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Tecnologia wireless per i futuri veicoli spaziali

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

Northrop Grumman si è aggiudicata un contratto iniziale da 4.1 milioni di dollari della durata di 21 mesi dall’U.S. Air Force Research Laboratory per lo sviluppo di un BUS dati wireless a prova di radiazioni per applicazioni in campo spaziale. In particolare un veicolo spaziale così equipaggiato può fare a meno di interfacce elettriche con il carico pagante presente a bordo potendo trasmettergli dati senza fili, evitando il ricorso a complessi cablaggi, spesso causa di malfunzionamenti, a tutto beneficio di pesi e quindi dei costi. Sarà inoltre possibile per i tecnici rimuovere le limitazioni imposte dal passaggio dei cavi e dal posizionamento dei connettori e piazzare così i sottosistemi nella posizione migliore.

John Brock, responsabile alla NG del settore ricerca e sviluppo sistemi spaziali, ha affermato: “Il programma ridefinirà i veicoli spaziali del futuro. La tecnologia wireless ci permetterà di costruire più velocemente e a minor costi veicoli più leggeri permettendo di ridurre il lavoro, i rischi e le complessità associate all’integrazione di pesanti cablaggi con cavi di rame”.

Obiettivo principale del contratto è lo sviluppo dell’interfaccia del data bus senza fili in modo da permettere l’implementazione dell’architettura elettrica sviluppata dall’AFRL chiamata Space Plug-n-Play Avionics, o SPA. Satelliti così configurati potranno riconoscere automaticamente, così come i normali computer, i dispositivi installati a bordo e loro eventuali guasti permettendo la loro sostituzione senza bisogno di modifiche al software o al database. Tali dispositivi dovranno essere in grado di funzionare correttamente in un microambiente interno denso di comunicazioni radio con centinaia di altri dispositivi che comunicano wireless alla stessa maniera.
Fase finale sarà la definizione di un nuovo standard di comunicazione, come il Bluetooth, e di protocolli e linee guida per la sua implementazione, compatibilmente con le necessità di gestione della radiazione elettromagnetica, affidabilità e sicurezza tipiche dei veicoli spaziali.

La USS George H.W. Bush completa le prove in mare

Riferimento | Americhe | Marina |

CVN 77
La portaerei nucleare USS George H. W. Bush (CVN 77), decima e ultima unità della classe Nimitz, ha completato le prove in mare compiute dal costruttore Northrop Grumman, collaudando sistemi, componenti e compartimenti per la prima volta, inclusa prova di propulsione ad alta velocità. Costruttore, US Navy e il comando di gestione della flotta NAVSEA hanno lavorato collaborativamente per garantire la consegna della nave alla marina USA in primavera e la piena operatività nei prossimi 50 anni, con primo schieramento in missione previsto per fine 2010.
Ora seguirà la fase di prove di accettazione condotte dagli ispettori della U.S. Navy Board of Inspection and Survey per valutare i sistemi della nave e le relative performance.

La nave prende il nome del 41esimo presidente americano, il più giovane pilota della Marina USA nella seconda guerra mondiale. Il suo TBM Avenger fu abbattuto nell’oceano pacifico dal fuoco contraereo giapponese nel 1944 e prima di precipitare riuscì lo stesso a colpire l’obiettivo con le sue bombe. Gli altri due membri dell’equipaggio morirono e lui fu infine tratto in salvo dal sottomarino USS Finback. Ricevette la Distinguished Flying Cross.

Lunga 332 metri, dislocamento di 97.000 tonnellate, 2600 km di cavi installati, equipaggio di 5.500 marinai, capace di trasportare e operare 80 fra aerei ed elicotteri e raggiungere velocità di 30 nodi grazie ai suoi due reattori nucleari, la George H. W. Bush è il prodotto del lavoro di 2.000 aziende in 46 stati americani. L’unità, la più avanzata portaerei in circolazione, è stata varata nel 2006 e armata il 10 gennaio 2009.

Alla classe Nimitz farà seguito la classe Ford, la cui capoclasse Gerald R. Ford (CVN 78) entrerà in servizio nel 2015 e sostituirà la USS Enterprise (CVN 65), in mare dal 1961.

