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La Svezia ordina 15 elicotteri Black Hawk

Riferimento | Esercito | Europa |

black hawk
L’Agenzia per le Acquisizioni Militari svedese FMV ha ordinato a Sikorsky 15 elicotteri UH-60M Black Hawk, che saranno venduti alla Svezia dal Governo americano secondo procedura Foreign Military Sales. La Svezia sarà il primo paese europeo ad impiegare quest’ultima versione dell’elicottero americano, aggiornata a livello di motori ed avionica.

Le forze armate svedesi utilizzeranno l’aereo per compiti di evacuazione medica, trasporto e missioni di ricerca e soccorso. La consegna dei primi sei esemplari è prevista entro la fine del 2011 e i restanti nove nel 2012, secondo un programma di produzione accelerata rispondente ad un requisito urgente. La Svezia, membro della International Security Assistance Force (ISAF), utilizzerà gli elicotteri in Afghanistan, come gap filler in attesa dei 13 NH90 ordinati in versione utility (più altri cinque per impieghi navali).

L’elicottero UH-60M è l’ultima versione della famiglia Black Hawk, attualmente in servizio con l’US Army, e offre disponibilità per ulteriore carico utile, maggiore autonomia, avionica digitale, controllo attivo delle vibrazioni, un miglioramento delle caratteristiche di maneggevolezza e di consapevolezza situazionale rispetto al modello precedente UH-60L.

L’elicottero Black Hawk è ben noto per la sua robustezza, flessibilità e capacità di resistenza dimostrata durante più di 9 milioni di ore di volo a partire dall’entrata in servizio del primo modello nel 1978. Circa 2.700 Black Hawk sono in servizio oggi nel mondo, con la Svezia che diventerà la 26a nazione ad operare l’elicottero, la seconda in Europa dopo l’Austria che opera i modelli UH-60L. Le forze americane impiegano varie versioni di Black Hawk in Afghanistan e Iraq totalizzando ad oggi 1.2 milioni di ore di volo.

Recentemente Sikorsky ha vinto il contratto da 3.5 miliardi di dollari (2.4 miliardi di euro) per la fornitura della prima tranche di 109 elicotteri multiruolo T-70, derivati del S-70i Black Hawk, più servizi di addestramento e manutenzione, alle forze armate e di sicurezza turche.

I primi due tanker italiani KC-767A entrano in servizio

Riferimento | Aerospazio | Europa |


I primi due aerei da rifornimento in volo Boeing KC-767A realizzati per l’Aeronautica Militare Italiana, sono formalmente entrati in servizio, durante una cerimonia pubblica svoltasi alla base di Pratica di Mare, vicino a Roma, alla presenza del sottosegretario di stato alla Difesa On. Guido Crosetto, del Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Biagio Abrate ed il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Generale di Squadra Aerea Giuseppe Bernardis. L’Aeronautica Militare ha accettato la consegna dei primi due esemplari del KC-767A rispettivamente il 29 dicembre scorso e il 10 marzo. Equipaggi italiani hanno portato gli aerei dallo stabilimento Boeing di Wichita, Kansas, fino alla base di Pratica di Mare.

Il Generale Bernardis nel suo intervento ha voluto evidenziare come “questo nuovo sistema d’arma inizia oggi la sua strada nell’operatività come assetto strategico passando di fatto nelle mani del Comando della Squadra Aerea. La cerimonia odierna sottolinea un lungo percorso di intensa attività che ha visto l’Aeronautica Militare impegnata quotidianamente con le altre Forze Armate e l’industria per migliorare il programma KC-767A. Si stanno sviluppando nuove capacità addizionali del velivolo che saranno a disposizione della Difesa, quali quella di trasporto, del rifornimento in volo e con possibili sviluppi per l’evacuazione medica strategica. Tali capacità saranno interoperabili con i nostri partner ed hanno visto l’Aeronautica Militare fortemente impegnata nelle fasi di sviluppo con il contributo del suo Stato Maggiore, della Direzione di Armaereo, del Comando della Squadra Aerea, del Comando Logistico e del Reparto Sperimentale di Volo. Il KC-767A costituisce una soluzione unica ed eccezionale per la proiezione della capacità aerea, non solo per l’Italia ma per tutta la NATO”.

