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Il laser Avenger abbatte drone bersaglio

Riferimento | Americhe | Esercito |

Il sistema laser montato sul veicolo Avenger, un humvee modificato per compiti di difesa aerea a corto raggio e armato di 4 missili Stinger (alloggiati nella torretta di destra), ha abbattuto un unmanned aerial vehicle (UAV) durante un test condotto e finanziato da Boeing per dimostrare l’effettiva utilità delle armi ad energia diretta negli attuali scenari di combattimento.
La prova, effettuata presso il complesso di White Sands, ha visto raggiungere tutte le tappe previste a partire dall’individuazione e dall’inseguimento di tre Uav bersaglio di ridotte dimensioni in volo fra montagne e deserto per poi passare all’ingaggio di uno di essi da distanza rilevante dal punto di vista operativo. E’ la prima volta che un veicolo ha impiegato un laser per abbattere un drone. Personale del programma Cruise Missile Defense Systems dell’US Army ha presenziato al test.

“Piccoli UAV armati con esplosivo o sensori di sorveglianza sono una minaccia crescente sul campo di battaglia. Il laser Avenger, a differenza dei sistemi convenzionali, può sparare un raggio laser senza rivelare la posizione del lanciatore a causa dello scarico dei missili o dei bagliori dei colpi di cannone. Come risultato il laser Avenger può abbattere le minacce rappresentate da questi UAV mantendendo le truppe al sicuro”, ha detto Gary Fitzmire, vice presidente e direttore di programma presso Boeing Directed Energy Systems.

Il test fa seguito ad una prova condotta nel 2007 nella quale il laser ha neutralizzato a terra un IED (improvised explosive device, ordigno esplosivo improvvisato) ed un UXO (unexploded ordnance, materiale inesploso).

“Abbiamo raddoppiato la potenza del laser, aggiunto capacità avanzate di acquisizione, inseguimento e puntamento, semplificato e irrobustito il progetto in meno di un anno, a sottolineare l’abilità di Boeing di rispondere rapidamente ai bisogni dei soldati”, ha aggiunto Lee Gutheinz, direttore di programma alla Boeing per i sistemi elettro-ottici e laser ad alta energia.

Boeing è in prima linea nello sviluppo di sistemi ad energia diretta per le forze armate USA, fra i quali spiccano l’ Airborne Laser, l’Advanced Tactical Laser, l’High Energy Laser Technology Demonstrator e il Tactical Relay Mirror System.

Multiple Kill Vehicle completa test di hovering

Riferimento | Aerospazio | Americhe |


Alla National Hover Test Facility, presso la base aerea di Edwards, California, è stato condotto un test sul Multiple Kill Vehicle-L (MKV-L) per dimostrare la capacità di stazionamento autonomo a punto fisso, manovrabilità, e riconoscimento e inseguimento di un obiettivo in ambiente di volo.

Il prototipo in scala 1:1 ha volato ad un altezza di 23 piedi (7 metri) per 20 secondi, manovrando mentre contemporaneamente inseguiva un bersaglio simulato e trasmetteva video e telemetria alla stazione di controllo.

E’ stato il primo test a dimostrare la prontezza dei componenti e sottosistemi dell’MKV in volo complesso, passo importante verso l’installazione a bordo degli intercettori attualmente dislocati in Alaska e Sud California.

La missione dell’MKV-L è distruggere i missili balistici a medio e lungo raggio in arrivo diretti contro gli USA o paesi alleati durante la loro fase di metà corsa nello spazio. Il missile intercettore ospita l’MKV che a sua volta trasporta i veicoli killer incaricati di posizionarsi e manovrare sulla traiettoria del missile in arrivo.
Usando i dati combinati acquisiti dal suo seeker e dagli assetti del sistema di difesa antimissile il veicolo MKV che trasporta il carico di intercettori li rilascerà e guiderà sul bersaglio, ovvero le sue testate multiple indipendenti, o sulle contromisure da lui adottate.

L’ MKV-L è sviluppato da Lockheed Martin, in collaborazione con Pratt & Whitney Rocketdyne e Octant Technologies, mentre Raytheon sta portando avanti un progetto parallelo (MKV-R) in modo da consentire alla Missile Defense Agency di selezionare in futuro la soluzione migliore.

