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Contratto per l’integrazione del missile Meteor a bordo del Gripen

Riferimento | Aerospazio | Europa |


Saab e FMV (l’agenzia svedese per le acquisizioni militari) hanno firmato un contratto quadriennale da 34 milioni di euro per l’integrazione del missile BVRAAM (beyond-visual-range air-to-air missile) di MBDA Meteor a bordo dei Gripen C/D, una via per rendere ancora più appetibile il caccia sul mercato export. L’integrazione avverrà sia a livello sensoristico con l’avionica di bordo che a livello di comunicazioni grazie al datalink bidirezionale di cui è dotato il missile. Il Gripen a partire dal 2006 è stato la piattaforma prescelta di lancio per le prove di fuoco del sistema d’arma europeo al fine di testare le performance complessive e i vari sottosistemi di propulsione, controllo e comunicazione. Ora con la completa integrazione del Meteor l’aereo si appresta a diventare il primo caccia in grado di utilizzare in combattimento il nuovo missile, prima di piattaforme designate come l’Eurofighter Typhoon, che potrebbe montarlo a partire dal 2014.
Attualmente i Gripen sono equipaggiati con l’equivalente americano AIM-120 Advanced Medium-Range Air-to-Air Missiles (AMRAAM) di Raytheon.

Il missile aria-aria a medio e lungo raggio Meteor, propulso da uno statoreattore a combustibile solido, ha una portata di olte 100 Km con velocità di punta di Mach 4 e testata a frammentazione; dispone di un sensore radar attivo che utilizza le tecnologie migliorate provenienti dai programmi Aster e Mica, ed è resistente alle contromisure elettroniche attive e passive del nemico; la comunicazione bidirezionale assicura l’invio e la ricezione di aggiornamenti in volo sui bersagli, compresi dati inviati da terze parti. Il missile è stato ordinato da Francia, Germania, Italia, Spagna, Svezia e Inghilterra per equipaggiare i Typhoon, i Dassault Rafale, i Gripen e in futuro l’F-35 nelle rispettive aeronautiche.

L’Italia intende acquisire 400 missili (da montare sugli Eurofighter), pari al 18% circa della produzione totale prevista. La quota di partecipazione dell’Italia è stimata in 123 milioni di euro per la fase di sviluppo e in 390 milioni di euro per la fase di industrializzazione e di produzione. Il completamento del programma è previsto per il 2013 da parte del prime contractor MBDA.

Il Meteor è stato progettato per sconfiggere le minacce aeree presenti e future che si trovano oltre la portata visiva, con prestazioni in termini di velocità e agilità in grado di aumentare significativamente le capacità di combattimento dell’aereo lanciatore. Il motore ramjet, con portata regolabile, permette al Meteor di mantenersi costantemente ad alta velocità fino al raggiungimento del bersaglio, capacità che rende ardua qualsiasi manovra di fuga. Il Meteor ha la più grande No Escape Zone (la distanza alla quale il bersaglio non può più evitare il missile) di qualsiasi altra arma aria-aria, fornendo un vantaggio tattico al pilota che può lanciare da distanza di sicurezza con un ottima probabilità di centrare il bersaglio. Il programma prevede le prime consegne dei lotti di produzione nel corso del 2012.

Il Gripen è in servizio in Svezia, Repubblica Ceca, Ungheria e Sud Africa ed è stato ordinato dall’aeronautica thailandese. La UK Empire Test Pilots ‘School (PTE) utilizza il Gripen come piattaforma di addestramento per i piloti collaudatori in tutto il mondo.

Completata nuova campagna di prove del missile Aster 30

Riferimento | Europa | Marina |

Nel corso dell’ultimo mese sono stati effettuati lanci a diverse gittate del missile Aster 30 dalla fregata italiana classe Orizzonte “Andrea Doria”, dalla omologa fregata francese Horizon “Forbin” e dalla piattaforma britannica “Longbow”, a scopo di indagine dopo i problemi verificatisi nel corso di due lanci lo scorso anno a bordo della HMS Daring e HMS Dauntless, classe Type 45, che hanno comportato la sospensione della fase di accettazione del missile. Le prove sono state effettuate in una serie di scenari sempre più complessi che sono culminati in un test finale consistente nel lancio di una salva contro un bersaglio in volo radente che effettuava una manovra terminale ad elevato numero di “g”.
Tutti i lanci sono perfettamente riusciti, con il sistema navale PAAMS ed i missili Aster che hanno eseguito le operazioni come previsto in ciascun caso. Questo prospetta la fine della complessa e intensa campagna di rivalidazione effettuata dal costruttore MBDA, che ha comportato piccoli interventi di riprogettazione del missile dopo dei difetti riscontrati negli ultimi lotti di produzione.

Antoine Bouvier, CEO MBDA, ha dichiarato: “Questi lanci, effettuati con successo, dimostrano che MBDA ha messo definitivamente a punto l’aspetto tecnico riguardante l’Aster che ha creato qualche inconveniente lo scorso anno. I lanci completati assicurano ai nostri clienti interni la possibilità di dispiegare pienamente le capacità operative sia del sistema PAAMS (E) con le forze navali francesi e italiane, sia del sistema Sea Viper con la marina britannica, entro l’anno”.