“Quest’evento costituisce una pietra miliare per l’Aeronautica Militare Italiana e per i partner del team internazionale di Boeing”, ha detto Scott Wuesthoff, Direttore del programma International Tanker di Boeing. “I tanker KC-767A incrementeranno significativamente la capacità militare dell’Italia nelle sue vitali missioni negli ambiti NATO e a livello regionale. Le consegne riconfermano inoltre la posizione di Boeing quale leader mondiale nella fornitura di aerei da rifornimento in volo”.

Boeing sta realizzando in tutto quattro aerei KC-767A Tanker Transport per l’Aeronautica Militare Italiana, progettati per rifornimento in volo e trasporto strategico, per sostituire la sua flotta di Boeing 707 T/T. A partire dalla loro consegna, i primi due Tanker KC-767A sono stati impegnati in missioni di rifornimento in volo con equipaggi dell’Aeronautica, rifornendo con successo una gamma di aerei dell’Arma, fra cui un Eurofighter ed un AMX.

Il velivolo KC-767A nasce dalla cellula del velivolo Boeing 767 ampiamente diffuso in ambito civile. La modifica peculiare della versione italiana incorpora tre punti di rifornimento del tipo probe and drogue e un punto di rifornimento rigido di tipo Boom, consentendo il rifornimento di tutte le tipologie di velivoli esistenti. Il velivolo può essere gestito da soli 3 membri di equipaggio per le missioni di trasporto logistico, e da 4 crew members nelle missioni di rifornimento in volo.

Le operazioni di Air to Air Refueling (AAR), vengono gestite da un operatore attraverso una postazione di controllo remoto dalla quale vengono gestiti i Receivers (velivoli che ricevono carburante), gli impianti di rifornimento ed i flussi di carburante. Il velivolo può a sua volta essere rifornito da altro tanker grazie alla dotazione di un punto di rifornimento sul dorso dell’aeroplano all’altezza del cockpit, incrementando, così, le già invidiabili capacità operative e il raggio d’azione.

Boeing e l’Aeronautica stanno lavorando insieme per l’accettazione del terzo esemplare, prevista quest’estate, e successivamente del quarto aereo. Con il ricevimento dell’ultimo esemplare l’Aeronautica affermerà la piena operatività della flotta.

L’X3 di Eurocopter raggiunge i 430 km/h

Riferimento | Aerospazio | Europa |

x3
Il dimostratore X3 sviluppato da Eurocopter (EADS) ha superato il suo obiettivo prefissato per quanto riguarda la velocità massima di 220 nodi, raggiungendo in volo livellato una velocità reale (TAS) di 232 nodi (240 km/h), sostenuta per alcuni minuti.

“I futuri elicotteri in configurazione X3 offriranno ai nostri clienti una velocità di crociera ed un’autonomia di circa il 50 per cento superiore a costi molto abbordabili” ha affermato Lutz Bertling, Presidente e CEO di Eurocopter.

“L’X3 si comporta molto bene, dimostrando notevole stabilità alle alte velocità, anche con il pilota automatico spento. Siamo molto orgogliosi di questo risultato, che deriva dall’impegno di tutti coloro che hanno lavorato al progetto”, così hanno commentato il pilota collaudatore Hervé Jammayrac e l’ingegnere di volo Daniel Semioli.

Eurocopter ha iniziato i test con l’X3 lo scorso settembre. Dopo il raggiungimento dell’obiettivo iniziale di 180 nodi di velocità (333 km/h) nel mese di novembre, con un motore ancora sottopotenziato, l’X3 ha subito un aggiornamento programmato del cambio e un controllo di sicurezza.

