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Inizio della consegna dei caschi HMSS ai partner Eurofighter

Riferimento | Aerospazio |Europa |


A luglio le aeronautiche tedesca, italiana, inglese e spagnola hanno cominciato a prendere in consegna l’Helmet Mounted Simbology System (HMSS) che costituirà un componente chiave dell’Eurofighter Typhoon. L’HMSS migliora la rappresentazione della situazione tattica per i piloti Eurofighter, fornendo direttamente sul visore HEA (Helmet Equipment Assembly) informazioni di navigazione, parametri di volo, stato delle armi e opzioni di puntamento, consentendo così al pilota di avere le informazioni sempre nel suo campo visivo.

Il sistema di sensori HMSS, sviluppato e prodotto da BAE Systems, fornisce al pilota Eurofighter significativi vantaggi operativi, riducendo il carico di lavoro e aumentando la prontezza di reazione in situazioni di combattimento. Il fatto di poter rimanere fissi sull’obiettivo, senza il bisogno di compiere operazioni sulla strumentazione del cockpit, è particolarmente utile negli ingaggi di bersagli fuori asse con missili quali l’IRIS-T e l’ASRAAM, che ora possono essere impiegati senza la necessità di porre l’aereo sulllo stesso asse del bersaglio.

Oltre alle caratteristiche di sicurezza e le funzioni di comunicazione come il riconoscimento vocale dei comandi, l’HMSS si interfaccia con i sistemi di navigazione (in modo da poter essere impiegato efficacemente in tutto l’inviluppo di volo dell’aereo con accelerazioni fino a 9 g, in ogni condizione meteorologica, notte/giorno) e la sensoristica di bordo per missioni aria-aria e di attacco al suolo, con quest’ultime che subiranno un ampliamento il prossimo anno col pacchetto di aggiornamenti programmato.

L’HMSS è in fibra di carbonio e ha un peso al di sotto dei 2 kg; contiene un casco interno modellato su ciascun pilota innestato nella struttura principale. Questo disegno permette sia il comfort personale che la diminuzione dei costi.

L’Eurofighter Typhoon è uno dei più avanzati velivoli da difesa aerea di nuova generazione disponibile oggi sul mercato ed è stato ordinato da sei nazioni (Germania, Italia, Spagna, Gran Bretagna, Austria e dall’Arabia Saudita).

SELEX Galileo partecipa alla creazione di un Tornado Training Centre a Ghedi

Riferimento | Aerospazio |Europa |


SELEX Galileo, società di Finmeccanica, ha concluso l’attività di trasferimento ed allineamento del primo dei due simulatori di addestramento dei velivoli Tornado presso la base di Ghedi. SELEX Galileo ha messo in atto un complesso piano di interventi che comprende ristrutturazioni, trasferimenti ed adeguamenti delle basi di Gioia del Colle e Ghedi e degli strumenti di training dell’Aeronautica Militare. Le attività hanno comportato il trasferimento del simulatore Tornado Gioia del Colle a Ghedi, l’adeguamento della struttura esistente presso la base con la costruzione di una nuova infrastruttura ed altre attività accessorie ed impiantistiche per ospitare il simulatore aggiornato E-OFTS (Enhanced Operational Flight Trainer Simulator).

Il simulatore del Tornado E-OFTS ora può vantare un nuovo display a “Cupola” con un campo visivo aumentato a 270°x130°, oltre ad altri aggiornamenti di configurazione (RET6 e “armamento intelligente”) che hanno contribuito ad incrementare le capacità di training operativo degli equipaggi.
Con questi miglioramenti, il simulatore Tornado entra pienamente e completamente nella categoria “Full Mission Simulator” e come tale offre la massima copertura in termini di funzionalità mirata all’addestramento di pilota e navigatore. Inoltre, per la sua estrema modularità e versatilità, il simulatore può essere utilizzato in ogni fase della missione assegnata ai reparti per effettuare missioni operative/addestrative sia sul territorio nazionale che su qualsiasi altro teatro operativo.

