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MoD seleziona il Piranha 5 come veicolo base del Future Rapid Effect System (FRES)

Riferimento | Esercito | Europa |


Il Piranha 5 di General Dynamics (UK) Ltd è stato provvisoriamente selezionato dal Ministry of Defence del Regno Unito come l’Utility Vehicle del programma FRES volto a rinnovare gradualmente nei prossimi 30 anni la flotta di mezzi corazzati di medio peso del British Army. Sconfiggendo i concorrenti Boxer, del consorzio tedesco-olandese ARTEC (Krauss-Maffei Wegmann, Rheinmetall e Stork), e VBCI (Véhicule Blindé de Combat d’Infanterie), della francese Nexter, il Piranha è così il primo veicolo della famiglia FRES (Future Rapid Effect System) ad essere scelto, ma in via provvisoria come misura di riduzione del rischio e per affermare l’attuale vantaggio conquistato da GD-UK sui concorrenti.

Sandy Wilson, presidente e amministratore delegato di General Dynamics UK, ha dichiarato: “Siamo felicissimi che il Piranha V sia stato scelto dall’esercito inglese come utility vehicle del programma Fres. Con oltre 9.000 Piranha già in servizio, il pedigree della famiglia parla da sè. Abbiamo continuato il lavoro di sviluppo di nostra iniziativa, e lavoreremo in stretta collaborazione con il Ministero della Difesa per abbassare il livello di rischio del programma. Allo stesso tempo, continueremo a proporre la nostra offerta per il ruolo di Utility Vehicle Integrator (UVI) e per quello successivo Fres Specialist Vehicles (SV)”.

Analogamente il 6 febbraio 2008 il MOD ha annunciato che Thales UK e Boeing sono stati nominati offerenti preferiti per coprire il ruolo di SOSI (System of Systems Integrator), figura di vertice che si occuperà della gestione del programma, integrazione finale di tutti i sistemi e supporto lungo tutta la vita operativa.
Per il ruolo di UVI invece General Dynamics concorrerà a fianco di Lockheed Martin contro i consorzi a guida BAE Systems (in cui partecipa Selex Galileo) e Thales/Boeing.

FRES consiste in una famiglia di veicoli blindati per l’esercito britannico da 27–30 tonnellate, avio-trasportabili (A400M, C-130J) e integrati nella rete di Comando e Controllo networkcentrica, che rappresenterà la spina dorsale delle brigate leggere per il prossimo futuro e sostituirà alcuni elementi dell’esistente flotta di veicoli blindati che si stanno avvicinando al termine della loro vita operativa (FV103 Spartan APC, FV432, FV430, CVR-T, Saxon).
Il potenziale contratto vale più di 22 miliardi di euro (76 nell’intera vita operativa) per 3000 veicoli in 17 varianti divisi in 5 gruppi principali: Utility, ricognizione, corazzati medi, supporto alle manovre e configurazione base.

L’entrata in servizio dei primi esemplari della nuova classe di veicoli è stimata per il 2012.

I profitti di Boeing salgono del 38% nel primo trimestre 2008

Riferimento | Industria |

Boeing ha registrato nel primo trimestre 2008 un utile per azione (EPS) pari a 1,62 dollari, con un aumento del 43 per cento rispetto allo stesso periodo 2007. L’utile netto è aumentato del 38 per cento a 1,2 miliardi, mentre il margine operativo è cresciuto all’11,3 per cento (+2,8 punti).

Il fatturato nel periodo è stato pari a 16 miliardi di dollari (+4%), mentre l’utile operativo è cresciuto del 37 per cento a 1,8 miliardi.

Il flusso di cassa operativo è più che raddoppiato a 1,9 miliardi, mentre quello disponibile è pari a 1,5 miliardi (+450%) .

Il carnet d’ordini ha raggiunto il valore record di 346 miliardi di dollari.

“Abbiamo iniziato bene un altro anno in cui prevediamo una forte performance finanziaria” dichiara Jim McNerney, presidente, amministratore delegato e direttore generale di Boeing; “stiamo affrontando in modo sistematico le varie sfide, fra le quali l’avvio della fase produttiva del 787”.

Boeing Commercial Airplanes (BCA) ha registrato nel trimestre un incremento sia dell’utile operativo ($983 milioni, +39%) che del fatturato ($8,2 miliardi, +8%).

Le consegne sono aumentate dell’8 per cento (115 aerei contro i 106 dello stesso periodo 2007). Il margine operativo è cresciuto di 2,7 punti percentuali, raggiungendo il 12 per cento.

Il portafoglio ordini ha raggiunto il valore record di $271 miliardi (oltre sette volte il valore del fatturato BCA previsto per l’intero 2008), con 289 ordini ricevuti nel trimestre.

