Il mercato degli elicotteri commerciali in India è in forte espansione e nell’ambito del mercato militare sono previsti programmi di acquisizione per circa 500 elicotteri nei prossimi anni.
Tata è un gruppo aziendale in rapida espansione con sede in India e con importanti attività internazionali. I ricavi per l’esercizio 2007/08, il cui il 61% è generato all’estero, sono stimati per 62,5 miliardi di dollari. Il Gruppo impiega circa 350.000 persone in tutto il mondo. Da 140 anni il marchio Tata gode in India di un’alta reputazione, conquistata grazie ad un’etica rigorosa e al rispetto dei valori fondamentali. Attualmente il Gruppo Tata opera in sette comparti: Information & Communication Technology, ingegneria, materiali, servizi, energia, beni di consumo e chimica.