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Contratto a Telespazio per il sistema Galileo

Riferimento | Aerospazio | Europa |

Spaceopal, la società costituita pariteticamente da Telespazio (Finmeccanica/Thales) e da DLR GfR (azienda dell’Agenzia Spaziale tedesca), ha firmato ieri con l’Agenzia Spaziale Europea, che agisce per conto dell’Unione Europea, il contratto relativo alle Operazioni che porteranno alla piena capacità operativa del sistema europeo di navigazione satellitare Galileo. La firma di questo contratto, che ha un valore di 194 milioni di Euro e una durata iniziale di quattro anni, consente a Telespazio di partecipare con un ruolo da protagonista al più importante programma industriale europeo, di rilevanza strategica per l’intero continente. Spaceopal avrà la responsabilità di fornire i servizi IOT (In Orbit Test), i servizi operativi e logistici necessari alla gestione e al controllo della costellazione satellitare e della missione Galileo e i servizi di LEOP (Launch and Early Orbit Phase). Tutte le attività menzionate saranno svolte dalla prima fase IOV (In Orbit Validation) con i primi 4 satelliti operativi, fino alla piena operatività (FOC: Full Operational Capabilities) del sistema.

L’attuale contratto copre tutte le operazioni fino al lancio dei primi 18 satelliti della costellazione. Tali servizi saranno forniti da Spaceopal attraverso i due Centri di Controllo Galileo (GCC) realizzati in Italia, presso il Centro Spaziale del Fucino di Telespazio, e in Germania, presso il Centro Spaziale della DLR ad Oberpfaffenhofen (Monaco di Baviera). I due centri saranno connessi a una rete mondiale di stazioni remote per consentire il controllo dell’intera costellazione e la distribuzione del segnale di missione. Spaceopal guiderà un raggruppamento industriale che, oltre agli azionisti Telespazio e DLR GfR, vede la presenza anche di Astrium (ASV), CNES, ESA/ESOC, RSS, SES, T-Systems e Vitrociset.

Galileo è il sistema di navigazione satellitare europeo sviluppato dall’Unione Europea con il coinvolgimento dall’Agenzia Spaziale Europea nella veste di “procurement agent” e rappresenta il più grande progetto mai concepito dalle istituzioni Europee. Su Galileo si baseranno un insieme di applicazioni e di servizi dedicati a vari settori: dal trasporto stradale, aereo, ferroviario e marittimo alle telecomunicazioni, alla geodesia e cartografia, alle ricerche gas/petrolifere e minerarie, per arrivare alla sicurezza e alla difesa, come la protezione di porti, aeroporti, stazioni ferroviarie e altri punti sensibili di un Paese, oltre ad altri importanti servizi di protezione civile e soccorso a persone o mezzi in situazioni di pericolo o emergenza.

(Telespazio)

Global Observer: Conclusa prima campagna di prove dello UAS ibrido

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

global observerLo UAS (Unmanned Aircraft System) da ricognizione prolungata Global Observer di AeroVironment ha completato la prima fase di prove, consistite in una serie di voli a bassa quota con utilizzo delle batterie elettriche, condotti presso la Edwards Air Force Base, in California. Scopo dei test era valutare i sistemi di guida e i controlli di volo manuali e automatici, la resistenza strutturale, i livelli di spinta e la manovrabilità in varie condizioni di vento e turbolenza.

I tecnici hanno installato e stanno attualmente testando a terra in una speciale camera di prova, che simula le varie condizioni di temperatura, pressione, e densità dell’aria in cui il velivolo si troverà ad operare, l’innovativo sistema di propulsione a idrogeno che spingerà il velivolo definitivo nei lunghi voli nella stratosfera previsti dalla fase successiva. Durante questi test il motore a idrogeno ha eseguito un ciclo operativo di 7 giorni consecutivi.

Il Global Observer è in sviluppo per conto dell’U.S. Special Operations Command, e finanziato da sei agenzie governative americane, con lo scopo di fornire alle forze armate capacità di intelligence, sorveglianza, ricognizione e trasmissione comunicazioni per periodi prolungati in zona d’operazioni. Il sistema di propulsione funziona ad idrogeno liquido e consente una possibilità di sorvolo fino a sette giorni consecutivi operando nella stratosfera a quota 65.000 piedi, andando a costituire un valido complemento ai satelliti da osservazione per finalità militari e di homeland security. In alternativa può essere impiegato per scopi civili al fine di monitorare uragani e incendi e per fornire supporto ai soccorsi, oltre che per eseguire mappature aeree per scopi ambientali e costituire una assetto per comunicazioni a scopi commerciali.

Prova di fuoco del Meteor sul Gripen

Riferimento | Aerospazio | Europa |


Continuano i lavori di integrazione del missile BVRAAM (beyond-visual-range air-to-air missile) di MBDA Meteor a bordo dei Gripen C/D dell’Aeronautica Svedese, in seguito al relativo contratto firmato da Saab e FMV (l’agenzia svedese per le acquisizioni militari) a settembre.

Presso il poligono di Vidsel un Gripen ha lanciato un Meteor al fine di verificare il modello di separazione del missile dal velivolo, e gli effetti del suo scarico sul motore dell’aereo, così come analizzare l’efficacia delle comunicazioni data-link fra missile e aereo lanciatore.

