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Categoria luglio, 2008

Ghedi: Piloti provano simulatore JSF

Riferimento | Aerospazio | Europa |


Il 6° Stormo di Ghedi (BS) ha ospitato il simulatore del cockpit del caccia multiruolo F-35 Lightning II Joint Strike Fighter (JSF), a disposizione dei piloti degli Stormi del nord Italia che hanno preso parte ad una sessione di orientamento.

Il “dimostratore”, dopo la tappa dello scorso 1° luglio presso il Centro Sperimentale Volo (CSV) di Pratica di Mare, è stato provato non solo dagli equipaggi di volo del 6° Stormo di Ghedi, ma anche dal personale navigante proveniente dal 5° Stormo di Cervia, dal 50° di Piacenza e dal 51° di Istrana (TV).

Si è trattato di un volo virtuale sul velivolo multiruolo di quinta generazione che, a partire dal 2011, costituirà il sistema d’arma e lo standard operativo di riferimento “sul campo” delle forze aeree più evolute.

Il programma JSF costituisce il più importante progetto aeronautico al quale l’Italia partecipa accanto a Stati Uniti, Inghilterra, Canada, Olanda, Danimarca, Norvegia e Turchia, oltre ad altri Paesi non NATO. Il JSF è un velivolo multiruolo, “stealth”, in grado cioè di sfuggire all’identificazione radar, con un sofisticatissimo armamento di precisione e sistemi di comunicazione e informazione molto avanzati che realizzano la cosiddetta “sensor fusion”, fornendo al pilota un livello di ‘situational awareness’ mai raggiunto prima, pur garantendo una buona semplicità di condotta.

Il velivolo non dispone di un HUD (Head-Up Display) ma ha un solo grande touch screen che può essere configurato a piacimento toccando il display con le dita. Le informazioni sono “proiettate” direttamente nel casco, capace attraverso i sensori del velivolo di vedere in tutte le direzioni, attraverso qualsiasi superficie. Il pilota, quando questo sistema è inserito, ha pertanto l’impressione di volare nel vuoto e può tenere ben in vista il velivolo avversario senza essere ostacolato dal pavimento della cabina o dalla coda del proprio aereo.

Il JSF è in grado di condividere tutte le proprie informazioni via rete con gli altri elementi della formazione o con velivoli AWACS e Rivet Joint.
L’accesso ai menu avviene tramite un cursore mosso attraverso un piccolissimo joystick posizionato sulla manetta. Il JSF è un sistema d’arma estremamente innovativo, che implementa tecnologie all’avanguardia non solo in campo avionico e costruttivo, ma anche nell’aspetto logistico. Il velivolo infatti nasce in tre distinte varianti (convenzionale, a decollo corto e navale) con lo stesso sistema di missione, a vantaggio sia dell’economia di esercizio sia della standardizzazione delle procedure e delle tattiche.

La Forza Armata ha deciso di dotarsi di una flotta mista di JSF CTOL (Conventional Take Off and Landing) e STOVL (Short Take Off Vertical Landing): la capacità di decollo “corto” (STOVL) e di atterraggio “verticale” permetterà di operare anche in zone dove non siano disponibili piste attrezzate e ne accrescerà la dispersione sull’intera aerea.

L’11 giugno 2008 è stato effettuato, senza nessun inconveniente, il primo volo del JSF STOVL.

(AMI)

Positivi i test del nuovo Sukhoi Su-35

Riferimento | Aerospazio | Asia e Pacifico |


Alla fine di una serie di voli di prova con il nuovo caccia multiruolo Sukhoi Su-35 (ex Su-27M), il pilota collaudatore Sergei Bogdan, in una intervista rilasciata alla rivista Military Industrial Review, ha espresso i suoi apprezzamenti verso il nuovo aereo che “sorpassa per caratteristiche i caccia dei più importanti produttori mondiali, come Mirage, Rafale, Gripen, Typhoon e Hornet, e può competere con caccia della quinta generazione come il Raptor”.
Il velivolo ha mostrato grande manovrabilità ed agilità, grazie all’aerodinamica evoluta e ai due motori NPO Saturn 117S dotati di ugelli indipendenti a controllo vettoriale della spinta, che insieme forniscono un drastico miglioramento delle performance, sia in termini di accelerazione / decelarazione che di movimento lungo i tre assi (rollio, beccheggio, imbardata), consentendo l’eliminazione di superfici come canard ed aerofreni dorsali in vista di una minore signatura radar.

Il Su-35 è basato su piattaforma Su-27 e Su-30MK ma incorpora una avionica più avanzata basata sul sistema IMS (information management system), che integra tutti i sottosistemi informatici in un solo pezzo. Le informazioni provenienti dai vari sensori sono visualizzate su due display multifunzione a colori da 9 x 12 pollici. I controlli di volo sono completamente digitali “fly-by-wire”. Il radar Irbis-E, sviluppato a partire dal 2004, del tipo PPA (passive phased antenna array) a movimentazione elettro-idraulica (60° in azimuth e 120° in elevazione) combinata alla scansione elettronica, può inseguire contemporaneamente 30 bersagli aerei e ingaggiarne 8, e 4 bersagli terrestri fino a 400 km di distanza.

Il Su-35, considerato caccia appartenente alla generazione 4++, è dotato di 12 stazioni esterne per il trasporto di armi fino ad un massimo di 8.000 Kg complessivi, ed ha una autonomia di 4.500 km con riserve di carburante supplementari.

