7 giu, 2008
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Il governo statunitense ha dato il via libera a Lockheed Martin con procedura UCA (Undefinitized Contract Authorization) alla fornitura di 24 aerei F-16 C/D Block 52 al Marocco, che diventerà così la venticinquesima nazione ad utilizzare il Fighting Falcon quando inizieranno le consegne nel 2011. Configurato secondo i requisiti richiesti dalla Royal Moroccan Air Force (RMAF), il caccia verrà venduto in associazione con equipaggiamento di missione e pacchetto di supporto.
L’F16 batte così nella competizione il Rafale di Dassault, con cui il Marocco era in discussioni avanzate, e punta al prossimo obiettivo degli Emirati Arabi per la sostituzione dei 63 Mirage 2000-9 a partire dal 2013, gara in cui il Rafale resta comunque favorito.
L’aereo dovrebbe incorporare serbatoi conformal per il trasporto di 1.36 tonnellate addizionali di carburante JP-5/8, radar APG-68(V)9 di Northrop Grumman, propulsore F100-PW-229 di Pratt & Whitney, pod di targeting Sniper XR/Pantera, pod di navigazione LANTIRN/Pathfinder, il Joint Helmet-Mounted Cueing System (JHMCS), oltre ad essere compatibile con gran parte degli armamenti a guida laser o GPS presenti sul mercato eventualmente forniti all’interno del programma di Foreign Military Sales.
Più di 4.400 F-16 sono stati venduti fino ad ora nel mercato internazionale, costruiti nelle linee di assemblaggio di cinque diversi paesi (USA, Corea, Turchia, Belgio e Olanda), che ne fanno uno dei programmi aeronautici di maggior successo al mondo, e la produzione continuerà almeno fino al 2012, parallelamente al continuo aggiornamento della macchina e in contemporanea alla progressiva entrata in servizio del nuovo F-35.
30 mag, 2008
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L’F-35B, la versione STOVL (short takeoff/vertical landing) del Lightning II, ha condotto un test completo a piena potenza del sistema di propulsione costituito dall’accoppiata motore F135 / Lift-Fan, ultimo ciclo di prove in vista del primo volo ormai imminente. Il pilota collaudatore britannico Graham Tomlinson di BAE Systems ha effettuato due test con il velivolo BF-1 ancorato a terra, durante i quali ha compiuto una conversione dall’assetto convenzionale a quello stovl, azionando i meccanismi di apertura e chiusura di tutti i portelli dorsali e ventrali del sistema e l’ugello snodabile incernierato a tre stadi che vettora verso il basso lo scarico del motore, provvedendo insieme alla ventola dietro la cabina di pilotaggio a fornire durante gli atterraggi verticali la portanza non più data dall’ala.
L’F135 di Pratt & Whitney equipaggierà la prima serie di F-35B. L’F136, motore intercambiabile in fase di sviluppo da parte del GE Rolls-Royce Fighter Engine Team, farà il suo primo volo a bordo del Joint Strike Fighter nel 2010.
La prima serie di prove di volo avverrà con decolli e atterraggi convenzionali. All’inizio del 2009 si inizieranno a sperimentare le capacità STOVL con decolli corti, atterraggi verticali e hovering.
L’F-35 sarà il primo aereo STOVL stealth supersonico. Destinato a sostituire gli AV-8B, gli F/A-18C/D e i GR7, entrerà in linea nell’USMC (United States Marine Corps), nella Royal Navy, nella Royal Air Force e nella Marina Militare Italiana.
L’ F-35B è una delle tre varianti del Lightning II. L’F-35A, versione a decollo ed atterraggio convenzionale ha iniziato il suo programma di test di volo nel dicembre del 2006 ed ha finora effettuato 40 voli superando le aspettative di performance ed affidabilità. L’F-35C, progettato per essere lanciato ed arrestato in modo convenzionale tramite catapulte e cavi d’arresto dal ponte delle portaerei della US Navy, farà il suo volo inaugurale nel 2009.
Il JSF sostituirà nelle varie flotte internazionali 13 modelli di aereo di 11 nazioni.
Video del test
26 mag, 2008
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La sonda Phoenix, costruita per la Nasa da Lockheed Martin, si è posata senza problemi sul suolo di Marte dopo un viaggio nello spazio di 680 milioni di chilometri cominciato con il lancio da Cape Canaveral nell’agosto 2007 con un vettore Delta II, dando inizio così ad una missione di tre mesi durante i quali utilizzerà gli strumenti di bordo per analizzare il suolo e il ghiaccio del sito nella regione polare marziana. E’ la prima sonda spaziale a posarsi sulla regione artica del pianeta rosso per sondarne il permafrost. La speranza degli scienziati, per questa missione da 420 milioni di dollari, è che possa essere rilevato del ghiaccio, da cui deriverebbe la possibilità di rintracciare forme di vita.
