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Varata la quarta Buque de Acción Marítima (BAM) della Armada Española

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Il varo della BAM P-44 ‘Tornado’ avviene tre giorni dopo che il Consiglio dei Ministri spagnolo ha dato il via libera alla costruzione del secondo lotto di cinque navi.

All’evento hanno partecipato il Ministro della Difesa, Carme Chacón e il Ministro per la Scienza e l’Innovazione, Cristina Garmendia, che è stata anche la madrina della cerimonia, tenutasi presso il cantiere Navantia di San Fernando (Cadice).

Il Tornado è la quarta nave di tipo BAM che Navantia sta costruendo per la Marina Militare spagnola. Queste navi sono studiate per essere modulari e ospitare attrezzature di missione diverse per portare a termine i compiti assegnati, fra cui protezione e scorta, controllo del traffico marittimo, attività di anti-terrorismo e anti-pirateria, lotta al traffico di droga e di esseri umani, ricerca e soccorso, trasporto cargo, supporto per le situazioni di crisi e aiuti umanitari, controllo ambientale e soccorso sanitario.

Ogni nave, dotata di cannone OTO Melara da 76/62 mm, due cannoni Mk-38 da 25 mm e due mitragliatrici da 12.7 mm, misura 93.90 metri di lunghezza, 14.2 di larghezza, ha un’autonomia di 8.000 miglia (14.800 km) a 15 nodi e una velocità massima di 20.5 nodi, grazie al sistema propulsivo CODOE (Combined Diesel Or Electric), costituito da due motori diesel da 4.500 kW e due elettrici da 750 kW ciascuno. Dal ponte di volo può operare un elicottero della classe dell’ NH90, che può essere ospitato nell’hangar coperto; in alternativa può accomodare due RIB (Rigid Inflatable Boat). La BAM ha un dislocamento a pieno carico di 2.575 tonnellate e necessita di un equipaggio di 35 persone, con spazio a bordo per altre 35.

La seconda fase prevede la costruzione di altre cinque navi, tre in versione da pattugliamento (con pacchetti di missione ELINT/SIGINT, e lotta anti-mine), simili nella configurazione alle prime quattro, una dedicata a missioni di ricerca e soccorso (e supporto a gruppi di immersione, soccorso sommergibili), e la quinta per ricerca oceanografica.

Il Ministro della Difesa ha sottolineato che la costruzione di queste navi sta dotando la Armada di competenze più specifiche, oltre a rafforzare il settore della cantieristica navale e creare ricchezza e occupazione in Spagna.

La Juan Carlos I riceve il primo elicottero

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Un SH-3D Sea King della 5ª Escuadrilla è atterrato sopra il terzo spot del ponte di volo della Buque de Proyección Estratégica ‘Juan Carlos I’ (L61) della Marina spagnola, divenendo così il primo velivolo ad essere ospitato a bordo della nave.

Dopo questo primo arrivo, seguiranno altri elicotteri della 6ª Escuadrilla (basata su Hughes 500) e gli AB-212 della 3ª Escuadrilla. Queste attività di volo si inseriscono nel programma per l’ottenimento della certificazione operativa della nuova LHD (Amphibious Assault Ship) della Marina, che si completerà con il lancio e l’atterraggio di un Harrier AV-8B Plus della 9ª Escuadrilla.

La Juan Carlos I può ospitare 30 velivoli tra componente ad ala fissa e rotante, e il ponte di volo è dotato di 6 spot per elicotteri AB-212, SH-3D, UH-60, NH-90 (in alternativa può operare 4 CH-47 Chinook), e 3 stazioni di parcheggio laterale. Lo sky-jump rende possibile il lancio di velivoli a decollo corto e atterraggio verticale come i 12 Harrier trasportabili sulla nave.

Fin dalla sua consegna alla Marina Militare spagnola avvenuta lo scorso 30 settembre, la nave è entrata nella fase di valutazione operativa della durata di un anno, al fine di testare la corrispondenza delle prestazioni dei sistemi con le specifiche di progetto. Il primo test ha riguardato il sistema di propulsione CODLAG (COmbined Diesel-eLectric and Gas turbine).

Recentemente ha partecipato all’esercitazione ADELFIBEX 01/11, che vedeva impegnato il Grupo de Acción Naval-2 (COMGRUP-2) per operazioni di proiezione e assalto anfibio, con l’opportunità di testare il bacino allagabile per il lancio dei 4 LCM 1E (Landing Craft Mechanized) e dei 4 gommoni RHIB (Rigid-hulled inflatable boat) ospitati. La nave può operare anche singole piattaforme cargo LCU (Landing Craft Utility) e 1 hovercraft da sbarco LCAC (Landing Craft, Air Cushion).

La LHD Juan Carlos I è stata progettata per svolgere missioni anfibie, proiezione di forza, trasporto cargo e assistenza umanitaria in aree disastrate (grazie alla grande capacità dell’ospedale a bordo), potendo agire anche come portaerei ausiliaria. Ospita sistemi di gestione e comunicazione C2 (Comando e Controllo), radar di ricerca 3D Lanza Naval, radar di navigazione e superficie, suite ESM/ECM, IFF, e sistemi di sorveglianza EO/IR. Il sistema di combattimento è lo SCOMBA standard. Quanto all’armamento per autodifesa, sistema anti-siluro rimorchiato Nixie, 4 mitragliatrici da 20mm, 6 da 12.7mm, e kit d’esca antimissile SRBOC Mk 36.

