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La Nuova Strategia Nucleare USA e il Trattato New START

Riferimento | Americhe | Analisi |

nullPrecedentemente alla firma degli accordi New START per la riduzione degli arsenali nucleari strategici di USA e Russia, il Pentagono ha emesso la nuova Nuclear Posture Review (NPR), la Revisione della Posizione Nucleare degli Stati Uniti dettata dalle mutate condizioni della sicurezza internazionale e dalla volontà del Presidente Obama di proseguire gli sforzi verso un mondo “senza armi nucleari”. A tal fine il Ministro della Difesa Gates ha chiesto nei prossimi anni un trasferimento di fondi di 5 miliardi di dollari complessivi dal Pentagono al Ministero dell’Energia per la modernizzazione dell’intera infrastruttura nucleare americana, e l’estensione della vita operativa delle attuali testate, in modo da ottenere un dispositivo più contenuto ed efficiente. Nel prossimo anno fiscale il Department of Energy riceverà stanziamenti aggiuntivi per 2.7 miliardi di dollari (+25%) per programmi connessi alla non proliferazione nucleare.
Superata ormai l’impostazione generale in vigore durante la Guerra Fredda, con cui gli Stati Uniti si riservavano il diritto di rispondere con armi nucleari in caso di massiccio attacco convenzionale, o con armi chimiche e biologiche, sferrato dall’Unione Sovietica e dai paesi del Patto di Varsavia contro la NATO, e alla luce del fatto che le presenti minacce possono essere affrontate in maniera soddisfacente con l’uso di armamento convenzionale, la nuova NPR apporta dei cambiamenti anche alle conclusioni del precedente documento redatto sotto la Presidenza Bush, che prevedeva una potenziale risposta nucleare in seguito ad attacchi chimici, batteriologici e convenzionali su larga scala contro gli USA.
In particolare le nuove impostazioni strategiche puntano a:

  • Prevenire la proliferazione e il terrorismo nucleare;
  • Ridurre l’importanza delle armi nucleari nella strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti;
  • Mantenere la deterrenza strategica e la stabilità a livelli ridotti di forza nucleare;
  • Rafforzare la deterrenza regionale e rassicurare gli alleati degli Stati Uniti e i suoi partner;
  • Sostenere un arsenale nucleare sicuro ed efficace.
  • Riguardo all’utilizzo, la gestione e lo sviluppo di armamento nucleare, la NPR ora prevede, nei suoi punti generali, che:

    1. Gli Stati Uniti continueranno a rafforzare le loro capacità convenzionali e a ridurre il ruolo delle armi nucleari a scopo di deterrenza contro attacchi non nucleari. Il solo obiettivo delle armi strategiche americane sarà la dissuasione verso un attacco nucleare diretto contro gli Stati Uniti e i suoi alleati/partner;

    2. Gli Stati Uniti potrebbero prendere in considerazione l’uso di armi nucleari in circostanze estreme per difendere gli interessi vitali degli Stati Uniti o dei suoi alleati e partner;

    3. Gli Stati Uniti non useranno o minacceranno di usare armi nucleari contro stati non dotati di armi nucleari che hanno firmato il trattato contro la proliferazione nucleare (NPT) e ne rispettano gli obblighi. Si riservano il diritto di rispondere con armi nucleari in caso di attacco da parte di un’altra potenza nucleare, da uno stato non firmatario del trattato di non proliferazione o da uno stato che ne viola gli obblighi;

    4. Verrà conservata la capacità di dispiegare armi nucleari tattiche a bordo di caccia-bombardieri e bombardieri pesanti, e si procederà con l’estensione della vita operativa della bomba B-61, migliorandone la sicurezza e il controllo dell’uso;

    5. Verrà ritirato il missile da crociera navale con testata nucleare Tomahawk Land Attack Missile-Nuclear (TLAM-N) RGM/UGM-109;

    6. Si continuerà a mantenere e sviluppare una capacità di attacco a lungo raggio che integrerà la presenza avanzata delle forze Usa e rafforzerà la deterrenza regionale;

    7. Verranno portate avanti, e nel caso estese, le consultazioni con alleati e partner per garantire la credibilità e l’efficacia del deterrente americano e la permanenza sul loro suolo di armi nucleari tattiche (B-61 in Europa). Nessuna modifica sarà effettuata senza aver prima intrapreso strette consultazioni al riguardo. Queste decisioni non pregiudicheranno comunque ciò che la NATO deciderà in merito alle sue future esigenze di deterrenza;

    8. Gli Stati Uniti non effettueranno test nucleari e si prefiggono la ratifica e l’entrata in vigore del Comprehensive Nuclear Test Ban Treaty;

    9. Gli Stati Uniti non svilupperanno nuove testate nucleari. I Life Extension Programs (LEP) utilizzeranno solo componenti basati su disegni precedentemente testati, e non verranno implementate nuove missioni o nuove capacità nucleari;

