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Eurocopter svela il prototipo X3

Riferimento | Aerospazio | Europa |


Eurocopter ha iniziato i test di volo del dimostratore X3, o H3 (elicottero ibrido ad alta velocità, lunga autonomia), come risposta agli sforzi profusi da Sikorsky con il suo concept X2. Il velivolo è dotato di due motori turboalbero che azionano il rotore principale a 5 pale e le due eliche poste sulle semiali. Secondo il costruttore la velocità massima raggiungibile supera i 220 nodi.

L’intenzione, comune a tutti i velivoli ibridi nel settore elicotteristico, è unire le prestazioni tipiche del turboelica con la capacità di stazionare a punto fisso, per missioni che possono essere SAR (search and rescue), sicurezza marittima, pattugliamento e trasporto passeggeri/VIP.

Il prototipo, che per ridurre i costi utilizza componenti provenienti dagli altri elicotteri della famiglia Eurocopter, è ideato per le applicazioni dove i costi operativi, la durata del volo e il successo della missione dipendono direttamente dalla velocità massima di crociera.

L’elicottero potrebbe essere impiegato in ruoli militari come assetto per il dispiegamento e il recupero di forze speciali, trasporto truppe, combat-SAR ed evacuazione medica.
Tuttavia l’attuale configurazione creerebbe molti problemi di accessibilità e di sicurezza, specie in missioni SAR, e limiterebbe l’azione dei sistemi di autodifesa, condizioni che hanno escluso il convertiplano V-22 Osprey dall’essere impiegato in questi ruoli.

“Il team Eurocopter ha portato questo elicottero ibrido dal progetto su carta al primo volo in meno di tre anni, il che dimostra l’abilità, la capacità e dedizione nel definire il futuro dei velivoli ad ala rotante”, ha detto Lutz Bertling, Presidente e CEO di Eurocopter.

Il primo volo del dimostratore X3 è avvenuto il 6 settembre nel sud della Francia, presso il Centro di Istres dell’agenzia francese per le acquisizioni militari DGA. I test iniziali continueranno fino a dicembre con potenza ridotta, aprendo gradualmente l’inviluppo di volo a velocità di circa 180 nodi. Dopo una pausa di tre mesi per previsti aggiornamenti tecnici, i voli dell’X3 riprenderanno a marzo 2011 con l’obiettivo di raggiungere una velocità di crociera superiore ai 220 nodi.

Colloqui Italia-Russia sulla sicurezza marittima

Riferimento | Europa | Marina |

Il 20 e 21 settembre si è svolto a Mosca la riunione bilaterale di staff tra la Marina della Federazione Russa e la Marina Militare previsto dall’ “Accordo per la prevenzione degli incidenti in mare”.

Nel corso dell’incontro, giunto alla sua 16 edizione, le delegazioni dei due Paesi hanno discusso sugli sviluppi futuri dell’accordo, valorizzando la sua applicazione anche alla luce degli esiti della recente esercitazione bilaterale, IONIEX 2010, che ha visto impegnate nel golfo di Taranto la fregata Ladny e il rimorchiatore d’altura Shakhter della Flotta del Mar Nero e le fregate italiane Aliseo e Artigliere.

Nell’ambito dei lavori della riunione sono state inoltre trattate diverse ipotesi di collaborazione volte a incrementare il consolidamento della reciproca conoscenza tra le due Marine e l’interoperabilità in diversi settori di comune interesse tra le due Marine, quale la Sorveglianza e la Sicurezza Marittima.

(MMI)

La Marina collauda l’elicottero AW139

Riferimento | Europa | Marina |


Le navi Sirio, Orione e Bettica, appartenenti al Comando delle Forze da Pattugliamento per la Sorveglianza e la Difesa Costiera (COMFORPAT), sono le unità designate per le attività di collaudo del velivolo AW139 dell’AgustaWestland.

La prima unità a prendere “confidenza” con l’elicottero, utilizzato per la prima volta in operazioni navali, è stata nave Sirio, conducendo operazioni di appontaggio, decollo e rizzaggio (bloccaggio del velivolo, per mezzo di cime o catene, atto a scongiurarne movimenti durante la navigazione).

Dopo le prove per verificare le interferenze radio radar con gli apparati dell’ AW139, il team dei piloti collaudatori ha perfezionato il trasferimento su nave Orione dove continueranno i test di collaudo, i quali proseguiranno su nave Comandante Bettica.

(MMI)

Gli Eurofighter inglesi tornano operativi, quelli tedeschi e spagnoli rimangono a terra

Riferimento | Aerospazio | Europa |


La flotta di 54 Typhoon della RAF è tornata completamente operativa dopo essere stata messa una settimana a terra a scopo cautelare, in seguito alla perdita, il 24 agosto scorso, di un pilota saudita a bordo di un eurofighter spagnolo durante un volo di addestramento. Questa misura ha escluso comunque i velivoli assegnati a compiti di QRA (Quick Reaction Alert) sul territorio britannico.

Il pilota dell’aeronautica saudita, che si trovava alla base aerea di Morón, in Spagna, in seguito all’accordo connesso all’acquisto di 72 Eurofighter Typhoon da parte del paese mediorientale, è deceduto a causa del malfunzionamento del sistema di imbracature connesse al paracadute del seggiolino eiettabile Martin-Baker Mk16A. L’istruttore è invece riuscito a salvarsi riportando solo lievi ferite.

Una simulazione al computer ha mostrato che il seggiolino eiettabile potrebbe non funzionare correttamente. In caso di espulsione di emergenza si potrebbe inavvertitamente aprire la serratura della cintura di sicurezza principale.

L’aeronautica inglese ha compiuto una modifica urgente al seggiolino sviluppato nei primi anni ’90, mentre misure analoghe verranno adottate da tutti i paesi utilizzatori dell’aereo.

Per ora la Germania ha messo a terra i propri 55 Typhoon rimettendo in linea per compiti QRA l’ F-4F Phantom II che sta via via sostituendo.
Stessa misura adottata dalla Spagna fino a che non giungerà il via libera della Comisión de Investigación Técnica de Accidentes de Aeronaves Militares (CITAAM). L’Austria ha invece iniziato di nuovo le attività di addestramento sull’aereo, interrotte mercoledì scorso, effettuando un semplice aggiornamento manuale di alcuni componenti del seggiolino, unito ad una revisione del manuale e del programma di formazione per i piloti.
Per quanto riguarda l’Italia gli Efa svolgono per ora normale attività QRA mentre si procede ad una graduale revisione di tutti i seggiolini.

Finora solo due Eurofighter sono precipitati da quando il velivolo ha effettuato il volo inaugurale. Il primo incidente si è verificato nel 2002, con l’esemplare di prova DA6, sempre in Spagna, e sempre coinvolto un velivolo biposto. In quel caso i piloti sono riusciti ad eiettarsi senza problemi.
Incidenti meno gravi sono occorsi nel 2006 e nel 2008. Coinvolti due Typhoon della RAF: il primo è atterrato di muso a causa di un’avaria al carrello anteriore, nel secondo caso il pilota è atterrato con il carrello completamente retratto presso il poligono della US Navy di China Lake, riuscendo comunque a salvare il velivolo.
Ad aprile di quest’anno un Eurofighter austriaco ha avuto problemi con l’impianto frenante, e il pilota è dovuto ricorrere sia al paracadute di frenata, che al gancio d’arresto di sicurezza situato in coda che ha afferrato il cavo a fine pista.

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