Il sistema Sea Viper della Royal Navy è diverso dal PAAMS (E) scelto da Francia e Italia per i cacciatorpedinieri del programma Horizon/Orizzonte. Mentre queste ultime hanno selezionato l’MFR (MFR – Multi Function Radar) EMPAR, la Royal Navy, per soddisfare le sue esigenze specifiche, adotterà l’MFR SAMPSON, di BAE Systems INSYTE.

I cacciatorpedinieri Orizzonte, così come le Type 45, forniranno difesa aerea di zona al gruppo navale e protezione contro missili antinave e minacce aeree a media e lunga distanza, nonchè supporto in missione di proiezione di forza.

Primo lancio del MdCN Scalp Naval

Riferimento | Europa | Marina |

La Direzione Generale per gli Armamenti (DGA) francese ha completato con successo il primo lancio del Missile De Croisière Naval (MdCN) Scalp Naval di MBDA, presso il centro dedicato ai test missilistici di Biscarrosse, per mezzo di un lanciatore verticale Sylver A70, teso a simulare la partenza da una nave di superficie. Il MDCN doterà le fregate multimissione europee (FREMM) francesi a partire dal 2014 e i sei sottomarini d’attacco Barracuda a partire dal 2017.

Tutti gli obiettivi della prova sono stati raggiunti, permettendo la convalida della fase di partenza del missile dal lanciatore verticale, e la transizione verso la configurazione da crociera dopo la separazione del booster SAB (système d’accélération et basculement).

Questo successo iniziale dimostra la maturità tecnica acquisita dopo i primi tre anni di sviluppo lungo i quali sono stati testati i componenti principali come il contenitore di lancio CTV, la capsula a tenuta stagna per cambiamento d’ambiente per i missili destinati ad essere lanciati da sottomarino, la testata di guerra e i subassemblati del propulsore Microturbo TR50 che fornirà la spinta durante la fase di crociera.

Coerentemente con l’obiettivo fissato dal Libro Bianco della Difesa e della Sicurezza Nazionale francese, la DGA ha ordinato 200 missili ad MBDA, prime contractor del team di aziende che include Thales (navigazione), Microturbo (motore) e Selex Galileo (sensore IR), 150 dei quali destinati alle fregate FREMM e 50 ai sottomarini Barracuda.

Con una portata di circa mille chilometri, il MDCN è progettato per colpire obiettivi in profondità nel territorio nemico. Il suo impiego è complementare a quello dei missili da crociera Scalp EG (Storm Shadow) aerotrasportati da cui deriva, riprendendone l’architettura generale.

Imbarcato su piattaforme posizionate ad una distanza di sicurezza in acque internazionali, quali fregate e sottomarini, il MDCN è adatto per le missioni di distruzione delle infrastrutture di alto valore strategico e installazioni debolmente o moderatamente rinforzate (banchine, edifici, strutture strategiche politiche, industriali, economiche e militari etc.) con una precisione di livello metrico, al fine di ridurre i danni collaterali, e una portata che dipenderà dal profilo di volo selezionato.

Il missile ha un’ottima capacità di penetrare le difese nemiche: superata la fascia costiera il MDCN può volare a bassissima quota, seguendo la conformazione del terreno grazie anche alla cartografia preimpostata e alla guida inerziale/GPS coadiuvata da radaraltimetro, disponendosi con un profilo ottimizzato per ridurre la sua RCS (superficie radar equivalente), e colpendo l’obiettivo con la sua testata di 250 kg, grazie alle indicazioni fornite dal sensore IR.

Primo lancio navale del missile Exocet Block 3

Riferimento | Europa | Marina |


L’Exocet MM40 Block 3, missile subsonico superficie-superficie per attacchi antinave e costieri ordinato dalla Marina Francese, dagli Emirati Arabi Uniti, dall’Oman e dal Marocco, è stato lanciato per la prima volta da una nave della Marina, precisamente dal cacciatorpediniere da difesa aerea Chevalier Paul, classe Forbin, seconda nave francese del programma Orizzonte. La prova è avvenuta nell’area di collaudo della Direzione Generale degli Armamenti francese presso L’ile du Levant.

Il missile, caratterizzato da bassa RCS e ridotta traccia IR, alta manovrabilità, e precisione garantita dalla suite di sensori INS/GPS, radar-altimetro FMCW, seeker attivo in banda J, è compatibile con le celle di lancio correntemente adoperate per gli Exocet MM40 Block 1 e 2, consentendo un rapido ed economico dislocamento sugli assetti della Marine Nationale, in numero massimo di 8 missili per unità. Ha un raggio d’azione di oltre 180 km (di 2/3 superiore ai Block 2), dimensioni uguali a quelle del predecessore ma con un peso inferiore, e nuovo sistema di propulsione turbofan che permette al missile di manovrare a velocità di Mach 0.9.

Il programma di aggiornamento dei 45 missili Exocet MM40 block 2 allo standard Block 3 è stato affidato nel dicembre 2008 dalla DGA a MBDA, che li consegnerà a partire da dicembre 2010 fino a giugno 2013.
Oltre alle due Orizzonte, il Block 3 equipaggerà le fregate francesi FREMM e Lafayette.

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