Top
Home
Scrivi
Aggiungi ai preferiti
Feed RSS
Bottom

Categoria maggio, 2008

Nuova Zelanda ordina 5 elicotteri AW109 LUH

Riferimento | Aerospazio | Asia e Pacifico |


AgustaWestland ha firmato con il Ministero della Difesa neozelandese un contratto da 57 milioni di euro per la fornitura di cinque elicotteri multi-ruolo AW109 LUH (Light Utility Helicopter), più simulatore di volo. In ottobre 2007 AgustaWestland fu selezionata come candidata preferita per la fornitura di elicotteri leggeri d’addestramento alla New Zealand Defence Force (NZDF) a seguito di un rigoroso ed ampio processo di valutazione, dando in seguito inizio a immediate trattative.
L’ AW109 LUH rappresenterà un significativo passo avanti nelle attività di formazione degli equipaggi della NZDF, la quale potrà così giovarsi di una avanzata piattaforma costo-efficace per addestrare nel migliore dei modi i piloti in attesa di essere assegnati agli elicotteri NH90 e Sea Sprite.
In aggiunta a questo ruolo, i cinque AW109 LUH forniranno anche supporto operativo per le altre agenzie governative, comprese polizia, guardia di frontiera, ministeri dei beni culturali e della pesca, mettendo a disposizione del richiedente capacità di trasporto aereo, scorta armata, ricerca e soccorso (SAR), evacuazioni mediche, sorveglianza, risposta in caso di calamità e contrasto al terrorismo.

L’AW109 Light Utility Helicopter è diventato l’elicottero biturbina di maggior successo sul mercato con ordini per più di 70 macchine, la maggior parte delle quali già consegnate, essendo in grado di soddisfare una vasta gamma di requisiti per missioni sia terrestri che navali. L’AW109 LUH offre tecnologie allo stato dell’arte per migliorare l’efficacia operativa riducendo al tempo stesso il carico di lavoro per il pilota, unite a prestazioni, affidabilità, disponibilità, manutenzione e norme di sicurezza ineguagliate. L’elicottero è già in servizio per compiti di addestramento in Svezia, Sud Africa e Malesia. Inoltre AgustaWestland e Boeing Australia Limited hanno annunciato nel mese di febbraio la firma di un Memorandum of Understanding (MOU) che li vedrà collaborare per fornire un innovativo sistema d’addestramento integrato all’Australia basato sull’AW109 LUH.

Gli elicotteri entreranno in servizio nella Royal New Zealand Air Force nel 2011.

Finmeccanica in trattative avanzate con DRS Technologies

Riferimento | Europa | Industria |

Finmeccanica, secondo indiscrezioni, sarebbe in trattative avanzate per rilevare la statunitense Drs Technologies: una mossa che la proietterebbe, dopo le importanti pedine già collocate negli anni passati negli Usa (dal Marine One al C-27J Spartan), tra i principali gruppi fornitori dell’esercito statunitense.
Da almeno un anno Pier Francesco Guarguaglini, l’amministratore delegato di Finmeccanica, ha promesso un’acquisizione nel settore dell’elettronica della Difesa e l’attesa potrebbe essere più che premiata perché l’affondo su Drs significa entrare dentro il cuore della tecnologia e delle forze armate statunitensi. Il gruppo, inoltre, ha lasciato intendere il direttore generale Giorgio Zappa, guarda anche all’Estremo Oriente.
Ma gli occhi ieri erano tutti puntati su Drs: la società del New Jersey, fondata nel 1968 nella cittadina di Parsippany, non lontano da New York, realizza apparecchiature e sistemi di supporto nel campo navale, terrestre ed aeronautico, che spaziano dai sistemi C3 (command, control, communications) e RSTA (reconnaissance, surveillance, target acquisition), all’homeland security, intelligence, equipaggiamento tattico e sistemi di comunicazione avanzata. Finmeccanica ha risposto con un «no comment» ai rumors ricordando che il gruppo osserva molti dossier e che nel settore non ci sono tante aziende, mentre dal quartier generale di Drs hanno confermato che sono state avviate trattative «che includono una possibile transazione strategica», ma non sono stati fatti nomi. Se andrà in porto, la mossa di Finmeccanica coronerà una campagna acquisti che, dal 2002 a oggi, è costata 3.7 miliardi di euro e ha portato il gruppo a crescere a livello mondiale sia nel civile che nel settore militare.

