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Certificato il Seggiolino Eiettabile dell’F-35 JSF

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

f-35 seggiolino seat
Un team industriale guidato da BAE Systems ha completato il test finale sul seggiolino US16E di Martin-Baker, e in particolare sull’efficacia del sistema di espulsione, ottenendo dopo una estesa campagna di prove la certificazione al volo su tutte e tre le varianti dell’F-35 Lightning II. Il seggiolino eiettabile US16E consente l’espulsione del pilota in situazione d’emergenza ad una velocità limite di 600 mph (965 km/h), in ogni caso non consigliabile per la sua incolumità; circa tre secondi sono sufficienti per sospendere il pilota al paracadute, dopo essere stato proiettato fuori dall’abitacolo mediante l’azione combinata di catapulta e motore a razzo nella parte inferiore del sedile, una volta che è stato azionato il meccanismo e partita la sequenza di espulsione. Nella variante STOVL, in coincidenza di determinate circostanze legate al controllo di volo in fasi critiche come l’atterraggio verticale, l’espulsione è decisa automaticamente dal computer di bordo.

Più di 30 test sono stati condotti nel Regno Unito, Francia e Stati Uniti, fino ad arrivare all’ultima prova avvenuta presso il sito di collaudo dei seggiolini Martin-Baker situato presso lo Chalgrove Airfield, nell’Oxfordshire, Regno Unito. I test sono stati effettuati tramite un modello in scala reale della sezione anteriore dell’aereo e un manichino, sui quali sono stati posti i sensori necessari a registrare circa 900.000 misurazioni al secondo.

La versione del seggiolino protagonista del test finale costituirà lo standard produttivo dell’US16E, evoluzione dello Mk.16A che equipaggia l’Eurofighter Typhoon. Il team industriale incaricato della sua produzione e della consegna include BAE Systems, come primo subcontraente di Lockheed Martin, Martin-Baker, Pacific Scientific Energetic Materials, che fornisce le cariche lineari che separano la sezione del tettuccio fornendo la sede di uscita, e Honeywell, incaricata della consegna dei sistemi di supporto vitale per il pilota.

Video:

Lancio di un Hellfire da un Humvee Avenger

Riferimento | Americhe | Esercito |

Avenger_hellfire
Boeing ha effettuato il primo lancio di prova di un missile AGM-114 Hellfire dall’humvee Avenger dell’US Army presso la Eglin Air Force Base in Florida. Il missile è stato sparato da una versione modificata del sistema d’arma Avenger che farà parte della famiglia di derivati Adaptive Force Protection System (AFPS).

“La capacità dell’Avenger di lanciare missili Hellfire offre ai combattenti un’altra opzione, caratterizzata da una potenza di attacco a terra significativa”, ha dichiarato Phil Hillman, Responsabile del programma Avenger. “Continuiamo ad integrare e verificare capacità aggiuntive su questo sistema. Dal momento che l’Avenger è già nell’inventario dell’Esercito, il suo aggiornamento, alternativo allo sviluppo di nuovi sistemi d’arma, ha ovvi vantaggi di costo, qualcosa che crediamo sia di fondamentale importanza nel contesto del bilancio corrente”.

Il test ha valutato la fattibilità pratica dell’aggiunta del missile Hellfire e del razzo Hydra, costruendo e installando il lanciatore e curando l’integrazione meccanica sul mezzo.

Avenger è stato originariamente concepito come un sistema di difesa aerea a corto raggio armato di 8 missili Stinger (o 4 missili e una torretta laser), ma altre capacità di difesa di terra sono ora allo studio per ampliare la gamma del sistema e la sua versatilità, in attesa di un potenziale contratto dall’Esercito americano. La torretta può essere montata su una varietà di veicoli, compresi gli MRAP, oppure utilizzata come postazione fissa.

Il Cile prende in consegna il primo C295 ASW

Riferimento | Americhe | Marina |


La Marina cilena ha preso in consegna il primo C295 versione ASW, dopo che l’aereo ha ottenuto la certificazione al volo dall’ente spagnolo INTA. Questo aereo è parte di un ordine di tre velivoli effettuato dalla Marina cilena nell’ottobre del 2007. Il primo, un C295 in versione MPA (pattugliamento marittimo), è stato consegnato nel dicembre 2009. Il terzo, sempre in versione ASW, verrà consegnato nei prossimi mesi.

Basato sulla versione MPA, il C295 ASW è il primo velivolo di questo tipo progettato e certificato in Europa dagli anni ’60, ovvero dal Bréguet Atlantic. E’ una scelta a basso rischio per sostituire il veterano del settore P-3 Orion oltre allo stesso Atlantic. La configurazione ASW è l’ultima variante della famiglia C295 di Airbus Military lanciata nel 1996, impiegata per compiti di trasporto, evacuazione medica, sorveglianza, pattugliamento marittimo.

