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I ministri La Russa e Maroni provano il nuovo M-346

Riferimento | Aerospazio | Europa |


Il ministro della Difesa Ignazio La Russa e il ministro degli Interni Roberto Maroni hanno volato su due addestratori Alenia Aermacchi M-346 durante la visita servita a prendere contatto con il nuovo velivolo, in previsione della firma dell’ordine di lancio per 15 velivoli destinati all’Aeronautica Militare. «Noi speriamo che l’ordine arrivi entro quest’anno», ha commentato ai giornalisti presenti il presidente e amministratore delegato del gruppo Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini, «perchè è un procedimento che è iniziato lo scorso anno e perchè ci vuole per forza il primo cliente che lancia il prodotto nel mondo».

I due ministri sono stati ricevuti dall’amministratore delegato di Alenia Aermacchi Carmelo Cosentino, dall’amministratore delegato di Alenia Aeronautica Giovanni Bertolone e dal top management dell’area aeronautica del gruppo Finmeccanica. Nel corso della presentazione del programma sono state evidenziate le prospettive di mercato del nuovo M-346, lo stato di avanzamento del programma e l’importanza dell’ordine del cliente nazionale per lanciare le successive esportazioni.

La Russa e Maroni hanno quindi potuto passare dalla teoria alla pratica provando direttamente l’M-346 in un volo in coppia di circa mezz’ora. Il ministro della Difesa ha volato sul primo esemplare di preserie ­ quello rosso presentato ufficialmente in luglio, pilotato per l’occasione dal capo pilota collaudatore di Aermacchi Quirino Bucci mentre il collega degli Interni è salito sul secondo prototipo pilotato da Olinto Cecconello. «Una esperienza indimenticabile», ha commentato all’atterraggio La Russa sottolineando «la grande efficienza di Aermacchi e dei suoi piloti.»

(Alenia Aeronautica)

Pentagono, Lockheed Martin rispondono alle critiche sull’F-35

Riferimento | Aerospazio | Americhe |


Smentendo le voci di una possibile inferiorità nel combattimento aereo dell’F-35 Lightning II rispetto a caccia come Su-30 in simulazioni virtuali condotte dalla Pacific Vision – le quali hanno allarmato il Ministero della Difesa Australiano possibile acquirente del Joint Strike Fighter – l’Aeronautica USA per bocca del Generale Charles R. Davis, e l’azienda costruttrice Lockheed Martin hanno ribadito che l’F-35 risulta del 400% più efficace nel duello aria-aria di ogni altro competitor, con un LER (Loss Exchange Ratio) significativamente superiore a quello dei caccia attualmente in commercio o progettazione in ogni scenario simulato nei modelli di analisi americani e alleati. Il Generale, responsabile del Pentagono per il programma JSF, ha bollato le affermazioni russe riguardo ad una netta superiorità dei Sukhoi nel dogfight come “non veritiere”, indicando che la simulazione non ha riguardato combattimenti aerei e che il Wargame di Pacific Vision è progettato per evidenziare vulnerabilità di base e a livello di pianificazione della forza.

Secondo le critiche fatte da Pierre Sprey, ex-ufficiale del Pentagono coinvolto nella progettazione dell’F-16 e Winslow Wheeler, analista del Center for Defense Information, l’aereo sarebbe sovrappeso, con un motore sottopotenziato, trasporta troppe poche armi e non è in grado di supportare adeguatamente le truppe al suolo essendo troppo veloce per ingaggiare bersagli tattici al suolo in attività CAS, troppo fragile per fronteggiare fuoco da terra e con troppa poca autonomia per sorvolare la zona d’operazioni per periodi prolungati.

Benchè gran parte delle critiche siano esagerate e alcune non rispondenti al vero, l’azienda ha voluto precisare che l’F-35 è un cavallo da corsa che supera largamente in configurazione stealth le performance aerodinamiche dei suoi rivali di quarta generazione con una velocità, accelerazione subsonica, raggio di combattimento, autonomia, potenza installata del motore (equivalente a quella di Eurofighter e F/A-18), suite di sensori integrata e situational awareness senza pari.

L’USAF ha in programma l’acquisizione di 1.763 F-35, la US Navy e l’USMC 680 nelle tre versioni a decollo convenzionale, a decollo corto e atterraggio verticale e per impieghi da portaerei, con un costo totale vicino ai 300 miliardi di dollari, mentre da qui a due anni le nazioni partner del programma dovranno rendere noti i loro ordinativi.

Airborne Laser: “Prima Luce”

Riferimento | Aerospazio | Americhe |


Il team industriale che cura lo sviluppo dell’ABL, un 747-400F modificato con la caratteristica torretta sul muso, ha portato a termine presso la Edwards Air Force Base, in California, il test a terra a piena energia dello Chemical Oxygen Iodine Laser (COIL), dimostrando di raggiungere la potenza necessaria per abbattere un missile balistico in volo.
Il test, che fa parte della campagna di prove effettuata per conto della U.S. Missile Defense Agency, apre la via alle prove in volo di ingaggio reale di un bersaglio programmate per il 2009.

