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Vola l’F-35 con il software Block 1

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

f-35
L’esemplare BF-4 di F-35 Lightning II, versione STOVL (short takeoff/vertical landing) del JSF, ha iniziato una nuova campagna di prove in volo per testare il nuovo software Block 1 installato a bordo, l’elemento fondamentale per tutti i successivi sviluppi del programma per la gestione dell’avionica dell’aereo. Il volo di controllo funzionale è partito dalla Naval Air Station Patuxent River ed è durato un’ora e mezza, permettendo lo svolgimento di tutti i punti di prova previsti, e aprendo così la strada alla estesa verifica nei prossimi mesi di tutti i sistemi di missione.

Attualmente sugli attuali F-35 è installata la versione Block 0.5, che include il 60 per cento delle funzionalità iniziali, comprese la ricerca e l’inseguimento aria-aria a lungo raggio, la modalità SAR, identificazione IFF, navigazione e allarme radar.

Il software Block 1 permetterà il funzionamento della maggior parte dei sensori primari dell’F-35, compresi radar, suite da guerra elettronica, DAS e EOTS, costituendo la base fondamentale di tutti gli aggiornamenti software successivi. Permetterà anche una iniziale capacità di rilascio delle armi a bordo, così come abiliterà una prima “sensor fusion”, ovvero l’organizzazione coerente di tutte le informazioni provenienti dai sensori di bordo, per fornire al pilota una completa consapevolezza situazionale sul campo di battaglia.

Il Block 1 è entrato nella fase di test volo dal mese di maggio a bordo della piattaforma CATBird (Cooperative Avionics Test Bed), un 737 altamente modificato che incorpora l’intero pacchetto dei sistemi di missione dell’F-35. La validazione iniziale di tutti gli aggiornamenti avverrà su questo banco di prova prima di essere introdotti a bordo del JSF.

Video:

Completata la costellazione COSMO-SkyMed

Riferimento | Aerospazio | Europa |

cosmo-skymedIl razzo Delta II della Boeing (in configurazione 7420) si è staccato da terra dalla base USAF di Vanderberg, in California, per la 93esima volta in 13 anni (la famiglia di vettori Delta conta 350 lanci in 50 anni), per portare in orbita il quarto satellite COSMO-SkyMed, l’ultimo tassello che completa la costellazione italiana per l’osservazione dettagliata della Terra. Cinquantotto minuti dopo il lancio il satellite italiano si è regolarmente separato dal secondo stadio del lanciatore. Il satellite è stato regolarmente acquisito alle 04:27, ora italiana, del 6 novembre dal Centro Spaziale del Fucino di Telespazio, che ne gestirà le operazioni per tutta la durata della missione. Sono stati dunque risolti tutti i problemi tecnici all’origine dei quattro precedenti rinvii, che avevano fatto slittare il lancio (originariamente previsto per la notte tra il 29 e il 30 ottobre) fino a martedì scorso, quando un problema di carica alla batteria aveva determinato lo stop ad appena 50 secondi dal via. L’unica incognita era quella metereologica, ma il tempo si è mantenuto decisamente favorevole permettendo il lancio tanto atteso. Ora il satellite è entrato nella fase di verifica, controllo e collaudo dei sistemi di bordo, propedeutica alla sua definitiva entrata in servizio.

“Per tutti noi è una grande soddisfazione, il coronamento di un lungo lavoro e un successo della tecnologia italiana. La costellazione di COSMO-SkyMed adesso è completata e pienamente operativa”, ha commentato il presidente ASI Enrico Saggese.

Il Presidente e Amministratore Delegato di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, ha dichiarato: “Finmeccanica è lieta di aver contribuito con le sue aziende al successo del programma COSMO-SkyMed, che oggi rappresenta il fiore all’occhiello del nostro Paese nel settore spaziale e che ha visto una perfetta collaborazione e sinergia fra mondo istituzionale e industriale. COSMO-SkyMed è riconosciuto a livello mondiale come sistema all’avanguardia nell’osservazione della Terra, con prestazioni uniche sia nel campo della sicurezza che nella salvaguardia dell’ambiente”.

Il lancio dei satelliti COSMO-SkyMed è caratterizzato da una finestra estremamente precisa, dovuta alla necessità di immetterli quanto più precisamente possibile sul piano orbitale dei gemelli già in orbita. Oltre che sull’identico piano orbitale, i quattro satelliti devono essere collocati esattamente a 90° di distanza uno dall’altro, per garantire il massimo delle prestazioni. Integrando in orbita i tre omologhi già operativi, FM4 permetterà al sistema di funzionare sfruttando pienamente le proprie potenzialità.

