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Categoria aprile, 2008

La US Coast Guard sceglie il radar SEASPRAY 7500E

Riferimento | Americhe | Marina |

seaspray7500e.jpgSELEX GALILEO, società di Finmeccanica, si aggiudica un contratto da 32 milioni di dollari per il radar SEASPRAY 7500E. Dopo essere stato selezionato nel 2005, il radar SEASPRAY è stato nuovamente scelto dalla US Coast Guard per il programma di aggiornamento dei velivoli HC-130H. Si tratta di una commessa particolarmente significativa per Finmeccanica che conferma la strategia di crescita commerciale negli Usa, uno dei mercati della Difesa più interessanti.

Il contratto garantirà un flusso di lavoro per un periodo di quattro anni. In totale, 15 velivoli HC-130H saranno aggiornati con i nuovi apparati. Il SEASPRAY 7500E è un radar multi mode che unisce la tecnologia a scansione elettronica (Electronically Scanned Array, AESA) con un processore standard (Commercial Off The Shelf, COTS). Il SEASPRAY 7500E rappresenta per la USCG un sensore fondamentale su tutte le attività di pattugliamento e sorveglianza a lungo raggio.

Il radar SEASPRAY 7500E consente alla US Coast Guard di disporre di una suite completa di modi imaging specifici della tecnologia radar AESA. La Human Machine Interface (HMI) si caratterizza per uno schermo ampio e tecnologia touch screen per la presentazione di informazioni provenienti dalla
Local Area Network (LAN). Questa tecnologia permette agli operatori di bordo di utilizzare e visualizzare contemporaneamente diverse modalità nelle varie postazioni del velivolo.

L’HC-130H viene di solito impiegato con breve preavviso, in condizioni atmosferiche avverse, per missioni di ricerca e soccorso, controllo dei traffici illegali, protezione civile, tutela dell’ambiente e salvaguardia delle coste. Iniziative di primo piano per la Maritime Domain Awarness che punta alla
sorveglianza dei principali porti statunitensi, delle coste e della zona dei Grandi Laghi nel nord del paese. La US Coast Guard è un`agenzia di grande importanza all’interno dell’US Department of Homeland Security: le sue campagne aeree hanno un ruolo chiave nella lotta globale contro il terrorismo.

Il sistema radar SEASPRAY 7500E AESA è compatibile con gli elevati standard posti dalla US Coast Guard che necessita soprattutto di: detezione ogni tempo di piccoli target a mare, tempestiva individuazione di perdite di petrolio (oil spills), monitoraggio dei ghiacci, elaborazione in tempo reale di informazioni sulle condizioni meteo e, infine, come sensore facente parte di un pacchetto avionico altamente integrato, di funzioni avanzate di mappatura del terreno.

Nello stabilimento di SELEX GALILEO ad Edinburgo (Scozia) saranno portate avanti le attività di produzione, configurazione, training ed assistenza per il sistema radar. L’istallazione, la fabbricazione del kit e la configurazione a bordo dei velivoli verrà realizzata da SELEX Sensors & Airborne Systems
(S&AS) US Inc e Pegasus International Inc presso l’aeroporto di Stennis International, vicino a Klin, nel Mississippi.

“Siamo onorati di far parte del programma della USGC e in particolare di essere responsabili per l’integrazione del radar assieme alla Pegasus International, presso la nostra facility di Klin nel Mississippi” ha commentato R. Scott Rettig, Presidente e CEO di SELEX Sensors & Airborne Systems (S&AS) US Inc.

Fonte: Selex Galileo

US Navy sceglie l’RQ-4N come piattaforma BAMS

Riferimento | Americhe | Marina |

BAMS
Northrop Grumman si è aggiudicata un contratto da 1.16 miliardi di dollari per lo sviluppo del BAMS (Broad Area Maritime Surveillance Unmanned Aircraft System), programma che avrà come piattaforma lo UAV RQ-4N, versione per la marina del Global Hawk in servizio nella US Air Force. Questo assetto fornirà capacità ISR (Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione) per individuare, seguire e identificare obiettivi navali e terrestri in scenari oceanici e litoranei, per interdizione marittima, gestione del campo di battaglia, difesa della flotta o per missioni di strike.

Con una autonomia media di 24 ore (fino ad un massimo di 36), l’RQ-4N sarà in grado di stazionare per un periodo prolungato di tempo nella zona di operazioni, dando ai pianificatori una situational awareness costantemente aggiornata riguardo le minacce di superficie.
Il BAMS sarà dotato di radar AESA (Active Electronically Scanned Array) con copertura a 360 gradi, sensori multifunzione elettro-ottici, all’infrarosso e da guerra elettronica, sistema di identificazione automatica (AIS), suite di comunicazione data-link satellitare a banda larga (via rete militare SATCOM e civile INMARSAT), link 16 e UHF, e capacità SIGINT (Signals Intelligence).
Volando ad una quota operativa di 60.000 ft, con un raggio d’azione di 22.780 km e grande autonomia oraria, il BAMS può coprire vaste aree ed essere da complemento ai P3 Orion ed ai futuri P-8A Poseidon.

Alla costruzione partecipano anche Raytheon, che fornirà il sistema di controllo di missione e i sensori EO/IR, L-3 Communications per l’integrazione dei sistemi di comunicazione, Aurora Flight Sciences che costruirà la coda a “V” e altre parti in composito, Rolls-Royce per il propulsore, Sierra Nevada Corporation per sistemi ausiliari elettronici e Vought Aircraft Industries che fornirà le ali.

