21 gen, 2010
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BAE Systems ha presentato al pubblico il nuovo obice PIM (Paladin Integrated Management), ultima evoluzione della diffusa famiglia M-109 Paladin in servizio a partire dagli anni ’60 in varie nazioni, primo di sette veicoli ordinati dall’US Army, cinque dei quali semoventi e due in versione trasporto munizioni per artiglieria campale, oggetto del contratto da $63.9 milioni firmato ad agosto 2009.
Il PIM utilizza l’armamento principale esistente e la struttura della cabina di un M109A6 Paladin e sostituisce i componenti datati del telaio con elementi aggiornati in comune con il Bradley. Il PIM incorpora nuova elettronica e nuovo impianto di generazione di potenza, e integra azionamenti elettrici per l’elevazione e brandeggio del cannone, caricatore elettrico e sistema di controllo digitale del fuoco. L’aggiornamento del PIM garantisce la massima comunanza con i sistemi esistenti nell’ Heavy Brigade Combat Team (HBCT), e riduce la sua impronta per quanto riguarda le spese logistiche e operative.
Il veicolo Paladin Integrated Management è il primo equipaggiato con il nuovo sistema di alimentazione che risponde ai requisiti dell’esercito riguardo il Common Modular Power System (CMPS), che deve provvedere a fornire energia sufficiente per operare diversi sottosistemi per autodifesa, contromisure, consapevolezza operativa, comunicazioni, strumenti di diagnostica e predizione, oltre che migliorare le normali performance del veicolo. Questo sistema fornirà il doppio della potenza elettrica della maggior parte dei veicoli militari, aumentando in maniera significativa l’efficacia in missione delle forze di terra in teatro.
La progettazione della struttura del veicolo, dei componenti, dei sistemi elettrici ed elettronici sarà eseguita presso gli impianti BAE Systems in Pennsylvania, California, New York, Minnesota e Michigan, così come nelle strutture dell’Army Research and Development Center di Picatinny, New Jersey. La rigenerazione della flotta Paladin verrà effettuata in collaborazione con l’ Anniston Army Depot in Alabama e gli impianti di BAE Systems a York, Pennsylvania, e Elgin, Oklahoma.
24 nov, 2009
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Il 200° esemplare di Eurofighter Typhoon prodotto dalle quattro società partner del consorzio europeo, è stato consegnato da EADS Deutschland all’aeronautica tedesca, nel corso di una cerimonia che si è tenuta oggi a Manching, vicino a Monaco, Germania. Si tratta di una pietra miliare per l’Eurofighter che con il raggiungimento di questo traguardo e’ il solo velivolo multi-ruolo di nuova generazione al mondo ad aver raggiunto i 200 esemplari in servizio.
I Typhoon, prodotti dalle aziende partner EADS Deutschland, EADS CASA, BAE Systems e Alenia Aeronautica, sono attualmente in servizio con 12 reparti in sei forze aeree e stanno sostituendo ben 11 differenti tipi di velivoli. Questo conferma l’Eurofighter come miglior aereo multi-ruolo disponibile sul mercato in termini di prestazioni, ma anche come la soluzione più efficace ed efficente per soddisfare i requisiti di difesa aerea delle nazioni che lo hanno scelto. Ad oggi la flotta di Eurofighter in servizio ha effettuato oltre 70.000 ore di volo in totale, con una disponibilità operativa sopra la media.
L’Eurofighter Typhoon è stato adottato delle aeronautiche militari di Regno Unito, Germania, Italia, Spagna, Arabia Saudita e Austria, che hanno ordinato in totale 707 velivoli.
Recentemente quattro Typhoon della Royal Air Force hanno effettuato un volo record di oltre 18 ore per raggiungere le isole Falklands nel Sud Atlantico per sostituire gli attuali Tornado F3 nei compiti di Quick Reaction Alert (QRA). La Luftwaffe ha rischierato alcuni dei suoi Typhoon in Lituania per garantire il ruolo di polizia aerea per conto della NATO sui cieli dei paesi baltici mentre l’Aeronautica Militare italiana sta svolgendo gli stessi compiti per coprire lo spazio aereo dell’Albania che non dispone di un sistema di difesa aerea. Nelle scorse settimane l‘aeronautica Austriaca, che ha ricevuto tutti i 15 aerei ordinati, ha provveduto alla sicurezza aerea in occasione di un meeting dei Ministri della Difesa NATO in Slovacchia, dimostrando la perfetta integrazione del sistema Eurofighter nell’ambito delle operazioni congiunte anche con paesi fuori dall’Alleanza Atlantica.
