Primo test di rifornimento in volo per l’F-35 Lightning II JSF
14 mar, 2008
L’F-35 Lightning II ha completato con successo la prima fase dei test di rifornimento in volo, una tappa importante in vista delle prime consegne del velivolo di produzione nel 2010.
La prova, che si è avvalsa delle precedenti verifiche a terra dei relativi sistemi, ha visto la partecipazione di un KC-135 e si è concentrata sullo studio aerodinamico del comportamento del velivolo nella scia del rifornitore e quando connesso al boom di rifornimento a 20.000 piedi.
Il volo è durato un’ora e 34 minuti durante i quali sono stati effettuati multipli avvicinamenti ed attracchi. Il capo pilota collaudatore Jon Beesley ha sottolineato l’eccellente manovrabilità dell’aereo sia nei pressi del tanker che una volta connesso alla sonda rigida.
I primi test con trasferimento di carburante seguiranno nei prossimi mesi.
L’F-35A trasporta internamente 18.000 lb di carburante (pari all’F-22, superiore a F-16, F/A-18E/F e Typhoon), capacità di stivaggio che gli conferisce grande autonomia senza bisogno di serbatoi esterni subalari, che comprometterebbero parte della stealthness, e riducendo il bisogno di supporto in area di rifornitori.
Recentemente l’Olanda ha espresso l’intenzione di acquisto preliminare di due F-35 per prove operative e valutazioni iniziali, per partecipare così alla fase congiunta con gli Stati Uniti IOT&E (Initial Operational Test and Evaluation) che inizierà dal 2011. Anche altri paesi partner di programma come Regno Unito e Italia stanno valutando l’adesione con l’acquisto di velivoli di prova, che consentirà di mettere a disposizione di un’unica organizzazione i propri rispettivi aerei, riducendo così i costi finali rispetto ad analoghi procedimenti separati.
L’F-35 Lightning II è un cacciabombardiere stealth supersonico multiruolo di 5a generazione destinato a sostituire una vasta gamma di aerei attualmente in servizio nelle forze aeree internazionali.
Quattro team industriali che comprendono fra i maggiori partecipanti Boeing, Lockheed Martin, Northrop Grumman e Orbital Sciences Corp., a loro volta a capo di sottogruppi di ricerca, sono stati selezionati dalla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) per dimostrare la fattibilità iniziale di un nuovo concetto di architettura di sistema per satelliti. Il primo contratto, del valore di circa 12.8 milioni di dollari, intende finanziare la ricerca, progettazione, sviluppo e sperimentazione di un sistema di satelliti collaborativi in grado di scambiarsi dati e carichi di lavoro agendo come una singola entità. Il programma, noto come F6 (Future, Fast, Flexible, Fractionated, Free-Flying Spacecraft), intende dimostrare che un unico grande satellite convenzionale può essere sostituito da un gruppo di satelliti più piccoli, lanciati singolarmente, che si muovono in gruppo e comunicano in rete tra loro, un concetto noto come “frazionamento”. Ciascun satellite frazionato contribuisce all’insieme con una sola specializzazione, sia essa elaborazione dati, comunicazioni a terra, o altra funzione con cui può essere configurato il carico pagante.
Boeing ad oggi non ha ancora ricevuto un rapporto con la spiegazione della scelta fatta dall’Aeronautica statunitense circa la 