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Consegnato all’USAF il primo F-35 di produzione

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F-35 AF-7
La US Air Force ha accolto nella sua flotta il primo F-35 di produzione, in particolare l’esemplare AF-7, con una cerimonia tenutasi presso gli stabilimenti Lockheed Martin di Fort Worth, Texas, durante la quale sono stati firmati i relativi documenti di accettazione formale. Il velivolo è poi partito per la Edwards Air Force Base, in California, con ai comandi il pilota Scott McLaren del 461° Flight Test Squadron, per iniziare il programma di prove in volo con personale dell’Aeronautica.

Il primo aereo viene così consegnato al servizio dopo 10 anni dalla vittoria del relativo contratto, periodo in cui l’F-35 è passato per una sostanzionsa riprogettazione e due aggiornamenti del programma che hanno comportato una riformulazione delle tempistiche. La capacità operativa iniziale per gli F-35 dell’Aeronautica è stimata di essere raggiunta dopo il 2016 (probabilmente il 2018), benchè per quella data fosse originariamente prevista l’operatività della prima squadriglia di JSF.

L’F-35 ha completato più di 865 voli dal 2006. Oltre all’esemplare AF-7, altri otto modelli di produzione sono in preparazione per la consegna.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, i 1.763 velivoli F-35A di cui è programmata l’acquisizione per l’USAF, sostituiranno l’A-10 e l’F-16, i 640 fra F-35C e F-35B, per US Navy e USMC, sostituiranno rispettivamente le versioni precedenti di F/A-18 e gli AV-8B+ Harrier.

L’F-35 Lightning II è un velivolo da combattimento stealth supersonico che viene prodotto in tre versioni: una a decollo/atterraggio convenzionale (Conventional Take-Off-and-Landing, CTOL), una a decollo corto/atterraggio verticale (Short-Take Off/Vertical Landing, STOVL) e una destinata ad essere imbarcata su portaerei (Carrier Variant, CV). Fra le caratteristiche dell’F-35, oltre alla bassa osservabilità e all’avanzata avionica e sensoristica, c’è la possibilità di lancio interno delle armi a velocità supersonica, compresi missili aria-aria lanciabili alla velocità massima del velivolo di Mach 1.6. Le tre versioni dell’F-35 derivano da un progetto comune ed utilizzeranno la stessa infrastruttura di supporto in tutto il mondo. Il velivolo sostituirà inizialmente almeno 13 tipi di aereo per 11 nazioni.

Primo volo del prototipo di UCAV Phantom Ray

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Phantom Ray
Lo UAS (Unmanned Airborne System) Phantom Ray di Boeing, dimostratore di velivolo senza equipaggio delle dimensioni di un caccia che fungerà da banco di prova per tecnologie avanzate, ha compiuto il primo volo presso il NASA Dryden Flight Research Center situato nella base aerea Edwards, in California.

Nel primo volo di 17 minuti, eseguito il 27 aprile ma previsto inizialmente per lo scorso dicembre, il velivolo ha raggiunto i 7.500 piedi di quota e i 178 nodi di velocità; lo scopo era quello di valutare le caratteristiche di manovrabilità e le performance dei sistemi di base. Il volo è arrivato dopo una serie di test di rullaggio ad alta velocità eseguiti a marzo per convalidare il sistema di guida a terra, di navigazione e controllo, di pianificazione della missione così come l’interfaccia uomo-macchina e le procedure operative.

Nelle prossime settimane il Phantom Ray sarà protagonista di altri test di collaudo tesi a verificare le tecnologie impiegate ed espandere l’inviluppo di volo.

Il Phantom Ray è progettato per missioni che possono includere raccolta dati di intelligence, sorveglianza e ricognizione, soppressione delle difese aeree nemiche, attacco elettronico, attacco al suolo in profondità e rifornimento aereo autonomo.

Il velivolo ha un’apertura alare di 15 metri ed una lunghezza di 11 metri, dispone di una baia per il trasporto interno d’armi, e ha la possibilità di ospitare 4.500 lb di carico pagante, volare a 40.000 piedi a Mach 0.85 con un raggio di missione di 2.407 km. Il Phantom Ray, il cui sviluppo autofinanziato dalla Boeing è iniziato nel 2008, è un’evoluzione dell’X-45C, risultato finale del programma di ricerca congiunto Joint-Unmanned Combat Air System (J-UCAS) di Darpa, US Air Force e US Navy, iniziato circa 11 anni fa.

Il Phantom Ray è uno dei vari programmi su cui lavora Phantom Works, la divisione Boeing dedicata ad attività di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie militari, tra cui il Phantom Eye e l’X-51 Wave Rider. La lista di UAS in portafoglio comprende anche A160T Hummingbird, Integrator, ScanEagle e SolarEagle.

Foto:
Phantom Ray

Phantom Ray

Video: Primo volo, trasporto a bordo del NASA Shuttle Carrier Aircraft (SCA) e taxi test

L’US Army getta le linee guida per il futuro della sua aviazione

Riferimento | Americhe | Esercito |

s-97 raider
L’esercito ha bisogno urgente di un nuovo piano per la sostituzione della propria flotta di elicotteri al fine di ottenere per il 2030 nuove piattaforme con caratteristiche più performanti per quanto riguarda raggio d’azione, velocità, carico utile, capacità di sopravvivenza in zona ostile e impronta logistica. E’ quanto hanno affermato i generali americani riuniti a Nashville per la conferenza Army Aviation Association of America 2011.