Il velivolo è dotato di due stazioni subalari per armamento antisommergibile e presenta una suite completa di sensori tra cui un radar di ricerca, avionica digitale, sistemi di visione notturna, sistema di identificazione automatica, di rilevazione acustica e di anomalie magnetiche; i dati provenienti dai sensori vengono gestiti ed elaborati dal Fully Integrated Tactical System (FITS).

Il C-295 nella sua configurazione generale è un aereo da trasporto medio multiruolo utilizzato per missioni umanitarie, il dispiegamento di forze di reazione rapida, la sorveglianza marittima e la homeland security. Evoluzione del CN-235, il bimotore (2 x Pratt & Whitney PW127G) è in grado di effettuare e portare a termine una vasta gamma di missioni. Il C-295 può trasportare 71 soldati o 49 paracadutisti più il loro supervisore. Le opzioni di carico comprendono cinque pallet standard 463L 88″x108″ (uno sulla rampa) o dieci da 88″x54″. Nella stiva spazio per tre motori EJ200 dell’Eurofighter Typhoon. La massima velocità di crociera è di 260 nodi (480 km/h), il peso massimo al decollo è di 51.150 lb (23,2 ton). Le dimensioni di base sono 85 ft (26 m) di apertura alare, 80 ft (24,5 m) di lunghezza e 28 piedi (8,7 m) in altezza. In versione MEDEVAC il velivolo può essere equipaggiato con 24 barelle e spazio per 5/7 infermieri.

L’Esercito, la Marina e l’Aeronautica Militare cilena già operano un C295 MPA, tre CN235 e 13 C212 appartenenti alla gamma di aerei da trasporto leggero e medio offerta da Airbus Military, la quale ha venduto finora 356 fra CN235 e C295 a 55 diversi operatori internazionali.

Nuovo Contratto di Produzione per il THAAD

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

THAAD
Lockheed Martin ha ricevuto un contratto di produzione da 789.8 milioni dollari dalla Missile Defense Agency per produrre il sistema di difesa missilistica Terminal High Altitude Area Defense (THAAD).

Il contratto comprende 694.9 milioni dollari per la produzione di 48 intercettori, sei lanciatori, quattro unità di controllo di fuoco ed equipaggiamento supplementare, e un’opzione esercitata da 94.8 milioni dollari per lanciatori addizionali. Queste batterie equipaggeranno due reparti dell’US Army, con consegne che verranno completate nel 2013.

Questo contratto segue uno analogo firmato a fine 2006 per la consegna delle prime due batterie all’esercito per scopi di valutazione. Queste duue batterie (A-4 ADA e A-2 ADA) sono state attivate rispettivamente nel 2008 e 2009 presso Fort Bliss, Texas. Il personale sta attualmente svolgendo attività d’addestramento all’uso del sistema.

Gli intercettori THAAD sono prodotti presso il sito Lockheed Martin di Pike County in Troy, Alabama, mentre i lanciatori e le unità di controllo di fuoco a Camden, Arkansas.

Dal 2005 il programma di sviluppo THAAD ha completato 11 prove di fuoco, con sette intercettazioni su sette tentativi.

Il THAAD è uno degli elementi chiave del Ballistic Missile Defense System (BMDS), programma gestito dalla Missile Defense Agency.
Il progetto di difesa antimissile prevede una copertura stratificata contro i missili balistici diretti sul territorio degli Stati Uniti, e comprende piattaforme a terra, in mare e nello spazio utili alla loro individuazione, inseguimento e distruzione, durante la fase iniziale, di metà corsa e terminale della testata.

Il THAAD entrerebbe in azione in caso di fallimento dei precedenti tentativi di abbattimento della testata nella fase di ascensione a bordo del vettore e metà corsa nello spazio; in particolare il sistema è in grado di intercettare l’obiettivo nel momento di transizione dalla fase di metà corsa a quella finale della traiettoria, durante il rientro in atmosfera della testata nella parte alta dell’atmosfera.

Il sistema è mobile (rischierabile e trasportabile da un C-130) e quindi impiegabile anche per la difesa delle truppe in teatro e siti sensibili; studiato in particolare come contromisura al lancio di missili balistici a corto e medio/intermedio raggio, il THAAD può ricevere istruzioni per il tracciamento del bersaglio anche da piattaforme esterne come navi Aegis, satelliti e piattaforme a terra e in volo, e può agire in concerto con altre batterie missilistiche operanti a corto-medio raggio come il MEADS.

Il sistema si compone di lanciatore, intercettore, radar in banda X, unità di controllo di fuoco e comunicazione ed equipaggiamento di supporto. L’intercettore neutralizza la minaccia con impatto diretto sfruttando la semplice energia cinetica secondo il principio “hit to kill”, sia all’interno che all’esterno dell’atmosfera terrestre.

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