L’Airborne Laser fa parte del programma di difesa antimissile a strati, che comprende piattaforme a terra, in mare e nello spazio per l’individuazione, l’inseguimento e la distruzione di missili balistici diretti contro il territorio degli Stati Uniti e delle nazioni alleate. In particolare l’ABL avrà il compito di abbattere i vettori nel momento in cui sono più vulnerabili, cioè nella fase ascendente (boost) del loro profilo di volo, prima della separazione delle testate.

Operando ad alta quota sopra lo strato di nuvole potrà individuare i missili in salita, illuminarli e tracciarne i parametri tramite il TILL (Track Illuminator Laser) e il BILL (Beacon Illuminating Laser), laser a stato solido, parte del sistema di controllo di fuoco del raggio sviluppato da Lockheed Martin, che rispettivamente serviranno per calcolare la distanza esatta del missile e l’inseguimento, e i parametri dell’atmosfera lungo il cammino del raggio necessari per la modulazione degli specchi per compensarne le variazioni tra ABL e missile. La sequenza di ingaggio si completerà con la risposta di fuoco affidata all’HEL (High Energy Laser), che abbatterà la minaccia in arrivo tramite utilizzo di energia diretta per far esplodere il suo apparato propulsore.

Northrop Grumman cura lo sviluppo del COIL e del BILL. Boeing, prime contractor del programma, è responsabile per la piattaforma aerea e dell’integrazione finale così come dei sistemi BMC4I (Battle Management Command, Control, Communications, Computers and Intelligence). Lockheed Martin fornirà i sistemi di controllo di fuoco e del raggio di cui fa parte il TILL, fornito da Raytheon.

Inizia la “campagna d’Ungheria” per il C-27J

Riferimento | Aerospazio | Europa |


Nuove sfide per il C-27J, nuove sfide per Alenia Aeronautica. I paesi che in Europa hanno ancora in dotazione i vecchi biturbina di costruzione sovietica Antonov An-24 e An-26 sono sempre più coscienti della necessità di aggiornare le loro flotte da trasporto medio e la soluzione sul mercato è una sola: il C-27J, se le esigenze sono quelle di avere un vero aereo da trasporto tattico, o, in alternativa, il suo concorrente spagnolo CASA C.295M, ma solo nel caso in cui l’esigenza dominante è il budget, in quanto le caratteristiche operative dei due velivoli non sono paragonabili.
L’Ungheria è uno di questi paesi e sulla Szentgyörgyi Dezsõ’ Air Base di Kecskemet, la principale del paese, dove sono concentrati i reparti da caccia, addestramento e da trasporto ad ala fissa, stazionano anche i cinque rimanenti esemplari di An-26, intensamente impiegati per supportare i vari rischieramenti di truppe ungheresi nel mondo, un compito gravoso che il vecchio bimotore sovietico riesce a svolgere con fatica, scarsa efficienza, bassa efficacia – visto il vano di carico non particolarmente ampio – e con alti costi operativi. IL C-27J sarebbe la macchina ideale per le esigenze della forza aerea ungherese, ma problemi di bilancio, “usato” quasi interamente per l’esigenza di rinnovare la prima linea di velivoli da difesa aerea con i Saab Gripen presi recentemente in leasing, non consentono oggi di poter definire con chiarezza tempi e modalità di un eventuale processo di acquisizione.
A metà agosto, il 16 e il 17, un C-27J dell’Aeronautica Militare italiana sarà proprio a Kecskemet per l’annuale air show e per Alenia Aeronautica sarà l’occasione per mostrare il velivolo ai vertici delle forze aeree e della Difesa ungherese. L’air show si preannuncia piuttosto interessante con varie pattuglie acrobatiche come le Frecce Tricolori, le Turkish Stars; i croati delle Wings of Strom e i serbi delle Flying Stars. Inoltre in volo saranno presentati anche Saab JAS-39C Gripen; Augusta A109 belga; F-18C Hornet; Bo105 P/M; Harrier GR.9; PC-9M (Slovenia); F-16MLU (Olanda); Mirage 2000 (Francia); Ae270; L-159 e L-29 (Repubblica Ceca); un vecchio P-51 D Mustang della seconda guerra mondiale; MiG-29AS (Slovacchia); MiG-21 Lancer (Romania); Galeb, Orao e Super Galeb G-4 (Serbian Air Force); C-17 (USAF); F-16 (Belgio); il Red Bull Flying Team (Bo105, Bell Cobra, B-25J “Mitchell” e DC-6) e infineanche un Eurofighter Typhoon spagnolo.
Alenia Aeronautica farà in modo che anche il C-27J possa essere una delle “vedette” della manifestazione aerea. Finora di C-27J ne sono stati ordinati 117 da parte di sette forze aeree di sei paesi: Italia, Grecia, Lituania, Bulgaria, Romania e USA. L’Ungheria, sebbene non a breve termine, potrebbe essere tra i paesi utilizzatori del biturbina.

(Alenia Aeronautica)

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