Top
Home
Scrivi
Aggiungi ai preferiti
Feed RSS
Bottom

Categoria novembre, 2009

Inizio prove in mare per il sottomarino Astute

Riferimento | Europa | Marina |

HMS Astute
Il primo sottomarino classe Astute della Royal Navy ha lasciato i cantieri di Barrow-in-Furness diretto alla sua futura base operativa Clyde a Faslane, in Scozia, dando così inizio ad una campagna di prove in mare della durata di diversi mesi.
Durante i test, iniziati con il tragitto verso la base navale, il personale a bordo della marina sarà affiancato da tecnici BAE Systems al fine di osservare e misurare le performance di ogni componente in relazione alle specifiche progettuali.

Con 7.800 tonnellate di dislocamento e velocità di oltre 29 nodi in immersione, 97 metri di lunghezza, 6 tubi lanciasiluri/missili Harpoon e Tomahawk (38 munizioni a disposizione), reattore nucleare con autonomia di 25 anni (in grado di soddisfare i bisogni energetici di una città delle dimensioni di Southampton), stealthness e sensoristica avanzata, la classe di sottomarini Astute è la più avanzata mai costruita per la Royal Navy.

Questa classe di sottomarini sarà in grado di svolgere oltre alle convenzionali missioni di guerra contro unità di superficie e sommerse, anche compiti di appoggio alle forze di terra, sorveglianza e raccolta dati di intelligence. L’Astute è in grado di rimanere in immersione e circumnavigare il globo in 90 giorni, prelevando l’ossigeno e l’acqua necessari per le funzioni di bordo dal mare. Il sottomarino è equipaggiato con l’avanzato sonar 2076 e dispone di due alberi optronici non penetranti lo scafo, che sostituiscono il tradizionale periscopio. Il vantaggio di questa soluzione risiede nel ridurre il tempo di permanenza del sensore in superficie, fase in cui il sottomarino è vulnerabile, facendo una rapida scansione a 360 gradi dell’ambiente operativo e poi analizzando la situazione in posizione di sicurezza.

Il periscopio CM010 di Thales

Il programma per i sottomarini Astute, volto a sostituire i vecchi classe Swiftsure e Trafalgar con un assetto allo stato dell’arte sia in termini tecnologici che di flessibilità di impiego, vale per le prime tre unità circa cinque miliardi di euro. Nonostante i ritardi e i costi crescenti, e la minaccia di tagli al bilancio, il programma procede con al momento 4 unità ordinate su 7 pianificate.

Primo volo per lo UAV Mantis

Riferimento | Aerospazio | Europa |

MantisL’Unmanned Aerial Vehicle Mantis, il più grande mai costruito in UK, sviluppato da BAE Systems e Ministero della Difesa inglese, ha compiuto il suo primo volo a Woomera, nel sud dell’Australia. La prova ha inteso validare le tecnologie sviluppate fin ora che porteranno alla realizzazione di una piattaforma MALE (medium altitude long endurance) basata sul prototipo Mantis. Allo sviluppo hanno partecipato un gruppo di aziende che hanno lavorato direttamente al fianco del MoD, fra cui Rolls- Royce, per quanto riguarda l’impianto motoristico, QinetiQ, comunicazioni, GE Aviation, impianto elettrico e controlli di volo primari, Meggitt per sistemi frenanti e Selex Galileo per quanto riguarda la sensoristica.

Mantis ha un’apertura alare di 20 metri ed è primo velivolo completamente elettrico prodotto da BAE Systems. Il sistema è concepito per essere facilmente dispiegabile e smontabile per il trasporto aereo in teatro, e aggiornabile con elementi “plug and play”.

Mantis è un uav autonomo di prossima generazione in grado di eseguire la missione con un bisogno ridotto di intervento umano, grazie all’interazione avanzata del velivolo con l’ambiente di battaglia. Tale autonomia aumenta l’efficacia operativa consentendo una maggiore attenzione sulla missione, senza le usuali preoccupazioni per il controllo del veicolo da parte dell’operatore. Riduce anche il rischio di incidenti dovuti ad errore umano, così come i requisiti di collegamento dati tra il veicolo e la stazione di controllo a terra, comune con altri UAS di BAE come Taranis e Herti.

Il sistema Mantis potrà operare pienamente integrato nella infrastruttura C4I inglese, fornendo ai decisori informazioni in tempo reale accrescendo la situational awareness del campo di battaglia. Potrà trasportare significative quantità di sensori per compiti di intelligence sorveglianza e ricognizione, e, all’occorrenza, armamento.

Primo volo per l’AW159 Lynx Wildcat

Riferimento | Esercito | Europa | Marina |

AW159
L’AW159 di AgustaWestland, nuova versione del Lynx, ha effettuato il suo volo inaugurale, rispettando i tempi previsti, presso il complesso di Yeovil, con ai comandi il capo pilota collaudatore Donald Maclaine, che ne ha testato la manovrabilità di base. Altri due prototipi si affiancheranno al primo nella campagna di prove nel 2010.
Progettato e sviluppato per soddisfare le esigenze del Regno Unito in materia di elicottero multiruolo per marina ed esercito, l’AW159 sarà l’elicottero più avanzato nella categoria 6 tonnellate. Il primo esemplare del Lynx Wildcat sarà consegnato nel 2011 e diventerà pienamente operativo nel 2014 con l’esercito, e nel 2015 con la marina.