Nei primi tre mesi di quest’anno sono stati consegnati, tra gli altri, il 1.400° esemplare di 747 e il 700° 777.

Recentemente è stata comunicata la riprogrammazione del primo volo del 787 (quarto trimestre di quest’anno) e della prima consegna (terzo trimestre 2009). Finora il Dreamliner ha ricevuto 892 ordini fermi (75 nel trimestre) da 57 clienti.

Integrated Defense Systems (IDS) ha registrato una crescita del margine operativo di 1,2 punti percentuali (11,4%) su un fatturato pari a $7,6 miliardi.

L’utile operativo è aumentato del 10 per cento a $860 milioni.

Il portafoglio ordini ha raggiunto il valore $74,8 miliardi, oltre il doppio del valore del fatturato IDS previsto per l’intero 2008.

Previsioni – La stima dell’utile per azione 2008 è confermata a $5,70-5,85, mentre per il 2009 si prevede un aumento del 20 per cento a $6,80-7.

Il fatturato 2008 è stimato a $67-68 miliardi (stabile rispetto alla previsione precedente), mentre quello 2009 è previsto a $72-73 miliardi.

È confermata la precedente stima per le consegne di aerei civili nel 2008 (475-480 esemplari), con una produzione sold-out. Le consegne 2009 sono attese a 500-505 esemplari, tra cui 25 Dreamliner.

Fonte: Boeing

USAF riceve prima LJDAM

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

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L’US Air Force ha ricevuto la prima JDAM (Joint Direct Attack Munition), bomba di precisione a guida GPS-inerziale, dotata del kit Precision Laser Guidance Set (PLGS), che consente di utilizzare il seeker laser per colpire bersagli veloci in movimento. Il kit modulare è applicabile facilmente alle preesistenti JDAM da 500 libbre.

Secondo il contratto siglato nel maggio 2007 del valore di 28 milioni di dollari, Boeing consegnerà 600 kit entro giugno del 2009. I primi test sono avvenuti presso il poligono di China Lake, in California, in marzo ed hanno visto F-15 ed F-16 sganciare diverse LJDAM che hanno inseguito e distrutto bersagli che si muovevano ad una velocità di 120 km/h.
Anche la US Navy ha condotto test analoghi utilizzando come piattaforma un AV-8B per poi passare prossimamente all’F/A-18.

Le LJDAM saranno dichiarate operative entro la fine dell’anno per venire incontro agli urgenti requisiti di aeronautica e marina USA.

“I primi investimenti nella tecnologia laser applicata alle JDAM hanno gettato le basi per soddisfare l’urgente necessità operativa di intercettare obiettivi ad alta velocità. Grazie alla forte convinzione di Boeing nelle Laser JDAM, siamo stati in grado di offrire questa capacità in soli 11 mesi”, ha detto Lynda Rutledge, direttore del 708th Armament Systems Group presso la Eglin Air Force Base, Florida.

Raytheon e Boeing insieme per il JAGM (Joint Air to Ground Missile)

Riferimento | Americhe | Esercito | Marina |

jagm.jpgBoeing Integrated Defense Systems e Raytheon hanno unito gli sforzi per competere al contratto congiunto U.S. Army-U.S. Navy relativo all’acquisizione a partire dal 2016 di un nuovo missile in grado di sostituire efficacemente i BGM-71 TOW, gli AGM-114 Hellfire e gli AGM-65 Maverick. Il nuovo missile, che sarà principalmente destinato agli elicotteri di marina ed esercito (AH-64D Apache Longbow, MH-60R Seahawk, AH-1Z Super Cobra), ma anche a UAV da ricognizione armata e agli F/A-18 E/F, supererà come prestazioni e portata gli attuali sistemi in dotazione.

Grazie al seeker tri-modale (radio-frequenze a onde millimetriche, infrarosso, laser) che permette differenti modalità di ingaggio e fornisce capacità di lock-on dopo il lancio, alla comunicazione radio integrata che consente aggiornamenti in volo e invio della stima dei danni, alla possibilità di agire in ogni condizione climatica in ambienti oscurati da fumo e polvere ed evitare contromisure di sistemi attivi, sarà possibile colpire bersagli come carri armati, bunker, edifici e barche da 20 km di distanza con maggior accuratezza.

L’interfaccia, che si basa su quella dell’Hellfire, la compatibilità e l’uso di componenti già esistenti presenti in commercio permetterano di abbattere i costi e i rischi di programma.

Anche Lockheed Martin proporrà la sua offerta riguardo il programma Joint Air to Ground Missile (JAGM), il cui valore si stima in 7 miliardi di dollari, in seguito alla richiesta di proposte (RFP) rivolta all’industria con scadenza 19 maggio a cui seguirà una fase di valutazione che decreterà chi dovrà aggiudicarsi il potenziale ordine.

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