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Accordo per linea di assemblaggio finale degli elicotteri AW139 in Russia

Riferimento | Asia e Pacifico | Europa | Industria |

Russian Helicopters (controllata di JSC UIC Oboronprom, appartenente a Russian Technologies State Corporation) e AgustaWestland (una società Finmeccanica) sono liete di annunciare la realizzazione congiunta di uno stabilimento di assemblaggio finale per l’elicottero AW139 in configurazione civile. Il progetto ha preso il via con una cerimonia all’insegna dell’innovazione, durante la quale una capsula del tempo è stata solennemente posata nella base delle fondamenta nella zona industriale di Tomilino, nei pressi di Mosca. All’evento ufficiale hanno preso parte rappresentanti e dignitari inviati dai partner.

L’elicottero medio biturbina AW139 ha un peso al decollo di 6.400 kg ed è in grado di trasportare fino a 15 passeggeri. Utilizzato per il trasporto aziendale, VIP e offshore, in situazioni di emergenza, per interventi di soccorso e antincendio, può essere configurato in versione militare con capacità di trasportare da 8 a 15 soldati nella sua cabina da 8 metri cubi. Le grandi porte scorrevoli permettono di caricare e scaricare rapidamente truppe e materiali.

La linea di assemblaggio finale è in fase di costruzione su una superficie totale di 40.000 m2. La capacità prevista supera i 20 elicotteri l’anno, con un progressivo aumento della produttività da 5 unità nel 2011 a una stabilizzazione a pieno regime nel 2015. Quando l’impianto entrerà in pieno regime, la forza lavoro totale ammonterà a più di 100 unità. Lo stabilimento, nato per soddisfare principalmente le richieste dei mercati civili russo e dei Paesi della CSI e, attraverso la rete AgustaWestland, anche del resto del mondo, verrà gestita da HeliVert, una joint venture paritetica tra Russian Helicopters e AgustaWestland.

Questa tappa storica è solo l’ultimo dei risultati conseguiti nell’ambito della cooperazione strategica tra UIC Oboronprom e AgustaWestland, inaugurata nell’estate del 2007 con la firma di un memorandum d’intesa “per lo sviluppo collaborativo nel campo della produzione di elicotteri”. Successivamente, nel luglio del 2008 a Farnborough è stata siglata una lettera di intenti volta a stabilire una joint venture per la creazione e la gestione di una linea di assemblaggio finale per AW139 in configurazione civile in Russia. È stata poi la volta dell’accordo di joint venture, firmato il 6 novembre 2008 in occasione del vertice intergovernativo Italia-Russia organizzato al Cremlino, che ha visto la partecipazione del presidente russo Dmitri Medvedev e del primo ministro italiano Silvio Berlusconi. Nel giugno del 2010 è stato quindi stipulato un patto parasociale che ha gettato le basi per l’avvio della realizzazione dello stabilimento di Tomilino.

Secondo Sergey Chemezov, direttore generale di Russian Technologies, “L’organizzazione congiunta di una linea di assemblaggio di elicotteri italo-russa rappresenta un passo avanti nello sviluppo dei rapporti commerciali con il nostro partner strategico, la società italiana Finmeccanica. Si tratta di un evento importante non solo per il settore elicotteristico, ma per l’ingegneria meccanica russa in generale. Vale la pena notare come il progetto stia prendendo forma in uno scenario finanziario ed economico proibitivo, a testimonianza del fatto che la crisi può e deve essere combattuta con sforzi condivisi e sfruttando ogni opportunità”.

Andrey Reus, direttore generale di Oboronprom, è dell’avviso che “L’avvio della realizzazione dello stabilimento costituisce una nuova fase nella crescente collaborazione tra le aziende produttrici di elicotteri russe e italiane, con notevoli vantaggi per entrambe le parti. Grazie a questo accordo, avremo accesso a nuove soluzioni tecniche di produzione e a standard qualitativi elevati per quanto riguarda la manutenzione degli elicotteri. Da parte nostra cercheremo di ampliare la collaborazione, puntando tra le altre cose al graduale trasferimento della produzione dei velivoli dall’Italia alla Russia”.

