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Categoria ottobre, 2008

Completato nuovo test del missile antinave OTOMAT TG2

Riferimento | Europa | Marina |


Il 23 settembre scorso un missile antinave OTOMAT nella configurazione TG2 (Tele Guida 2) è stato lanciato con successo dalla corvetta Nadim della classe Laksamana della Reale Marina Malese (RMN).

Il lancio ha pienamente risposto agli obblighi contrattuali richiesti ad MBDA per la validazione del sistema OTOMAT TG2 (sistema di rivettoramento in volo oltre l’orizzonte radar) installato a bordo degli elicotteri Super Lynx forniti da AgustaWestland all RMN.

Il lancio è avvenuto in uno scenario aperto che prevedeva l’attacco di una nave oltre l’orizzonte radar dell’unità lanciante e con il volo del missile che comprendeva due fasi distinte.

La fase iniziale (Fase TG1) prevedeva il lancio del missile direttamente dalla nave madre verso l’elicottero TG2. La fase seguente (Fase TG2) vedeva il missile dirigersi verso la posizione reale del bersaglio indicata dall’elicottero TG2. Ciò ha comportato un cambio di traiettoria di 30° del missile rivettorato verso il bersaglio con le nuove coordinate di navigazione e di attacco fornite dall’elicottero.

Il volo dell’OTOMAT si è protratto per oltre 60 Km, con il missile che ha seguito la traiettoria pianificata con un avvicinamento ed attacco del bersaglio estremamente accurate. L’impatto riportato con il bersaglio è avvenuto alla quota pianificata con la corretta detonazione della testa di guerra.

Le attività di lancio sono state effettuate dalla RMN con il supporto di una squadra di specialisti di MBDA. Nell’occasione i vertici della RMN hanno assistito al colpo diretto del missile volando con un altro elicottero in hovering sopra l’area del bersaglio.

Fabrizio Giulianini, Executive Group Director Sales and Business Development di MBDA, ha dichiarato: “Con questo ultimo successo l’OTOMAT conferma il suo ruolo di sistema missilistico antinave di vertice nei moderni scenari di guerra navale. Le già eccellenti prestazioni del missile sono state ulteriormente migliorate aggiungendo capacità di attacco terrestre. Con questa nuova configurazione l’OTOMAT offrirà alle marine di tutto il mondo prestazioni di punta ben oltre il 2020”.

Venduto in oltre 1000 esemplari in tutto il mondo l’OTOMAT è un sistema antinave che è stato aggiornato allo standard completamente digitale Mk II Block IV. In questa nuova configurazione il missile è stato aggiornato e migliorato per affrontare le future minacce navali tipiche degli scenari di acque litorali o per attacchi terrestri. Tutto ciò grazie al suo nuovo sistema di navigazione e ad una gittata operative di oltre 180 Km. Le sue capacità di discriminazione e identificazione dell’obiettivo oltre l’orizzonte (OTHT – over the Horizon Targeting), la possibilità di riprogrammare via radio il profilo di volo a metà corsa con attacco terminale in modalità sea-skimming, o di effettuare il lancio in semplice modalità Fire and Forget, la sua manovrabilità che rende possibili traiettorie evasive anti-CIWS (Close-in weapon system), la dotazione ECCM (Electronic counter-countermeasures), la sensoristica di guida inerziale/GPS con seeker radar attivo, la sua testata perforante/esplosiva da 210 kg rendono il missile ideale per acquisire la superiorità marittima.

Il programma di aggiornamento è stato lanciato grazie al supporto ed al finanziamento della Marina Militare Italiana. Per la MMI il programma copre l’aggiornamento al nuovo standard dei missili che saranno installati a bordo dei cacciatorpediniere della classe Durand de La Penne e Orizzonte oltre che alle future fregate della classe FREMM. I lanci di qualifica per la MMI si sono conclusi alla fine del 2007.

MBDA è controllata in modo paritetico da BAE SYSTEMS (37,5%), EADS (37,5%) e FINMECCANICA (25%).

Boeing rispolvera il Little Bird con il nuovo programma AH-6

Riferimento | Americhe | Esercito |

Venendo incontro alla domanda di elicotteri flessibili ed economici con buona autonomia e discreta capacità di carico, Boeing ha annunciato un nuovo programma di velivolo ad ala rotante da attacco leggero e ricognizione destinato all’export basato sul monomotore AH-6J/MH-6J già utilizzato dalle forze speciali statunitensi del 160° Special Operations Aviation Regiment e uscito sconfitto dalla competizione indetta dall’esercito statunitense nel 2005 per il ruolo di Armed Reconnaissance Helicopter (ARH), poi andato all’ARH-70A di Bell.

L’AH-6 è equipaggiato con sistema di puntamento elettro-ottico e all’infrarosso (FLIR), può trasportare diverse tipologie di armamento fra cui la configurazione da 2.000 lb con missili Hellfire, razziere a sette colpi M260, mitragliatrice da 7.62 mm integrata con i sensori, comunicazioni e cockpit migliorati, motore Rolls-Royce C30R/3M Rolls-Royce a controllo digitale.