    10. Gli Stati Uniti studieranno opzioni, caso per caso, per garantire la sicurezza e l’affidabilità delle testate nucleari coerentemente con il mandato del Congresso riguardo lo Stockpile Management Program. L’intera gamma di iniziative LEP comprende la revisione delle testate esistenti e il riutilizzo o sostituzione di componenti provenienti da diverse testate. Gli Stati Uniti daranno forte preferenza ai lavori di revisione e riutilizzo dei componenti. La sostituzione sarà intrapresa solo se il mantenimento dell’arsenale minimo non può essere altrimenti soddisfatto, e sarà specificamente autorizzata dal Presidente e approvata dal Congresso.

    New START

    Dalla fine della Guerra Fredda, gli Stati Uniti e la Russia hanno ridotto le armi strategiche nucleari operative di circa il 75 per cento, ma entrambi conservano ancora una capacità nucleare superiore a quanto necessario a fini dissuasivi. L’Amministrazione Obama è impegnata a collaborare con la Russia del Presidente Dmitry Medvedev per preservare la stabilità con un livello di forze nucleari notevolmente ridotto.
    Il prossimo passo di questo processo è stata la sostituzione dell’ormai scaduto trattato START del 1991 con un nuovo accordo denominato New START. Uno dei primi compiti della NPR è stato quello di formulare la posizione ufficiale degli Stati Uniti per i negoziati e riflettere su come le forze Usa potrebbero essere strutturate alla luce delle riduzioni richieste dal nuovo accordo. La NPR ha raggiunto le seguenti conclusioni:

    1. Una deterrenza stabile può essere mantenuta riducendo le piattaforme – missili balistici intercontinentali (ICBM), missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM) e bombardieri pesanti con capacità nucleare – di circa il 50 per cento rispetto agli accordi START I, e riducendo le testate di circa il 30 per cento rispetto al livello previsto dal Trattato di Mosca del 2002;

    2. Ai fini di un disarmo nucleare è un concreto passo avanti la conclusione di un accordo verificabile con la Russia sui nuovi limiti New START che prevedono un arsenale basato su 1.550 testate strategiche per ciascuno dei due paesi, 700 piattaforme schierate (fra ICBM, SLBM, e bombardieri), con un limite complessivo di 800 esemplari disponibili fra quelli schierati e non;

    3. La triade nucleare statunitense composta da ICBM, SLBM e bombardieri pesanti con capacità nucleare deve essere mantenuta nel New START;

    4. Tutti i missili balistici intercontinentali degli Stati Uniti non trasporteranno più testate multiple indipendenti MIRV ma saranno a testata singola, per aumentare la stabilità;

    5. Verrà conservata la capacità di installare armi nucleari a bordo di caccia-bombardieri tattici (F-16, in futuro l’F-35) e bombardieri pesanti (B-2 e B-52H), e si procederà con l’estensione della vita operativa delle bombe B-61, in grado di essere trasportata a bordo dell’ F-35 e del B-2, W-76 (a bordo degli SLBM Trident II D-5) e W-78 (installate sugli ICBM Minutemen III);

    6. I contributi dei sistemi non-nucleari alla deterrenza regionale USA devono essere conservati evitando le limitazioni alla difesa antimissile e preservando nel trattato la possibilità di utilizzo dei bombardieri pesanti e dei sistemi missilistici a lungo raggio in ruoli convenzionali.

    7. Verrà mantenuta l’attuale posizione di allerta delle forze strategiche degli Stati Uniti: I bombardieri strategici non saranno più in allerta permanente, quasi tutti i missili balistici intercontinentali saranno in allerta, e un numero significativo di SSBN sarà sempre in mare in ogni momento negli oceani Atlantico e Pacifico; attualmente questo compito è svolto da 14 SSBN classe Ohio, la componente nucleare con più alta propabilità di sopravvivenza in caso di conflitto, che potrebbero scendere a 12 a partire dal 2025;

    8. Verrà continuata la pratica del bersaglio in oceano aperto per tutti gli ICBM e SLBM che prevede, nell’eventualità altamente improbabile di un lancio non autorizzato o accidentale, che il missile precipiti automaticamente in mare. Gli Stati Uniti chiederanno alla Russia di riconfermare il suo impegno su questo punto;

    9. Verranno effettuati nuovi investimenti nei sistemi di comando, controllo e comunicazioni (NC3) per massimizzare i tempi decisionali del Presidente USA durante una crisi nucleare;

    10. Si esploreranno nuovi modi di installare gli ICBM per migliorarne la capacità di sopravvivenza e ridurre ulteriormente gli incentivi ad un lancio immediato di rappresaglia. Tale valutazione farà parte delle analisi del Dipartimento di Difesa riguardo lo studio di possibili sostituti dell’attuale forza di ICBM.

