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Contratto per la produzione del Lotto IV dell’F-35

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

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Lockheed Martin ha ricevuto dal Pentagono un contratto da 3.49 miliardi dollari per la fabbricazione a prezzo fisso di 31 F-35 Lightning II appartenenti al quarto lotto di produzione della fase LRIP (low-rate initial production). In base al contratto, Lockheed Martin produrrà 10 F-35A, versione a decollo e atterraggio convenzionale (CTOL) per la US Air Force, 16 F-35B, versione decollo corto/atterraggio verticale (STOVL) per l’US Marine Corps, 4 F-35C, variante per portaerei (CV) per la US Navy, e un F-35B per la Royal Navy (sebbene il Regno Unito abbia recentemente optato per l’acquisto di F-35C). Inoltre, i Paesi Bassi hanno un’opzione per un F-35A.

Il contratto copre anche l’acquisizione di apparecchiature di supporto alla costruzione, la strumentazione per i test di volo e attrezzature ausiliarie di missione.
L’accordo, negoziato a lungo per ridurre l’incidenza di potenziali aumenti di costo sul bilancio della Difesa USA, prevede che Pentagono e Lockheed Martin si dividano al 50% gli eventuali aumenti sul prezzo fisso concordato, con obbligo della società di sostenerli interamente qualora superassero il tetto limite concordato.

Il valore complessivo del contratto per la fase LRIP 4, che si aggiunge al precedente siglato lo scorso anno per la fase di preparazione alla produzione, è di 3.9 miliardi di dollari. Lockheed Martin è riuscita a contenere così i tagli della produzione in questa fase (il programma iniziale prevedeva 32 velivoli per il lotto IV), per far fronte all’aumento dei costi di ricerca e sviluppo causato dall’allungamento dei tempi di progettazione di alcuni componenti e dei futuri blocchi di codice del software avionico.

“Siamo concentrati per consegnare il caccia di quinta generazione nelle mani dei piloti Usa e alleati il più rapidamente e al minor costo possibile”, ha detto Larry Lawson, Vice Presidente Esecutivo di Lockheed Martin e Direttore del programma F-35.

I velivoli della fase LRIP 4 si aggiungono ai 31 già ordinati per le fasi LRIP 1-3, tre dei quali sono già usciti dalla fabbrica di Fort Worth, andando ad affiancare i diciannove aerei riservati alla campagna di test. Gli Stati Uniti e le otto nazioni partner del programma, più Israele, hanno programmato inizialmente un acquisto di oltre 3.100 F-35, ma gli ordini definitivi è probabile che siano significativamente ridotti.

Il programma F-35 fa affidamento su 900 fornitori in 45 stati americani, e direttamente o indirettamente dà lavoro a oltre 127.000 persone. Altre migliaia sono al lavoro nei paesi partner, Regno Unito, Italia, Paesi Bassi, Turchia, Canada, Australia, Danimarca e Norvegia, che hanno investito oltre 4 miliardi di dollari nel Joint Strike Fighter, il più grande programma di acquisizione aeronautico al mondo i cui costi complessivi toccano i 382 miliardi di dollari.

Vola l’F-35 con il software Block 1

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

f-35
L’esemplare BF-4 di F-35 Lightning II, versione STOVL (short takeoff/vertical landing) del JSF, ha iniziato una nuova campagna di prove in volo per testare il nuovo software Block 1 installato a bordo, l’elemento fondamentale per tutti i successivi sviluppi del programma per la gestione dell’avionica dell’aereo. Il volo di controllo funzionale è partito dalla Naval Air Station Patuxent River ed è durato un’ora e mezza, permettendo lo svolgimento di tutti i punti di prova previsti, e aprendo così la strada alla estesa verifica nei prossimi mesi di tutti i sistemi di missione.

Attualmente sugli attuali F-35 è installata la versione Block 0.5, che include il 60 per cento delle funzionalità iniziali, comprese la ricerca e l’inseguimento aria-aria a lungo raggio, la modalità SAR, identificazione IFF, navigazione e allarme radar.

Il software Block 1 permetterà il funzionamento della maggior parte dei sensori primari dell’F-35, compresi radar, suite da guerra elettronica, DAS e EOTS, costituendo la base fondamentale di tutti gli aggiornamenti software successivi. Permetterà anche una iniziale capacità di rilascio delle armi a bordo, così come abiliterà una prima “sensor fusion”, ovvero l’organizzazione coerente di tutte le informazioni provenienti dai sensori di bordo, per fornire al pilota una completa consapevolezza situazionale sul campo di battaglia.