La nave ha una lunghezza complessiva di 230.82 metri (ponte di volo 202.3 m), e un dislocamento a pieno carico di 27.500 tonnellate. Può raggiungere velocità di 20 nodi con un’autonomia di 11.000 km (16.600 km alla velocità di crociera di 15 nodi). Il suo equipaggio sarà composto da 247 persone con capacità di ospitarne 1.400 (o 902 soldati equipaggiati).

Attualmente sono state ordinate al costruttore Navantia 3 unità, una per l’Armada e 2 per la Royal Australian Navy (Classe Canberra), in collaborazione con BAE Systems Australia, con consegne nel 2014 (HMAS Canberra) e 2015 (HMAS Adelaide).

Varo della terza Buque de Acción Marítima (BAM) della Armada Española

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Presso i cantieri di San Fernando-Puerto Real, in una cerimonia che ha visto presenti autorità civili e militari, così come il Presidente di Navantia, Aurelio Martínez Estévez, è avvenuto il varo della terza unità polivalente BAM (Buque de Acción Marítima), la Relámpago (P-43). La consegna delle quattro navi della prima tranche (Meteoro, Rayo, Relámpago e Tornado) previste dal contratto firmato il 31 luglio del 2006 tra Navantia e Ministero della Difesa spagnolo, è iniziata a fine 2009 e terminerà nel 2011. Dal 2011 fino al 2015 avverrà la costruzione del secondo lotto di quattro navi, come previsto dall’opzione formalizzata a fine settembre.

Queste navi sono studiate per essere modulari e ospitare attrezzature di missione diverse per portare a termine i compiti assegnati alla Marina spagnola, fra cui protezione e scorta, controllo del traffico marittimo, attività di anti-terrorismo e anti-pirateria, lotta al traffico di droga e di esseri umani, ricerca e soccorso, trasporto cargo, supporto per le situazioni di crisi e aiuti umanitari, controllo ambientale e soccorso sanitario; rinnoveranno l’attuale flotta di pattugliatori (Barceló, Anaga, Conejera, Toralla e Descubierta) con una forza di azione marittima con capacità oceanica dotata di sistema di combattimento SCOMBA (Sistema de COMbate de los Buques de la Armada), e avanzati sistemi di comunicazione, comando e controllo. La nave è costruita secondo standard commerciali per quanto riguarda scafo, sistema di propulsione e generazione di energia per la nave, ed è stata progettata per limitare al minimo l’inquinamento in mare.

Le BAM offrono una grande versatilità e un elevato grado di comunanza con le altre navi della Armada. Ogni nave, dotata di cannone OTO Melara da 76/62 mm, due cannoni Mk-38 da 25 mm e due mitragliatrici da 12.7 mm, misura 93.90 metri di lunghezza, 14.2 di larghezza, ha un’autonomia di 8.000 miglia a 15 nodi e una velocità massima di 20.5 nodi, grazie al sistema propulsivo CODOE (Combined Diesel Or Electric), costituito da due motori diesel da 4.500 kW e due elettrici da 750 kW ciascuno. Dal ponte di volo può operare un elicottero della classe dell’ NH 90, che può essere ospitato nell’hangar coperto, che in alternativa può accomodare due RIB (Rigid Inflatable Boat). Ha un dislocamento a pieno carico di 2.575 tonnellate e necessita di un equipaggio di 35 persone, con spazio a bordo per altre 35.

Il disegno delle BAM può essere adattato per i futuri requisiti, fra cui una versione per ricerche oceanografiche, una per raccolta informazioni ELINT (electronic intelligence) – SIGINT (signal intelligence), una per compiti anti-mine e una per supporto a gruppi di immersione, soccorso sommergibili.

La prima unità della classe, la Rayo, entrerà in servizio ad aprile 2011.

Completati test in acqua del nuovo sonar per i sottomarini spagnoli S-80

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S-80
Lockheed Martin ha completato con successo i test in acqua, presso la US Navy’s Underwater Test Facility, del nuovo sistema sonar a pannello cilindrico destinato ai sottomarini diesel elettrici spagnoli classe S-80. Il sistema, che sarà il sensore primario per le operazioni in immersione, si compone di un idrofono in configurazione speciale, unico per tutte le piattaforme, pannelli sonar laterali, misuratore di distanza passivo e sonar per l’individuazione di mine e ostacoli. Progettato e sviluppato nell’ambito di un contratto fra Lockheed Martin e governo spagnolo per la fornitura del sistema di combattimento integrato, il sonar trae beneficio dalle esperienze maturate con i programmi dei sottomarini classe Virginia, Seawolf e Los Angeles e si avvale di tecnologie commerciali per abbattere costi e rischi.

Il programma S80 è relativo a quattro battelli multiruolo a propulsione diesel-elettrica da 2.400 tonnellate (in previsione la costruzione dal 2014 di altre due unità con la Batch 2), destinati alla Armada Española. Il primo è in costruzione dal 2005 presso i cantieri Navantia di Cartagena ed entrerà in servizio nel 2013, seguito dagli altri 3 sottomarini entro il 2016. Evoluzione degli Scorpene progettati in collaborazione con DCNS (la quale ha portato Navantia in tribunale con accusa di plagio), e costruiti da un pool di aziende internazionali guidate dalla società spagnola, gli S-80 dispongono di 6 tubi lanciasiluri usabili all’occorrenza per il lancio di missili antinave Harpoon o da crociera Tomahawk, e sono caratterizzati da buona autonomia e silenziosità.

Navantia intravede un buon potenziale export per il sottomarino, che competerà direttamente con gli Scorpene offerti da DCNS.

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