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Danimarca: Ipotesi Gripen allo studio

Riferimento | Aerospazio | Europa |

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A seguire la Request for Information (RFI) originale del 2005 con conseguente presentazione delle proposte alla commissione di valutazione Flyvematerielkommandoen della Regia Aeronautica Danese, Saab ha risposto alle richieste di nuove e più approfondite informazioni riguardo la versione del Gripen offerta alla Danimarca (Gripen NG – Next Generation, o DK), la quale ha esigenza di sostituire la sua flotta di 48 F-16 nei prossimi 10-15 anni.
In particolare Saab ha mostrato come il suo velivolo soddisfi tutti i requisiti fornendo una macchina pienamente interoperabile con forze NATO in ambiente net-centrico, a costi di acquisizione e operativi inferiori alla concorrenza e con pieno supporto industriale e logistico, completo accesso tecnologico ed integrabilità con tutti gli armamenti europei e americani.
Alla gara partecipano oltre il Gripen anche il Typhoon (Tranche 2 Block-8) e l’F-35, di cui la Danimarca è partner di programma avendo esteso la sua partecipazione oltre la fase SDD (System Development and Demonstration) a quella PSFD (Production, Sustainment and Follow-on Development) siglando nel febbraio 2007 il relativo memorandum of understanding (MoU).
La partita si giocherà sul piano industriale e politico e il governo e l’aeronautica svedesi si impegnano a offrire il massimo appoggio alla Danimarca in caso di scelta favorevole.

Il Contributo Selex a bordo delle sonde Dawn e Venus Express

Riferimento | Aerospazio | Industria |

logo_selexsas.gifDopo il lancio della sonda interplanetaria DAWN avvenuto con successo il 27 Settembre 2007 dalla base americana di Cape Canaveral, per la prima volta è stato acceso lo strumento VIR-MS (Visibile InfraRed – Mapper Spectrometer) progettato e realizzato interamente da Galileo Avionica, società di Finmeccanica, e commissionato dall’Agenzia Spaziale Italiana.
VIR-MS (Visibile InfraRed – Mapper Spectrometer) è uno strumento fondamentale per la missione: la maggior parte degli obiettivi scientifici di DAWN – raccolta di informazioni sulle condizioni che regnavano durante le fasi iniziali dell’evoluzione del Sistema Solare e dei pianeti terrestri – potranno essere raggiunti da questo spettrometro ad immagine operante nel visibile e nel vicino infrarosso.
Lo spettrometro VIR-MS è una versione semplificata dello strumento VIRTIS, sempre di Galileo Avionica, operativo a bordo della missione Rosetta e Venus Express. Lo strumento eseguirà in DAWN la mappatura iperspettrale e l’analisi spettroscopica degli asteroidi Vesta e Cerere che la sonda dovrebbe raggiungere rispettivamente nell’ottobre 2011 e nell’agosto 2015.
Ad ottobre scorso, la NASA ha effettuato un check out di tutti i principali strumenti scientifici di DAWN che sono stati accessi per verificarne lo stato di operatività. Gli strumenti essenziali per il successo della missione hanno mostrato di operare perfettamente.
In particolare, il 17 Ottobre sono state realizzate le operazioni di “commissioning” per lo spettrometro VIR-MS (Visibile InfraRed – Mapper Spectrometer). Lo strumento, che si trova attualmente a circa -130°C di temperatura e a 4 milioni di chilometri dalla terra, ha eseguito in completa autonomia la sequenza di operazioni programmate della durata di circa 8 ore.
Il prossimo appuntamento per i test funzionali è previsto per l’11 dicembre quando lo spettrometro eseguirà una calibrazione esterna, prendendo come target una stella ed osservandone lo spettro di emissione.
Per gennaio/febbraio 2008 è prevista inoltre una misura di coallineamento fra lo spettrometro VIR-MS e la Framing Camera (FC), altro strumento presente a bordo della sonda DAWN. Puntando una stessa sorgente esterna si verificherà la precisione con la quale VIR e FC sono allineate dopo il lancio.
A partire da Settembre 2011, lo strumento di Galileo Avionica inizierà a trasmettere i dati relativi alle proprietà geofisiche e geochimiche degli asteroidi Cerere e Vesta.
Intanto, proprio ieri, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha presentato i nuovi risultati scientifici ottenuti dalla missione Venus Express. La sonda Venus Express, lanciata il 9 novembre 2005, è entrata nell’orbita operativa finale nel maggio del 2006. Da allora, lo strumento VIRTIS – Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer – sta effettuando la mappatura termica su larga scala dell’inospitale pianeta Venere ed in particolare dell’emisfero sud del pianeta, dalla superficie fino a circa 100km di altitudine.
Anche in questo caso VIRTIS sta fornendo informazioni di primaria importanza sulla temperatura e sulla superficie della “Stella del Mattino”, riuscendo di fatto a oltrepassare la cortina di anidride carbonica e acido solforico che avvolge Venere in una atmosfera densa e ad elevata temperatura (intorno a 450 gradi). Infine, grazie a VIRTIS gli scienziati sembrano aver individuato il volto di Venere in un ammasso atmosferico, una visione davvero spettacolare.