L’AW159 è spinto da due motori CTS800, dispone di cockpit avanzato con 4 display 10×8, pacchetto sensori costituito da sistemi elettro-ottici IR/TV, illuminatore laser sul muso, radar AESA (Active Electronically Scanned Array) 7400E di Selex Galileo (solo per la versione marittima), sistemi di allarme e autoprotezione con dispenser di contromisure, Active Dipping Sonar per missioni ASW e sistema gestione armamento via head up display. L’AW159 potrà essere equipaggiato con mitragliatrici, siluri, cariche di profondità e il nuovo missile antinave Future Anti-Surface Guided Weapon (FASGW) sviluppato in collaborazione con la Francia, che lo installerà a bordo dei suoi NH90.

Il programma Future Lynx, che procede in linea con i tempi e i costi previsti, prevede la fornitura di 62 unità, 34 per l’Esercito e 28 per la Marina. Entrambe le versioni condividono stesso disegno, gran parte del pacchetto sensori e armamento per poter facilmente ricoprire entrambi i ruoli in caso di necessità. Le sue missioni tipiche vanno dalla ricognizione, agli attacchi antinave (ASUW-Anti-Surface Warfare) e trasporto utility.

Fra le industrie coinvolte nel programma, oltre AgustaWestland e Selex Galileo, GKN Aerospace, LHTEC (una partnership fra Rolls-Royce e Honeywell), General Dynamics UK, Thales UK e GE Aviation.

Contratto a Selex Galileo per supporto radar Captor e DASS

Riferimento | Aerospazio | Europa |


SELEX Galileo, insieme ad altre aziende partner, si è aggiudicata un contratto da BAE Systems della durata di 5 anni per un valore di oltre 350 milioni di sterline per attività di supporto del sistema radar Captor e del “Defense Aids System” Praetorian dei velivoli Eurofighter Typhoon in servizio presso le forze aree dei 4 paesi partner: Germania, Italia, Inghilterra e Spagna.

SELEX Galileo ha collaborato con BAE Systems e con i Ministeri della Difesa britannico, tedesco, italiano e spagnolo con un approccio innovativo volto a fornire un servizio di supporto logistico integrato in grado di ridurre i costi di manutenzione e di riparazione dei velivoli delle 4 nazioni partner, accrescendone la disponibilità operativa.

SELEX Galileo è a capo dei consorzi EuroRADAR (SELEX Galileo, EADS e Indra Sistemas) e EuroDASS (SELEX Galileo, Elettronica, Indra Sistemas e EADS) – design authorities per il Captor e per il Praetorian. In particolare, il consorzio EuroRADAR progetta, sviluppa e produce il radar multimode Captor, mentre EuroDASS realizza e fornisce il sistema di difesa integrato Praetorian, in grado di garantire la sopravvivenza dell’aereo anche negli scenari operativi più complessi.

Oltre a EuroDASS e a EuroRADAR¸ SELEX Galileo guida il consorzio EuroFIRST, per la progettazione e lo sviluppo del PIRATE, il sistema all’infrarosso in grado di scoprire e inseguire potenziali minacce e di fornire l’immagine FLIR. Infine SELEX Galileo è responsabile dello sviluppo di apparati avionici del cockpit display system, del sistema di navigazione, del weapon management system e del sistema di controllo del volo. Le attività di SELEX Galileo legate al Typhoon sono svolte presso gli stabilimenti dell’azienda in Italia e nel Regno Unito.

Il Gruppo Finmeccanica partecipa al programma Eurofighter con una quota industriale all’incirca del 36% (esclusa la parte motoristica), svolgendo un importante ruolo nella definizione, progettazione, sviluppo e produzione del velivolo per la parte aerostrutturale, di integrazione dei sistemi e per l’avionica.

La quota di Finmeccanica nell’elettronica di bordo del Typhoon è superiore al 60%.

(Finmeccanica)

Aeronautica Militare Italiana Afghanistan AgustaWestland Airbus Military Alenia Aermacchi Alenia Aeronautica BAE Systems Boeing Darpa DCNS Difesa Antimissile EADS ESA Eurocopter Eurofighter Typhoon F-35 Lightning II JSF Fincantieri Finmeccanica General Dynamics Gripen India Italia KC-767 LCS Lockheed Martin M346 Marina Militare Italiana Marine Nationale MBDA Network Centric Warfare Northrop Grumman Raytheon Royal Air Force Royal Navy Russia SAAB Selex Galileo Selex Sistemi Integrati Sukhoi Telespazio Thales Thales Alenia Space UAV/UAS UCAV United Technologies

Aerospazio (475)
Americhe (302)
Analisi (11)
Asia e Pacifico (99)
Esercito (118)
Europa (469)
Industria (172)
Marina (229)
Medio Oriente e Africa (69)
Uncategorized (3)

WP-Cumulus by Roy Tanck and Luke Morton requires Flash Player 9 or better.