10 mar, 2008
Riferimento |
Aerospazio |
Asia e Pacifico |

L’India ha firmato con la Russia un contratto da 960 milioni di dollari per l’aggiornamento dei suoi 5 stormi di Mig-29 risalenti alla metà degli anni 80.
L’upgrade dei 69 Mig-29 indiani, la cui durata è stimata di 3 anni, riguarderà l’installazione di un nuovo radar, il Zhuk-ME, nuova avionica e sistemi di combattimento, con l’assemblaggio di alcuni componenti prodotti in Israele, ed aumento dell’autonomia.
La Mig fornirà anche centri di supporto e depositi di parti di ricambio, oltre che simulatori e assistenza.
L’India intende mettere in condizione la IAF (Indian Air Force) di fronteggiare possibili minacce pakistane e cinesi. Per questo l’aeronautica ha stabilito un requisito minimo di 44 stormi efficienti. Attualmente dispone di 32 stormi basati su Mig-21, Mig-29, Mig-23, Mig-25, Mig-27, Jaguar, Su-30 e Mirage 2000. Il precedente Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica S.P. Tyagi aveva avvisato che se non verranno effettuati sforzi per arrestare la riduzione delle capacità difensive della forza aerea, l’India perderà per la prima volta la sua supremazia militare sul Pakistan, il quale nell’inventario dispone di una flotta mista di F-16 A/B e C/D Block 50/52 e sta sviluppando congiuntamente con la Cina il caccia multiruolo JF-17.
Nei progetti indiani la linea di volo si dovrà standardizzare sull’aereo risultante vincitore nella gara MRCA (Multi Role Combat Aircraft) per l’acquisizione di 126 nuovi caccia multiruolo in qualità di MCA (Medium Combat Aircraft), sul nuovo Tejas come LCA (Light Combat Aircraft) e sul Su-30MKI come HCA (Heavy Combat Aircraft).
7 mar, 2008
Riferimento |
Aerospazio |
Asia e Pacifico |
Nel corso del quindicesimo test, la versione navale del missile supersonico da crociera BrahMos è stato lanciato dal cacciatorpediniere Rajput verso un bersaglio su un’isola disabitata nell’arcipelago delle Andamane e Nicobare.
Il comando indiano ha schierato dieci navi, tre aerei e tre elicotteri a supporto della missione. I parametri fissati sono stati mantenuti estremamente difficili, tra cui il posizionamento e la discriminazione del bersaglio. “Il lancio è stato eseguito con precisione e la missione è stata un successo al 100 per cento, il che ha dimostrato ancora una volta l’enorme capacità di questo sistema d’arma”, ha affermato A. Sivathanu Pillai, direttore generale della BrahMos Aerospace Private Limited (joint venture tra i centri di ricerca DRDO per l’India e NPOM per la Russia).
Il Brahmos verrà presto integrato a bordo della INS Ranvir in modalità di lancio verticale e a seguire a bordo delle fregate classe Talwar e dei cacciatorpedinieri della nuova classe Kolkata (progetto 15 Alpha). E’ in corso di valutazione una versione sub-lanciata del missile, una volta che verrà scelta la piattaforma sulla quale eseguire i test, dopo i problemi relativi ai refit eseguiti in Russia dei sottomarini della classe Sindhugosh (ex-Kilo), che hanno provocato importanti decadimenti delle prestazioni.
Il BrahMos, che prende il nome dalle iniziali dei fiumi Brahmaputra (India) e Moskva (Russia), è un missile a propulsione razzo/ramjet a due stadi, lunghezza nove metri, diametro di 70 cm e peso di 3 tonnellate. Si tratta di un missile versatile che può essere lanciato da navi, silos, mezzi ruotati, aerei e sottomarini ed in grado di trasportare singole testate nucleari a 290km di distanza. L’inizio dei test della versione aero-lanciata avverrà a partire dal prossimo anno.