“Russian Helicopters sta potenziando la propria presenza sui mercati esteri, mettendo i prodotti russi a disposizione di clienti stranieri e aprendo centri assistenza” ha dichiarato Andrei Shibitov, Chief Operating Officer di Russian Helicopters. “Da questo punto di vista siamo estremamente interessati all’esperienza dei partner esteri per quanto riguarda l’organizzazione, la gestione, la pianificazione, la certificazione dei processi produttivi e al loro know-how nell’area della gestione dell’intero ciclo di vita dei prodotti. Prevediamo di trarre il massimo beneficio dalla cooperazione con i partner italiani. Russian Helicopters consoliderà la posizione commerciale della Russia sul mercato elicotteristico internazionale”.

“Negli ultimi anni abbiamo creato una notevole base industriale in Russia, stabilendo importanti partnership in vari campi del settore civile con aziende locali di primo piano”. Hadichiarato Pier Francesco Guarguaglini, Presidente e Amministratore Delegato di Finmeccanica. “Quest’ultima tappa testimonia chiaramente la nostra determinazione a rivestire un ruolo sempre più centrale nella Regione attraverso una collaborazione industriale che comporti vantaggi per entrambe le parti, in particolare nel settore degli elicotteri civili”.

Giuseppe Orsi, amministratore delegato di AgustaWestland, ha aggiunto: “Siamo molto soddisfatti di essere qui con in nostri partner russi a posare (sia concretamente sia simbolicamente) le basi di quello che siamo certi sarà un luminoso futuro di cooperazione industriale incentrato sull’AW139, l’elicottero più venduto al mondo. Questo modello è stato identificato e selezionato dal settore elicotteristico russo come quello di riferimento nella sua categoria per soddisfare una serie di esigenze particolari nei mercati civili della Russia e della CSI”.

Note:
Russian Technologies State Corporation, creata nel novembre del 2007, è stata fondata per aiutare le organizzazioni di sviluppo e le aziende produttrici russe di prodotti industriali hi-tech nelle loro attività di sviluppo, produzione ed esportazione, fornendo assistenza in mercati nazionali ed esteri e richiamando investimenti in diversi settori allo scopo di innalzare il livello dei prodotti russi, riducendone al tempo stesso costo e tempi di produzione. Di Russian Technologies fanno parte UIC Oboronprom, RusSpetsStal, VSMPO-AVISMA, AVTOVAZ e altre strutture.

UIC OBORONPROM, JSC è un gruppo industriale e di investimento multiprofilo fondato nel 2002. Tra le sue attività principali figurano la costruzione di elicotteri (società di gestione Russian Helicopters), di motori (società di gestione United Engine Industry Corporation), lo sviluppo di sistemi per la difesa aerea e sistemi elettronici complessi (società finanziaria Defense Systems) e la produzione di altri macchinari. Nel 2009 le società del gruppo hanno dichiarato entrate per oltre 130 miliardi di rubli.

Russian Helicopters, JSC è una società affiliata di UIC Oboronprom. Funge da ente di gestione delle seguenti aziende del settore elicotteristico: Mil Moscow Helicopter Plant, Kamov, Ulan-Ude Aviation Plant, Kazan Helicopters, Rostvertol, Progress Arsenyev Aviation Company, Kumertau Aviation Production Enterprise, Vpered Moscow Machine-Building Plant, Stupino Machine Production Plant, Reductor-PM , Helicopter Service Company (VSK), Novosibirsk Aircraft Repairing Plant e Ural Works of Civil Aviation.

(Finmeccanica)

Al via la quarta campagna di volo dell’aereo senza pilota Sky-Y

Riferimento | Aerospazio | Europa |

sky-yLo Sky-Y, il dimostratore tecnologico UAV (Unmanned Aerial Vehicle) di Alenia Aeronautica, ha effettuato con successo, presso la base aerea dell’Aeronautica Militare di Decimomannu in Sardegna, il suo primo volo con un sistema di comandi di volo (Flight Control System – FCS) interamente sviluppato da Alenia Aeronautica in collaborazione con Alenia SIA (società controllata da Alenia Aeronautica).
Il nuovo sistema che Alenia Aeronautica sperimenterà durante questa campagna di prove e’ denominato E-FCS (Experimental-FCS) ed è il prototipo di un insieme di apparati che includono un computer aeronautico, diversi sensori (inerziali, dati aria, GPS) ed attuatori elettrici per l’azionamento delle superfici per il controllo del volo. Il sistema risponde alle recenti normative di certificazione aeronautica e alle più avanzate direttive tecniche ed industriali per questo genere di equipaggiamenti, sia per quanto riguarda l’hardware che per il software (la vera intelligenza del sistema). Le leggi di controllo, infatti, che introducono le logiche per il controllo remoto e automatizzato del velivolo, sono state sviluppate interamente da Alenia Aeronautica.