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Kit di sopravvivenza urbana per i carri Abrams

Riferimento | Americhe | Esercito |

Kit TUSK
I carri armati americani Abrams, nelle versioni M1A1 e M1A2, si gioveranno presto di altri kit TUSK (Tank Urban Survivability Kits), ideati e prodotti da General Dynamics Land Systems in collaborazione con il direttorato delle Heavy Brigade Combat Team, al fine di aumentare la sicurezza e le possibilità di sopravvivenza del mezzo e dell’equipaggio in ambienti urbani.

Frutto delle lezioni apprese in Iraq, il TUSK consiste in ulteriori corazzature reattive laterali e stratificate sul retro, protezioni aggiuntive per il caricatore, torretta remotizzata della Kongsberg, sensori termici e telefono destinato alla fanteria appiedata.

I 2 contratti, da 45 e 12 milioni di dollari, coprono rispettivamente la fornitura di 2.832 corazzature per la postazione del caricatore, visori termici e torrette CSAMM (Counter-Sniper/Anti-Materiel Mount). Le protezioni e i visori termici consentiranno al caricatore di ingaggiare bersagli da dietro una schermatura trasparente quando la visiibilità è bassa o di notte. Il CSAMM permette alla mitragliatrice da 12.7mm Browning M2 di essere montata singolarmente sopra la torretta che ospita il cannone principale da 120mm permettendo l’ingaggio di precisione di obiettivi senza esporre l’equipaggio.

La produzione avverrà a Lima, Ohio. La consegna delle corazzature sarà completata nel 2011 mentre le suite termiche ed i sistemi CSAMM nel 2009

Conclusa l’esercitazione Spring Flag 2008

Riferimento | Aerospazio | Europa |

L’ultima giornata, dedicata alle autorità militari e civili ed ai giornalisti, ha visto l’effettuazione di una dimostrazione di uno Slow Mover Interception (SMI) con un velivolo SF-260EA del 70° Stormo di Latina e due velivoli MB-339CD del 61° Stormo di Lecce, della procedura ‘fast rope’ dei Ranger dell’Esercito Italiano da due elicotteri HH-3F del 15° Stormo di Pratica di Mare, dello sbarco di Force Protection dell’Aeronautica Militare dall’elicottero CH-47 dell’Esercito Italiano, di una Casualties Evacuation (CASEVAC) con elicotteri HH-3F e del sorvolo finale in formazione di tutti i velivoli partecipanti all’esercitazione. L’esercitazione ha visto fase di ‘deployment’ (rischieramento), dal 1° al 4 aprile, le operazioni aeree addestrative diurne dal 7 al 12 aprile e le operazioni notturne dal 14 al 16 aprile. Hanno partecipato unità appartenenti all’Aeronautica Militare, Esercito Italiano, Marina Militare, ed alle unità della NATO, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Spagna, Stati Uniti e Turchia, nonché del Ministero degli Affari Esteri e della Croce Rossa Italiana. Sono giunti anche 19 osservatori da 9 nazioni: Algeria, Brasile, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Finlandia, Giordania, India, Kuwait e Romania. Si sono accreditati oltre 120 giornalisti, fotografi e free-lance, di cui 30 delle testate straniere.
Lo scenario predisposto per l’esercitazione ha avuto la connotazione tipica delle operazioni che si svolgono al di fuori dei confini nazionali in aree di crisi. Lo scopo dell’esercitazione è stato quello di addestrare pertanto il personale a condurre operazioni aeree complesse (Composite Air Operations – COMAO) a guida italiana nel più ampio contesto di Peace Support Operations, nonché Urban Close Air Support (CAS), Combat Search and Rescue (CSAR) e Slow Movers Interception (SMI).
Per l’esercitazione si sono costituiti: un Joint Force Air Component Command (JFACC) attivato presso il COFA (Comando Operativo delle Forze Aeree), responsabile della campagna aerea sulla base delle decisioni dell’Autorità politica; un Deployable Combined Air Operations Center (DCAOC) presso Bari Palese, responsabile della traduzione degli intendimenti del JFACC in ordini di operazioni; una Deployable Operating Base (DOB) presso Decimomannu (Cagliari) per gli assetti che costituiscono il “coalition party”, responsabile della esecuzione delle operazioni aeree per il raggiungimento degli obiettivi definiti dal JFACC. Inoltre, presso l’aeroporto militare di Trapani Birgi, è stata costituita una DOB per gli assetti che costituiscono l’”Opfor party” (Forze di Opposizione).

Per il generale di squadra aerea Roberto Iacomino, Comandante del COFA, “anche quest’anno la Spring Flag si è conclusa con successo, destando grande interesse da parte dei Comandi militari delle unità impiegate, degli osservatori stranieri e della stampa nazionale ed estera. L’attività volativa è stata molto intensa ed ha permesso di testare tutte le componenti, equipaggi di volo e specialisti, impegnati in uno scenario simulato non difforme dalla realtà. La partecipazione di unità straniere e della NATO, nonché del Ministero degli Affari Esteri e della Croce Rossa, ha confermato la necessità di addestrarsi congiuntamente per condurre operazioni aeree necessarie per garantire nel mondo i processi di pace e di sviluppo democratico. Auspico che nei prossimi anni si possa avere la partecipazione di ulteriori nazioni allo scopo di rendere ancor più internazionale la principale esercitazione dell’Aeronautica Militare.”

Fonte: AMI

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