I segnali radio ricevuti alle 4:53:44 pm (ora del Pacifico) hanno confermato che il Phoenix Mars Lander è sopravvissuto alla difficile discesa finale e ha toccato il suolo con un anticipo di 15 minuti.
Come previsto, Phoenix ha smesso di trasmettere un minuto dopo lo sbarco e ha concentrato la sua limitata batteria nell’aprire i pannelli solari e in altre attività critiche. La prima foto ha confermato che i pannelli si sono aperti come previsto e le aste ripiegate contenenti la macchina fotografica stereo e la stazione meteo hanno raggiunto la posizione verticale. Scopo della missione non e’ tanto quello di trovare tracce di vita, bensì di rintracciare composti organici che possono essere indicatori che le condizioni per la vita ci sono o ci sono state sul pianeta.
La sonda, che prende il nome “Fenice” dal fatto di essere erede del Mars Surveyor Lander, programma cancellato nel 2001, sarà la prima a toccare acqua ghiacciata nell’attesa di trovare prove di vita microbica attuale o passata. Le prime immagini hanno fornito un assaggio del fondovalle pianeggiante che dovrebbe presentare un permafrost ricco d’acqua all’interno del raggio del braccio robotico della sonda.
“Notiamo la mancanza di rocce che ci aspettavamo, vediamo i poligoni che abbiamo visto dallo spazio, non si vede ghiaccio sulla superficie, ma riteniamo che lo potremo vedere al di sotto”, ha detto Peter Smith della University of Arizona, Tucson, investigatore principale per la missione Phoenix.
Solo cinque dei 15 precedenti tentativi di scendere su Marte avevano avuto successo, in tutti i casi ad opera di sonde americane. Ad aprire la strada erano state, nel 1975-76, Viking 1 e 2, seguite da Pathfinder nel 1996 e dai sorprendenti Spirit e Opportunity, che dal 2004 continuano a setacciare il suolo marziano. Il piccolo ‘lander’ europeo Beagle 2 ando’ invece perduto nel 2003, ma il satellite che lo trasportava, Mars Express – un progetto in buona parte italiano – continua a fotografare il pianeta rosso in orbita.
19 mag, 2008
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La loitering munition “Fire Shadow”, arma standoff in grado di sorvolare per un tempo prolungato il campo di battaglia alla ricerca di potenziali bersagli, ha compiuto il suo lancio inaugurale presso il poligono di Aberporth, nel Galles occidentale, di proprietà del Ministero della Difesa inglese e concesso in gestione a QinetiQ. Sviluppato congiuntamente in tempi record dal team LM, di cui è a capo MBDA e che comprende tra gli altri Lockheed Martin UK INSYS, Selex Galileo, QinetiQ, Thales UK e Vega, questo genere di munizione nasce come proposta di soluzione dell’urgente requisito britannico riguardo un assetto ogni-tempo e a basso costo in grado di colpire con precisione obiettivi di superficie, fissi o in movimento, all’interno di scenari complessi mantenendo la propria presenza fissa sul luogo in attesa dell’assegnazione del bersaglio.
Il test ha dimostrato l’efficacia del particolare design con semiali a freccia negativa e dell’intero sistema, che si è comportato come previsto nelle sequenze di lancio, separazione e volo, fase in cui Fire Shadow è salito fino alla quota programmata e percorso la traiettoria prestabilita prima di effettuare una picchiata con manovre ad alto numero di g per simulare un ingaggio reale del bersaglio.
Immagini video e telemetria sono stati trasmessi via datalink alla stazione di controllo a terra.
Secondo requisito Fire Shadow dovrà operare con raggi operativi superiori a 100km e CEP (Circular Error of Probability) inferiore al metro. Per osservare le complesse regole d’ingaggio verrà conservato il principio del “Man in the Loop” che lascierà la possibilità all’operatore di avere l’ultima parola sulla condotta a termine della missione, in caso di variazione dei parametri originali. Fire Shadow riceverà i dati di targeting da una varietà di assetti ISTAR (Intelligence, Surveillance Target Acquisition and Reconnaissance) come lo UAV (Unmanned Air Vehicle) Watchkeeper e potrà sorvolare l’area di interesse per 10 ore in attesa dell’obiettivo, capacità particolarmente utile in scenari urbani.