Enzo Casolini, Amministratore Delegato di Eurofighter GmbH, ha commentato: “Questa pietra miliare è un perfetto esempio del successo di questo programma di collaborazione europea. L’Eurofighter Typhoon non solo è l’aereo da difesa di prima linea leader al mondo, ma rappresenta anche la più importante attivita’ di collaborazione industriale in Europa. Confermare i piani concordati nel passato dalle quattro nazioni per la produzione di tutti gli esemplari previsti di questo velivolo, consentira’ al programma di continuare ad assicurare nel lungo periodo 100.000 posti di lavoro in 400 diverse aziende e l’ingente impatto economico positivo che genera in Europa”.
17 nov, 2009
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Il primo sottomarino classe Astute della Royal Navy ha lasciato i cantieri di Barrow-in-Furness diretto alla sua futura base operativa Clyde a Faslane, in Scozia, dando così inizio ad una campagna di prove in mare della durata di diversi mesi.
Durante i test, iniziati con il tragitto verso la base navale, il personale a bordo della marina sarà affiancato da tecnici BAE Systems al fine di osservare e misurare le performance di ogni componente in relazione alle specifiche progettuali.
Con 7.800 tonnellate di dislocamento e velocità di oltre 29 nodi in immersione, 97 metri di lunghezza, 6 tubi lanciasiluri/missili Harpoon e Tomahawk (38 munizioni a disposizione), reattore nucleare con autonomia di 25 anni (in grado di soddisfare i bisogni energetici di una città delle dimensioni di Southampton), stealthness e sensoristica avanzata, la classe di sottomarini Astute è la più avanzata mai costruita per la Royal Navy.
Questa classe di sottomarini sarà in grado di svolgere oltre alle convenzionali missioni di guerra contro unità di superficie e sommerse, anche compiti di appoggio alle forze di terra, sorveglianza e raccolta dati di intelligence. L’Astute è in grado di rimanere in immersione e circumnavigare il globo in 90 giorni, prelevando l’ossigeno e l’acqua necessari per le funzioni di bordo dal mare. Il sottomarino è equipaggiato con l’avanzato sonar 2076 e dispone di due alberi optronici non penetranti lo scafo, che sostituiscono il tradizionale periscopio. Il vantaggio di questa soluzione risiede nel ridurre il tempo di permanenza del sensore in superficie, fase in cui il sottomarino è vulnerabile, facendo una rapida scansione a 360 gradi dell’ambiente operativo e poi analizzando la situazione in posizione di sicurezza.

Il programma per i sottomarini Astute, volto a sostituire i vecchi classe Swiftsure e Trafalgar con un assetto allo stato dell’arte sia in termini tecnologici che di flessibilità di impiego, vale per le prime tre unità circa cinque miliardi di euro. Nonostante i ritardi e i costi crescenti, e la minaccia di tagli al bilancio, il programma procede con al momento 4 unità ordinate su 7 pianificate.
13 nov, 2009
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L’Unmanned Aerial Vehicle Mantis, il più grande mai costruito in UK, sviluppato da BAE Systems e Ministero della Difesa inglese, ha compiuto il suo primo volo a Woomera, nel sud dell’Australia. La prova ha inteso validare le tecnologie sviluppate fin ora che porteranno alla realizzazione di una piattaforma MALE (medium altitude long endurance) basata sul prototipo Mantis. Allo sviluppo hanno partecipato un gruppo di aziende che hanno lavorato direttamente al fianco del MoD, fra cui Rolls- Royce, per quanto riguarda l’impianto motoristico, QinetiQ, comunicazioni, GE Aviation, impianto elettrico e controlli di volo primari, Meggitt per sistemi frenanti e Selex Galileo per quanto riguarda la sensoristica.
Mantis ha un’apertura alare di 20 metri ed è primo velivolo completamente elettrico prodotto da BAE Systems. Il sistema è concepito per essere facilmente dispiegabile e smontabile per il trasporto aereo in teatro, e aggiornabile con elementi “plug and play”.
Mantis è un uav autonomo di prossima generazione in grado di eseguire la missione con un bisogno ridotto di intervento umano, grazie all’interazione avanzata del velivolo con l’ambiente di battaglia. Tale autonomia aumenta l’efficacia operativa consentendo una maggiore attenzione sulla missione, senza le usuali preoccupazioni per il controllo del veicolo da parte dell’operatore. Riduce anche il rischio di incidenti dovuti ad errore umano, così come i requisiti di collegamento dati tra il veicolo e la stazione di controllo a terra, comune con altri UAS di BAE come Taranis e Herti.
Il sistema Mantis potrà operare pienamente integrato nella infrastruttura C4I inglese, fornendo ai decisori informazioni in tempo reale accrescendo la situational awareness del campo di battaglia. Potrà trasportare significative quantità di sensori per compiti di intelligence sorveglianza e ricognizione, e, all’occorrenza, armamento.