Boeing produrrà l’AH-6 nel suo impianto Rotorcraft Systems di Mesa, Arizona, e farà affidamento sulla sicura organizzazione di approvvigionamento esistente al fine di garantire consegne in tempo e costi contenuti. L’azienda conta di ottenere da un cliente di lancio imprecisato un ordine di 18/24 elicotteri nella prima parte del 2009.

Procedono le consegne degli UH-72A all’US Army

Riferimento | Americhe | Esercito |

EADS North America ha consegnato all’Esercito USA il primo LUH (Light Utility Helicopter) UH-72A uscito dalla nuova linea di produzione Eurocopter di Columbus, Mississippi. Il piano industriale prevede la transizione del programma attraverso tre fasi sovrapposte, Light Assembly Line (LAL), Full Assembly Line (FAL) e Production Line (PL) quando la produzione dei 350 elicotteri ordinati da Esercito e Guardia Nazionale passerà a pieno regime con un ritmo di 5 al mese al picco di produzione. L’ultimo Lakota consegnato, il 41esimo, è il primo della fase FAL.

Basato sull’elicottero commerciale multiruolo EC145 con lievi modifiche dettate da esigenze militari, l’UH-72A verrà utilizzato per compiti di homeland security, lotta ai traffici di droga, ricerca e soccorso di civili, trasporto medico, vip e logistico partendo dalla sede situata nell’aeroporto regionale di Tupelo, nel Mississippi.

Il Lakota, prodotto da EADS North America, sostituirà gli OH-58 Kiowa e UH-1 Huey ormai obsoleti e permetterà in questo modo di liberare da compiti minori gli UH-60 Black Hawk che verranno rischierati in zone di combattimento.

Il programma UH-72A rappresenta una delle più rapide introduzioni in servizio di un mezzo dell’esercito nella storia. Il contratto per il Light Utility Helicopter è stato vinto nel mese di giugno 2006, seguito dall’inizio delle consegne nel novembre dello stesso anno. Il servizio operativo è iniziato nei primi mesi del 2007 presso Ft. Irwin.

Dall’entrata in servizio nell’US Army nel 2007, gli UH-72A Lakota hanno totalizzato più di 4.000 ore di volo di cui il 90% effettuate a piena capacità operativa.

Il JSF, l’Italia e l’Europa

Riferimento | Aerospazio | Europa |

L’Istituto di Affari Internazionali ha presentato ieri i risultati della propria ricerca sulla partecipazione al programma F-35 dell’Italia e di altri paesi europei. Il Joint Strike Fighter è il caccia di quinta generazione destinato ad aggiornare le linee di volo alle esigenze operative del 21° secolo, ma anche il più vasto programma aeronautico mondiale odierno, con prospettive di vendita di migliaia di esemplari. L’Italia è da molti anni partner di livello II, subito dietro la Gran Bretagna, e si candida ad ospitare l’unica linea di montaggio finale e collaudo fuori dagli Stati Uniti. Nelle settimane scorse Alenia Aeronautica ha firmato il primo contratto per la produzione delle ali, di cui sarà il secondo fornitore con la prospettiva di produrre circa 1.200 serie di ali.

Un tema importante quindi sottolineato da presenze di alto livello quali il sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga, il presidente della commissione Difesa della Camera dei Deputati Edmondo Cirielli e il Capo di Stato Maggiore della Difesa gen. Vincenzo Camporini, che hanno preso la parola insieme all’ing. Remo Pertica, presidente dell’AIAD, e all’ing. Giovanni Bertolone, amministratore delegato di Alenia Aeronautica.

Tutti gli oratori hanno sottolineato come la ricerca – coordinata per lo IAI da Michele Nones con la collaborazione di Giovanni Gasparini e Alessandro Marrone e realizzata con il contributo di Alenia – si distingua per il rigore metodologico e l’assenza di pregiudizi ideologici. Nel quaderno IAI escono confermate le grandi capacità operative del JSF, compresa quella di operare lontano dalle proprie basi con minimo supporto logistico, ma anche le luci ed ombre del programma al suo stato attuale.

Da un lato vengono sottolineati i progressi tecnologici (a partire dalla capacità net-centrica e dalla bassa osservabilità) e il grande potenziale industriale; dall’altro si sottolinea il permanere di criticità legate ai trasferimenti di tecnologie, anche in funzione dei ruoli industriali, agli ostacoli burocratici che potrebbero rendere difficile gestire in maniera tempestiva un programma internazionale, fino alla necessità che i partecipanti europei collaborino in maniera sempre più stretta per avere maggior forza negoziale. Tutti aspetti cruciali, hanno ribadito tutti gli intervenuti, per cogliere le opportunità che il programma Joint Strike Fighter offre all’Italia e all’Europa.

(Alenia Aeronautica)

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