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Selex Comms: Sistemi di comunicazione per gli Eurofighter della Tranche 3A

Riferimento | Aerospazio | Europa |

eurofighter
SELEX Communications, una società Finmeccanica, ha firmato contratti per un valore complessivo di oltre 25 milioni di euro per la Tranche 3A del programma Eurofighter Typhoon; gli ordini riguardano sistemi di comunicazione che saranno realizzati presso gli stabilimenti italiani di SELEX Communications e consegnati partire dal 2012.

Il coinvolgimento dell’azienda nella Tranche 3A del programma Eurofighter e’ pari a circa 80 milioni di euro, valore che sara’ raggiunto grazie a contratti la cui firma e’ prevista nei prossimi mesi.
SELEX Communications gioca un ruolo fondamentale nei sistemi di Comunicazione, Navigazione e Identificazione (CNI) per i velivoli delle quattro nazioni partner (Germania, Regno Unito, Italia e Spagna) e per i Typhoon austriaci e sauditi. Gli equipaggiamenti forniti includono: l’interrogatore e il trasponditore IFF (Identification Friend or Foe); il ricevitore MMR (Multi-Mode Receiver); il sistema di navigazione DME-P (Distance Measuring Equipment – Precision); l’unita’ CSMU (Crash Survivable Memory Unit) per la registrazione e il recupero dei dati di volo e la MIU (MIDS Interface Unit).
L’azienda di Finmeccanica è inoltre coinvolta nella fornitura della CAMU (Communication Audio Management Units) e del ricetrasmettitore V/UHF.

Insieme a EADS, Indra e Thales, SELEX Communications e’ azionista di Euromids, la società che produce e fornisce a NETMA il terminale MIDS LVT (Multifunctional Interface Distribution System Low Volume Terminal), di cui realizza alcuni moduli ed e’ responsabile dell’integrazione finale. SELEX Communications, attraverso la sua controllata Sirio Panel, progetta e fornisce la maggior parte della strumentazione del cockpit del Typhoon. I pannelli di controllo, sistemi di illuminazione, tastiere multifunzione e display di Sirio Panel rappresentano lo stato dell’arte nel campo dei sistemi per l’interfaccia uomo-macchina.

(Selex Communications)

Il cacciatorpediniere Forbin entra in servizio attivo

Riferimento | Europa | Marina |


La Marine Nationale ha ufficialmente accettato il cacciatorpediniere Forbin (D620), classe Orizzonte, per compiti di servizio attivo in coincidenza con il raggiungimento della sua piena capacità operativa. Inizia così il “ciclo di vita” dell’unità frutto della cooperazione franco-italiana in ambito navale.

“Il prodotto consegnato alla Marina è la somma di vari programmi e operazioni che sono state coordinate per raggiungere una nave pienamente operativa”, ha detto Lionel Morin, direttore dei programmi Horizon/FREMM alla DGA.
Oltre il sistema di combattimento primario PAAMS (Principal Anti-Air Missile System), recentemente collaudato a bordo della Type 45 HMS Dauntless e verificato con successo sulle navi italiane e francesi, l’unità integra diversi altri sistemi vitali per il successo del programma. “Da la coerenza globale di questi programmi dipende l’efficacia della nave. L’ammissione al servizio attivo certifica tutte queste capacità operative e attesta che i lavori della DGA sono stati completati”, ha aggiunto Morin.

Per le sue caratteristiche tecnologiche, la nuova generazione di caccia Orizzonte è in grado di svolgere un ampio spettro di missioni. Come le gemelle italiane Andrea Doria e Caio Duilio, il Forbin è una nave multiruolo dotata di armamento idoneo a fronteggiare tutte le minacce aeree, di superficie e subacquee. Il suo compito principale è la difesa aerea di un gruppo navale costruito attorno a una unità maggiore come la portaerei Charles de Gaulle, o la Mistral in missioni di proiezione di forza. Questa unità può anche svolgere missioni di messa in sicurezza dell’area, di coordinamento e comando delle operazioni aeree, e partecipare in azioni di combattimento ad alta intensità in aree di crisi.

Da parte sua, la DGA rimarrà coinvolta in tutto il ciclo di vita della nave fino al suo smantellamento, intervenendo ad esempio nel caso di modernizzazione e aggiornamento dell’unità. La seconda nave della classe, il Chevalier Paul, ricevuta dalla Marina nel dicembre 2009, entrerà in servizio attivo a fine 2011.