Il velivolo Sky-Y è alla sua quarta campagna di prove volo ed è previsto che completi il suo programma sperimentale con 15 voli di lunga durata, entro il mese di luglio di quest’anno. Si tratta della prima campagna di volo che si svolge presso la base di Decimomannu in Sardegna, grazie alla preziosa collaborazione con il Ministero della Difesa e l’Aeronautica Militare.
Alenia Aeronautica aggiunge così un altro importante tassello al più ampio progetto di costituzione di una filiera nazionale in grado di acquisire le capacità per produrre equipaggiamenti e tecnologie che consentano di sviluppare autonomamente in Italia gli innovativi sistemi senza pilota: l’attuale frontiera dei prodotti aeronautici del ventunesimo secolo.

Durante questa campagna di prove in volo Alenia Aeronautica valuterà anche la corretta integrazione sul velivolo di sistemi sviluppati da altre aziende di Finmeccanica come: l’EOST45, un efficace sensore elettro-ottico/infrarosso di SELEX Galileo, un nuovissimo Wide-Band Data-Link di SELEX Communications, un potente ed affidabile carrello per le trasmissioni satellitari di Telespazio, concesso in uso ad Alenia Aeronautica dalla Protezione Civile della Regione Piemonte nell’ambito di un accordo di cooperazione.

Lo Sky-Y è stato progettato e realizzato come dimostratore di tecnologie e capacità d’integrazione innovative, sviluppate da Alenia Aeronautica nel campo dei velivoli senza pilota con grado di autonomia e caratteristiche di permanenza in volo elevate. Fra queste i sistemi per il controllo autonomo di bordo e la Stazione di Controllo a Terra, affidabili e certificabili per l’utilizzo su un velivolo senza il pilota a bordo e con caratteristiche di volo MALE (Medium Altitude Long Endurance), la propulsione diesel a basso consumo, l’integrazione di sensori di sorveglianza (in grado di individuare e riconoscere da grandi distanze ed in condizioni sia diurne che notturne, oggetti anche di piccole dimensioni), e i sistemi di data-processing di grande capacità ed i data-link a larga banda (anche satellitari) per gestire e distribuire le informazioni ai vari utilizzatori a terra.

Francia: Consegna dei primi sistemi Felin

Riferimento | Esercito | Europa |


La Direction Générale de l’Armement (DGA) ha recentemente consegnatato all’Esercito francese i primi 90 sistemi Felin (fantassin a équipements et liaisons intégrés) destinati alla scuola di fanteria di Montpellier. Il 1° Reggimento di Fanteria (RI) di Sarrebourg riceverà i primi sistemi a settembre, mentre il 13 Battaglione Cacciatori Alpini (Chambéry) a fine anno. Questa distribuzione all’esercito chiude nove mesi di valutazioni tecniche che hanno coinvolto sette centri della DGA, l’esercito e le squadre di Sagem DS (primo contraente), che hanno condotto alla verifica delle prestazioni e dell’ergonomia dell’intero equipaggiamento, il quale, parimenti ai programmi analoghi sviluppati negli altri paesi europei, permetterà un salto qualitativo del sistema soldato dotandolo delle più moderne tecnologie in fatto di protezione, consapevolezza operativa, e armamento. 358 sistemi Felin di pre-produzione sono stati testati sia a livello prestazionale in scenari di combattimento, che a livello di maturità complessiva, manutenzione e usabilità da parte dei soldati. Questa valutazione tecnico-operativa ha prodotto il risultato di avere un sistema V1 pronto all’uso, robusto, affidabile e apprezzato dai suoi utilizzatori finali. Il Felin V2, configurazione definitiva, verrà prodotto a partire dal 2015.