6 mar, 2008
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Europa |
Marina |

La IV Commissione Difesa della Camera ha approvato il proseguimento del programma italo-tedesco U212A relativo alla costruzione di altri 2 sottomarini d’attacco della classe Todaro, di cui fanno parte il capoclasse Todaro e lo Scirè consegnati rispettivamente nel marzo 2006 e febbraio 2007. Frutto di una cooperazione internazionale nel settore della Difesa tra l’Italia e la Germania (le cui industrie forniscono gran parte dei sistemi a bordo), tra Fincantieri, HDW e TNSW, questa nuova generazione di sommergibili convenzionali è dotata di sistemi di comando e controllo innovativi, bassa segnatura (acustica, idrodinamica, magnetica, ottica, radar, termica ed I/R), e spiccata capacità di autonomia e silenziosità in immersione grazie alle peculiarità dell’impianto di propulsione diesel-elettrico unito ad un sistema a celle combustibile indipendente dall’aria (AIP – Air Indipendent Propulsion).
Gli U212A italiani dislocano in immersione 1830 t, dispongono di 6 tubi lancia-siluri Whitehead A184 mod. 3 da 533 mm, equipaggio di 27 uomini e velocità in immersione di 20 nodi.
L’esercizio della opzione per la seconda serie di U212A era stata già definita dal Ministero della Difesa nella Nota Aggiuntiva e proposta alle Commissioni parlamentari in sede di esame dello stato di previsione della spesa 2008 e del bilancio pluriennale per il triennio 2008-2010. Il costo sarà di 915 milioni di euro spalmati in nove esercizi finanziari a partire dal 2008.
La Germania ha finora ordinato 6 unità mentre l’Italia completerà il programma fermandosi a 4 battelli, che andranno a sostituire a partire dal 2016 i Sauro seconda e terza serie, essenziali per fornire una minima credibilità alla difesa sottomarina della Marina Militare Italiana.
5 mar, 2008
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Aerospazio |
Americhe |
Quattro team industriali che comprendono fra i maggiori partecipanti Boeing, Lockheed Martin, Northrop Grumman e Orbital Sciences Corp., a loro volta a capo di sottogruppi di ricerca, sono stati selezionati dalla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) per dimostrare la fattibilità iniziale di un nuovo concetto di architettura di sistema per satelliti. Il primo contratto, del valore di circa 12.8 milioni di dollari, intende finanziare la ricerca, progettazione, sviluppo e sperimentazione di un sistema di satelliti collaborativi in grado di scambiarsi dati e carichi di lavoro agendo come una singola entità. Il programma, noto come F6 (Future, Fast, Flexible, Fractionated, Free-Flying Spacecraft), intende dimostrare che un unico grande satellite convenzionale può essere sostituito da un gruppo di satelliti più piccoli, lanciati singolarmente, che si muovono in gruppo e comunicano in rete tra loro, un concetto noto come “frazionamento”. Ciascun satellite frazionato contribuisce all’insieme con una sola specializzazione, sia essa elaborazione dati, comunicazioni a terra, o altra funzione con cui può essere configurato il carico pagante.
I vantaggi di un tale sistema risiedono nella sua flessibilità, consentendo di lanciare un singolo modulo quando è pronto senza dover aspettare il completamento degli altri apparati e scongiurando quindi l’eventualità di ritardi nella tabella di marcia rispetto ad un unico satellite complesso, nell’abbassamento dei rischi dovuti ad un potenziale fallimento del lancio, maggiore resistenza contro attacchi ASAT (con armi anti-satellite) e possibilità di poter rapidamente sostituire uno dei componenti senza complesse missioni di recupero in orbita. Un sistema così configurato sarebbe coerente con entrambe le leggi di Moore permettendo di avere degli assetti costantemente aggiornati sotto il profilo della potenza di calcolo senza che si debba aspettare la fine della vita operativa dell’intero satellite per passare ad un completo rinnovamento.
Il completamento della prima fase (di 4) di questo programma è stimata per febbraio 2009 quando verranno esaminate le Preliminary Design Review del programma F6 proposte da ciascun team partecipante.