L’intera costellazione, compreso il sistema per la gestione dei dati, è stata progettata e costruita in Italia dalle aziende della Finmeccanica Thales Alenia Space, Telespazio e Selex Galileo. Il sistema è stato realizzato in forma graduale: il primo satellite è stato lanciato nel giugno 2007; il secondo nel dicembre 2007 e il terzo nell’ottobre 2008. A gestire l’acquisizione e la commercializzazione dei dati dei satelliti è la societè e-Geos, costituita per il 20% dall’ASI e per l’80% da Telespazio.

COSMO-SkyMed, il più grande programma spaziale italiano finanziato dall’ASI e dal Ministero della Difesa, con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico, include un Segmento spaziale e uno di Terra. Il primo è costituito da una costellazione di quattro satelliti identici, dotati di radar ad apertura sintetica (SAR) che lavorano in banda X (in grado di vedere il bersaglio in qualunque condizione meteorologica e in assenza di luce solare). Il Segmento di Terra è invece suddiviso in due aree operative, il Centro Spaziale del Fucino e il Centro Spaziale di Matera. Il primo gestisce le fasi di acquisizione dei satelliti dopo il lancio e la loro successiva messa in orbita, oltre alle attività di comando e di controllo. Il secondo, infine, è responsabile dell’acquisizione, del processamento e della distribuzione dei dati rilevati.

COSMO-SkyMed è un sistema end-to-end che consente la copertura globale del nostro pianeta, operando in qualsiasi condizione meteorologica e di illuminazione (giorno/notte) e fornisce immagini geolocate ad elevata risoluzione spaziale con tempi di risposta molto rapidi. È in grado di fornire, su scala planetaria, informazioni del tutto innovative per fini militari e di intelligence, oltre che per lo studio e il controllo dell’ambiente; le caratteristiche peculiari della costellazione e del segmento di terra, e la loro integrabilità con dati e piattaforme di diversa natura, satellitare e non, rendono possibili un crescente numero di applicazioni, nel campo della difesa e della sicurezza nazionale, ma anche per finalità scientifiche e per servizi commerciali.

La costellazione COSMO-SkyMed è stata realizzata da Thales Alenia Space Italia (joint-venture tra Thales – 67% – e Finmeccanica – 33%), quale società Capo Commessa a cui è affidata la responsabilità dell’intero sistema, comprensivo del segmento spaziale e terreno. In tale veste, Thales Alenia Space Italia è anche l’artefice del SAR (Synthetic Aperture Radar), cuore tecnologico del sistema COSMO-SkyMed, che rappresenta uno strumento allo stato dell’arte, frutto dell’esperienza accumulata da Thales Alenia Space Italia in oltre un quarto di secolo di realizzazioni nel campo dei radar spaziali per l’osservazione della Terra e per l’esplorazione del sistema solare. Ogni satellite COSMO-SkyMed è inoltre basato sulla piattaforma PRIMA di Thales Alenia Space, che fornisce tutti i servizi (energia, propulsione, controllo termico, telemetrie e telecomandi, controllo d’assetto) per la vita orbitale e per le operazioni del carico utile.

Telespazio, joint venture tra Finmeccanica (67%) e Thales (33%), tra i principali operatori al mondo nel campo dei servizi spaziali, ha partecipato in modo determinante allo sviluppo del programma COSMO-SkyMed. La società ha realizzato l’intero segmento di terra del sistema e il segmento di logistica integrata e operazioni. Il Centro Spaziale del Fucino di Telespazio ospita il Centro di Controllo della costellazione, che gestisce le fasi di acquisizione dei satelliti dopo il lancio e la loro successiva messa in orbita, le attività di comando e controllo e, infine, le attività di pianificazione delle richieste di acquisizioni di immagini.

La missione COSMO-SkyMed può contare su di un importante contributo di SELEX Galileo, una società di Finmeccanica leader nelle tecnologie per l’esplorazione dello Spazio. SELEX Galileo è il principale fornitore di Thales Alenia Space nello sviluppo e produzione dei 4 satelliti, fornendo componenti critiche: dai pannelli solari, ai sensori stellari, dalle unità di regolazione e distribuzione della potenza sia della piattaforma che dello strumento RADAR all’unità di amplificazione, conversione e modulazione del segnale a radiofrequenza.

