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Primo volo per il nuovo UAV Skeldar di Saab

Riferimento | Aerospazio | Europa | Industria |

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Lo UAV VTOL (Vertical Take-Off & Landing) Skeldar ha recentemente completato un test di volo che segue un larga revisione di progetto.
La piattaforma di base è costituita dallo Skeldar che ha eseguito il primo test di volo circa un anno fa. Tenendo come fondamenta le esperienze acquisite, Saab ha realizzato una completa revisione e riprogettazione del suo elicottero unmanned. Il velivolo che ha appena effettuato il volo di prova è una nuova versione dove la maggior parte dei componenti è stata sostituita con l’intenzione di arrivare a un prodotto che soddisfi i requisiti qualitativi di Saab.

“Dopo un lungo e intenso periodo di test a terra e continui aggiustamenti siamo ora giunti a volare. È ora di continuare il lavoro con lo scopo di attuare nel prossimo futuro un volo completamente autonomo. Solo allora potremo essere in grado di proporre lo Skeldar a potenziali clienti e altre parti interessate”, afferma Anders Carp, responsabile per le operazioni UAV alla Saab.

Lo Skeldar ha una struttura modulare in composito in grado di ospitare pacchetti standard di sensori EO/IR, EW o Synthetic Aperture Radar, e comunicazioni protette via data-link. Può rimanere in hovering in una posizione fissa per ore o effettuare agili manovre nascondendosi dietro strutture o edifici. Richiede poco personale per la messa in opera e può essere facilmente trasportato, così come la stazione di controllo a terra.

Saab sta partecipando a un numero di progetti di ricerca e sviluppo con lo scopo di sviluppare UAV affidabili che possano volare liberamente nello spazio aereo civile e dialogare con centri di controllo, altri aerei o UAV. Ultimamente sono stati introdotti due progetti strategici con nuovi clienti: L’Agenzia Europea per la Difesa (EDA), ed Eurocontrol.
Per quanto riguarda l’EDA, Saab fa parte di un consorzio che ha vinto l’appalto per il progetto “UAV Insertion into General Air Traffic”. Il consorzio è costituito da quasi tutte le principali compagnie aeree europee e lavora all’obiettivo di permettere l’ingresso in sicurezza nello spazio aereo civile di velivoli senza equipaggio entro il 2015.
L’Organizzazione europea per la sicurezza della navigazione aerea, Eurocontrol, utilizzerà un ambiente simulato per dimostrare che è possibile per velivoli con o senza equipaggio volare assieme in uno spazio aereo controllato. Eurocontrol ha il compito di rendere più efficiente il traffico aereo europeo garantendo allo stesso tempo la sicurezza dei voli.
“Questo significa la possibilità di partecipare e di influenzare i processi dato che spetta ad Eurocontrol dettare le linee guida per l’utilizzzo di UAV nello spazio aereo civile. Nel lungo termine, il progetto è strategicamente importante per il nostro investimento nel settore UAV “, afferma Anders Carp.

Saab è in prima linea in Europa nello sviluppo di UAV, capacità via via progredite a partire dal dimostratore Sharc per arrivare ai concept di UCAV (Unmanned Combat Aerial Vehicle) Filur e Neuron.

Italia acquisirà 4 UAV Predator B/Reaper

Riferimento | Aerospazio | Europa |

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La IV Commissione Difesa della Camera ha approvato l’acquisizione di 4 UAV (Unmanned Aerial Vehicle) Predator B di General Atomics, compreso il paccheto di sensori, sistemi di controllo a terra e supporto logistico.

I velivoli, si andranno ad aggiungere ai 5 Predator A acquistati nel 2004 dall’Aeronautica Militare (di cui 1 perso in fase di addestramento, perdita ripianata da un ordine per 2 velivoli effettuato nel 2005) di base ad Amendola presso il 28° Gruppo Velivoli Teleguidati del 32° Stormo, 3 dei quali attualmente stanziati a Herat, in Afghanistan, per compiti di ricognizione, scorta sorveglianza e intelligence (stessa mansione eseguita nel 2005/2006 in Iraq con i predator dislocati presso la base aerea di Tallil nell’ambito dell’operazione “Antica Babilonia”).

Il Predator B (noto anche come Reaper sia nella variante destinata al Regno Unito che all’USAF) presenta una quota massima operativa doppia rispetto alla versione A, e autonomia e carichi paganti superiori, potendo trasportare 363 kg di carichi interni (costituiti da sensori EO/IR – Electro-Optical/Infrared, data link satellitare, sistemi di designazione e puntamento e individuazione di sorgenti laser, radar Lynx SAR – Synthetic Aperture Radar, sistemi di guerra elettronica e comunicazione UHF/VHF), e 1361 kg di carichi esterni sulle 6 stazioni subalari (per missili Hellfire e bombe Paveway a guida laser).

