29 gen, 2009
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Il sistema UTA (Unmanned Aerial Systems Tactical Common Data Link Assembly) di LONGBOW, joint venture fra Lockheed Martin e Northrop Grumman, ha volato per la prima volta a bordo dell’elicottero d’attacco AH-64D Apache Block III.
Il LONGBOW UTA è un sistema di comunicazione bidirezionale a banda larga che permette all’equipaggio dell’Apache su cui è installato di comandare un UAS (unmanned aerial system), relativi sensori e armamento, e mostrare i dati in tempo reale, come video in streaming, sul display multifunzione dell’elicottero. La torretta UTA, che ha la stessa signatura e comportamento aerodinamico del convenzionale Longbow Fire Control Radar, è pienamente integrata al sistema di designazione bersagli e navigazione Arrowhead M-TADS/PNVS (Modernized Target Acquisition Designation Sight/Pilot Night Vision Sensor system) per fornire immagini di elevata qualità ognitempo alle altre piattaforme aeree o terrestri.
Durante il test il LONGBOW UTA ha individuato e inseguito con successo un Little Bird, versione unmanned dell’elicottero MD530F/AH-6, ricevendo e mostrando all’equipaggio i dati video trasmessi dall’UAS attraverso il Tactical Common Data Link (TCDL). Per la ricezione l’UTA si basa sul sistema già in servizio VUIT-2, che permette comunicazioni con uav come Shadow, Raven, Hunter, Predator, Warrior A, Reaper o aerei come F-15, F-16, F-18 e A-10 equipaggiati con opportuni pod.
Attualmente l’intero sistema LONGBOW nella configurazione US Army si basa, oltre che sull’elicottero Apache, sulla centrale di controllo di fuoco o in alternativa sul sistema UTA, sul missile a guida radar lancia e dimentica HELLFIRE e sul relativo lanciatore M299.
L’Apache Longbow viene usato nel ruolo di attacco e ricognizione e rappresenta lo stato dell’arte nella sua categoria, riuscendo rapidamente a individuare, classificare e ingaggiare a seconda delle priorità ogni obiettivo terrestre fisso o in movimento in condizione ognitempo.
Il sistema LONGBOW UTA verrà schierato sugli Apache Block III a partire dal 2012.
26 gen, 2009
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Il sistema laser montato sul veicolo Avenger, un humvee modificato per compiti di difesa aerea a corto raggio e armato di 4 missili Stinger (alloggiati nella torretta di destra), ha abbattuto un unmanned aerial vehicle (UAV) durante un test condotto e finanziato da Boeing per dimostrare l’effettiva utilità delle armi ad energia diretta negli attuali scenari di combattimento.
La prova, effettuata presso il complesso di White Sands, ha visto raggiungere tutte le tappe previste a partire dall’individuazione e dall’inseguimento di tre Uav bersaglio di ridotte dimensioni in volo fra montagne e deserto per poi passare all’ingaggio di uno di essi da distanza rilevante dal punto di vista operativo. E’ la prima volta che un veicolo ha impiegato un laser per abbattere un drone. Personale del programma Cruise Missile Defense Systems dell’US Army ha presenziato al test.
“Piccoli UAV armati con esplosivo o sensori di sorveglianza sono una minaccia crescente sul campo di battaglia. Il laser Avenger, a differenza dei sistemi convenzionali, può sparare un raggio laser senza rivelare la posizione del lanciatore a causa dello scarico dei missili o dei bagliori dei colpi di cannone. Come risultato il laser Avenger può abbattere le minacce rappresentate da questi UAV mantendendo le truppe al sicuro”, ha detto Gary Fitzmire, vice presidente e direttore di programma presso Boeing Directed Energy Systems.
Il test fa seguito ad una prova condotta nel 2007 nella quale il laser ha neutralizzato a terra un IED (improvised explosive device, ordigno esplosivo improvvisato) ed un UXO (unexploded ordnance, materiale inesploso).
“Abbiamo raddoppiato la potenza del laser, aggiunto capacità avanzate di acquisizione, inseguimento e puntamento, semplificato e irrobustito il progetto in meno di un anno, a sottolineare l’abilità di Boeing di rispondere rapidamente ai bisogni dei soldati”, ha aggiunto Lee Gutheinz, direttore di programma alla Boeing per i sistemi elettro-ottici e laser ad alta energia.
Boeing è in prima linea nello sviluppo di sistemi ad energia diretta per le forze armate USA, fra i quali spiccano l’ Airborne Laser, l’Advanced Tactical Laser, l’High Energy Laser Technology Demonstrator e il Tactical Relay Mirror System.