USA: Contratto di ricerca per arma a microonde ad alta energia

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

Lockheed Martin ha ricevuto un contratto di studio da 230 mila dollari dalla US Air Force per definire i requisiti di un’arma che utilizzi fasci di microonde ad alta potenza invece di esplosivi per distruggere i sistemi elettronici nemici. Il programma, noto come Non-Kinetic Counter Electronics Capability (NKCE), prevede lo sviluppo di un concept operativo di questo nuovo tipo di arma, così come della dottrina per il suo impiego in missione, da montare a bordo di aerei o droni in grado di degradare, interrompere o mettere definitivamente fuori uso le apparecchiature elettroniche di una o più installazioni civili o militari senza mettere in pericolo il personale al suo interno, minimizzando così i danni collaterali.

Questo tipo di arma, che vede anche le società Boeing e Raytheon impegnate nella ricerca, ha come obiettivo principale i centri C4I (comando, controllo, comunicazioni, computer e intelligence) del nemico, ma può essere anche impiegata per rendere inefficaci gli ordigni esplosivi improvvisati (IED) o rendere inoperative infrastrutture chiave come impianti energetici, reti di comunicazioni commerciali, impianti industriali.

Lockheed Martin presenterà le sue conclusioni alla US Air Force durante il primo trimestre del 2011. Il contratto prevede anche lo sviluppo dei requisiti principali e delle modalità di integrazione del sistema per alimentare il raggio a microonde ad alta potenza a bordo di una piattaforma aerea, così come l’individuazione delle strategie per garantire la sopravvivenza del sistema in aree fortemente difese.

“Questo tipo di arma è completamente non-letale, in modo da poter colpire specifici bersagli elettronici in profondità all’interno di una infrastruttura nemica senza preoccuparci dei danni collaterali alle persone”, ha detto Tom Remenick, Direttore dei Programmi Avanzati presso la divisione Lockheed Martin Missiles and Fire Control. “In particolare la capacità di rendere inutilizzabili le attrezzature elettroniche del nemico offrirà ai nostri combattenti un vantaggio significativo in ogni conflitto”.

Quando schierata, l’arma necessiterebbe di una piattaforma aerea stealth, per aumentare la probabilità di sopravvivenza del sistema in un territorio ostile ben difeso, che sia capace di fornire quella richiesta flessibilità operativa e la capacità di colpire obiettivi multipli ad ogni missione.

Selex Comms: Sistemi di comunicazione per gli Eurofighter della Tranche 3A

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eurofighter
SELEX Communications, una società Finmeccanica, ha firmato contratti per un valore complessivo di oltre 25 milioni di euro per la Tranche 3A del programma Eurofighter Typhoon; gli ordini riguardano sistemi di comunicazione che saranno realizzati presso gli stabilimenti italiani di SELEX Communications e consegnati partire dal 2012.

Il coinvolgimento dell’azienda nella Tranche 3A del programma Eurofighter e’ pari a circa 80 milioni di euro, valore che sara’ raggiunto grazie a contratti la cui firma e’ prevista nei prossimi mesi.
SELEX Communications gioca un ruolo fondamentale nei sistemi di Comunicazione, Navigazione e Identificazione (CNI) per i velivoli delle quattro nazioni partner (Germania, Regno Unito, Italia e Spagna) e per i Typhoon austriaci e sauditi. Gli equipaggiamenti forniti includono: l’interrogatore e il trasponditore IFF (Identification Friend or Foe); il ricevitore MMR (Multi-Mode Receiver); il sistema di navigazione DME-P (Distance Measuring Equipment – Precision); l’unita’ CSMU (Crash Survivable Memory Unit) per la registrazione e il recupero dei dati di volo e la MIU (MIDS Interface Unit).
L’azienda di Finmeccanica è inoltre coinvolta nella fornitura della CAMU (Communication Audio Management Units) e del ricetrasmettitore V/UHF.

Insieme a EADS, Indra e Thales, SELEX Communications e’ azionista di Euromids, la società che produce e fornisce a NETMA il terminale MIDS LVT (Multifunctional Interface Distribution System Low Volume Terminal), di cui realizza alcuni moduli ed e’ responsabile dell’integrazione finale. SELEX Communications, attraverso la sua controllata Sirio Panel, progetta e fornisce la maggior parte della strumentazione del cockpit del Typhoon. I pannelli di controllo, sistemi di illuminazione, tastiere multifunzione e display di Sirio Panel rappresentano lo stato dell’arte nel campo dei sistemi per l’interfaccia uomo-macchina.

(Selex Communications)

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