Da quando è ritornato in volo la settimana scorsa, l’X3 ha rapidamente dimostrato le sue performance reali, evidenziando ottime doti di salita e discesa, così come un’ottima manovrabilità, e prestazioni considerevoli in accelerazione e decelerazione. Il velivolo ibrido ha anche dimostrato ridotti livelli di vibrazioni senza l’uso di sistemi anti-vibrazione attivi o passivi, fornendo in questo senso caratteristiche di volo paragonabili a quelle degli elicotteri convenzionali attualmente in servizio.

Ad oggi le caratteristiche di manovrabilità e stabilità di base sono state validate in tutto l’inviluppo di volo del velivolo, senza la necessità di uno stabilizzatore aggiuntivo di coda.

L’X3 utilizza la cellula dell’elicottero bimotore Dauphin, con impennaggi di coda modificati, a cui sono state integrate due semiali che ospitano all’estremità due rotori secondari. Questa configurazione ibrida è in grado di offrire prestazioni paragonabili a quelle di un aereo turboelica con la capacità di stazionamento a punto fisso di un elicottero.

La gamma di utilizzi per questo tipo di velivoli comprende nelle intenzioni di Eurocopter missioni di ricerca e soccorso (SAR), pattugliamento marittimo e delle frontiere, trasporto passeggeri/VIP, collegamento con piattaforme offshore, e possibili applicazioni militari come assetto per operazioni speciali, trasporto truppe, CSAR ed evacuazione medica.

Le prove in volo dell’X3 vengono eseguite presso il Flight Test Center della DGA a Istres, in Francia. Il programma di test di volo continuerà per tutto il 2011 in modo da esplorare tutto l’inviluppo di volo dell’elicottero ibrido e valutare tutte le possibilità offerte da questa nuova tecnologia.

Video:

Esercitazioni in mare per l’Apache

Riferimento | Europa | Marina |

apache
Durante la campagna Cougar 11, una lunga serie di esercitazioni in corso nel Mediterraneo e in Medio Oriente, un Apache AH Mk.1 dell’Esercito britannico, partito dalla nave da assalto anfibio HMS Ocean al largo di Gibilterra, ha sparato con successo per la prima volta un missile Hellfire contro un bersaglio marittimo.
In totale sono stati sparati nove missili, e 550 colpi con il cannone da 30 mm, raggiungendo un tasso di successo contro il bersaglio del 100%.

Attualmente dispiegato a bordo della HMS Ocean, la più grande nave da guerra della Royal Navy attualmente in servizio, il 656° Squadron del 4° Reggimento dell’Aviazione dell’Esercito inglese ha trascorso le ultime settimane svolgendo attività di formazione intensiva, che gli consentiranno di operare con efficacia sia di giorno che di notte in ambiente marittimo.

Il Maggiore Mike Neville, che comanda il 656° Squadron, recentemente impegnato in Afghanistan, ha affermato: “Oggi abbiamo dimostrato che l’Apache può operare in maniera efficace da una nave della Royal Navy, trasportando le munizioni stivate a bordo, portando a termine la missione per poi ritornare a bordo della nave per essere rifornito. Ancora una volta il 656° Squadron è all’avanguardia nello sviluppo delle capacità di questo elicottero d’attacco. Ora siamo sulla buona strada per dimostrare la capacità d’attacco marittimo in scenari complessi”.

Il risultato acquisito è un passo significativo nel processo di integrazione degli Apache nell’ambiente marittimo, sia in termini di procedure operative che di comprensione degli aspetti peculiari di questo nuovo scenario da parte del personale dell’Esercito, ed un passo molto importante nello sviluppo delle capacità anfibie del Regno Unito, che privo ora degli Harrier, deve quindi rimodulare le proprie capacità di proiezione di forza dal mare con gli assetti attualmente a disposizione.

Oltre che per contrastare minacce come piccole imbarcazioni veloci ed effettuare sorveglianza armata, impiego per cui è maggiormente adatto l’AW159 Lynx Wildcat, l’Apache potrà fornire valido supporto come appoggio alle forze da sbarco partendo dal mare, impiego simile a quello dell’AH-1Z Viper dell’USMC.

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