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Categoria marzo, 2008

Alenia Aeronautica rilancia la presenza a Torino

Riferimento | Europa | Industria |

t4.jpgEntro due anni Alenia Aeronautica trasferirà tutte le proprie attività a Torino dallo storico sito di Corso Marche all’aeroporto di Caselle, dove sono già in corso importanti investimenti per potenziare le strutture di produzione e di ricerca. Nel giro di qualche anno Corso Marche ­ che continuerà ad ospitare alcune attività del gruppo Finmeccanica ­ sarà trasformato poi in un nuovo quartiere di circa 250.000 metri quadrati nel quale troveranno posto un polo tecnologico industriale, un centro universitario, una zona residenziale e commerciale, ampi spazi pubblici pedonali ed aree verdi.
L’iniziativa, presentata venerdì da Finmeccanica insieme al comune di Torino, abbina quindi il potenziamento della presenza industriale di Alenia in Piemonte alla decongestione dell’area urbana. Il solo “distretto aerospaziale”, che avrà una superficie di circa 25.000 mq, accoglierà imprese aerospaziali che opereranno in sinergia con Thales Alenia Space, Alenia SIA, che sposterà i suoi uffici proprio all’interno del complesso, e Altec, società correlate di Finmeccanica. L’edificio sarà particolarmente avanzato sotto il profilo tecnologico e dei servizi complementari, e comprenderà persino anche una nursery e un fitness center.
La seconda fase del progetto vedrà nascere un quartiere senza traffico veicolare, con molteplici ed ampi spazi di relazione grazie a una straordinaria quantità di parcheggi interrati e la scelta di costruire in gran parte in verticale, con una torre che avrà al suo interno un albergo di livello internazionale e spazi adatti ad accogliere uffici di grandi società. Secondo lo studio Amati ­ che ha progettato l’intervento ­ a Corso Marche nascerà un «polo attrattivo alternativo al centro della città», anche grazie alla corrispondenza con una fermata della metropolitana. Le opere di riqualificazione dell’area dovrebbero terminare nel 2015-2016.

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Fonte: Alenia Aeronautica

Reazioni Boeing alla scelta USAF del tanker KC-30

Riferimento | Americhe | Industria |

boeinglogo.gifBoeing ad oggi non ha ancora ricevuto un rapporto con la spiegazione della scelta fatta dall’Aeronautica statunitense circa la selezione del KC-30 di Northrop/EADS come futuro rifornitore nella gara KC-X, che secondo fonti USAF verrà resa nota il 12 marzo.

La società di Chicago, per mezzo di Mark McGraw, vice presidente programmi tanker 767, ha reso noto che “un ritardo di questa entità nel rilascio del formale debriefing è insolito. In linea con il passato e le recenti esperienze, ci aspettiamo che questo briefing possa verificarsi entro pochi giorni, non settimane, dall’annuncio della selezione. Dato che stiamo già vedendo notizie di stampa contenenti dettagliate informazioni sulla competizione, riteniamo che la nostra richiesta sia ancor più giusta e ragionevole”.

“Abbiamo fatto un’offerta aggressiva, con particolare attenzione nello fornire capacità tanker a basso rischio al più basso costo totale durante il ciclo di vita”, ha detto McGraw.

“Per esempio, sulla base dei valori rivelati nella conferenza e nei comunicati stampa dell’USAF, l’offerta Boeing, che comprende tutti i costi di sviluppo e produzione dell’aereo, sembra essere inferiore a quella del concorrente. Inoltre, a causa dei più bassi consumi di carburante del 767, possiamo solo dedurre che la nostra offerta sia la più conveniente dal punto di vista dei costi nel ciclo di vita.
I primi rapporti hanno inoltre indicato che l’offerta è stata giudicata a rischio più elevato. Boeing è una sola compagnia, integrata con assetti, persone e tecnologie sotto la sua unica gestione e con 75 anni di esperienza ineguagliabile nella costruzione di rifornitori. EADS e Northrop sono due aziende che lavoreranno insieme per la prima volta su un tanker, su un aereo che non hanno mai costruito prima, sotto molteplici strutture di gestione, fra divisioni culturali, linguistiche e geografiche. Non comprendiamo come l’offerta Boeing possa essere riconosciuta a rischio maggiore.”

Si aspettano ora le reazioni della controparte, in un gioco più ampio in cui agli interessi industriali si sommano polemiche politiche e riflessioni sull’opportunità di conferire ad una società estera una grossa parte del sostanzioso contratto relativo al secondo programma più importante dopo il Joint Strike Fighter.

