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Programma F6: Allo studio nuova costellazione di satelliti “frazionabili”

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

f6.jpgQuattro team industriali che comprendono fra i maggiori partecipanti Boeing, Lockheed Martin, Northrop Grumman e Orbital Sciences Corp., a loro volta a capo di sottogruppi di ricerca, sono stati selezionati dalla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) per dimostrare la fattibilità iniziale di un nuovo concetto di architettura di sistema per satelliti. Il primo contratto, del valore di circa 12.8 milioni di dollari, intende finanziare la ricerca, progettazione, sviluppo e sperimentazione di un sistema di satelliti collaborativi in grado di scambiarsi dati e carichi di lavoro agendo come una singola entità. Il programma, noto come F6 (Future, Fast, Flexible, Fractionated, Free-Flying Spacecraft), intende dimostrare che un unico grande satellite convenzionale può essere sostituito da un gruppo di satelliti più piccoli, lanciati singolarmente, che si muovono in gruppo e comunicano in rete tra loro, un concetto noto come “frazionamento”. Ciascun satellite frazionato contribuisce all’insieme con una sola specializzazione, sia essa elaborazione dati, comunicazioni a terra, o altra funzione con cui può essere configurato il carico pagante.

I vantaggi di un tale sistema risiedono nella sua flessibilità, consentendo di lanciare un singolo modulo quando è pronto senza dover aspettare il completamento degli altri apparati e scongiurando quindi l’eventualità di ritardi nella tabella di marcia rispetto ad un unico satellite complesso, nell’abbassamento dei rischi dovuti ad un potenziale fallimento del lancio, maggiore resistenza contro attacchi ASAT (con armi anti-satellite) e possibilità di poter rapidamente sostituire uno dei componenti senza complesse missioni di recupero in orbita. Un sistema così configurato sarebbe coerente con entrambe le leggi di Moore permettendo di avere degli assetti costantemente aggiornati sotto il profilo della potenza di calcolo senza che si debba aspettare la fine della vita operativa dell’intero satellite per passare ad un completo rinnovamento.

Il completamento della prima fase (di 4) di questo programma è stimata per febbraio 2009 quando verranno esaminate le Preliminary Design Review del programma F6 proposte da ciascun team partecipante.

Il KC-30 di Northrop Grumman/EADS vince contratto per i nuovi tanker dell’USAF

Riferimento | Aerospazio | Americhe | Industria |

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Il KC-30 proposto da Northrop Grumman ed EADS è stato ufficialmente selezionato dall’USAF come nuovo rifornitore nella gara KC-X. Il contratto, che copre la produzione dei primi 4 aerei della fase SDD (System Design and Development), più 5 opzioni per altri 64 aerei, ha un valore di 1.5 miliardi di dollari (10.6 se verranno esercitate le opzioni). Il valore totale del programma si aggira sui 35 miliardi di dollari nei prossimi 10-15 anni, e si riferisce alla fornitura di una prima tranche di 179 tanker di nuova generazione, a cui seguiranno altri 2 contratti per un valore potenziale complessivo di 100 miliardi di dollari volti alla sostituzione in 3 fasi nei prossimi 30 anni di tutta l’attuale flotta composta da 530 KC-135E/R e 59 KC-10.

Il KC-30 si basa sul velivolo commerciale Airbus A330-200, che secondo una recente valutazione dei parametri relativi ai potenziali scenari operativi condotta dalla U.S. Air Force con la Integrated Fleet Air Refueling Assessment (IFARA), risulta del 20% più performante della piattaforma offerta dalla rivale Boeing con il suo KC-767.

Il KC-30 (ridenominato KC-45A) può trasportare fino a 226 passeggeri, o 88 pallets standard NATO da 108” o 32 463L, e in alternativa può essere predisposto per missioni C2ISR (Command and Control, Intelligence, Surveillance, and Reconnaissance), senza sacrificare le capacità di stivaggio standard di carburante.

Il rifornitore è equipaggiato di ARBS (Air Refueling Boom System), in grado di trasferire all’aereo richiedente 8.000 lb al minuto di carburante, due pods subalari con sonde flessibili a cestello (2.800 lb al minuto ciascuna), fly-by-wire, sistema di gestione del rifornimento con controlli remoti e visione 2D/3D, suite da guerra elettronica contro minacce antiaeree e Link 16.
L’aereo è stato già selezionato come futura piattaforma per rifornimento in volo dalla Royal Air Force, dagli Emirati Arabi Uniti, oltre che dalla RAAF (Royal Australian Air Force).

Il KC-767 Advanced Tanker della Boeing, basato sul 767-200 Long Range Freighter, puntava su una diversa strategia con un vettore più piccolo (del 25% rispetto al KC-30) che poteva quindi essere rischierato in maggior numero nelle basi dislocate negli attuali scenari operativi.

Le ricadute peseranno anche su Alenia Aeronavali, partner italiano di Boeing, che avrebbe dovuto fornire tutti i kit di modifica per la trasformazione dei velivoli in versione tanker/transport per il mercato internazionale.