Da una prima valutazione è emerso che il missile si è separato normalmente dal pilone attivando automaticamente la comunicazione data-link, mentre si raccoglievano i dati sulla temperatura del motore dell’aereo. Il volo del missile è stato quindi terminato ad una posizione predeterminata.

Con questa prova la prima delle due fasi del processo di integrazione è ora completata. La prima fase aveva lo scopo di sostenere lo sviluppo del missile, mentre la fase successiva è stata pianificata per integrare pienamente il missile sul Gripen, su cui sarà operativo da fine 2013, inizio del 2014.

Il Gripen a partire dal 2006 è la piattaforma prescelta di lancio per le prove di fuoco del sistema d’arma europeo al fine di testare le performance complessive e i vari sottosistemi di propulsione, controllo e comunicazione. Con la completa integrazione del Meteor il Gripen si appresta a diventare il primo caccia in grado di utilizzare in combattimento il nuovo missile.

Il Meteor è stato progettato per sconfiggere le minacce aeree presenti e future che si trovano oltre la portata visiva, con prestazioni in termini di velocità e agilità in grado di aumentare significativamente le capacità di combattimento dell’aereo lanciatore. Il motore ramjet, con portata regolabile, permette al Meteor di mantenersi costantemente ad alta velocità fino al raggiungimento del bersaglio, capacità che rende ardua qualsiasi manovra di fuga.

Il missile è stato ordinato da Francia, Germania, Italia, Spagna, Svezia e Inghilterra per equipaggiare i Typhoon, i Dassault Rafale, i Gripen e in futuro l’F-35 nelle rispettive aeronautiche.

COSMO-SkyMed 4 pronto per il lancio del 29 ottobre

Riferimento | Aerospazio | Europa |

Tutto è pronto per il lancio del quarto ed ultimo satellite della costellazione COSMO-SkyMed, designato FM4, a bordo del razzo Delta II di Boeing (in configurazione 7420-10) dalla base aerea di Vanderberg, California, previsto per il 29 ottobre. Nello stesso periodo di due anni fa, il 24/10/2008 partiva il penultimo satellite del primo programma di osservazione della Terra per applicazioni militari e civili.

Completando la costellazione, COSMO-SkyMed 4 permetterà al sistema di funzionare sfruttando pienamente tutte le potenzialità per missioni di difesa e sicurezza nazionale, monitoraggio ambientale, ricerca scientifica e applicazioni commerciali. Il sistema giocherà un ruolo importante nella protezione dell’ambiente, nella prevenzione di catastrofi naturali e in generale nella gestione di ogni tematica inerente la sicurezza del territorio.

Il radar ad apertura sintetica può operare in modalità spotlight (concentrandosi su un’area di pochi km quadrati, e osservandola con risoluzione metrica), stripmap (osservando una striscia continua di superficie terrestre) o scanSAR (coprendo una regione di 200 km di lato). La costellazione COSMO-SkyMed è capace di acquisire fino a 1800 immagini al giorno. Ciascun satellite puù fornire quotidianamente 75 immagini spotlight, 375 stripmap o 150 scansar. I tempi di risposta per il sorvolo dell’area desiderata sono brevi: da 72 ore quando si opera in condizioni di routine, fino a meno di 18 ore in condizioni di emergenza. Altro punto di forza è il breve tempo di rivista (l’intervallo tra due passaggi sullo stesso punto), inferiore alle 12 ore, che consente di monitorare costantemente l’evoluzione della situazione in una particolare area. Queste caratteristiche pongono COSMO-SkyMed tra i sistemi più avanzati oggi disponibili.

Il programma COSMO-SkyMed include un segmento spaziale e uno di Terra. Il primo è costituito da una costellazione di quattro satelliti identici, dotati di radar ad apertura sintetica (SAR) che lavorano in banda X (in grado di vedere attraverso le nuvole e in assenza di luce solare). Il segmento di Terra è invece suddiviso in due aree operative, il Centro Spaziale del Fucino e il Centro Spaziale di Matera. Il primo gestisce le fasi di acquisizione dei satelliti dopo il lancio e la loro successiva messa in orbita, oltre alle attività di comando e di controllo. Il secondo, infine, è responsabile dell’acquisizione, del processamento e della distribuzione dei dati rilevati.

COSMO-SkyMed consente la copertura globale del nostro pianeta, operando in qualsiasi condizione meteorologica e di illuminazione (giorno/notte) e fornisce immagini geolocate ad elevata risoluzione spaziale con tempi di risposta estremamente rapidi. È in grado di fornire, su scala planetaria, informazioni del tutto innovative per lo studio e il controllo dell’ambiente; le caratteristiche peculiari della costellazione e del segmento di terra, la elevata qualità dei prodotti e la loro integrabilità con dati di diversa natura, satellitare e non, rendono possibili un crescente numero di applicazioni, con particolare riferimento alla prevenzione, al monitoraggio e alla gestione dei rischi naturali ed antropici. Ma il vero punto di forza di COSMO-SkyMed è probabilmente la flessibilità di utilizzo: è stato infatti concepito come un sistema multi-missione in grado di integrarsi con altri sistemi satellitari, proprio per soddisfare le esigenze di una vasta comunità di utenze civili e militari.

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