Taranis (nome del Dio celtico del tuono), dimostratore UCAV inglese volto a sintetizzare a livello di prototipo le tecnologie emergenti nel campo della bassa osservabilità, lunga autonomia, e dei sistemi autonomi integrati nei velivoli non pilotati da combattimento, è stato presentato ufficialmente da BAE Systems presso le sue strutture di Warton, Lancashire.
Presente il responsabile del Ministero della Difesa per la Strategia di Sicurezza Internazionale Gerald Howarth, che ha affermato: “Taranis è un progetto veramente innovatore. Primo del suo genere nel Regno Unito, esso riflette il meglio della progettazione avanzata e delle competenze tecnologiche della nostra nazione ed è un programma di punta sulla scena globale”.
Frutto della collaborazione tra BAE Systems (team leader), QinetiQ, Rolls-Royce e GE Aviation, Taranis è il risultato di un programma quadriennale del valore di 183 milioni di euro, partito nell’ambito del programma SUAV(E) (Strategic Unmanned Air Vehicle-Experiment) condotto dal Ministero della Difesa inglese.
All’incirca delle dimensioni dell’addestratore Hawk, Taranis sarà in grado di gestire in modo completamente autonomo la missione, dalla fase di taxi al decollo, navigazione, localizzazione del bersaglio (sia terrestre che aereo), attacco (assistito dall’operatore a terra), e rientro alla base con atterraggio automatico.
Gli strumenti di calcolo e decisionali sono stati sviluppati da QinetiQ, mentre BAE Systems si occupa dell’architettura generale dei sistemi, GE Aviation dei sistemi elettrici e stivaggio carburante mentre Rolls-Royce fornirà il propulsore.
Il programma ha accumulato circa 1 anno di ritardo. Terminati i test a terra le prime prove di volo sono previste per il 2011.
BAE Systems e Iveco Defence Vehicles hanno firmato un accordo di licenza come base di una intesa commerciale al fine di partecipare uniti alla gara relativa al programma Marine Personnel Carrier (MPC), volto alla fornitura all’ US Marine Corps di un nuovo veicolo ruotato protetto per trasporto fanteria, di fascia media, complementare al Joint Light Tactical Vehicle (JLTV) e all’Expeditionary Fighting Vehicle (EFV). Il veicolo si baserà sul SUPERAV 8×8 di Iveco, mezzo blindato anfibio da 24 tonnellate presentato al salone IDET in Repubblica Ceca nel 2009, derivato dal VBM Freccia, progettato per essere flessibile e altamente mobile, e per operare efficacemente sia in ambienti urbani che in scenari di sbarco anfibio.
In caso di vincita del contratto (previsto per il 2012 con IOC attesa per il 2018), la produzione dei circa 600 veicoli avverrà negli Stati Uniti, presso le strutture BAE, con alcuni componenti direttamente costruiti in Italia.
Il SUPERAV può trasportare fino a 12 soldati più il conducente, permettendo ad un battaglione di fanteria di essere sbarcato a riva da una compagnia di MPC. Un MPC può trasportare una squadra completamente equipaggiata di 10 uomini, e operare in mare fino a forza tre. Il nuovo design dello scafo, così come uno studio accurato dell’architettura meccanica, garantiscono un’ottima protezione contro mine e IED, e una eccellente mobilità sul terreno.
Anche l’Italia intende dotarsi di questo tipo di veicolo, designato Veicolo Blindato Anfibio (VBA), per la propria forza da sbarco interforze digitalizzata, da destinare ai reggimenti Lagunari “Serenissima” (EI), e San Marco (MMI), come previsto dal programma Forza NEC e dai piani per la Forza di Proiezione dal Mare, in modo da consegnare un assetto prezioso alla brigata leggera per compiere efficacemente missioni expeditionary di sbarco in zona ostile.
L’ultimo arrivato della famiglia RG, l’RG41, ha fatto il suo debutto al salone Eurosatory 2010 di Parigi. Il nuovo veicolo 8×8 è progettato per gli attuali scenari di combattimento in Iraq e Afghanistan e per soddisfare i requisiti di protezione e mobilità delle forze sul campo; è dotato di un design modulare con scafo a semi-V a 5 piastre unite insieme alla struttura superiore del veicolo per resistere allo scoppio di mine e ordigni improvvisati, in modo da poter provvedere ad una rapida sostituzione in teatro dei singoli moduli danneggiati, ha sospensioni e trasmissione indipendenti, e può trasportare fino a 10 soldati, oltre al conducente, e un carico pagante di 11 tonnellate.
