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Impostata la terza FREMM

Riferimento | Europa | Marina |


Il 14 settembre nello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso (Sestri Levante – Genova) si è svolta la cerimonia di impostazione della terza unità FREMM (Fregate Europee Multi-Missione) per la Marina Militare Italiana. Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti della Marina appartenenti all’Ufficio Allestimento e Collaudo Nuove Navi di La Spezia e dell’ Ufficio Tecnico Navale di Genova.

Le Fremm già finanziate e in fase di costruzione sono sei, con un programma di lavoro che terminerà nel 2013. L’ultima tranche composta da 4 navi è in dubbio e si specula sulla loro possibile costruzione per poi rivenderle a clienti dell’area del mediterraneo, o a paesi quali India e Brasile. Proposte industriali in questo senso sono già state fatte al paese sudamericano, che ha manifestato però l’intenzione di assemblare in loco le navi piuttosto di acquistare direttamente il prodotto finito, creando quindi allarme fra i sindacati per la possibile perdita di posti di lavoro in Italia.
Per la MMI il non completamento del programma comporterebbe gravi ripercussioni sulla sua capacità operativa per i prossimi decenni.

La prima e la seconda unità della classe FREMM sono in avanzato stato di allestimento. Lo scafo della prima unità “General Purpose” è sulla platea dello stabilimento e il suo varo e relative prove in mare sono previste per aprile 2011, mentre le due sezioni della seconda unità sono in attesa di essere saldate insieme.

Contratto per l’integrazione del missile Meteor a bordo del Gripen

Riferimento | Aerospazio | Europa |


Saab e FMV (l’agenzia svedese per le acquisizioni militari) hanno firmato un contratto quadriennale da 34 milioni di euro per l’integrazione del missile BVRAAM (beyond-visual-range air-to-air missile) di MBDA Meteor a bordo dei Gripen C/D, una via per rendere ancora più appetibile il caccia sul mercato export. L’integrazione avverrà sia a livello sensoristico con l’avionica di bordo che a livello di comunicazioni grazie al datalink bidirezionale di cui è dotato il missile. Il Gripen a partire dal 2006 è stato la piattaforma prescelta di lancio per le prove di fuoco del sistema d’arma europeo al fine di testare le performance complessive e i vari sottosistemi di propulsione, controllo e comunicazione. Ora con la completa integrazione del Meteor l’aereo si appresta a diventare il primo caccia in grado di utilizzare in combattimento il nuovo missile, prima di piattaforme designate come l’Eurofighter Typhoon, che potrebbe montarlo a partire dal 2014.
Attualmente i Gripen sono equipaggiati con l’equivalente americano AIM-120 Advanced Medium-Range Air-to-Air Missiles (AMRAAM) di Raytheon.

Il missile aria-aria a medio e lungo raggio Meteor, propulso da uno statoreattore a combustibile solido, ha una portata di olte 100 Km con velocità di punta di Mach 4 e testata a frammentazione; dispone di un sensore radar attivo che utilizza le tecnologie migliorate provenienti dai programmi Aster e Mica, ed è resistente alle contromisure elettroniche attive e passive del nemico; la comunicazione bidirezionale assicura l’invio e la ricezione di aggiornamenti in volo sui bersagli, compresi dati inviati da terze parti. Il missile è stato ordinato da Francia, Germania, Italia, Spagna, Svezia e Inghilterra per equipaggiare i Typhoon, i Dassault Rafale, i Gripen e in futuro l’F-35 nelle rispettive aeronautiche.

L’Italia intende acquisire 400 missili (da montare sugli Eurofighter), pari al 18% circa della produzione totale prevista. La quota di partecipazione dell’Italia è stimata in 123 milioni di euro per la fase di sviluppo e in 390 milioni di euro per la fase di industrializzazione e di produzione. Il completamento del programma è previsto per il 2013 da parte del prime contractor MBDA.

Il Meteor è stato progettato per sconfiggere le minacce aeree presenti e future che si trovano oltre la portata visiva, con prestazioni in termini di velocità e agilità in grado di aumentare significativamente le capacità di combattimento dell’aereo lanciatore. Il motore ramjet, con portata regolabile, permette al Meteor di mantenersi costantemente ad alta velocità fino al raggiungimento del bersaglio, capacità che rende ardua qualsiasi manovra di fuga. Il Meteor ha la più grande No Escape Zone (la distanza alla quale il bersaglio non può più evitare il missile) di qualsiasi altra arma aria-aria, fornendo un vantaggio tattico al pilota che può lanciare da distanza di sicurezza con un ottima probabilità di centrare il bersaglio. Il programma prevede le prime consegne dei lotti di produzione nel corso del 2012.

Il Gripen è in servizio in Svezia, Repubblica Ceca, Ungheria e Sud Africa ed è stato ordinato dall’aeronautica thailandese. La UK Empire Test Pilots ‘School (PTE) utilizza il Gripen come piattaforma di addestramento per i piloti collaudatori in tutto il mondo.

Firmato contratto per la produzione del lanciatore Vega

Riferimento | Aerospazio | Europa |

vegaCon l’avvicinarsi del termine della fase di sviluppo di Vega e con il volo di qualifica previsto per il 2011, due contratti sono stati siglati per permettere al progetto di passare alla fase successiva. Ieri ESA (Agenzia Spaziale Europea) ed Arianespace hanno firmato l’ordine per la produzione del primo lanciatore Vega, dopo il collaudo, come parte del contratto quadro firmato nel 2009 per i voli dimostrativi della flessibilità di Vega. Alla stessa cerimonia, Arianespace ed ELV (European Launch Vehicle, AVIO Group) hanno concluso un contratto quadro per cinque veicoli di lancio con un ordine confermato per un veicolo di lancio.

