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Primo lancio navale del missile Exocet Block 3

Riferimento | Europa | Marina |


L’Exocet MM40 Block 3, missile subsonico superficie-superficie per attacchi antinave e costieri ordinato dalla Marina Francese, dagli Emirati Arabi Uniti, dall’Oman e dal Marocco, è stato lanciato per la prima volta da una nave della Marina, precisamente dal cacciatorpediniere da difesa aerea Chevalier Paul, classe Forbin, seconda nave francese del programma Orizzonte. La prova è avvenuta nell’area di collaudo della Direzione Generale degli Armamenti francese presso L’ile du Levant.

Il missile, caratterizzato da bassa RCS e ridotta traccia IR, alta manovrabilità, e precisione garantita dalla suite di sensori INS/GPS, radar-altimetro FMCW, seeker attivo in banda J, è compatibile con le celle di lancio correntemente adoperate per gli Exocet MM40 Block 1 e 2, consentendo un rapido ed economico dislocamento sugli assetti della Marine Nationale, in numero massimo di 8 missili per unità. Ha un raggio d’azione di oltre 180 km (di 2/3 superiore ai Block 2), dimensioni uguali a quelle del predecessore ma con un peso inferiore, e nuovo sistema di propulsione turbofan che permette al missile di manovrare a velocità di Mach 0.9.

Il programma di aggiornamento dei 45 missili Exocet MM40 block 2 allo standard Block 3 è stato affidato nel dicembre 2008 dalla DGA a MBDA, che li consegnerà a partire da dicembre 2010 fino a giugno 2013.
Oltre alle due Orizzonte, il Block 3 equipaggerà le fregate francesi FREMM e Lafayette.

Risultati 2009 di MBDA

Riferimento | Europa | Industria |

Nel 2009 MBDA, leader europeo e global player nel settore dei sistemi missilistici, ha ricevuto ordini per 2,6 miliardi di Euro, con un aumento sul totale registrato nel 2008 (2,3 miliardi di Euro). Il portfolio ordini mantiene il suo alto livello con un totale di 12 miliardi di Euro al 31 dicembre 2009, che rappresentano all’incirca quattro anni di attività operativa. Le vendite ammontano a un totale di 2,6 miliardi di Euro, in leggera flessione rispetto ai 2,7 miliardi dell’anno precedente.

Gli ordini domestici hanno raggiunto 1,27 miliardi di Euro, cifra paragonabile a quella del 2008. Gli ordini export hanno totalizzato 1,33 miliardi di Euro, raggiungendo dunque l’obiettivo prefissato che prevedeva, per tale settore, il superamento del 50% degli ordini totali.

Commentando questi risultati, Antoine Bouvier, CEO MBDA, ha affermato: “Il 2009, è stato un anno importante, con successi significativi e buoni risultati finanziari, anche se con qualche delusione rispetto ad alcuni programmi. I nostri ordini stanno migliorando e la nostra strategia che ci vuole sia leader del settore in Europa che protagonisti mondiali, si sta dimostrando vincente. Grandi progressi sono stati fatti nel Regno Unito grazie all’approccio cooperativo del Team CW, un esempio da imitare per quel che riguarda la partnership con i nostri clienti. In Italia e in Germania il programma MEADS ha completato con successo la Critical Design Reviews (CDR), per tutti gli elementi principali del programma (Major End Items). Nel settore export ci siamo aggiudicati un contratto per un pacchetto considerevole di armamenti per un’importante piattaforma. Inoltre, abbiamo firmato importanti accordi di partnership negli Emirati Arabi Uniti ed in Polonia. Programmi chiave, come Mistral, SCALP Naval, Marte, Dual Mode Brimstone e PARS 3LR stanno andando avanti senza problemi e nei tempi fissati. In Francia, oltre a continuare a contribuire al dibattito strategico sulla difesa antimissilistica, MBDA vuole essere ancora una volta protagonista nel settore del combattimento ravvicinato”.

Grazie alla presenza industriale in quattro paesi europei e negli USA, MBDA ha un fatturato annuale di 2,6 miliardi di Euro annuali e un portfolio ordini di 12 miliardi di Euro. Con più di 90 clienti tra le forze armate di tutto il mondo, MBDA è leader mondiale nel settore dei missili e dei sistemi missilistici. In totale, il gruppo offre una gamma di 45 sistemi missilistici e contromisure, già in servizio operativo e più di 15 progetti attualmente in fase di sviluppo.