Il programma Orizzonte rappresenta uno fra i più importanti casi in ambito europeo in materia di cooperazione navale tra due Marine, le quali sono riuscite a far convergere i loro requisiti operativi e gli interessi industriali dei due paesi nella realizzazione di 4 unità che rappresenteranno la base della componente d’altura della Marina Militare Italiana e della Marine Nationale. Il consorzio incaricato della gestione del programma è HORIZON SAS, partecipato pariteticamente da Orizzonte Sistemi Navali (Joint Venture fra Fincantieri e Finmeccanica) e DCNS.

Le navi hanno un dislocamento a pieno carico di 7.050 tonnellate, una lunghezza di circa 153 metri, una larghezza di 20 metri e potranno raggiungere una velocità massima di 29 nodi. Disporranno di sistemi di scoperta e d’arma di alto livello tecnologico, la cui concezione deriva da collaborazioni internazionali di particolare rilevanza, come il programma Paams per il sistema missilistico antiaereo a medio raggio e quello Slat per la difesa antisiluro.

SMX-25 e Advansea: Le novità DCNS a Euronaval 2010

Riferimento | Europa | Marina |

SMX-25

Con questo concept DCNS rinnova il concetto di sommergibile definendo un’unità in grado di portarsi velocemente in zona d’operazioni per condurre missioni che richiederebbero, a seconda della necessità, la presenza di una fregata o di un sottomarino, per lotta ASuW, ASW, attacco in profondità, protezione aerea.
Compito primario è la ricognizione e la neutralizzazione delle minacce che potrebbero impedire la riuscita di una missione di proiezione di forza o assalto anfibio.

Nell’innovativa modalità operativa semi-sommersa (in cui solo la parte superiore dell’unità emerge), lo SMX-25 può azionare una serie di sensori (tra cui il radar di sorveglianza aerea) e lanciare verticalmente un inventario d’armi identico a quello di una normale nave di superficie (16 fra missili anti-nave, da crociera per attacchi in territorio nemico, anti-aerei per autodifesa), il tutto rilasciando una firma radar estremamente ridotta. Può anche rilasciare un UAV (Unmanned Aerial Vehicle) per raccogliere informazioni di intelligence circa obiettivi a terra o in superficie.

In modalità sommersa lo SMX-25 svolge la missione di un sottomarino convenzionale, sebbene con capacità ridotte relativamente al numero di siluri pesanti imbarcabili (4), con tutti i mezzi di occultamento (grazie alle sue caratteristiche stealth), scoperta e inseguimento dei bersagli propri del ruolo. Dispone di 4 tubi lanciasiluri e può rilasciare UUV (Unmanned Undersea Vehicles) per aumentare la consapevolezza situazionale in zone ostili potenzialmente minate.

Il progetto SMX-25 prevede un’unità lunga 109 metri, che può viaggiare in superficie ad una velocità di 38 nodi (10 in immersione), con un dislocamento di 2.850 tonnellate (4.560 in immersione), grazie a un sistema di propulsione ibrido basato su motori diesel, tre turbine a gas e tre waterjet per poi passare, una volta in teatro d’operazione, alla spinta fornita da due eliche spinte da motori elettrici installate su due pod retraibili.

L’autonomia è di 30 giorni con un equipaggio a bordo di 27 uomini con possibilità di trasportare una decina di membri delle forze speciali.

Advansea

AdvanSea (ADVanced All-electric Networked ship for SEA dominance), è un interessante concept di fregata completamente elettrica (con riguardo sia alla propulsione che all’armamento di bordo), lunga 120 metri con un dislocamento di 4.000 tonnellate e velocità di punta di 28 nodi.

La nave integra tre innovazioni tecnologiche. La prima è l’abbinamento di superconduttori* ai due motori elettrici per risparmiare energia, peso e spazio offrendo allo stesso tempo una potenza ottimale (circa 10 MW ciascuno) per le diverse utenze interessate (*la superconduttività è un fenomeno che si presenta in alcuni materiali portati a bassissima temperatura, coincidente con la totale mancanza di resistività elettrica). La seconda novità riguarda lo sviluppo di nuovi sistemi di immagazzinamento dell’energia, in grado poi di rilasciarla istantaneamente a seconda delle necessità, mentre la terza consiste nella possibilità di pilotare in tempo reale il flusso di energia verso alcune utenze selezionate grazie alla convergenza tecnica sia dei sistemi di combattimento che di quelli della piattaforma, ottenendo un risparmio complessivo nei consumi elettrici della nave.

L’obiettivo è quello di costruire una fregata dotata dei mezzi per affrontare efficacemente le crisi regionali ad alto livello di intensità, equipaggiata con dei sistemi che offrano una migliore capacità di individuazione delle minacce, una maggiore reattività della risposta, e in grado di rispondere in modo graduale o letale contro gli obiettivi tracciati, con maggiori livelli di sicurezza per l’equipaggio e nessuna dipendenza dai carburanti fossili.