Antonio Fabrizi, Direttore ESA dei Lanciatori, Jean-Yves Le Gall, CEO di Arianespace e Francesco De Pasquale, Amministratore Delegato di ELV S.p.A., hanno firmato i contratti durante la cerimonia che si è svolta a Parigi, Francia. “Questa firma è una pietra miliare nel programma VEGA in quanto segna la transizione dalla fase di sviluppo alla fase di utilizzo e salvaguarda la tempistica dell’ESA per le prime missioni di Vega” ha detto Antonio Fabrizi.
“Insieme all’Ariane-5 e alla Soyuz, Vega contribuirà a fornire all’Europa una gamma completa e flessibile di servizi di lancio come richiesto dalle missioni europee istituzionali e commerciali”.

Lo sviluppo del lanciatore Vega è attualmente nella fase finale della campagna di collaudo presso lo spazio-porto europeo nella Guyana francese, per verificare che il sistema di lancio nel suo complesso sia pronto per essere operativo.

Il XXI secolo è iniziato con un interesse significativo per i satelliti più piccoli, in particolare per le missioni scientifiche e di osservazione della Terra. L’Europa ha sviluppato il sistema di lancio Vega per rispondere in modo adeguato alla domanda istituzionale europea e per mantenere la sua competitività sul mercato dei servizi di lancio a livello mondiale.
Vega lancerà carichi utili in orbita polare bassa (da 300 a 1500 Km). Con un’altezza di 30mt ed un diametro di 3mt, sarà in grado di piazzare in orbita carichi da 1.5 tonnellate.

Vega è un lanciatore a corpo unico con tre stadi a propulsione solida (P80, Zefiro 23 e Zefiro 9) e con uno stadio addizionale a propulsione liquida (AVUM). A differenza di molti altri piccoli lanciatori, Vega potrà portare in orbita carichi multipli.

Il programma VERTA (Vega Research and Technology Accompaniment) copre un insieme di cinque missioni disegnate per dimostrare la flessibilità del sistema di lancio Vega. Con la frequenza di due lanci l’anno, il programma si propone di inserire gradualmente Vega per l’utilizzo commerciale.

Sette Paesi Membri dell’ESA hanno contribuito al programma: Italia, Francia, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Svizzera e Svezia. Il capo commessa industriale di Vega è la ELV S.p.A. che è controllata al 70% da AVIO S.p.A. ed al 30% da ASI (Agenzia Spaziale Italiana). ELV è responsabile per lo sviluppo completo e la produzione del lanciatore, la sua consegna ed integrazione sul sito di lancio. Come futuro operatore del servizio di lancio di Vega, Arianespace è invece responsabile per le operazioni di lancio.

(ESA)

Contratto per sistemi Praetorian DASS per gli Eurofighter Typhoon Tranche 3A

Riferimento | Aerospazio | Europa |

SELEX Galileo, società di Finmeccanica, ha ricevuto da BAE Systems un contratto del valore di 400 Milioni di Sterline per la fornitura di sistemi di protezione Praetorian Defensive Aids Sub System (DASS) per la Tranche 3A dei velivoli Eurofighter Typhoon. Disegnato specificatamente per l’Eurofighter, il Praetorian DASS comprende Contromisure Elettroniche (ECM), Misure di Supporto Elettronico (ESM) e sistemi di avviso per l’avvicinamento di Missili (MAW). Il Sistema Praetorian garantisce i massimi livelli di situational awareness (consapevolezza dello scenario) e protezione agli equipaggi degli Eurofighter.

SELEX Galileo è capofila e Design Authority per il sistema Praetorian. La società è a capo del consorzio EuroDASS (formato da Elettronica, Indra Sistemas, EADS e SELEX Galileo) con la responsabilità della produzione di oltre 20 equipaggiamenti (Line Replaceable Items) che compongono il sistema Praetorian.
Il contratto prevede la consegna dei primi sistemi Praetorian a metà del 2012. Il sistema verrà fornito alle 4 nazioni partner: Regno Unito, Italia, Spagna e Germania. I sistemi prodotti manterranno tutti gli standard attualmente disponibili per i velivoli della Tranche 2 con, al tempo stesso, la possibilità di essere aggiornati per rispondere alle correnti e future esigenze operative del cliente.

“Questo contratto rappresenta un traguardo importante per il consorzio EuroDASS e riflette il livello di fiducia che le nazioni partner e i piloti dell’Eurofighter hanno riposto nel sistema Preatorian” ha dichiarato Steve Mogford, CEO di SELEX Galileo aggiungendo: “sono molto orgoglioso che le ottime relazioni che abbiamo saputo stabilire con i partner del consorzio, i clienti e gli utilizzatori finali, trovino riscontro in un prodotto di successo, efficiente e che protegge la vita dei nostri piloti”.

SELEX Galileo è uno dei principali partner nel programma Eurofighter Typhoon con oltre 200 sistemi Praetorian ad oggi consegnati. Con le attività di SELEX Galileo, la quota di Finmeccanica nell’avionica del velivolo supera il 60%. Il ruolo di SELEX Galileo nel programma prevede lo sviluppo e la produzione di equipaggiamenti con il coinvolgimento di diversi siti fra cui Luton, Edimburgo, Nerviano, Pomezia e Caselle. SELEX Galileo è a capo dei 3 principali consorzi internazionali del programma Eurofighter Typhoon: EuroDASS, EuroRADAR e EuroFIRST.

(Selex Galileo)

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