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Categoria luglio, 2007

Royal Navy testa il missile da crociera Tomahawk Block IV

Riferimento | Europa | Marina |

Missile da crociera TomahawkAl largo delle coste statunitensi il sottomarino d’attacco inglese HMS Trenchant ha lanciato da uno dei suoi tubi lanciasiluri l’ultima evoluzione del missile da crociera a lungo raggio di Raytheon, il Tomahawk Block IV, in via di acquisizione in 64 esemplari secondo il contratto da cento milioni di euro stipulato quattro anni fa con il Governo Americano che rende il Regno Unito, in qualità di alleato privilegiato, l’unico paese al di fuori degli USA ad avere in dotazione questa versione del missile.
Nella fase successiva all’emersione, il missile ha compiuto un volo di sessanta minuti sopra il Golfo del Messico a 805 km/h raggiungendo quota dieci mila piedi per poi concludere la propria corsa colpendo un bersaglio a terra a grande distanza.
Con un raggio d’azione di 1.600 km, data-link satellitare bidirezionale, possibilità di spedire immagini del campo di battaglia ai centri di controllo e intelligence, acquisire nuove coordinate per il bersaglio in volo (fino a 15 preprogrammabili e possibilità di sorvolo prolungato in attesa di assegnazione), ricevitore GPS evoluto anti-jam e strumenti di diagnostica in tempo reale, i Tomahawk Block IV sono missili da crociera allo stato dell’arte. Possono essere lanciati da tutti i sottomarini classe Trafalgar così come dai nuovi Classe Astute in produzione.
BAE Systems e Ultra Electronics saranno incaricate di provvedere ai piccoli lavori di aggiornamento per abilitare la flotta di sottomarini al loro lancio.
L’entrata in servizio del missile nella Royal Navy avverrà nel 2008.
Segue »

India: Gara MRCA e novità per la Marina

Riferimento | Asia e Pacifico | Industria |

indiaflag.jpgDopo aver a lungo posticipato la decisione, il Consiglio per le Acquisizioni della Difesa Indiano ha finalmente dato avvio alla competizione per l’acquisizione di 126 caccia multiruolo (MRCA – Multi Role Combat Aircraft) per la modernizzazione dell’aeronautica indiana, attualmente basata su vetusti Mig-21 e Mig-23 di fabbricazione indo-russa.
Allo scopo è stata ufficialmente resa nota la Richiesta di Proposte (RFP – Request for Proposals) attraverso la quale i partecipanti alla gara, il cui potenziale valore è stimato tra gli otto e i dieci miliardi di dollari, presenteranno il modello e la relativa offerta industriale riguardo trasferimento di tecnologia e licenza di produzione.
Alla competizione, sul cui esito peseranno sia motivazioni tecniche che politiche, destinata a fornire un aereo che dovrà rimanere in servizio per quarant’anni, ma anche relativo supporto e parti di ricambio, parteciperanno Boeing con l’F/A-18 E/F, Lockheed Martin con l’F-16, il Rafale della Dassult, il Saab Gripen, l’Eurofighter Typhoon e il Mig-35 della Russian Aircraft Corporation (RSK), versione export del Mig-29M OVT dato per favorito dal primo ministro russo Sergei Ivanov. Il primo stormo di diciotto caccia (acquisiti fly-away mentre i restanti 108 prodotti localmente dalla Hindustan Aeronautics) dovrà essere operativo per il 2012. La linea di volo indiana si standardizzerà in questo modo sull’MRCA in qualità di MCA (Medium Combat Aircraft), sul Tejas come LCA (Light Combat Aircraft) e sul Su-30MKI come HCA (Heavy Combat Aircraft).
Intanto l’Ammiraglio Sureesh Mehta ha comunicato che l’India intende acquisire sei nuovi sottomarini e trentatre navi per sostituire parte delle 126 unità di superficie e sedici sottomarine in servizio a rischio obsolescenza, al fine di proteggere gli interessi nazionali lungo i suoi 7.516 Km di coste e costituire una credibile forza di proiezione. Le unità verranno costruite in cantieri indiani con consulenze di paesi esteri. Per il potenziale acquisto dei sei sottomarini, che affiancheranno i sei Scorpene in costruzione, sono in lista, oltre la Francia, la Russia con i Project 636 (classe Kilo) e Project 677 (classa Lada, Amur per l’esportazione) e la Germania con gli U212 e U214.
L’India ha incrementato del 7.8% le spese militari portandosi a quota 21.3 miliardi di dollari con piani di armamento studiati per rilanciare l’industria locale e proteggersi da potenziali ritardi nelle consegne o aumento dei costi, causa di polemiche con la Russia, paese che attualmente fornisce il 75% degli assetti militari indiani.

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