La definizione dei 24 sottosistemi del Felin è stata fissata e validata a fine 2009, prima della qualifica finale dell’intero sistema avvenuta il 30 Aprile 2010. Oltre ai centri di sperimentazione tecnica, il processo ha coinvolto anche il Reggimento di Marcia del Ciad, il 13° battaglione Cacciatori Alpini, l’8° Reggimento Paracadutisti di Marina, il centro di addestramento e formazione al tiro di Larzac, il centro di addestramento al combattimento in ambiente urbano di Sissonne, con esercitazioni anche in Guyana e Gibuti, sotto la direzione tecnica dell’Esercito. Queste prove sono servite anche a convalidare la capacità del sistema di integrarsi efficacemente nel campo di battaglia digitalizzato.

Una volta qualificati sia i sistemi di tiro, protezione, osservazione, navigazione, comunicazione, che l’usabilità e il supporto, Felin è entrato nella fase di produzione industriale, affidata a Sagem DS e a i suoi 25 sub-fornitori europei, per garantire la consegna di 22.588 sistemi individuali, al fine di equipaggiare quattro reggimenti all’anno a partire dal 2015, per una spesa complessiva di un miliardo di euro, sviluppo compreso.

Il sistema a regime si compone di veste antiproiettile (su cui sono integrate le apparecchiature elettroniche e le batterie), protezioni NBC, sistemi optronici di puntamento e osservazione integrati nell’arma (fucile d’assalto modificato FAMAS, o fucile di precisione FR F2, o mitragliatrice leggera Minimi) che si interfacciano con la rete per lo scambio dati (voce, audio, video, immagini) RIF, visore di osservazione notte/giorno posizionato sull’elmetto, sistema di comunicazione discreta radio con GPS integrato e terminale SIT COMDE, in grado di rappresentare la situazione tattica sul terreno e trasmettere/ricevere dati provenienti da altre piattaforme (veicoli terrestri, aerei ed elicotteri, droni), binocoli con distanziometro laser e bussola, e telecamera termica.

In aggiunta l’esercito sta ricevendo i primi 200 di 630 nuovi veicoli blindati 8×8 da combattimento della fanteria VBCI per sostituire gli AMX 10P, armati di torretta da 25 mm e capaci di trasportare 11 soldati, aerotrasportabile via A400M. Tale veicolo, così come il VAB, fornirà supporto al soldato appiedato, sia per la ricarica delle batterie che per lo scambio di informazioni e interfacciamento con il sistema di gestione del campo di battaglia SITEL.

Dimostrazione di una squadra di soldati equipaggiati con il sistema Felin e supportati dal veicolo VBCI a Eurosatory 2010

Torrette Janus Navale per la Marina Militare

Riferimento | Europa | Marina |

SELEX Galileo, società di Finmeccanica, ha firmato un contratto con la Marina Militare per la fornitura di torrette elettro-ottiche denominate Janus Navale, un prodotto derivato dal noto Janus per applicazioni terrestri. Il Janus Navale verrà installato a bordo di pattugliatori della Marina Militare della classe Costellazioni. Le unità navali sono di ultima generazione e sono regolarmente impiegate in Italia e all’estero per il controllo anti immigrazione.

Il sensore fornito da SELEX Galileo andrà a potenziare ulteriormente la capacità di sorveglianza dei pattugliatori, accrescendo la situational awareness complessiva. La fornitura, oltre alle teste elettro-ottiche, si compone anche di una interfaccia uomo/macchina che consentirà all’operatore di gestire tutte le funzionalità del Janus Navale quali la visualizzazione dello scenario, l’identificazione dei target e la registrazione delle immagini, sia di giorno che di notte.

“Questo contratto ci consente di aggredire con successo un nuovo segmento di mercato e rappresenta quindi per l’azienda un momento importante. Siamo inoltre soddisfatti degli ottimi risultati che sono stati raggiunti, sia in termini di prestazione che commerciali, dal nostro sensore infrared search and track SASS navale. Partendo dall’esperienza del SASS e del Janus Terrestre (in uso ad esempio sul VBM Freccia), abbiamo lavorato al lancio di questo prodotto, il Janus Navale, per il quale siamo fiduciosi ci siano ottime opportunità di mercato”, ha dichiarato Fabrizio Giulianini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di SELEX Galileo SpA.

SELEX Galileo ha inoltre acquisito di recente contratti per la fornitura di sistemi elettro-ottici di sorveglianza su stazione fissa (tipo NEMO) e portatili (binocolo multifunzione derivato del prodotto LINX) in un paese nord africano.

(Selex Galileo)

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