Il primo volo è avvenuto il 19 febbraio. Attualmente altri due esemplari sono in corso di assemblaggio presso il complesso KnAAPO (Komsomolsk-on-Amur Aviation Production Association) Yuri A. Gagarin, i quali si uniranno alla campagna di test nel corso di questo anno.
La Russia prevede di commercializzare il Su-35 in Medio Oriente, Cina e Sud America. Le prime consegne all’aeronautica russa avverranno a partire dal 2010, con raggiungimento della Initial Operational Capability (IOC) nel 2011.

UK: Firmato contratto per le nuove portaerei classe Queen Elizabeth

Riferimento | Europa | Marina |


Come previsto, dopo le dichiarazioni del Ministro della Difesa inglese Des Browne e la successiva costituzione dell’alleanza industriale fra BAE Systems e VT Group che ha portato alla creazione della joint venture BVT Surface Fleet, è stato finalmente siglato il contratto dal valore di 4.4 miliardi di euro per la costruzione delle due nuove portaerei classe Queen Elizabeth, programma del valore complessivo di circa 6.2 miliardi di euro. Il consorzio industriale BVT, composto da BAE Systems (55%) e VT Group (45%), sarà l’asse portante della Aircraft Carrier Alliance, il raggruppamento di aziende coinvolte nella realizzazione dell’opera, che verrà condotta presso i cantieri di Portsmouth, Barrow-in-Furness, Glasgow e Rosyth.

Il ministro ha commentato “Le due portaerei forniranno alle nostre forze di prima linea le moderne capacità di cui avranno bisogno nel corso dei prossimi decenni. Esse sosterranno il mantenimento della pace e la prevenzione dei conflitti così come le nostre priorità strategiche operative. Il contratto firmato oggi sigilla il futuro di migliaia di posti di lavoro, ed assicura che noi avremo una marina adatta al ventunesimo secolo”.

Le due nuove navi, la HMS Queen Elizabeth e la HMS Prince of Wales, le più grandi mai costruite in UK, entreranno in servizio rispettivamente nel 2014 e nel 2016 e ci rimarranno per almeno 50 anni, andando a sostituire le attuali unità classe Invincible con un assetto strategico in grado di aumentare significativamente le capacità di proiezione delle forze nazionali.

Le portaerei avranno un dislocamento di 65.000 tonnellate, una lunghezza di 280 metri per 70 di larghezza a livello del ponte di volo (su cui spicca la doppia isola per aumentare il controllo delle operazioni), sistemi C4I, capacità di accomodare 1.450 persone ed operare un mix di massimo 40 velivoli ad ala fissa e rotante (36 F-35B Lightning II via ski-jump e probabilmente 4 AW-101 versione Airborne Early Warning). L’hangar dispone di 20 spot per aerei e/o elicotteri mentre gli ascensori sono in grado di movimentare 2 JSF ogni 60 secondi. La propulsione è affidata a 2 turbine a gas Rolls-Royce MT30 combinate a 4 generatori diesel che spingeranno la CVF fino ad una velocità di 25 nodi con una autonomia compresa tra i 14.800 e i 18.520 km. L’autodifesa sarà affidata ad un sistema CIWS Phalanx e mitragliatrici da 30mm o di calibro inferiore per fronteggiare minacce asimmetriche.

Il programma garantirà 10.000 posti di lavoro in coincidenza con il picco di produzione e la continuità di preziose capacità chiave per la cantieristica britannica.






UK: Eurofighter Typhoon pronto per l’impiego aria-suolo

Riferimento | Aerospazio | Europa |


I Typhoon della RAF sono stati dichiarati operativi per il ruolo di attacco al suolo a seguito dei risultati dell’ esercitazione combinata Green Flag, svoltasi in Nevada, tra forze terrestri ed aeree, che ha visto i velivoli inglesi sganciare con successo diversi tipi di ordigni, ottenendo ottimi riscontri in termini di effetti sul bersaglio e precisione. Questo è un passo importante verso il pieno dispiegamento delle capacità multiruolo dell’Eurofighter. Nel luglio dello scorso anno, con l’ XI Squadron di stanza alla base RAF di Coningsby, fu qualificata la piena capacità aria-aria per la difesa dello spazio aereo inglese in missioni di Quick Reaction Alert (QRA).

La capacità multiruolo, la cui proclamazione è stata ufficialmente designata come Multi-Role Operational Employment Date (OED), si concretizzerà nella possibilità di condurre attacchi al suolo o difesa aerea così come richiesto prima del decollo, e presto gli EFA della Royal Air Force potranno definirsi “swing-role”, il che significa che saranno in grado di alternare i ruoli all’interno della stessa missione, a decollo avvenuto.

In unione al pod Litening III, ora il Typhoon potrà utilizzare bombe a guida laser Paveway 2, Enhanced Paveway 2 e a caduta libera da 1.000 lb.

Il risultato è frutto del lavoro congiunto del MOD, di BAE Systems e della RAF. Il comandante dell’XI Squadron, Gav Parker, ha dichiarato: “L’esercitazione Green Flag in Nevada ci ha permesso di capire meglio come assistere le forze a terra in un conflitto. Capire la situazione sul campo è essenziale al fine di realizzare un supporto aereo ravvicinato (CAS) in modo rapido ed efficiente riducendo al minimo i rischi per civili e infrastrutture. La tecnologia del sistema Rover III permette di inviare le immagini e i dati catturati dal nostro pod di acquisizione obiettivi Litening III alle forze a terra che possono visualizzarli tramite un ricevitore simile ad un computer portatile, consentendo sia al pilota che al soldato di visualizzare la stessa immagine e decidere insieme la risposta aerea appropriata”.

Al momento sono state smentite voci su un possibile impiego degli Eurofighter in Iraq o Afghanistan, mentre i Tornado GR4 verranno schierati a Kandahar la prossima primavera per sostituire gli Harrier.

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