Recentemente il 6° Stormo della base di Ghedi ha brillantemente superato le prove di valutazione per la prontezza operativa “TacEval” della NATO. Ciò è stato possibile anche grazie all’intenso lavoro di preparazione del personale sul Simulatore Tornado in configurazione E-OFTS.

(Selex Galileo)

Contratto di studio per rafforzare l’industria aerospaziale europea della Difesa

Riferimento | Europa |Industria |


In occasione del Farnborough International Air Show 2010, la European Defence Agency (EDA) e SAAB, in rappresentanza di gran parte dell’industria militare aerospaziale dell’UE, hanno firmato un contratto per il lancio di un piano strategico per contribuire a salvaguardare la capacità dell’Europa di fornire autonomamente soluzioni aerospaziali competitive al fine di soddisfare gli obiettivi del programma di Sicurezza Comune e della Politica di Difesa (CSDP) europea, con scadenza temporale fissata per il 2035.

Il programma mira a implementare gradualmente un piano per rafforzare e rendere più competitiva l’industria europea del settore aerospaziale, conservando le proprie capacità di costruire sistemi complessi.
Il piano si articola su quattro livelli: Acquisire una visione comune condivisa della situazione attuale del settore e delle sue sfide future, individuare i punti di forza e debolezza, fornire una tabella di marcia e un piano di attuazione individuando le misure prioritarie da adottare per potenziare l’industria, individuare programmi pilota in materia di unmanned aircraft systems e nel campo elicotteristico.

Il Direttore Esecutivo dell’EDA, Alexander Weis, ha sottolineato come l’industria aerospaziale militare europea rappresenti oltre il 55% della base tecnologica e industriale nel settore Difesa dell’Europa, e impieghi direttamente più di 200.000 persone, oltre a essere fondamentale per le future esigenze militari degli stati membri, ma sarà difficile sostenerla nel lungo periodo senza un’azione di trasformazione e nuove modalità di business.

Ricordando che il Trattato di Lisbona ha definito un importante ruolo dell’Agenzia nell’”individuare e attuare qualsiasi misura utile per potenziare la base industriale e tecnologica e migliorare l’efficacia delle spese militari”, Weis ha osservato che il contratto “contribuirebbe a creare un approccio europeo per il settore aerospaziale, riconoscendo che si tratta di qualcosa di più di una serie variegata di capacità nazionali, e che la collaborazione europea deve essere una parte importante del settore in futuro”.

EDA è impegnata in un dialogo con le parti interessate sulle politiche di collaborazione, piani e programmi che potrebbero aiutare i decisori europei per salvaguardare la capacità dell’industria europea di reagire in modo competitivo alle future esigenze di capacità militari.

Lo studio, noto come “The future of the European military aerospace Defence Technological Industrial Base (DTIB) – MilAerospace 2035+”, abbreviato in FAS4Europe, avrà durata annuale e si concentrerà su una serie di workshop con la partecipazione dei diversi attori al fine di definire una roadmap per arrivare a stabilire i futuri requisiti comuni e le modalità di collaborazione nella realizzazione di un Future Air System (FAS).

Saab, attraverso la rete ASD (Aerospace and Defence Industries Association of Europe), ha risposto alla richiesta dell’EDA emessa ad aprile, ricevendo un contratto annuale da 400.000 euro.
Le industrie coinvolte sono:

Saab (società guida e primo contraente)
Alenia Aeronatica
L’Associazione dei costruttori aeronautici della Repubblica Ceca (ALV ČR)
ASG Luftfahrttechnik und Sensorik GmbH
BAE Systems
Dassault Aviation
EADS CASA
EADS Deutschland
ESD-Partners
Hellenic Aerospace Industry
Patria Aviation
SELEX Galileo
Thales
AgustaWestland
Avio
ITP
MTU Aero Engines
Safran
Volvo Aero
Aerospace and Defence Industries Association of Europe (ASD)
DA Design
Diehl Aerospace
Equipment Industrial Management Group (EqIMG)
GMV-SKYSOFT
Intracom Defense Electronics

