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Categoria febbraio, 2008

Continuano i test del Non-Line-of-Sight Cannon (NLOS-C) per il programma Future Combat Systems

Riferimento | Americhe | Esercito |

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L’NLOS-C ha recentemente sparato il millesimo colpo presso il poligono di prova di Yuma, in Arizona, in una campagna di test che porterà entro l’estate alla certificazione dell’obice automatico e a seguire la consegna del primo prototipo di pre-produzione dei veicoli terrestri guidati MGV (Manned Ground Vehicles) del programma Future Combat Systems, la famiglia di sistemi integrati che trasformerà l’esercito americano a livello di mezzi, tattiche operative e consapevolezza sul campo di battaglia.
Maggiore attenzione verrà rivolta al comportamento e agli assemblaggi dello chassis e del cannone, sviluppato congiuntamente da BAE Systems, Boeing, SAIC e General Dynamics.

Il Non-Line-of-Sight Cannon (NLOS-C), veicolo per attacchi di precisione da grande distanza che secondo mandato del Congresso dovrà essere schierato dal 2010 e consegnato inizialmente in 18 unità, sarà il primo degli otto MGV del programma FCS, otto piattaforme basate sullo stesso chassis ad alta comunanza di componenti (fino al 70%).

Il programma FCS è organizzato in “Spin Outs”, incrementi graduali delle capacità a livello brigata. Per il biennio 2008 – 2010 ne sono stati pianificati tre che verranno via via testati dall’Army Evaluation Task Force (AETF) presso Fort Bliss, Texas.

Lo Spin Out 1 comprende equipaggiamenti e tecnologie per incrementare comunicazione e situational awareness attraverso l’installazione dei relativi sistemi (radio JTRS, computer integrati in grado di interfacciarsi con la sovrastruttura informatica comune e fornire possibilità di comando e gestione nel campo di battaglia, sensori UGS e sistema per il controllo di fuoco di precisione NLOS-LS) a bordo dei carri Abrams, dei veicoli da combattimento Bradley e sugli HMMWVs (High Mobility Multipurpose Wheeled Vehicle).
Tali tecnologie sono state considerate nell’ultima revisione di progetto rispondenti ai requisiti e pronte per l’integrazione sugli attuali assetti terrestri dell’US Army.

Lo Spin Out 1 fornirà i kit necessari a equipaggiare 17 BCTs (Brigade Combat Team) nell’arco di 7 anni a partire dal 2008.

Video dei test

Columbus in corso di attivazione sulla Stazione Spaziale Internazionale

Riferimento | Aerospazio |

columbus2.jpgCon 2 mesi di ritardo rispetto ai piani originali, causato dal rinvio della partenza della missione STS-122 dovuto al malfunzionamento di alcuni sistemi relativi al serbatoio principale dello Space Shuttle, il modulo dell’Agenzia Spaziale Europea Columbus è agganciato e in processo di attivazione da parte dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Verranno accesi i sistemi di alimentazione, connessi i cablaggi elettronici e predisposti i moduli sperimentali che verranno spostati e installati dalla posizione di lancio a quella di effettivo uso in orbita.

In precedenza gli astronauti della NASA, Rex Walheim e Stanley Love (quest’ultimo in sostituzione dell’astronauta tedesco dell’ESA, Hans Schlegel colpito da un’indisposizione) hanno effettuato una intensa e laboriosa attività extraveicolare per predisporre il modulo europeo all’aggancio con il Nodo 2 chiamato Harmony.

L’intera operazione è stata seguita dall’interno della stazione dagli altri membri dell’equipaggio tra i quali l’astronauta francese dell’ESA, Léopold Eyharts che resterà a bordo della ISS prendendo il posto dell’astronauta della NASA, Daniel Tani. Il ritorno sulla Terra di Eyharts è previsto nella seconda metà di marzo a bordo dello Space Shuttle STS-123 Endeavour.

Da ora in avanti l’Europa sarà presente sulla stazione con un proprio territorio e spazio di lavoro e gli astronauti europei a bordo della ISS non saranno più considerati “ospiti” ma inquilini a tutti gli effetti.

Grazie alle sue esclusive caratteristiche, il laboratorio Columbus rappresenta una vero e proprio caposaldo tra i contribuiti dell’Europa alla Stazione Spaziale Internazionale. Questo modulo tubolare lungo 7 metri e del peso di 12,8 tonnellate fornirà un ambiente in cui gli astronauti potranno lavorare con apparecchiature scientifiche e condurre in assenza di gravità numerosi esperimenti nel campo delle scienze della vita, dalla fisiologia umana alla biologia, alla fisica dei fluidi, alle scienze della materia, alla tecnologia e all’educazione. Sono inoltre previste strutture esterne per la conduzione di esperimenti di scienze spaziali, l’osservazione della Terra e per testare materiali e tecnologie spaziali avanzate.

Columbus può ospitare quattro piattaforme esterne per esperimenti relativi a diversi campi. Delle quattro piattaforme, due saranno utilizzate dall’ESA e le altre due dalla NASA. All’inizio il laboratorio ospiterà le due piattaforme europee denominate EuTEF e SOLAR alla cui realizzazione hanno collaborato Thales Alenia Space Italia di Torino e Carlo Gavazzi Space di Milano. Thales Alenia Space Italia ha anche progettato e costruito presso i suoi stabilimenti di Torino, la struttura primaria e secondaria del modulo europeo ed ha inoltre sviluppato la parte termomeccanica del laboratorio europeo.