La Germania testa il missile PAC-3

Riferimento | Aerospazio | Americhe | Europa |

Personale della Luftwaffe, dell’US Army e di Lockheed Martin ha condotto presso il poligono di White Sands il secondo test internazionale positivo del missile PAC-3 utilizzando una batteria Patriot tedesca aggiornata allo standard “Configuration-3″. Il primo test per clienti internazionali aveva riguardato l’ingaggio di un bersaglio simulato di missile balistico tattico da parte di un PAC-3 della Japanese Self Defense Force.

Il test ha avuto come scopo dimostrare l’efficacia dei miglioramenti che riguardano sia il missile intercettore che l’elettronica del lanciatore (l’ELES – Enhanced Launcher Electronics System, in grado di interfacciarsi con tutti i missili della famiglia Patriot), il quale può ospitare ora 16 PAC-3 invece dei 4 missili della generazione precedente, e il computer per il calcolo delle soluzioni di fuoco.

Benchè ottimizzato per l’inseguimento e la distruzione di missili balistici al rientro nell’atmosfera, il sistema di difesa aereo Patriot aggiornato al nuovo standard può agire efficacemente contro minacce aeree convenzionali e missili cruise, in collaborazione con batterie antiaeree basate sui missili PAC-2.

Il PAC-3 (Patriot Advanced Capability-3) funziona secondo principio hit-to-kill utilizzando l’energia cinetica della propria testata per distruggere l’obiettivo, guidata dal seeker radar attivo in banda Ka. La Germania affiancherà al PAC-3, nella versione potenziata MSE, il missile IRIS-T SL per il programma trinazionale di sistema di difesa aerea mobile MEADS (Medium Extended Air Defense System). Questa versione ha un raggio d’azione superiore, un motore più prestazionale ed una manovrabilità migliorata garantita dalle maggiori superfici aerodinamiche, che garantiscono un aumento di capacità complessive del 50% rispetto ai normali PAC-3.

Airborne Laser: “Prima Luce”

Riferimento | Aerospazio | Americhe |


Il team industriale che cura lo sviluppo dell’ABL, un 747-400F modificato con la caratteristica torretta sul muso, ha portato a termine presso la Edwards Air Force Base, in California, il test a terra a piena energia dello Chemical Oxygen Iodine Laser (COIL), dimostrando di raggiungere la potenza necessaria per abbattere un missile balistico in volo.
Il test, che fa parte della campagna di prove effettuata per conto della U.S. Missile Defense Agency, apre la via alle prove in volo di ingaggio reale di un bersaglio programmate per il 2009.

L’Airborne Laser fa parte del programma di difesa antimissile a strati, che comprende piattaforme a terra, in mare e nello spazio per l’individuazione, l’inseguimento e la distruzione di missili balistici diretti contro il territorio degli Stati Uniti e delle nazioni alleate. In particolare l’ABL avrà il compito di abbattere i vettori nel momento in cui sono più vulnerabili, cioè nella fase ascendente (boost) del loro profilo di volo, prima della separazione delle testate.

Operando ad alta quota sopra lo strato di nuvole potrà individuare i missili in salita, illuminarli e tracciarne i parametri tramite il TILL (Track Illuminator Laser) e il BILL (Beacon Illuminating Laser), laser a stato solido, parte del sistema di controllo di fuoco del raggio sviluppato da Lockheed Martin, che rispettivamente serviranno per calcolare la distanza esatta del missile e l’inseguimento, e i parametri dell’atmosfera lungo il cammino del raggio necessari per la modulazione degli specchi per compensarne le variazioni tra ABL e missile. La sequenza di ingaggio si completerà con la risposta di fuoco affidata all’HEL (High Energy Laser), che abbatterà la minaccia in arrivo tramite utilizzo di energia diretta per far esplodere il suo apparato propulsore.

Northrop Grumman cura lo sviluppo del COIL e del BILL. Boeing, prime contractor del programma, è responsabile per la piattaforma aerea e dell’integrazione finale così come dei sistemi BMC4I (Battle Management Command, Control, Communications, Computers and Intelligence). Lockheed Martin fornirà i sistemi di controllo di fuoco e del raggio di cui fa parte il TILL, fornito da Raytheon.

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