26 apr, 2008
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L’F-35B, versione STOVL (short takeoff/vertical landing) del Lightning II, è stato oggetto di test a terra durante i quali è stato avviato per la prima volta il propulsore F135 di Pratt & Whitney, inaugurando la fase finale di prove in vista del primo volo in maggio/giugno. Il pilota collaudatore britannico Graham Tomlinson di BAE Systems ha effettuato due test portando il motore a piena potenza (senza postbruciatore), dopo aver condotto prove preliminari sull’ Integrated Power Package, che combina le funzioni di avviatore, generatore, sistema di climatizzazione e sostentamento di emergenza.
Sono stati anche testati i meccanismi di apertura e chiusura di tutti i portelli dorsali e ventrali del sistema STOVL.
L’F135 di Pratt & Whitney equipaggierà la prima serie di F-35B. L’F136, motore intercambiabile in fase di sviluppo da parte del GE Rolls-Royce Fighter Engine Team, farà il suo primo volo a bordo del Joint Strike Fighter nel 2010.
La prima serie di prove di volo avverrà con decolli e atterraggi convenzionali. All’inizio del 2009 si inizieranno a sperimentare le capacità STOVL con decolli corti, atterraggi verticali e hovering.
L’F-35 sarà il primo aereo STOVL stealth e supersonico. Destinato a sostituire gli AV-8B, gli F/A-18C/D e i GR7, entrerà in linea nell’USMC (United States Marine Corps), nella Royal Navy, nella Royal Air Force e nella Marina Militare Italiana.
L’ F-35B è una delle tre varianti del Lightning II. L’F-35A, versione a decollo ed atterraggio convenzionale ha iniziato il suo programma di test di volo nel dicembre del 2006 ed ha finora effettuato 40 voli superando le aspettative di performance ed affidabilità. L’F-35C, progettato per essere lanciato ed arrestato in modo convenzionale tramite catapulte e cavi d’arresto dal ponte delle portaerei della US Navy, farà il suo volo inaugurale nel 2009.
Il JSF sostituirà nelle varie flotte internazionali 13 modelli di aereo di 11 nazioni.
>> Intervista a Paul Bevilaqua, ideatore del sistema lift-fan presso la divisione Skunk Works di Lockheed Martin.
18 mar, 2008
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La Freedom, prima nave del programma Littoral Combat Ship costruita da Lockheed Martin, ha completato la fase di prova dei sistemi elettrici con l’accensione e spegnimento dei quattro generatori diesel da 750 kilowatt di Isotta Fraschini, società Fincantieri, e dell’impianto di generazione elettrica da tre megawatt, testandone il comportamento alla massima potenza e la loro sincronizzazione per ottenere i livelli di potenza richiesti per supportare le operazioni della nave in mare.
Questa è una importante tappa di programma che dimostra la capacità dell’impianto di supportare tutte le richieste di alimentazione dei sistemi e sensori della nave in vista delle prove, valutazioni e operazioni in mare.
La Marina USA ha recentemente cancellato la terza e la quarta nave prevista nel programma LCS, costruite rispettivamente da Lockheed Martin e General Dynamics, a causa dell’aumento non controllato dei costi (fino all’86%, passando da 220 a 410 milioni di dollari per unità) e la previsione di spesa per il 2009 trasmessa a Capitol Hill ha mostrato cambiamenti importanti, compresa la riduzione degli ordini iniziali a 4 navi rispetto alle 6 pianificate.
Il programma LCS è nato per soddisfare il requisito della Marina Americana per la fornitura di fregate multimissione (Asuw, Asw, Miw), sostitute delle classe Perry, capaci di operare efficacemente in ambiente litoraneo. Alla competizione partecipano 2 consorzi guidati da Lockheed Martin e General Dynamics.
Il 23 settembre 2006 è stata varata la prima unità, la LCS-1 USS FREEDOM, che sarà consegnata alla US Navy entro la fine del 2008 e dislocata a San Diego, mentre il requisito della marina per questo tipo di navi resta fermo a 55 unità.