Fonte: Selex S&AS

FOTO: Consegnato primo sistema F135 STOVL

Riferimento | Aerospazio | Americhe | Industria |

Pratt & Whitney F135Pratt & Whitney, società United Technologies Corp., ha consegnato a Lockheed Martin il primo sistema di propulsione F135 STOVL (short-takeoff – vertical-landing), compreso di lift-fan prodotta da Rolls-Royce. Il sistema nei mesi successivi si interfaccierà con la cellula e i sistemi avionici dell’F-35B Lightning II Joint Strike Fighter in costruzione in vista del primo volo stimato per maggio 2008 e consegna del primo aereo di produzione nel 2009.
Il motore, capace di 40.000 lb di spinta (il motore da caccia più potente mai costruito), è un’ evoluzione dell’F119 che spinge l’F-22A Raptor, ed ha accumulato più di 8.500 ore di test al banco dall’inizio della fase SDD (system development and demonstration).

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Video: F-35B STOVL



La sonda ESA Venus Express rivela nuovi particolari

Riferimento | Aerospazio | Europa |

venus_global_view.jpgVenere si svela come mai prima alla sonda dell’ESA Venus Express Per la prima volta, gli scienziati sono in grado di studiare il pianeta dagli strati superiori dell’atmosfera fino quasi alla superficie. Questi studi hanno mostrato che il pianeta è ricco di sorprese e che un tempo potrebbe essere stato più simile alla Terra.

Venere rappresenta un mistero da secoli. Sebbene sia il pianeta più vicino alla Terra, si è dimostrato straordinariamente difficile da studiare a causa della permanente copertura nuvolosa che oscura la visibilità della superficie.

“È davvero sorprendente quanto diverso dalla Terra sia ora Venere,” afferma Fred Taylor, uno scienziato interdisciplinare della University of Oxford (Regno Unito) che fa parte del progetto Venus Express. Venus ha approssimativamente la stessa massa della Terra, eppure è un luogo infernale: sulla superficie si registrano temperature superiori ai 400°C e una pressione di superficie cento volte superiore a quella terrestre.

La chiave per comprendere Venere giace nella sua atmosfera. Questa è molto più densa di quella della terra e intercetta la maggior parte dell’energia del Sole prima che possa raggiungere la superficie del pianeta. Proprio per questo è stata sviluppata la sonda Venus Express.

La missione ha diversi obiettivi, ma le dinamiche dell’atmosfera di Venere occupano il primo posto. Venus Express ha studiato la struttura e i movimenti dell’atmosfera dai suoi strati superiori sino alla superficie. Una seconda area di studio riguarda la composizione e la chimica dell’atmosfera. Venus Express ha raccolto diversi profili della composizione dell’atmosfera intorno al pianeta. Un terzo studio si occupa dei processi attraverso i quali l’atmosfera di Venere si disperde nello spazio.

Venus Express ha consentito di fare enormi progressi nella comprensione di tutti questi fenomeni ma non ha risolto tutti i misteri. Una risposta chiave che gli scienziati stanno ancora cercando è il grado di attività dei vulcani venusiani. “Il contributo di energia apportato dai vulcani all’atmosfera potrebbe essere enorme. Non conoscere questo dato lascia un enorme spazio vuoto nella nostra comprensione del suo clima”, afferma Taylor.

Ora Venus Express ha completato la sua missione nominale che prevedeva l’osservazione del pianeta per due giornate venusiane, ovvero per circa 500 giorni terrestri.

“Abbiamo già ottenuto un gran numero di risultati scientifici. La modernità degli strumenti ci ha permesso di ottenere livelli di dettaglio molto più elevati rispetto alle missioni precedenti e la sonda è ancora in ottime condizioni”, afferma Håkan Svedhem, Project Scientist dell’ESA per Venus Express.

Venus Express ora intraprenderà un’ulteriore fase della sua lunga missione e osserverà il pianeta per altri due giorni venusiani.

Passare dall’idea che Venere fosse un pianeta simile alla Terra a quella di un pianeta completamente diverso, cambia nuovamente la prospettiva su questo pianeta. Grazie a Venus Express, Taylor ora descrive Venus come “pianeta gemello della Terra, ma separato alla nascita.”

Fonte: ESA

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