    Una nuova strategia per fronteggiare gli attacchi informatici

    Riferimento | Americhe | Analisi | Industria |

    Durante una conferenza sulla sicurezza informatica tenuta presso l’American Institute of Engineers, JB “Gib” Godwin, ex Contrammiraglio della Marina USA al comando del Naval Air Systems Command e dello Space and Naval Warfare Systems Command, nonchè Vice Presidente per la sicurezza informatica alla Northrop Grumman, ha illustrato una nuova stretegia per fronteggiare le minacce costituite dai cyber-attacchi contro le forze armate statunitensi.

    Per contrastare queste offensive in rapida evoluzione, sempre più sofisticate, e perpetrate da una varietà di soggetti che vanno dai teenagers fino agli attori statuali, Godwin ha chiesto un passo in avanti dall’attuale impostazione difensiva, reattiva, frammentata e improvvisata.
    Secondo la nuova impostazione si deve passare al pieno controllo e dominio dello spettro elettromagnetico per utilizzarlo in missione, in modo che l’azione divenga predittiva, olistica, coordinata e focalizzata sull’obiettivo.

    Godwin ha dichiarato: “Si tratta di cooperare, collaborare e coordinare tutto lo spettro elettromagnetico: dalle piattaforme aeree, terrestri e navali fino al cyberspazio. Poichè col vecchio paradigma tutto era incentrato esclusivamente sulla rete, la sicurezza informatica spesso ha compromesso la missione. Per sigillare e bloccare un attacco, abbiamo chiuso il firewall, riparato il danno e alla fine riaperto il sistema, lasciando i nostri combattenti in volo, in mare e a terra completamente ciechi durante il blocco”. Il nuovo paradigma mette in primo piano la missione attraverso una “difesa dinamica” che schiera sistemi ridondanti e trasferisce le funzioni di comando, controllo e comunicazioni (C3) su percorsi diversi per garantirne l’efficienza 24/7 e la possibilità di utilizzo da parte delle forze combattenti durante un attacco.

    “Nei laboratori allo stato dell’arte di Northrop Grumman stiamo creando scenari che definiscono le nostre vulnerabilità, emulano gli attacchi nemici e sviluppano adeguate risposte, o forse dovrei dire prevedono le risposte”, ha aggiunto Godwin, che ha fornito un’anteprima dell’Asymmetric All-sources Analysis Against Persistent Threat (A4PT), sistema in fase di sviluppo che applica complessi processi di analisi, usati nel mondo degli scambi finanziari per fornire risposte in tempo reale, alla sicurezza informatica.

    Recentemente il Pentagono e la Camera dei Lord del Regno Unito hanno chiesto una maggiore collaborazione in ambito Nato per stabilire una difesa comune contro i cyber-attacchi, una forma di guerra che supera i confini nazionali, in modo che venga fissata una sequenza di eventi pronta a scattare in caso di attacco. William J. Lynn, Vice Segretario alla Difesa USA, ha affermato che “il tipo di difesa che vogliamo non è qualcosa di simile alla Linea Maginot, ma è più una guerra di manovra. Non puoi semplicemente sederti dietro i firewall. Hai bisogno di una difesa attiva che ricerca e fronteggia le minacce su Internet”. Secondo fonti del governo americano e diversi analisti, importanti industrie europee ed americane, nonchè ambasciate e strutture militari, stanno subendo da almeno un anno una massiccia azione di spionaggio da parte della Cina denominata GhostNet, azione che avrebbe portato nell’aprile scorso anche all’acquisizione di alcune informazioni riservate sul programma F-35 Lightning II, nonostante Lockheed Martin abbia sminuito l’entità del furto.
    George Kurt, Responsabile Sicurezza Informatica di McAfee, analizzando le modalità di intrusione nei sistemi di società americane, ha rilevato come l’attacco sia mirato a persone con alti privilegi di accesso, piuttosto che ad una generalità di soggetti, con speciale attenzione verso codici sorgente e progetti di ricerca e sviluppo.

    Attualmente nessuna nazione è adeguatamente preparata per fronteggiare un importante attacco informatico capace di disabilitare o prendere il controllo delle reti informatiche avversarie o causare ingenti danni economici e brecce nella sicurezza. In ordine di tempo l’ultima compagnia a subire questo genere di attacchi è stata Google Inc., già impegnata nella battaglia anti-censura con il governo cinese.