L’operazione è stata anticipata da alcune indiscrezioni riferite dal Wall Street Journal: i dettagli del deal non sono noti, ma i rumors raccolti dal giornale americano riferiscono che il prezzo sarebbe superiore di almeno il 25% alla capitalizzazione di Borsa di Drs, che prima della diffusione dei rumors era pari a 2.6 miliardi di dollari (circa 63 dollari ad azione). Ieri, invece, Drs, una public company pura, è salita a razzo (+15,92% a 73,89 dollari) sulla scia della speculazione di un’offerta sul gruppo che nell’anno fiscale 2007 (chiuso al 31 marzo) ha toccato quasi 3 miliardi di dollari di ricavi e 10mila dipendenti. Al contrario, Finmeccanica in Borsa è scesa (-2,1% a 21,5 euro).
Finanziariamente l’operazione è alla portata del gruppo italiano, che dispone di un «tesoretto» di circa 3 miliardi di euro: il pacchetto di StMicroelectronics, più una delega al consiglio di amministrazione a un aumento di capitale. Considerando, infine, la possibilità di andare a leva e indebitarsi un po’, un eventuale acquisto di Drs sarebbe del tutto spesato.

Oltre alla valenza strategica dell’acquisizione, la mossa porterebbe Finmeccanica a un livello più alto e sensibile del sistema-Paese America, un livello che tocca la sfera della sicurezza nazionale e quello della politica. Le autorità statunitensi dovranno dare l’ok. Una volta annunciato, il dossier finirà prima sul tavolo del Dipartimento della Giustizia e poi su quello della Difesa. Poi dovrà esprimersi anche il Cfius, il comitato che valuta gli investimenti stranieri negli Usa, lo stesso che due anni fa bloccò un’acquisizione della Dubai Ports.

Ma nel mirino di Finmeccanica non ci sono solo gli Stati Uniti: ieri, da Venezia, il gruppo ha indicato nel Giappone uno dei target: «Entro la fine dell’anno qualche successo ci sarà anche in Giappone» ha spiegato Zappa, a margine dell’Italy-Japan business group. In particolare su AgustaWestland, Zappa ha ricordato che la società «é stata la prima impresa europea in un mondo che era di monopolio americano nel settore degli elicotteri. In Giappone hanno saputo apprezzare il prodotto, e siamo molto più presenti».

Fonte: Il Sole 24 Ore

MoD seleziona il Piranha 5 come veicolo base del Future Rapid Effect System (FRES)

Riferimento | Esercito | Europa |


Il Piranha 5 di General Dynamics (UK) Ltd è stato provvisoriamente selezionato dal Ministry of Defence del Regno Unito come l’Utility Vehicle del programma FRES volto a rinnovare gradualmente nei prossimi 30 anni la flotta di mezzi corazzati di medio peso del British Army. Sconfiggendo i concorrenti Boxer, del consorzio tedesco-olandese ARTEC (Krauss-Maffei Wegmann, Rheinmetall e Stork), e VBCI (Véhicule Blindé de Combat d’Infanterie), della francese Nexter, il Piranha è così il primo veicolo della famiglia FRES (Future Rapid Effect System) ad essere scelto, ma in via provvisoria come misura di riduzione del rischio e per affermare l’attuale vantaggio conquistato da GD-UK sui concorrenti.

Sandy Wilson, presidente e amministratore delegato di General Dynamics UK, ha dichiarato: “Siamo felicissimi che il Piranha V sia stato scelto dall’esercito inglese come utility vehicle del programma Fres. Con oltre 9.000 Piranha già in servizio, il pedigree della famiglia parla da sè. Abbiamo continuato il lavoro di sviluppo di nostra iniziativa, e lavoreremo in stretta collaborazione con il Ministero della Difesa per abbassare il livello di rischio del programma. Allo stesso tempo, continueremo a proporre la nostra offerta per il ruolo di Utility Vehicle Integrator (UVI) e per quello successivo Fres Specialist Vehicles (SV)”.