I leader dell’Aviazione dell’Esercito USA hanno imposto un arco temporale limite di 20 anni per il procurement di nuovi assetti, pena il decadimento repentino delle capacità di combattimento.

“Sappiamo che l’attuale flotta a un certo punto sarà obsoleta”, ha affermato il Mag. Gen. Anthony G. Crutchfield, comandante dell’ US Army Aviation Center of Excellence. La data di obsolescenza per gli Apache Longbow Block II è fissata all’anno fiscale 2040, mentre il 2035 è la data limite in corrispondenza della quale verranno ritirati i CH-47F.

“Non possiamo spostare questo paletto”, ha ribadito. “Il 2030 è il punto di non ritorno. Non voglio che i miei nipoti volino su un Apache Longbow Block LXXX; è un grande elicottero, ma abbiamo bisogno della tecnologia necessaria per portarci avanti ulteriormente nel futuro”.

Le procedure di acquisizione, ha affermato il Generale, devono garantire il rispetto della timeline, per evitare gli eventi che hanno contribuito alla cancellazione del programma Comanche nel mese di agosto 2004.
“Non possiamo permetterci di cancellare un altro programma. Non possiamo permetterci un altro Comanche”, ha specificato. “Le caratteristiche del futuro elicottero non sono compatibili con un potenziale aggiornamento della nostra flotta attuale. Abbiamo bisogno di qualcosa di nuovo”.

“Non conosciamo come sarà il campo di battaglia del domani” ha aggiunto Crutchfield, che, chiudendo il suo intervento, ha affermato: “Una cosa è certa: nel nostro futuro dobbiamo essere preparati per operazioni di sicurezza, di peace-keeping, di counter-insurgency e ad una guerra su vasta scala. Che cosa stiamo facendo, ora, per prepararci a questo futuro?”.

Il generale James D. Thurman, Comandante dell’US Army Forces Command, è intervenuto sottolineando come nel corso dei prossimi 15 anni il programma dell’esercito sia quello di costruire una forza mista di velivoli con e senza pilota ottimizzata per tutto lo spettro d’operazioni. “Questo sforzo costituisce una sfida significativa per il personale dell’Esercito e per l’industria”.

Thurman ha inoltre chiesto un sostituto del Kiowa Warrior. “I nostri aviatori e comandanti stanno facendo un lavoro eccezionale nel mantenere ed utilizzare il Kiowa Warrior”, sottolineando che alcune unità stanno utilizzando l’elicottero con una media di 100 ore di volo al mese, le quali gravano sulla cellula di ciascun velivolo. “In realtà – ha detto – tutti gli elicotteri dell’esercito stanno accumulando quattro o cinque volte la quantità desiderata di ore di volo. Abbiamo bisogno di un nuovo elicottero da ricognizione non appena riescono a svilupparlo”, ha aggiunto Thurman.

Attualmente l’US Army riceverà i primi Apache Block III il prossimo ottobre, mentre Boeing sta già pensando ad un pacchetto di aggiornamenti che potrebbero costituire lo standard Block IV, mentre per il futuro del Chinook e del Kiowa, così come dei Black Hawk, dei Viper e dei Super Huey, potrebbe prospettarsi una soluzione basata su una famiglia integrata di futuri velivoli sviluppati nell’ambito del programma Joint Multi-Role (JMR).

Consegnato il primo simulatore dell’F-35 Lightning II

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Lockheed Martin ha consegnato il primo Full Mission Simulator (FMS) dell’F-35 al 33° Stormo basato presso la base di Eglin, in Florida. La preparazione e il montaggio sono in corso presso l’Integrated Training Center (ITC) in modo da poter iniziare la formazione dei piloti questo autunno, mentre si tengono già piccoli eventi di familiarizzazione di gruppo con istruttori per piloti e personale di manutenzione.

Lo FMS del Joint Strike Fighter include un sistema di visualizzazione a 360 gradi ad alto realismo e una replica accurata del cockpit con software riconfigurabile per simulare il comportamento di sensori e la distribuzione e il rilascio delle armi in tutte e tre le varianti di F-35 per gli Stati Uniti e i paesi partner del programma.

In tutti i simulatori di F-35, il software originale del velivolo verrà utilizzato per fornire ai piloti una esperienza di volo quanto più possibile realistica e consentire così anche il suo aggiornamento in linea con lo sviluppo dell’F-35.

Il centro integrato d’addestramento di Eglin sarà il quartier generale per la formazione dei piloti e del personale di terra americani, da effettuarsi mediante corsi interattivi, simulazioni di volo al computer e sullo FMS.

L’F-35 Lightning II è un velivolo da combattimento stealth supersonico che viene prodotto in tre versioni: una a decollo/atterraggio convenzionale (Conventional Take-Off-and-Landing, CTOL), una a decollo corto/atterraggio verticale (Short-Take Off/Vertical Landing, STOVL) e una destinata ad essere imbarcata su portaerei (Carrier Variant, CV). Le tre versioni dell’F-35 derivano da un progetto comune ed utilizzeranno la stessa infrastruttura di supporto in tutto il mondo. Il velivolo sostituirà inizialmente almeno 13 tipi di aereo per 11 nazioni.

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