L’armamento in particolare si basa su armi laser, missili alloggiati in lanciatori completamente integrati nello scafo e un cannone elettrico per il lancio di proietti a lunghissima distanza. I laser hanno un livello di letalità variabile grazie alla variazione dell’intensità del fascio, mentre il cannone elettrico, in sviluppo anche negli USA, garantirebbe una maggiore economia d’esercizio rispetto ai normali missili da crociera per distruggere obiettivi a terra.

La nave ospita una piattaforma multi-sensore (dove sono alloggiati il radar multifunzione a facce piane, sistemi di comunicazione e guerra elettronica) integrata nella sovrastruttura (similarmente ai cacciatorpedinieri Zumwalt) per migliorare le prestazioni operative e per una maggiore stealthness, e due ponti di volo, uno di poppa e uno sopra l’hangar, per operare, rispettivamente un elicottero della classe dell’NH90 e una serie di UAV trasportati in sede da un ascensore dedicato.
La rampa posteriore è attrezzata per il lancio di barche veloci o USV (Unmanned Surface Vehicles).

DCNS stima in 15/18 anni il tempo di maturazione delle tecnologie e dei materiali adatti alla costruzione di questo prototipo.

DCNS cederà la Gowind per tre anni alla Marina francese

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gowind
Secondo l’accordo firmato a Euronaval 2010 fra il ministero della difesa francese e DCNS, la società con sede a Parigi renderà disponibile il pattugliatore OPV (Offshore Patrol Vessel), finanziato con fondi propri, alla Marine Nationale per tre anni con lo scopo di ottenere una certificazione operativa utilizzabile a fini di marketing sul mercato internazionale. La Marina sarà così in grado di dimostrare le capacità operative della nuova nave in operazioni reali. Infatti una delle chiavi per aggiudicarsi contratti nel settore è offire soluzioni “provate” e a basso rischio in grado di mettere al riparo i clienti da possibili aumenti dei costi d’acquisizione.

L’unità, la cui costruzione avverrà presso i cantieri di Lorient, è progettata per una vasta gamma di missioni quali sorveglianza anti-pirateria, anti-terrorismo, controllo delle aree di pesca e piattaforme petrolifere, interdizione ai traffici di droga, protezione ambientale, assistenza umanitaria, ricerca e salvataggio in mare, e sicurezza marittima.

La nave oggetto dell’accordo è la versione entry-level della famiglia Gowind (denominata Sovereignity Enforcer), quella da 1.000 tonnellate di dislocamento. Con una lunghezza complessiva di 87 metri, questa variante di OPV Gowind ha un’autonomia in acque blu di tre settimane, o 15.000 km, e una velocità massima di 21 nodi; per operare ha bisogno di un equipaggio ridotto di 30 persone con possibilità di ospitarne altre 30.

Tutte e quattro le navi della famiglia (Sovereignity Enforcer, High Seas Master, Deterrent Warrior, Multi-Mission Combatant) presentano un ponte di comando panoramico (a 360°), sistema di gestione di combattimento SETIS, cannone Oto-Melara 76/62 SR, torrette remote per difesa ravvicinata contro attacchi asimmetrici, capacità di ospitare un elicottero della classe 9-10 tonnellate (come l’NH90), o un UAV (unmanned aerial vehicle) a decollo verticale, 2 gommoni per operazioni speciali (o due USV – unmanned surface vehicles) schierabili in mare in 5 minuti dalla zona coperta di poppa.

Le altre navi della serie possono essere equipaggiate con una gamma di sistemi d’arma a seconda dei loro profili di missione. La top di gamma (la Multi-Mission Combatant), lunga 105 metri, arriva ad una configurazione da fregata, e ha un dislocamento di 2.500 tonnellate, con velocità massima di 27 nodi; presenta a bordo una suite completa ASW (anti-submarine warfare), 16 celle verticali per missili Aster 15, o VL Mica per difesa antiaerea, o missili Exocet MM40 per attacco antinave.

DCNS utilizzerà il programma Gowind OPV per rivedere i propri metodi progettuali e di produzione per aumentare l’efficienza e ridurre i tempi di lavorazione. La nave sarà costruita da un team dedicato di circa 80 persone che avranno mano libera nell’applicazione di idee innovative. L’obiettivo è quello di costruire la nave in tempi record, meno di 20 mesi dal taglio della prima lamiera alla consegna al cliente nell’autunno del 2011.

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