Attualmente per quanto riguarda l’Italia non è previsto di dotare i Predator B di armamento privilegiando le capacità ISTAR (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition, Reconnaissance) e secondo il sottosegretario alla Difesa Giovanni Lorenzo Forcieri tale opzione passerà eventualmente preventivamente per il Parlamento.

I ritardi delle LCS potrebbero dirottare l’MQ-8B Fire Scout su altre navi

Riferimento | Americhe | Marina |

navyfirescout2.jpgSe il programma LCS (Littoral Combat Ship) dovesse ulteriormente ritardare, l’US Navy, a detta dell’ufficiale esecutivo di programma William Balderson, potrebbe decidere di dislocare gli uav a decollo verticale MQ-8B Fire Scout a bordo di altre unità in grado di poterlo operare efficacemente.

“Questo ci permetterebbe di non ritardare l’integrazione dello Fire Scout anche se le LCS non sono disponibili, ed inoltre permetterebbe di abbattere i rischi di integrazione quando verranno spostati a bordo delle LCS”, ha aggiunto Balderson.

Il piano, tuttavia, è ancora in stato pre-decisionale, dato che l’ufficio esecutivo del programma e il Fleet Forces Command stanno riflettendo ancora su vie alternative per fronteggiarre i ritardi delle nuove navi da combattimento litoraneo.

L’MQ-8B è una piattaforma di comunicazione, sorveglianza e acquisizione bersagli (RSTA – Reconnaissance, Surveillance and Target Acquisition) in grado di interfacciarsi con l’architettura C4I e costituire un nodo di comunicazione in ambiente net-centrico.
L’elettronica standard sarà costituita dal Tactical Control System (TCS), dal Tactical Common Data Link (TCDL), sistemi di comunicazione protetta, sensori elettro-ottici e infrarossi e illuminatore laser per la designazione e inseguimento dei bersagli.
All’occorrenza potrà essere equipaggiato con armi di precisione ed eseguire una stima dei danni inflitti in battaglia.

La Marina USA ha recentemente cancellato la terza e la quarta nave prevista nel programma LCS, costruite rispettivamente da Lockheed Martin e General Dynamics, a causa dell’aumento non controllato dei costi (fino all’86%, passando da 220 a 410 milioni di dollari per unità) e la previsione di spesa per il 2009 trasmessa a Capitol Hill ha mostrato cambiamenti importanti, compresa la riduzione degli ordini iniziali a 4 navi rispetto alle 6 pianificate.

Il programma LCS è nato per soddisfare il requisito della Marina Americana per la fornitura di fregate multimissione (Asuw, Asw, Miw), sostitute delle classe Perry, capaci di operare in ambiente litoraneo. Alla competizione partecipano 2 consorzi guidati da Lockheed Martin e General Dynamics.
Il 23 settembre 2006 è stata varata la prima unità, la LCS-1 USS FREEDOM, mentre il requisito della US Navy per questo tipo di navi resta fermo a 55 unità.

Possibile scenario di impiego

Scenario di impiego dell'MQ-8B in ambiente net-centrico















UCAV Taranis: Procede lo sviluppo

Riferimento | Aerospazio | Europa | Industria |

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Con il completamento della fase di progettazione del sistema di gestione autonomo della missione, Taranis (Dio celtico del tuono), dimostratore ucav inglese volto a sintetizzare a livello di prototipo le tecnologie emergenti nel campo della bassa osservabilità, lunga autonomia, e dei sistemi autonomi integrati nei velivoli non pilotati da combattimento, si avvia verso lo stadio di assemblaggio finale.
Frutto della collaborazione tra BAE Systems (team leader), QinetiQ, Rolls-Royce e Smiths Aerospace, Taranis è un progetto quadriennale del valore di 183 milioni di euro e fa parte del programma SUAV(E) (Strategic Unmanned Air Vehicle-Experiment) condotto dal Ministero della Difesa inglese.
All’incirca delle dimensioni dell’addestratore Hawk, Taranis sarà in grado di gestire in modo completamente autonomo la missione, dalla fase di taxi al decollo, alla navigazione, localizzazione del bersaglio (sia terrestre che aereo), invio delle immagini ottenute attraverso la suite di sensori a bordo all’operatore, e, previa conferma, attacco. Dopodichè farà rotta verso la base di partenza e atterrerà automaticamente.
Gli strumenti di calcolo e decisionali sono stati sviluppati da QinetiQ, mentre BAE Systems si occupa dell’architettura generale dei sistemi, Smiths Aerospace (società General Electric) dei sistemi elettrici e stivaggio carburante mentre RR fornirà il propulsore.
Il primo taglio delle lamiere è atteso per novembre, mentre i test a terra per inizio 2009 e prime prove in volo per il 2010.

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