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Categoria marzo, 2010

Primo lancio navale del missile Exocet Block 3

Riferimento | Europa | Marina |


L’Exocet MM40 Block 3, missile subsonico superficie-superficie per attacchi antinave e costieri ordinato dalla Marina Francese, dagli Emirati Arabi Uniti, dall’Oman e dal Marocco, è stato lanciato per la prima volta da una nave della Marina, precisamente dal cacciatorpediniere da difesa aerea Chevalier Paul, classe Forbin, seconda nave francese del programma Orizzonte. La prova è avvenuta nell’area di collaudo della Direzione Generale degli Armamenti francese presso L’ile du Levant.

Il missile, caratterizzato da bassa RCS e ridotta traccia IR, alta manovrabilità, e precisione garantita dalla suite di sensori INS/GPS, radar-altimetro FMCW, seeker attivo in banda J, è compatibile con le celle di lancio correntemente adoperate per gli Exocet MM40 Block 1 e 2, consentendo un rapido ed economico dislocamento sugli assetti della Marine Nationale, in numero massimo di 8 missili per unità. Ha un raggio d’azione di oltre 180 km (di 2/3 superiore ai Block 2), dimensioni uguali a quelle del predecessore ma con un peso inferiore, e nuovo sistema di propulsione turbofan che permette al missile di manovrare a velocità di Mach 0.9.

Il programma di aggiornamento dei 45 missili Exocet MM40 block 2 allo standard Block 3 è stato affidato nel dicembre 2008 dalla DGA a MBDA, che li consegnerà a partire da dicembre 2010 fino a giugno 2013.
Oltre alle due Orizzonte, il Block 3 equipaggerà le fregate francesi FREMM e Lafayette.

Risultati 2009 di MBDA

Riferimento | Europa | Industria |

Nel 2009 MBDA, leader europeo e global player nel settore dei sistemi missilistici, ha ricevuto ordini per 2,6 miliardi di Euro, con un aumento sul totale registrato nel 2008 (2,3 miliardi di Euro). Il portfolio ordini mantiene il suo alto livello con un totale di 12 miliardi di Euro al 31 dicembre 2009, che rappresentano all’incirca quattro anni di attività operativa. Le vendite ammontano a un totale di 2,6 miliardi di Euro, in leggera flessione rispetto ai 2,7 miliardi dell’anno precedente.

Gli ordini domestici hanno raggiunto 1,27 miliardi di Euro, cifra paragonabile a quella del 2008. Gli ordini export hanno totalizzato 1,33 miliardi di Euro, raggiungendo dunque l’obiettivo prefissato che prevedeva, per tale settore, il superamento del 50% degli ordini totali.

Commentando questi risultati, Antoine Bouvier, CEO MBDA, ha affermato: “Il 2009, è stato un anno importante, con successi significativi e buoni risultati finanziari, anche se con qualche delusione rispetto ad alcuni programmi. I nostri ordini stanno migliorando e la nostra strategia che ci vuole sia leader del settore in Europa che protagonisti mondiali, si sta dimostrando vincente. Grandi progressi sono stati fatti nel Regno Unito grazie all’approccio cooperativo del Team CW, un esempio da imitare per quel che riguarda la partnership con i nostri clienti. In Italia e in Germania il programma MEADS ha completato con successo la Critical Design Reviews (CDR), per tutti gli elementi principali del programma (Major End Items). Nel settore export ci siamo aggiudicati un contratto per un pacchetto considerevole di armamenti per un’importante piattaforma. Inoltre, abbiamo firmato importanti accordi di partnership negli Emirati Arabi Uniti ed in Polonia. Programmi chiave, come Mistral, SCALP Naval, Marte, Dual Mode Brimstone e PARS 3LR stanno andando avanti senza problemi e nei tempi fissati. In Francia, oltre a continuare a contribuire al dibattito strategico sulla difesa antimissilistica, MBDA vuole essere ancora una volta protagonista nel settore del combattimento ravvicinato”.

Grazie alla presenza industriale in quattro paesi europei e negli USA, MBDA ha un fatturato annuale di 2,6 miliardi di Euro annuali e un portfolio ordini di 12 miliardi di Euro. Con più di 90 clienti tra le forze armate di tutto il mondo, MBDA è leader mondiale nel settore dei missili e dei sistemi missilistici. In totale, il gruppo offre una gamma di 45 sistemi missilistici e contromisure, già in servizio operativo e più di 15 progetti attualmente in fase di sviluppo.

MBDA è controllata con uguali regole di Corporate Governance da BAE SYSTEMS (37,5%), EADS (37,5%) e FINMECCANICA (25%).