Il Governo Italiano taglia la tranche 3B di 25 Eurofighter Typhoon

Riferimento | Aerospazio |Europa |Industria |

eurofighter
Il Ministro della Difesa Ignazio la Russa nel corso di una conferenza stampa al salone aerospaziale di Farnborough ha confermato la cancellazione dell’intera tranche 3B per un totale di 25 caccia Eurofighter Typhoon vittime dei tagli alla Difesa. Il ministro ribadisce la conferma delle 6 fregate Fremm attualmente in costruzione, mentre l’ordine di ulteriori 4 unità potrebbe avvenire solo se arrivasse la certezza di un cliente internazionale a cui girarle, come il Brasile. Per quanto riguarda l’F-35 JSF il ministro si è mostrato cauto in relazione alla definizione delle necessità per marina e aeronautica, fissate a 131 velivoli.

L’Italia si ferma quindi a 96 velivoli Typhoon, invece del 121 programmati dal contratto ombrello del 1998 che prevedeva un totale di 620 aerei destinati ai paesi coinvolti nella loro realizzazione. Come da accordi fra la NATO Eurofighter Tornado Management Agency (NETMA) e le nazioni partner del programma, Inghilterra, Italia, Spagna e Germania, la terza tranche di acquisizione era stata divisa in due lotti, 3A e 3B, in modo da rendere più agevole un accordo fra le parti e i diversi interessi economici coinvolti. Secondo i piani previsti dal contratto del luglio 2009 la Gran Bretagna acquisirà con la T3A complessivamente 40 aerei, la Germania 31, l’Italia 21 e la Spagna 20. La T3B era in previsione di 124 aerei, ma la rinuncia dell’Italia potrebbe indurre anche gli altri paesi a ritrattare per fronteggiare le difficoltà economiche interne sempre più pressanti. Il risparmio per l’Italia consisterebbe in circa 2 miliardi di euro, ma al calcolo vanno sottratte le pesanti penali e le ricadute negative per l’industria e i posti di lavoro, giacchè la programmazione della produzione non arriverà al preventivato 2017, senza nuovi ordini.

Per ora continua il programma di sviluppo del radar AESA sviluppato da Euroradar, società guidata da SELEX Galileo con la partecipazione di EADS Defence Electronics e Indra, di cui è prevista l’entrata in servizio nel 2015 in seguito all’accordo trovato dal consorzio con Eurofighter GmbH, misura che rende più appetibile l’aereo sul mercato export.

L’Eurofighter Typhoon, sviluppato da EADS Deutschland, EADS CASA, BAE Systems e Alenia Aeronautica, rappresenta per l’industria aerospaziale europea una grande spinta tecnologica e occupazionale. Il programma assicura 100.000 posti di lavoro, di cui 24.000 in Italia, in 400 diverse aziende in Europa.

L’Eurofighter Typhoon è stato adottato delle aeronautiche militari di Regno Unito, Germania, Italia, Spagna, Arabia Saudita e Austria.

Il Gruppo Finmeccanica partecipa al programma Eurofighter con una quota industriale all’incirca del 36% (esclusa la parte motoristica), svolgendo un importante ruolo nella definizione, progettazione, sviluppo e produzione del velivolo per la parte aerostrutturale, di integrazione dei sistemi e per l’avionica. La quota di Finmeccanica nell’elettronica di bordo del Typhoon è superiore al 60%.

Aeronautica Militare Italiana Afghanistan AgustaWestland Airbus Military Alenia Aermacchi Alenia Aeronautica BAE Systems Boeing DCNS Difesa Antimissile EADS ESA Eurocopter Eurofighter Typhoon F-35 Lightning II JSF Fincantieri Finmeccanica General Dynamics Gripen India Italia KC-45 KC-767 KC-X L3 LCS Lockheed Martin M346 Marina Militare Italiana Marine Nationale MBDA Network Centric Warfare Northrop Grumman Raytheon Royal Air Force Royal Navy Russia Saab Selex Galileo Sukhoi Telespazio Thales Thales Alenia Space UAV/UAS United Technologies

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