Boeing nel 2003 si era aggiudicata un contratto per la fornitura di 100 KC-767 all’USAF, ma uno scandalo relativo a violazioni delle procedure di negoziazione, che ha coinvolto dirigenti della società di Chicago, due dei quali ora in carcere, e dell’aeronautica USA, che ha in seguito condotto alle dimissioni del segretario Roche e portato un ufficiale al suicidio, ha fatto saltare l’accordo. L’investigazione era stata portata avanti dal senatore John McCain, membro della Commissione Difesa al Senato e attuale candidato repubblicano alla Casa Bianca.

Boeing si riserva di ricorrere ad eventuali ricorsi una volta appresi i parametri della scelta.

Continuano i test dell’AARGM (Advanced Anti-Radiation Guided Missile)

Riferimento | Aerospazio | Americhe | Europa |

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Il missile ha completato un’altra prova di fuoco (la nona) in ambiente realistico presso la China Lake Naval Air Weapons Station, alla presenza di esponenti della US Navy e dell’Aeronautica Militare italiana, come parte della fase SDD (System Development and Demonstration) in vista dell’inizio della LRIP (Low-Rate Initial Production) preventivata per fine anno. L’AARGM è stato lanciato fuori-asse a bassa altitudine da un F/A-18C Hornet ponendo in condizioni non-ottimali i sensori nella fase di acquisizione del bersaglio. Dopo il lancio il missile ha autonomamente rilevato, individuato e colpito un’installazione radar di difesa aerea opportunamente allestita, dimostrando la maturità del sistema.

L’AARGM, missile supersonico aria-superficie a medio raggio (velocità Mach 2+, portata 110 km), verrà utilizzato per missioni DEAD (Destruction of Enemy Air Defenses) e utilizza una guida inerziale e GPS con transizione in fase di volo in modalità ARH (Anti-Radiation Homing) e seeker terminale a banda millimetrica, con capacità di cooperazione tra i sensori per fronteggiare le tattiche di spegnimento e spostamento della sorgente radar e inviare via data link la stima probabile dei danni prima dell’impatto allegata a ulteriori informazioni di intelligence utili ai pianificatori.

Sviluppato da Alliant Techsystems per conto di US Navy e Aeronautica Militare italiana, l’AGM-88E è destinato a sostituire a partire dal 2010 l’HARM a bordo degli F/A-18 C/D, F/A-18 E/F, EA-18G e Tornado IDS/ECR, e progettato per essere compatibile con F-35, F-16 ed EA-6B.

Difesa Antimissile: Installati moduli laser a bordo del 747 ABL (Airborne Laser)

Riferimento | Aerospazio | Americhe | Industria |

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Il team industriale costituito da Northrop Grumman, Boeing e Lockheed Martin, che provvede allo sviluppo per la Missile Defense Agency dell’Airborne Laser (ABL), ha completato l’installazione dei sei moduli laser che compongono il nucleo della nuova piattaforma che provvederà alla copertura dei cieli contro i missili balistici mediante l’utilizzo di cannoniere laser.

Il modulo laser è un elemento chiave dell’ABL. Unito in serie agli altri sei identici moduli consentono di raggiungere la potenza necessaria (nell’ordine di megawatt) al laser ad alta energia COIL (Chemical Oxygen Iodine Laser).

L’ABL, costituito da un 747-400F modificato con la caratteristica torretta sul muso, è ora al 70% di completamento. I test a terra a piena potenza del laser inizieranno a fine 2008 mentre le prove in volo contro un missile di prova nei primi mesi del 2009.

L’Airborne Laser fa parte del programma di difesa antimissile a strati, che comprende piattaforme a terra, in mare e nello spazio per l’individuazione, l’inseguimento e la distruzione di missili balistici diretti contro il territorio degli Stati Uniti e delle nazioni alleate. In particolare l’ABL avrà il compito di abbattere i vettori nel momento in cui sono più vulnerabili, cioè nella fase ascendente (boost) del loro profilo di volo, prima della separazione delle testate.

Operando ad alta quota sopra lo strato di nuvole potrà individuare i missili in salita, illuminarli e tracciarne i parametri tramite il TILL (Track Illuminator Laser) e il BILL (Beacon Illuminating Laser), laser a stato solido, parte del sistema di controllo di fuoco del raggio sviluppato da Lockheed Martin, che rispettivamente serviranno per calcolare la distanza esatta del missile e l’inseguimento, e i parametri dell’atmosfera lungo il cammino del raggio necessari per la modulazione degli specchi per compensarne le variazioni tra ABL e missile. La sequenza di ingaggio si completerà con la risposta di fuoco affidata all’HEL (High Energy Laser), che abbatterà la minaccia in arrivo tramite utilizzo di energia diretta per far esplodere il suo apparato propulsore.

Northrop Grumman curerà lo sviluppo del COIL e del BILL. Boeing, team leader di programma, è responsabile per la piattaforma aerea e dell’integrazione finale così come dei sistemi BMC4I (Battle Management Command, Control, Communications, Computers and Intelligence). Lockheed Martin fornirà i sistemi di controllo del raggio e di fuoco e il TILL (prodotto da Raytheon).

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