L’RG41 può alloggiare torrette leggere e di medie dimensioni, fra cui la nuova torretta a controllo remoto da 25 mm TRT-25, così come sistemi per fuoco indiretto. Il suo design permette un facile sviluppo di diverse varianti. Può essere configurato come veicolo posto comando, da combattimento, ambulanza, genio o personalizzato a richiesta del cliente. Ha un peso complessivo di 30 tonnellate, una lunghezza di 7.78 metri, altezza di 2.3 metri ed una larghezza di 2.28 metri.
L’RG41 è un esemplare della nuova famiglia di veicoli 8×8 in corso di sviluppo da BAE Systems per soddisfare i diversi requisiti di prezzo e prestazioni dei potenziali clienti.
Ad Eurosatory 2010 BAE ha presentato anche il nuovo sistema di protezione del soldato Ultra Lightweight Warrior (ULW), che assicura maggiore protezione con un risparmio dei pesi del 35% rispetto al convenzionale set di elmetto, zaino con equipaggiamento, giubbotto antiproiettile e componenti per protezione balistica, e l’Armadillo, una nuova versione del cingolato CV90 ottenuta rimuovendo il cannone principale (in modo da rendere il veicolo più adatto all’impiego in scenari come l’Afghanistan, dove è privilegiata la mobilità e la protezione rispetto alla potenza di fuoco), liberando così spazio e peso per alloggiare sensori, torrette remote, corazzature aggiuntive e sistemi a scelta del richiedente.
BAE Systems ha ricevuto un contratto da 142 milioni di euro dal MoD britannico per l’inizio della fase di progettazione delle nuove fregate Type 26 che dovranno sostituire le Type 22 e 23, classe Broadsword e Duke, relativamente al programma Future Surface Combatant. Secondo il contratto BAE Systems guiderà un team industriale congiunto incaricato di elaborare un concept che risponda ai requisiti della Marina per una nave multiruolo versatile, dai costi d’acquisizione ed esercizio ridotti e facilmente aggiornabile in modo che possa rimanere al massimo delle sue capacità lungo tutta la vita operativa. Le type 22 e 23 inizieranno ad essere ritirate a partire dal 2020.
Il primo compito del team sarà quello di valutare le opzioni principali riguardanti capacità, disponibilità operativa, caratteristiche di esportabilità e ottimizzazione del supporto. Il programma è anche scadenzato in modo da incorporare le direttive che usciranno dalla prossima Strategic Defence Review.
Il Segretario alla Difesa Bob Ainsworth ha dichiarato: “La pianificazione del futuro della Difesa è fondamentale. E’ nostro dovere fornire i mezzi chiave che consentiranno al Regno Unito di essere adeguatamente preparato per soddisfare le proprie necessità in un mondo in continuo cambiamento, e di continuare a svolgere un ruolo importante nel mantenimento della sicurezza globale. Programmi come le Type 26 non solo forniscono alla Royal Navy le capacità più avanzate, ma sostengono anche l’industria che li supporta. Gli impegni che il MoD ha preso proteggeranno competenze e occupazione, e preserveranno le capacità industriali necessarie per eseguire i programmi futuri in modo efficiente, con un alto rapporto qualità-prezzo”.
A margine del suo discorso Ainsworth ha annunciato anche il programma di costruzione del quinto e l’impostazione del sesto sottomarino classe Astute, ad un costo iniziale di 333 milioni di euro.
Il Primo Lord del Mare, Ammiraglio Sir Mark Stanhope, ha dichiarato: “Semplicemente non è possibile avere un’efficace marina senza ottime fregate, e le Type 26 costituiranno la spina dorsale delle forze di superficie della futura Royal Navy, a fianco dei nuovi cacciatorpedinieri Type 45. Queste navi saranno estremamente versatili e in grado di operare nell’intero spettro delle operazioni, dalle azioni belliche ai soccorsi in caso di disastro naturale”.
La Type 26 sarà la prima di due classi di navi che verranno costruite nell’ambito del programma Future Surface Combatant, per offrire una maggiore capacità di lotta antisommergibile e consentire una risposta più flessibile ad una vasta gamma di minacce e di situazioni di emergenza. Entrambe le varianti saranno sviluppate tenendo conto del loro potenziale export, con l’obiettivo di garantirsi ordini oltremare per diluire i costi non ricorrenti e ridurre il costo di acquisizione di ciascuna nave.
La prima unità della nuova classe entrarà in servizio dopo il 2020 e dal 2030 è previsto che circa la metà del personale di prima linea della Royal Navy operi a bordo di una Type 26 o sulla seconda variante del programma.