14 mar, 2008
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L’F-35 Lightning II ha completato con successo la prima fase dei test di rifornimento in volo, una tappa importante in vista delle prime consegne del velivolo di produzione nel 2010.
La prova, che si è avvalsa delle precedenti verifiche a terra dei relativi sistemi, ha visto la partecipazione di un KC-135 e si è concentrata sullo studio aerodinamico del comportamento del velivolo nella scia del rifornitore e quando connesso al boom di rifornimento a 20.000 piedi.
Il volo è durato un’ora e 34 minuti durante i quali sono stati effettuati multipli avvicinamenti ed attracchi. Il capo pilota collaudatore Jon Beesley ha sottolineato l’eccellente manovrabilità dell’aereo sia nei pressi del tanker che una volta connesso alla sonda rigida.
I primi test con trasferimento di carburante seguiranno nei prossimi mesi.
L’F-35A trasporta internamente 18.000 lb di carburante (pari all’F-22, superiore a F-16, F/A-18E/F e Typhoon), capacità di stivaggio che gli conferisce grande autonomia senza bisogno di serbatoi esterni subalari, che comprometterebbero parte della stealthness, e riducendo il bisogno di supporto in area di rifornitori.
Recentemente l’Olanda ha espresso l’intenzione di acquisto preliminare di due F-35 per prove operative e valutazioni iniziali, per partecipare così alla fase congiunta con gli Stati Uniti IOT&E (Initial Operational Test and Evaluation) che inizierà dal 2011. Anche altri paesi partner di programma come Regno Unito e Italia stanno valutando l’adesione con l’acquisto di velivoli di prova, che consentirà di mettere a disposizione di un’unica organizzazione i propri rispettivi aerei, riducendo così i costi finali rispetto ad analoghi procedimenti separati.
L’F-35 Lightning II è un cacciabombardiere stealth supersonico multiruolo di 5a generazione destinato a sostituire una vasta gamma di aerei attualmente in servizio nelle forze aeree internazionali.
5 mar, 2008
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Quattro team industriali che comprendono fra i maggiori partecipanti Boeing, Lockheed Martin, Northrop Grumman e Orbital Sciences Corp., a loro volta a capo di sottogruppi di ricerca, sono stati selezionati dalla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) per dimostrare la fattibilità iniziale di un nuovo concetto di architettura di sistema per satelliti. Il primo contratto, del valore di circa 12.8 milioni di dollari, intende finanziare la ricerca, progettazione, sviluppo e sperimentazione di un sistema di satelliti collaborativi in grado di scambiarsi dati e carichi di lavoro agendo come una singola entità. Il programma, noto come F6 (Future, Fast, Flexible, Fractionated, Free-Flying Spacecraft), intende dimostrare che un unico grande satellite convenzionale può essere sostituito da un gruppo di satelliti più piccoli, lanciati singolarmente, che si muovono in gruppo e comunicano in rete tra loro, un concetto noto come “frazionamento”. Ciascun satellite frazionato contribuisce all’insieme con una sola specializzazione, sia essa elaborazione dati, comunicazioni a terra, o altra funzione con cui può essere configurato il carico pagante.
I vantaggi di un tale sistema risiedono nella sua flessibilità, consentendo di lanciare un singolo modulo quando è pronto senza dover aspettare il completamento degli altri apparati e scongiurando quindi l’eventualità di ritardi nella tabella di marcia rispetto ad un unico satellite complesso, nell’abbassamento dei rischi dovuti ad un potenziale fallimento del lancio, maggiore resistenza contro attacchi ASAT (con armi anti-satellite) e possibilità di poter rapidamente sostituire uno dei componenti senza complesse missioni di recupero in orbita. Un sistema così configurato sarebbe coerente con entrambe le leggi di Moore permettendo di avere degli assetti costantemente aggiornati sotto il profilo della potenza di calcolo senza che si debba aspettare la fine della vita operativa dell’intero satellite per passare ad un completo rinnovamento.
Il completamento della prima fase (di 4) di questo programma è stimata per febbraio 2009 quando verranno esaminate le Preliminary Design Review del programma F6 proposte da ciascun team partecipante.