MBDA è controllata con uguali regole di Corporate Governance da BAE SYSTEMS (37,5%), EADS (37,5%) e FINMECCANICA (25%).

(MBDA)

Iniziato lo sviluppo dei satelliti Sentinel 1B e 3B

Riferimento | Aerospazio | Europa |

SentinelThales Alenia Space (joint venture fra Thales e Finmeccanica, partecipata rispettivamente al 67% e 33%), ha annunciato oggi l’avvio della fase di sviluppo dei satelliti per osservazione terrestre Sentinel 1B e 3B, come stabilito dai contratti, del valore complessivo di 270 milioni di euro, firmati nel dicembre del 2009 con l’Agenzia Spaziale Europea relativi al programma GMES (Global Monitoring for Environment and Security). La firma dei contratti è stata annunciata alla stampa nel corso di un evento svoltosi oggi presso la sede romana dell’Agenzia Spaziale Italiana.

La famiglia GMES (Sentinel 1, 2 e 3) si basa su una serie di sei satelliti, due per ciascuna tipologia di missione. Tra le applicazioni del programma ci sono la gestione dei disastri naturali, il monitoraggio degli oceani, della vegetazione e dell’atmosfera. Ma lo sviluppo del progetto prevede che GMES ricopra un ruolo anche nell’acquisizione di dati precisi e aggiornati per compiti di protezione civile, supporto logistico alle missioni militari, anti-terrorismo.

Thales Alenia Space, in qualità di primo contraente, è responsabile della progettazione, dello sviluppo, dell’integrazione e del collaudo delle costellazioni Sentinel 1 e Sentinel 3. I Sentinel 1B e 3B sono dei duplicati dei satelliti 1A e 3A attualmente in costruzione presso le strutture di Roma, L’Aquila (dove vengono costruiti i moduli T/R del Synthetic Aperture Radar installato a bordo, sviluppati per i satelliti italiani Cosmo-SkyMed) e Cannes.

GMES, come programma della Commissione Europea, fornirà servizi precisi ed affidabili riguardanti gli aspetti ambientali e di sicurezza a supporto delle esigenze delle politiche pubbliche europee garantendo all’Europa una sostanziale indipendenza nel rilevamento e nella gestione dei dati sullo stato di salute del pianeta. GMES, inoltre, è il contributo europeo al GEOSS, un’iniziativa a livello mondiale per lo sviluppo di un Sistema dei sistemi per l’osservazione globale della Terra

L’Italia è il secondo paese contributore, dopo la Germania, al programma GMES- Space Component con una quota pari a circa il 20%.

UK e Francia collaboreranno in tema di acquisizioni urgenti

Riferimento | Europa | Industria |

Il Ministro responsabile per le acquisizioni del MoD britannico, Quentin Davies, ha firmato un Memorandum of Understanding (MoU) con il suo omologo francese, Laurent Collet-Biglione, che consente una cooperazione più stretta in tema di acquisto urgente di equipaggiamenti, al fine di minimizzare i costi e beneficiare di economie di scala. Questo tipo di acquisizioni ricopre un peso sempre maggiore nei bilanci delle singole forze armate nazionali operanti in scenari come Iraq e Afghanistan, chiamate a fronteggiare situazioni d’emergenza dove è necessario reperire in fretta nuovi equipaggiamenti per soddisfare le esigenze di sicurezza e i diversi requisiti delle truppe dislocate in teatro.

Questo accordo segue la firma della Dichiarazione d’Intenti tra i Ministri della Difesa francese ed inglese, avvenuta il 6 luglio 2009 a Evian, concernente la definizione di una politica comune riguardo gli Urgent Operational Requirements (UOR) e una più intensa collaborazione industriale nel settore della Difesa, in ragione della posizione di guida dei due paesi per quanto concerne gli investimenti militari.

Quentin Davies, ha dichiarato: “Al fine di garantire il successo in Afghanistan, è importante per noi cooperare strettamente con i nostri alleati internazionali, tra cui la Francia. Spesso abbiamo gli stessi requisiti d’urgenza per le attrezzature, per cui è sensato esaminare i modi in cui potremmo collaborare in materia di acquisizioni per un reciproco vantaggio economico”.

Il presente protocollo d’intesa non intaccherà comunque la necessità di ogni nazione di soddisfare i propri requisiti nazionali, che avranno sempre la priorità, nè mira a cercare l’interoperabilità, essendo l’unico obiettivo quello di condividere le migliori strategie e cercare soluzioni rapide alle comuni esigenze di approvvigionamento, integrando i rispettivi processi di acquisizioni urgenti.

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