Analogamente il 6 febbraio 2008 il MOD ha annunciato che Thales UK e Boeing sono stati nominati offerenti preferiti per coprire il ruolo di SOSI (System of Systems Integrator), figura di vertice che si occuperà della gestione del programma, integrazione finale di tutti i sistemi e supporto lungo tutta la vita operativa.
Per il ruolo di UVI invece General Dynamics concorrerà a fianco di Lockheed Martin contro i consorzi a guida BAE Systems (in cui partecipa Selex Galileo) e Thales/Boeing.

FRES consiste in una famiglia di veicoli blindati per l’esercito britannico da 27–30 tonnellate, avio-trasportabili (A400M, C-130J) e integrati nella rete di Comando e Controllo networkcentrica, che rappresenterà la spina dorsale delle brigate leggere per il prossimo futuro e sostituirà alcuni elementi dell’esistente flotta di veicoli blindati che si stanno avvicinando al termine della loro vita operativa (FV103 Spartan APC, FV432, FV430, CVR-T, Saxon).
Il potenziale contratto vale più di 22 miliardi di euro (76 nell’intera vita operativa) per 3000 veicoli in 17 varianti divisi in 5 gruppi principali: Utility, ricognizione, corazzati medi, supporto alle manovre e configurazione base.

L’entrata in servizio dei primi esemplari della nuova classe di veicoli è stimata per il 2012.

Successo nei primi test dello SLAMRAAM

Riferimento | Americhe | Esercito |

Il Surface Launched Advanced Medium Range Air-to-Air Missile (SLAMRAAM) ha completato con successo i primi test di acquisizione bersaglio e inseguimento, concludendo la prima di cinque fasi di test del sistema, condotta presso il poligono di White Sands.
Tutti gli obiettivi primari sono stati raggiunti: monitoraggio dell’obiettivo fissato; correlazione delle tracce radar; distribuzione dello scenario aereo in rete via radio; ingaggi simulati del bersaglio. Inoltre, lo SLAMRAAM ha evidenziato la sua capacità di operare come un sistema distribuito di elementi dimostrando la triangolazione cooperativa delle tracce radar, comunicazioni in movimento e riconfigurazione real-time della struttura di comando e controllo.

“Questa notevole performance del sistema durante le prove iniziali sul campo è dovuta in gran parte all’ampio lavoro di test di laboratorio, modellazione, simulazione, analisi e pianificazione svolto in comune da Raytheon e US Army in preparazione di questo evento. Raytheon si è impegnata a fornire un’affidabile, accessibile e tecnologicamente avanzata capacità di difesa aerea per soddisfare le esigenze dell’US Army”, ha detto Pete Franklin, vice presidente dei programmi di sicurezza nazionale ed in teatro di Raytheon.

Lo SLAMRAAM è un sistema di difesa aerea tattico ad architettura aperta, adattabile secondo le esigenze, atto a contrastare le attuali ed emergenti minacce di missili cruise, uav ed obiettivi aerei convenzionali. La configurazione distribuita del sistema prevede di base una centrale di controllo di fuoco integrata collegata al radar Sentinel, sei missili AMRAAM montati a bordo di un humvee, il futuro sistema JLENS (Joint Land Attack Cruise Missile Defense Elevated Netted Sensor) basato su aerostato, e il futuro Multi-Role Radar dell’USMC. Il sistema è compatibile anche con i lanciatori norvegesi NASAMS e HAWK, mentre in futuro è prevista l’implementazione dei missili AIM-9X.

Le prove sul campo si protrarranno fino a maggio 2009.

Aeronautica Militare Italiana Afghanistan AgustaWestland Airbus Military Alenia Aermacchi Alenia Aeronautica BAE Systems Boeing Darpa DCNS Difesa Antimissile EADS ESA Eurocopter Eurofighter Typhoon F-35 Lightning II JSF Fincantieri Finmeccanica General Dynamics Gripen India Italia KC-767 LCS Lockheed Martin M346 Marina Militare Italiana Marine Nationale MBDA Network Centric Warfare Northrop Grumman Raytheon Royal Air Force Royal Navy Russia SAAB Selex Galileo Selex Sistemi Integrati Sukhoi Telespazio Thales Thales Alenia Space UAV/UAS UCAV United Technologies

Aerospazio (475)
Americhe (302)
Analisi (11)
Asia e Pacifico (99)
Esercito (118)
Europa (469)
Industria (172)
Marina (229)
Medio Oriente e Africa (69)
Uncategorized (3)

WP-Cumulus by Roy Tanck and Luke Morton requires Flash Player 9 or better.