(MBDA)

Prosegue il programma di revisione periodico dei bombardieri B-2

Riferimento | Aerospazio | Americhe |


E’ tornato in servizio lo “Spirit of Pennsylvania”, l’ultimo bombardiere B-2 ad aver subito una revisione completa di tutti i sistemi meccanici ed elettrici, partendo dalla cellula in composito fino alla verniciatura finale. L’aereo è stato riconsegnato da Northrop Grumman al 509° stormo dell’aeronautica USA di stanza alla base aerea Whiteman, sede della flotta B-2, in condizioni “come nuovo”, dopo 13 mesi di lavori di manutenzione e ripristino dei materiali, e relative prove di volo. E’ il primo B-2 a portare l’insegna dello Global Strike Command, ente costituito lo scorso anno per la gestione e il comando unificato di tutte le piattaforme e gli assetti collegati all’arsenale nucleare della US Air Force.

“Lo Spirit of Pennsylvania è l’ultimo B-2 a completare un ampio processo di revisione denominato Programmed Depot Maintenance (PDM), che eseguiamo a Palmdale su tutti i B-2 ogni sette anni,” ha affermato Dave Mazur, Direttore del programma B-2 alla Northrop Grumman. “Abbiamo restituito questo assetto nazionale alla sua forma ottimale per soddisfare le esigenze strategiche del paese.” Ad oggi ogni B-2 ha completato almeno un ciclo PDM.

Il B-2 resta l’unico bombardiere a lunga autonomia ed elevata capacità di carico in grado di penetrare in profondità nelle difese aeree avversarie per colpire bersagli altamente paganti. Può volare senza rifornimento per 11.000 km e proseguire fino a 18.500 km con un solo rifornimento. Il Ministero della Difesa americano intende puntare su questo assetto ancora a lungo e per lo scopo ha programmato numerosi interventi di aggiornamento a 360 gradi.
La flotta attuale si compone di 20 aerei, 19 operativi ed uno impiegato come piattaforma di prova per validare aggiornamenti di armi e software. Nel 2008 un B-2 è andato perso in seguito ad un incidente in fase di decollo causato da un errore di calcolo dei sistemi di controllo di volo, una perdita calcolata in 1,4 miliardi di dollari.

Primo atterraggio verticale dell’F-35B Lightning II

Riferimento | Aerospazio | Americhe |


L’esemplare BF-1 dell’F-35 Lightning II, versione STOVL (decollo corto e atterraggio verticale) del JSF, ha compiuto il primo atterraggio verticale in un test presso la Naval Air Station di Patuxent River, nel Maryland. Ai comandi il pilota collaudatore Graham Tomlinson, che dopo aver effettuato un decollo corto a 149 km/h, ha portato il velivolo a 45 metri di altitudine sopra la pista, effettuato un hovering di circa 1 minuto, per poi concludere l’atterraggio verticalmente.
“L’atterraggio di oggi su una superficie di 9 metri quadrati ha dimostrato che abbiamo la potenza e la capacità di controllo adeguate per manovrare con precisione in volo e scendere in presenza di effetto suolo. Il basso carico di lavoro nel cockpit è una differenza notevole rispetto alle precedenti piattaforme STOVL”, ha dichiarato Tomlinson.

Il sistema di propulsione STOVL (short takeoff/vertical landing) si basa sul motore F135 di Pratt & Whitney, sulla ventola portante situata dietro la cabina di pilotaggio, sull’ugello direzionabile che dirotta lo scarico verso il basso e sui condotti subalari che assicurano la stabilità laterale.

L’F135 STOVL fornisce una spinta di oltre 41.000 libbre ed è il motore principale dell’ F-35, l’unico al momento che equipaggia il JSF nella fase di test. L’innovativa Shaft Driven Lift Fan (SDLF), con spinta di 20.000 lb, è un sistema costituito da una ventola a 2 stadi controrotanti, azionata dalla turbina a bassa pressione del motore e orientabile di 18° in avanti e 60° indietro. A riposo la ventola è coperta sul dorso da un portello che viene azionato automaticamente, così come altri elementi del sistema, non appena il pilota comanda la transizione dal volo orizzontale, con portanza fornita dall’ala, a quello verticale.

Il primo atterraggio verticale è stato preceduto da una serie di test di atterraggio compiuti progressivamente a velocità e quote inferiori che hanno condotto all’ultimo test in cui l’F-35B ha compiuto un volo a punto fisso della durata di circa 1 minuto e mezzo, per testare sia la manovrabilità del velivolo mediante semplici aggiustamenti di assetto, che la potenza della ventola portante, il controllo e la stabilità laterale.

L’F-35B sarà il primo aereo STOVL stealth supersonico capace di operare da basi avanzate, unità navali di ridotte dimensioni o piste semipreparate. Destinato a sostituire aerei come gli Harrier AV-8B, GR7, gli F/A-18C/D, EA-6B e gli AMX, entrerà in linea nell’USMC (United States Marine Corps), nella Royal Navy, nella Royal Air Force, nell’Aeronautica e nella Marina Militare Italiana.

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