UPDATE: Il Congresso USA ha convocato ufficiali dell’USAF per un’udienza circa le motivazioni della scelta, e, in seguito alle proteste di Boeing, la stessa aeronautica ha fatto sapere che il proprio rapporto dettagliato verrà consegnato giovedì 6 marzo invece del 12.

Consegnati i MILAN ADT al Sud Africa

Riferimento | Esercito | Medio Oriente e Africa |

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MBDA ha consegnato il primo lotto di produzione in serie del nuovo Milan ADT (ADvanced Technologies) comprensivo di munizioni Milan 3 e simulatore al Sud Africa, primo cliente internazionale, che attualmente sta conducendo una campagna di prove del sistema. Nel dicembre 2007 ne è stata testata e confermata la funzionalità durante la fase di accettazione presso il sito MBDA Deutschland/LFK di Schrobenhausen, dimostrazione che ha interessato 5 sistemi e attrezzature di supporto, parti di ricambio e logistica. L’ordine sudafricano dei Milan, sistemi mobili lanciamissili a media gittata (2 km) per la distruzione di bersagli corazzati, è stato piazzato il 20 dicembre del 2006 e ha un valore di 18 milioni di euro.

Il Milan ADT è compatibile con i nuovi missili Milan ER con gittata fino a 3 km e testata rinforzata capace di penetrare le Explosive Reactive Armour (ERA) di 1000 mm e le Rolled Homogeneous Armour (RHA), oltre che 3 m di cemento armato. Presenta miglioramenti nella capacità di individuazione, ricognizione e identificazione degli obiettivi grazie alla completa digitalizzazione, telecamera termica con ingrandimenti 7x e 21x, indicatore di azimuth e predisposizione per l’integrazione in ambiente net-centrico.

Il suo grado di dispiegabilità, l’elevato livello di efficacia e affidabilità ha portato all’acquisizione del Milan da parte di 44 paesi per un totale di 10.000 sistemi e 360.000 missili guidati venduti. In operazioni e addestramento il rateo di successo è stato confermato al 95%.

Varata la USS New York (LPD 21), tributo alle vittime dell’11/9

Riferimento | Americhe | Marina |

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La LPD (Amphibious Transport Dock) 21, quinta nave dela classe San Antonio, è stata varata in una cerimonia dall’alto valore simbolico in ricordo delle vittime degli attacchi terroristici dell’11/9. Il motto dell’unità “Forza forgiata attraverso il sacrificio. Non dimenticare mai” si riferisce alle 7 tonnellate e mezzo di acciaio recuperate dal sito del World Trade Center utilizzate nella costruzione della prua. Il varo è avvenuto alla presenza del sottosegretario alla Difesa Gordon England, di esponenti della US Navy, e delle famiglie delle vittime dell’11 settembre. (Video)

Il compito delle San Antonio è il trasporto di uomini e materiali nel quadro di missioni di sbarco anfibio a fianco delle LHA/LHD/LHA(R), che svolgeranno il ruolo principale nella fase iniziale delle operazioni. La nave, che disloca 25.300 t a pieno carico, è lunga 208.5m, larga 31.9m e sostituirà insieme alle gemelle già consegnate o in fase finale di lavorazione (USS San Antonio, USS New Orleans, Mesa Verde e Green Bay) le classe Austin dalla LPD-4, le LSD (Landing Ship, Dock) della classe Anchorage a partire dalla 36, la LKA (Amphibious Cargo Ship) classe Charleston dalla 113 e le LST (Landing Ship, Tank) classe Newport dalla 1179. L’unità navale sarà in grado di fornire all’Expeditionary Strike Group l’adeguata flessibilità operativa di cui l’USMC necessita, potendo operare gli EFV (Expeditionary Fighting Vehicle), combinazioni di mezzi ad ala rotante composte da quattro CH-46 Sea Knight/due MV-22 Osprey/due CH53E Super Stallion, oltre che all’occorenza quattro AH-1 Cobra o un AV-8B Harrier, due mezzi da sbarco LCAC (Landing Craft Air Cushion) o un LCU (Landing Craft, Utility).

Attualmente è già iniziata la costruzione di altre 2 unità della stessa classe che recano il nome di eventi legati all’11/9: La USS Arlington, in riferimento al Pentagono, e la USS Somerset, il campo nella omonima località dove si schiantò il volo United 93.

Foto: AP

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