2 mag, 2007
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Il governo belga ha confermato l’intenzione di acquisto dell’elicottero da trasporto tattico e navale NH90, costruito da AgustaWestland, Eurocopter and Stork Fokker AESP.
Il contratto prevede 10 macchine, 4 TTH (Tactical Transport Helicopter), 4 NFH (Naval Frigate Helicopter), più due opzionali.
Il Belgio è la 14a nazione nel portafoglio ordini dell’NH90, e la seconda, dopo il Portogallo, ad unirsi posteriormente al NAHEMO (NATO Helicopter Management Organization) composto dai rappresentanti governativi e industriali di Francia, Italia, Germania, Olanda.
L’elicottero fornirà alle forze armate del Belgio un valido strumento in grado di svolgere attività di Search and Rescue oltre che di trasporto, operare in ogni condizione meteo, e all’avanguardia sia sotto l’aspetto strutturale che di dotazione elettronica.
L’NH90, con 453 ordini alle spalle, più 102 opzioni accumulate, si presenta come un successo commerciale ed entrerà in servizio nelle forze armate di Italia, Francia, Germania, Olanda, Portogallo, Finlandia, Norvegia, Svezia, Grecia, Australia, Nuova Zelanda, Oman, Spagna e Belgio.
Immagini: AgustaWestland
27 apr, 2007
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Doppio ingaggio simultaneo e abbattimento di un missile balistico a corto raggio e di un missile cruise nell’oceano Pacifico da parte della USS Lake Erie (CG 70) per mezzo di SM (Standard Missile)-3 e SM-2 della Raytheon.
E’ la prima volta che una nave della marina militare americana distrugge una doppia minaccia costituita da SRBM e missili da crociera, capacità chiave del sistema di difesa antimissile sea-based.
Il missile balistico è stato abbattuto nello spazio dopo essere stato lanciato dalla Pacific Missile Range Facility della US Navy a Kauai, mentre il missile cruise è partito da un aereo in volo.
L’SM-2 è un missile a medio-lungo raggio normalmente utilizzato per la difesa della flotta contro minacce aeree e missilistiche, mentre l’SM-3 è stato sviluppato all’interno del programma Aegis Ballistic Missile Defense (BMD) per la neutralizzazione di missili nella fase ascendente e discendente della traiettoria all’interno del segmento midcourse del profilo di volo per mezzo di intercettori cinetici “Hit-to-Kill”.
A seguire il video del quarto test di intercettazione condotto nel 2003.
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20 apr, 2007
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Prima prova in volo per gli impianti di rifornimento alari del Boeing KC-767 destinato all’Aeronautica Militare Italiana (AMI). Si è trattato del primo di una serie di collaudi in volo che ha visto l’estensione e ritrazione delle sonde flessibili dei due pod alari (WARP – Wing Aerial Refueling Pods).
“Questa prova è un significativo passo avanti non solo per la nostra Aeronautica Militare, ma anche per tutti quei paesi che utilizzano lo standard a tubo flessibile nei rifornimenti in volo”, ha dichiarato il Tenente Colonnello Roberto Poni, ufficiale di collegamento dell’AMI per il programma tanker. “Il KC-767 ci garantirà un’impareggiabile capacità di rifornimento in volo multifunzione per molti anni a venire”.
Il rifornimento da questi impianti alari avviene estendendo un tubo flessibile con all’estremità un cestello che si aggancia al ricettacolo dell’aereo da rifornire. I due WARP funzionano in modo simile all’unità a sonda flessibile HDU posta sotto la fusoliera (Hose and Drum Unit), che recentemente è stata collaudata in volo. La capacità di rifornimento di ciascun WARP è di oltre 1.500 litri al minuto, mentre quella dell’HDU è di quasi 2.300 litri al minuto. Questi impianti sono compatibili con aerei che dispongono di ricettacoli sia di grandi che di piccole dimensioni.
Nella gara KC-X dell’USAF per la fornitura di tanker di nuova generazione Boeing partecipa con il KC-767 Advanced Tanker, basato sul futuro 767-200 Long Range Freighter.
In 75 anni di attività nel settore, Boeing ha prodotto circa 2.000 aerocisterne.
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18 apr, 2007
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Durante la dimostrazione avvenuta in orbita a circa 480 km dalla Terra il Boeing Orbital Express ha effettuato un trasferimento di propellente (idrazina per un totale di 14.5 kilogrammi-massa) e di una batteria fra i 2 distinti satelliti che costituiscono il sistema, l’Autonomous Space Transport Robotic Operations (ASTRO) e il NextSat della Ball Aerospace.
Il veicolo ASTRO ha utilizzato un braccio robotico per trasferire la batteria a NextSat, prima volta in cui un satellite trasferisce hardware ad un altro.
Il sistema, che verrà sottoposto a ulteriori test per i prossimi 3 mesi al fine di provarne la funzionalità in completa autonomia, è stato lanciato l’ 8 marzo per mezzo di un razzo Atlas V della United Launch Alliance (joint venture di Boeing e Lockheed Martin) e fa parte di un progetto di ricerca guidato dal DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency).
La possibilità di rifornire, riconfigurare e riparare satelliti in orbita in modo autonomo e costo-efficace è una priorità sia a livello civile che militare, estendendola in quest’ultimo caso a un possibile e probabile impiego in funzione ASAT.
Immagini: Boeing