    Prosegue il programma di revisione periodico dei bombardieri B-2

    Riferimento | Aerospazio | Americhe |


    E’ tornato in servizio lo “Spirit of Pennsylvania”, l’ultimo bombardiere B-2 ad aver subito una revisione completa di tutti i sistemi meccanici ed elettrici, partendo dalla cellula in composito fino alla verniciatura finale. L’aereo è stato riconsegnato da Northrop Grumman al 509° stormo dell’aeronautica USA di stanza alla base aerea Whiteman, sede della flotta B-2, in condizioni “come nuovo”, dopo 13 mesi di lavori di manutenzione e ripristino dei materiali, e relative prove di volo. E’ il primo B-2 a portare l’insegna dello Global Strike Command, ente costituito lo scorso anno per la gestione e il comando unificato di tutte le piattaforme e gli assetti collegati all’arsenale nucleare della US Air Force.

    “Lo Spirit of Pennsylvania è l’ultimo B-2 a completare un ampio processo di revisione denominato Programmed Depot Maintenance (PDM), che eseguiamo a Palmdale su tutti i B-2 ogni sette anni,” ha affermato Dave Mazur, Direttore del programma B-2 alla Northrop Grumman. “Abbiamo restituito questo assetto nazionale alla sua forma ottimale per soddisfare le esigenze strategiche del paese.” Ad oggi ogni B-2 ha completato almeno un ciclo PDM.

    Il B-2 resta l’unico bombardiere a lunga autonomia ed elevata capacità di carico in grado di penetrare in profondità nelle difese aeree avversarie per colpire bersagli altamente paganti. Può volare senza rifornimento per 11.000 km e proseguire fino a 18.500 km con un solo rifornimento. Il Ministero della Difesa americano intende puntare su questo assetto ancora a lungo e per lo scopo ha programmato numerosi interventi di aggiornamento a 360 gradi.
    La flotta attuale si compone di 20 aerei, 19 operativi ed uno impiegato come piattaforma di prova per validare aggiornamenti di armi e software. Nel 2008 un B-2 è andato perso in seguito ad un incidente in fase di decollo causato da un errore di calcolo dei sistemi di controllo di volo, una perdita calcolata in 1,4 miliardi di dollari.

    Primo atterraggio verticale dell’F-35B Lightning II

    Riferimento | Aerospazio | Americhe |


    L’esemplare BF-1 dell’F-35 Lightning II, versione STOVL (decollo corto e atterraggio verticale) del JSF, ha compiuto il primo atterraggio verticale in un test presso la Naval Air Station di Patuxent River, nel Maryland. Ai comandi il pilota collaudatore Graham Tomlinson, che dopo aver effettuato un decollo corto a 149 km/h, ha portato il velivolo a 45 metri di altitudine sopra la pista, effettuato un hovering di circa 1 minuto, per poi concludere l’atterraggio verticalmente.
    “L’atterraggio di oggi su una superficie di 9 metri quadrati ha dimostrato che abbiamo la potenza e la capacità di controllo adeguate per manovrare con precisione in volo e scendere in presenza di effetto suolo. Il basso carico di lavoro nel cockpit è una differenza notevole rispetto alle precedenti piattaforme STOVL”, ha dichiarato Tomlinson.

    Il sistema di propulsione STOVL (short takeoff/vertical landing) si basa sul motore F135 di Pratt & Whitney, sulla ventola portante situata dietro la cabina di pilotaggio, sull’ugello direzionabile che dirotta lo scarico verso il basso e sui condotti subalari che assicurano la stabilità laterale.

    L’F135 STOVL fornisce una spinta di oltre 41.000 libbre ed è il motore principale dell’ F-35, l’unico al momento che equipaggia il JSF nella fase di test. L’innovativa Shaft Driven Lift Fan (SDLF), con spinta di 20.000 lb, è un sistema costituito da una ventola a 2 stadi controrotanti, azionata dalla turbina a bassa pressione del motore e orientabile di 18° in avanti e 60° indietro. A riposo la ventola è coperta sul dorso da un portello che viene azionato automaticamente, così come altri elementi del sistema, non appena il pilota comanda la transizione dal volo orizzontale, con portanza fornita dall’ala, a quello verticale.

    Il primo atterraggio verticale è stato preceduto da una serie di test di atterraggio compiuti progressivamente a velocità e quote inferiori che hanno condotto all’ultimo test in cui l’F-35B ha compiuto un volo a punto fisso della durata di circa 1 minuto e mezzo, per testare sia la manovrabilità del velivolo mediante semplici aggiustamenti di assetto, che la potenza della ventola portante, il controllo e la stabilità laterale.

    L’F-35B sarà il primo aereo STOVL stealth supersonico capace di operare da basi avanzate, unità navali di ridotte dimensioni o piste semipreparate. Destinato a sostituire aerei come gli Harrier AV-8B, GR7, gli F/A-18C/D, EA-6B e gli AMX, entrerà in linea nell’USMC (United States Marine Corps), nella Royal Navy, nella Royal Air Force, nell’Aeronautica e nella Marina Militare Italiana.

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