Video delle prove in mare

Makin Island completa prove in mare

Riferimento | Americhe | Marina |

LHD-8 Makin Island
Northrop Grumman ha completato nel Golfo del Messico la campagna di prove in mare della nuova nave da assalto anfibio USS Makin Island (LHD 8), ultima unità della classe Wasp su cui si baseranno le nuove navi del programma LHA(R).
I tre giorni di prove hanno visto l’esecuzione senza problemi di tutte le attività previste, ed in particolare il collaudo del nuovo sistema di propulsione combinato composto da due turbine a gas e motori ausiliari elettrici, capace di scaricare 70.000 HP sui due alberi di trasmissione e che differenzia la Makin Island dalle precedenti unità della stessa classe.

La nave, 42.800 tonnellate di dislocamento, 257 metri di lunghezza, è studiata come piattaforma di lancio delle Marine Expeditionary Brigades, attraverso hovercraft LCAC, MV-22 Osprey (versione USMC del tiltrotor V-22), per un totale complessivo di 2.000 Marines. Oltre al trasporto di uomini e materiali in missioni di assalto anfibio, i compiti della Makin Island riguarderanno anche controllo del mare, supporto medico attraverso la struttura ospedaliera e proiezione di forza con la componente di volo ad ala fissa/rotante composta da 12 elicotteri CH-46 Sea Knight, 4 CH-53E Sea Stallion, 6 AV-8B Harrier o Osprey, 3 UH-1Y Huey e 4 AH-1W Super Cobra.

La Makin Island verrà armata ad ottobre presso la sua base navale di appartenenza a San Diego.

Northrop Grumman è la compagnia costruttrice di tutte le unità anfibie della US Navy classe Tarawa, Wasp e LHA 6.
Video

Primo volo del LONGBOW UTA a bordo di un Apache

Riferimento | Americhe | Esercito |


Il sistema UTA (Unmanned Aerial Systems Tactical Common Data Link Assembly) di LONGBOW, joint venture fra Lockheed Martin e Northrop Grumman, ha volato per la prima volta a bordo dell’elicottero d’attacco AH-64D Apache Block III.
Il LONGBOW UTA è un sistema di comunicazione bidirezionale a banda larga che permette all’equipaggio dell’Apache su cui è installato di comandare un UAS (unmanned aerial system), relativi sensori e armamento, e mostrare i dati in tempo reale, come video in streaming, sul display multifunzione dell’elicottero. La torretta UTA, che ha la stessa signatura e comportamento aerodinamico del convenzionale Longbow Fire Control Radar, è pienamente integrata al sistema di designazione bersagli e navigazione Arrowhead M-TADS/PNVS (Modernized Target Acquisition Designation Sight/Pilot Night Vision Sensor system) per fornire immagini di elevata qualità ognitempo alle altre piattaforme aeree o terrestri.
Durante il test il LONGBOW UTA ha individuato e inseguito con successo un Little Bird, versione unmanned dell’elicottero MD530F/AH-6, ricevendo e mostrando all’equipaggio i dati video trasmessi dall’UAS attraverso il Tactical Common Data Link (TCDL). Per la ricezione l’UTA si basa sul sistema già in servizio VUIT-2, che permette comunicazioni con uav come Shadow, Raven, Hunter, Predator, Warrior A, Reaper o aerei come F-15, F-16, F-18 e A-10 equipaggiati con opportuni pod.
Attualmente l’intero sistema LONGBOW nella configurazione US Army si basa, oltre che sull’elicottero Apache, sulla centrale di controllo di fuoco o in alternativa sul sistema UTA, sul missile a guida radar lancia e dimentica HELLFIRE e sul relativo lanciatore M299.

L’Apache Longbow viene usato nel ruolo di attacco e ricognizione e rappresenta lo stato dell’arte nella sua categoria, riuscendo rapidamente a individuare, classificare e ingaggiare a seconda delle priorità ogni obiettivo terrestre fisso o in movimento in condizione ognitempo.

Il sistema LONGBOW UTA verrà schierato sugli Apache Block III a partire dal 2012.

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