Con il lancio e l’attracco del Columbus, l’ESA diviene oggi responsabile delle operazioni e dell’utilizzo della ISS e sarà pertanto autorizzata a far volare i propri astronauti in missioni di lunga durata, come membri dell’equipaggio permanente della ISS, in una percentuale effettivamente proporzionale all’investimento europeo nella Stazione Internazionale.

Fonte: ESA

10.000 ore di volo per gli ScanEagle australiani

Riferimento | Asia e Pacifico | Esercito |

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Lo UAV (Unmanned Air Vehicle) ScanEagle di Insitu e Boeing Australia Limited ha totalizzato 10.000 ore di volo a supporto delle truppe australiane in servizio attivo in Iraq e in Afghanistan compiendo missioni di sorveglianza e ricognizione.
Il Presidente di Insitu e CEO Steve Sliwa: “Il nostro obiettivo è quello di fornire strumenti per la sorveglianza duratura in ambienti impegnativi. Questo traguardo, raggiunto in meno di un anno, dimostra il successo che il nostro team ha conseguito nel sostenere le forze armate australiane”.

Il piccolo UAV a basso costo ScanEagle è in servizio anche nelle forze armate USA (USMC e US Navy). Completamente autonomo, è in grado di catturare immagini fisse e in movimento usando una telecamera elettro-ottica o ad infrarossi stabilizzata inerzialmente.

Con una lunghezza di quattro piedi (1.2 metri) ed una apertura alare di 10 piedi (3 metri), lo UAV fornisce più di 15 ore consecutive di copertura sul luogo prescelto. Viene lanciato autonomamente tramite la catapulta pneumatica di Insitu ed esegue missioni pre-programmatie o avviate dall’operatore guidate dal Global Positioning System. Viene recuperato utilizzando il sistema SkyHook in cui lo UAV cattura una corda che si protrae da un’asta a 50 piedi (15 metri) di altezza.

Il sistema è ideato per rispondere alle esigenze di sorveglianza per mezzo di una piattaforma economica e di ridotte dimensioni utilizzabile da militari, protezione civile o clienti privati per eventi pubblici.

Northrop Grumman e L-3 studieranno nuovo velivolo per intelligence per il programma EPX

Riferimento | Americhe | Industria |

La US Navy ha aggiudicato un contratto di studio a Northrop Grumman, in collaborazione con L-3 Communications, del valore di 1.25 milioni di dollari relativo al programma della US Navy EPX.

Le linee guida dell’EPX riguarderanno un velivolo pilotato capace di operare partendo da zone costiere, in grado di fornire dati di intelligence, sorveglianza, ricognizione e targeting (ISR&T), sostegno agli strike groups formati da portaerei e unità di scorta, e ai comandanti in teatro di combattimento o sul territorio nazionale.
La Marina Militare USA ha avviato un concorso nel novembre 2007 per lo studio di un sostituto del suo EP-3E, impiegato in attività SIGINT (Signals intelligence), per un nuovo assetto capace di effettuare un ventaglio più ampio di missioni. Questo contratto, primo passo nel pluriennale processo di selezione del futuro sistema EPX, ha come scopo lo sviluppo di un prototipo e relativa analisi dei rischi e requisiti.

“Questo concorso riguarda più della semplice sostituzione di un aereo”, ha detto Patricia McMahon, vice presidente del settore Information Operations and Electronic Attack alla Northrop Grumman Integrated Systems. “Si tratta di trasformare la capacità di eseguire missioni ISR&T e condividere le informazioni con le forze nazionali e alleate. EPX svilupperà la capacità di eseguire una set di missioni in evoluzione, e nessuno capisce meglio quelle missioni di Northrop Grumman e L-3″.

“È entusiasmante poter avvicinarsi a questo programma dal punto di vista di quello che funziona meglio per la missione”, ha detto Mike Holmes, vice presidente dei Programmi Federali per la L-3 Integrated Systems. “Si tratta di un importante programma nel momento in cui la marina deciderà di ricapitalizzare la sua flotta, e l’esperienza in integrazione di sistemi offerta da L-3 e Northrop Grumman contribuirà a trasformare la sua capacità ISR&T”.

Le società esibiranno i lavori previsti dal presente contratto a Bethpage, NY, e Waco, Texas. I risultati dello studio saranno consegnati in cinque mesi.

Aeronautica Militare Italiana Afghanistan AgustaWestland Airbus Military Alenia Aermacchi Alenia Aeronautica BAE Systems Boeing Darpa DCNS Difesa Antimissile EADS ESA Eurocopter Eurofighter Typhoon F-35 Lightning II JSF Fincantieri Finmeccanica General Dynamics Gripen India Italia KC-767 LCS Lockheed Martin M346 Marina Militare Italiana Marine Nationale MBDA Network Centric Warfare Northrop Grumman Raytheon Royal Air Force Royal Navy Russia SAAB Selex Galileo Selex Sistemi Integrati Sukhoi Telespazio Thales Thales Alenia Space UAV/UAS UCAV United Technologies

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