20 gen, 2009
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Asia e Pacifico |
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L’India ha testato a Pokhran, nel deserto di Rajasthan al confine con il Pakistan, il suo missile da crociera Brahmos sviluppato congiuntamente con la Russia, nella versione destinata all’esercito LACM (land-attack cruise missile). Inizialmente proclamato come un pieno successo, la Defence Research and Development Organisation ha in seguito precisato che il missile ha fallito il raggiungimento del bersaglio nella fase finale, nonostante il sistema di guida abbia mantenuto corretta la direzione generale. Il direttore del programma Sivathanu Pillai ha affermato che i tecnici indiani saranno ora impegnati nella rivalidazione del software a cui seguiranno ulteriori test di simulazione e prove di volo nel prossimo mese.
Nonostante le prevedibili tensioni con Islamabad, la previsione resta di portare da una a tre le batterie dotate del missile, e del relativo lanciatore verticale basato sul veicolo ruotato Tatra 12×12, al fine di costituire nel più breve tempo possibile il primo reggimento operativo, e nel contempo proseguire nell’integrazione del missile sui cacciatorpedinieri classe Rajput, Kolkata e in futuro sulle fregate Talwar. A bordo delle unità navali di superficie e sottomarine il BrahMos sarà alloggiato in un lanciatore universale capace di ospitare otto missili ciascuno.
Dal canto suo l’esercito spera nel medio-lungo periodo di ottenere la versione potenziata del missile equipaggiata con testata nucleare e capace di raggiungere distanze fino a 1.500 km.
Il BrahMos, che prende il nome dalle iniziali dei fiumi Brahmaputra (India) e Moskva (Russia), è un missile a propulsione razzo/ramjet a due stadi, lunghezza nove metri, diametro di 70 cm e peso di 3 tonnellate. Sviluppato dalla Brahmos Aerospace Private Limited (joint venture tra i centri di ricerca DRDO per l’India e NPOM per la Russia), si tratta di un missile versatile che può essere lanciato da navi, silos, mezzi ruotati, aerei e sottomarini ed è in grado di trasportare singole testate nucleari a 290km di distanza volando a Mach 2.8.
Le versioni sub e aero lanciate del missile proseguono lo sviluppo la cui data di completamento è ancora incerta. I primi due Su-30MKI indiani sono stati inviati in Russia per un retrofit in modo da renderli idonei al lancio del missile per il 2010.
12 dic, 2008
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AgustaWestland, una società Finmeccanica, ha avviato la produzione di serie degli elicotteri Future Lynx a seguito della conferma per il proseguimento del programma a pieno ritmo da parte del Ministero della Difesa del Regno Unito per bocca del Segretario alla Difesa John Hutton. La firma del contratto, del valore di 1.12 miliardi di euro, risale al giugno del 2006 ma è rimasto in sospeso fino ad ora per tagli dei finanziamenti che ne hanno diminuito il numero da 70 a 62.
Il Ministero della Difesa del Regno Unito ha inoltre espresso l’intenzione di firmare un contratto con AgustaWestland per l’ammodernamento di 12 elicotteri Lynx AH Mk.9 con motori più prestanti CTS800-4N (37% più potenti), attualmente in servizio con l’Esercito. I primi quattro saranno consegnati entro il 2009 mentre gli altri otto entro il 2010.
Il programma Future Lynx, che procede in linea con i tempi e i costi previsti, prevede la fornitura di 62 unità, 34 per l’Esercito e 28 per la Marina. Entrambe le versioni condividono stesso disegno, gran parte del pacchetto sensori e armamento per poter facilmente ricoprire entrambi i ruoli in caso di necessità. Le sue missioni tipiche vanno dalla ricognizione, agli attacchi antinave (ASUW-Anti-Surface Warfare) e trasporto utility. La cellula del primo elicottero si trova attualmente presso la linea di assemblaggio dello stabilimento AgustaWestland di Yeovil (Regno Unito). Le consegne inizieranno nel 2011 e gli elicotteri saranno operativi a partire dal 2014 con il British Army e dal 2015 con la Royal Navy.
Al Future Lynx partecipa anche un’altra società Finmeccanica, SELEX Galileo, responsabile di alcuni importanti equipaggiamenti per la variante dell’elicottero destinata alla Marina, quali il radar Seaspray 7000E AESA (Advanced Electronically Scanned Array) e il sistema integrato di autoprotezione (Helicopter Integrated Defensive Aids System).
Il Future Lynx, uno dei principali programmi per le Forze Armate UK, e il contratto relativo alla modernizzazione dei 12 Lynx confermano ancora una volta il successo della collaborazione tra l’azienda di Finmeccanica e il Ministero della Difesa del Regno Unito. Il programma è stato il primo progetto a essere intrapreso sotto il Strategic Partnering Arrangement siglato dall’ UK Ministry of Defence e AgustaWestland nel giugno 2006.
AgustaWestland ha anche firmato partnership con fornitori chiave del programma come Selex Galileo, GKN Aerospace, LHTEC (joint venture fra Rolls-Royce e Honeywell), General Dynamics UK, Thales UK e GE Aviation.
Il primo volo dell’elicottero avrà luogo a fine 2009.