Il Block 1 è entrato nella fase di test volo dal mese di maggio a bordo della piattaforma CATBird (Cooperative Avionics Test Bed), un 737 altamente modificato che incorpora l’intero pacchetto dei sistemi di missione dell’F-35. La validazione iniziale di tutti gli aggiornamenti avverrà su questo banco di prova prima di essere introdotti a bordo del JSF.

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UK: Pubblicata la Strategic Defence and Security Review

Riferimento | Analisi | Europa |

Il documento presentato dal Primo Ministro inglese Cameron contiene i piani per rimodellare le forze armate in vista degli scenari previsti dalla National Security Strategy, comprese alcune variazioni rispetto alle ipotesi delineate precedentemente alla sua uscita. Lo strumento militare diverrà più snello ma complessivamente più efficiente, in termini di capacità per spesa pubblica.
I piani prevedono una riduzione del personale nei prossimi cinque anni in tutti e tre i servizi; in particolare la Royal Navy ridurrà il proprio organico con un taglio di circa 5.000 persone, l’esercito di 7.000, l’aeronautica di 5.000; il personale civile verrà ridotto di 25.000 unità.

Nel dettaglio:

La Royal Navy avrà una forza di superficie basata su 19 unità, tra fregate e cacciatorpedinieri (fra cui le Type 45 e 26), e la nuova portaerei HMS Queen Elizabeth (che trasporterà di norma 12 F-35C, con possibilità di aumento a 36, ed una componente ad ala rotante basata su 12 fra AW101 e Chinook, oltre ad 8 Apache a seconda della missione), riconfigurata con catapulte e cavi d’arresto. La modifica comporterà uno slittamento dell’entrata in servizio di circa tre anni. La HMS Price of Wales verrà costruita e messa subito in stato di “extended readiness”, ovvero sostanzialmente non operativa ma pronta ad entrare in azione a seconda delle necessità (la decisione se tenerla o venderla verrà presa nel 2015). La componente sottomarina sarà basata sui 4 SSBN Vanguard (che costituiscono il deterrente nucleare inglese e verranno sostituiti a partire dal 2028) e sui nuovi 7 sottomarini d’attacco classe Astute. La 3 Commando Brigade continuerà a costituire l’ossatura principale delle forze d’assalto anfibio inglesi, in grado di sbarcare rapidamente via elicottero 1.800 uomini, veicoli e strutture di comando e supporto.
Entro il 2015 il personale si assesterà sui 30.000 uomini, con una ulteriore riduzione di 1.000 persone entro il 2020.
La HMS Ark Royal verrà pensionata immediatamente, così come una fra la HMS Ocean o la HMS Illustrious (al termine di uno studio ad hoc verrà mantenuta quella che offrirà le migliori capacità nel ruolo di portaelicotteri), 4 fregate ed una nave della classe Bay (LSD). La componente elicotteristica marittima sarà basata su Wildcat e Merlin di AgustaWestland.

Il British Army sarà strutturato intorno a cinque brigate multi-ruolo (una verrà tagliata), di cui 4 in supporto alla singola con alto livello di prontezza di intervento. Ciascuna sarà articolata su una forza da ricognizione, una di fanteria leggera e una meccanizzata. La 16 Air Assault Brigade, tra le prime ad entrare in azione in caso di conflitto, verrà mantenuta insieme alle sue unità di supporto e addestramento.
L’esercito manterrà inoltre la capacità di comandare operazioni ad alto livello attraverso l’Allied Rapid Reaction Corps (ARRC) in ambito NATO, e ridislocare un quartier generale divisionale con uno in stato di supporto.
La forza complessiva verrà ridotta a 95.000 persone entro il 2015, ma senza alcuna modifica alle unità combattenti in Afghanistan, con ipotesi di arrivare a 94.000 entro il 2020; i carri Challenger 2 verranno tagliati del 40% e l’artiglieria pesante (AS90) di circa il 35%.

La Royal Air Force sarà basata su velivoli Eurofighter Typhoon ed F-35C Lightning II Joint Strike Fighter (il cui ordine definitivo subirà dei tagli); capacità ISTAR (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition and Reconnaissance) verrà fornita dai 7 E-3D Sentry e dai 3 RC-135 Rivet Joint ordinati a marzo, oltre che dagli assetti unmanned. La componente da trasporto si articolerà su 7 C-17 e 22 A400M; i 14 nuovi tanker A330 (che sostituiranno dal 2013 i VC-10 e Tristar) all’occorrenza potranno trasportare uomini o materiale. Verranno acquisiti altri 12 elicotteri Chinook da affiancare ai Merlin.
L’aeronautica si stabilizzerà inizialmente su 33.000 uomini entro il 2015, 31.500 entro il 2020; La flotta di C-130J Hercules sarà pensionata nel 2022 dieci anni prima di quanto previsto in favore dei più capaci A400M; ritiro previsto anche per l’aereo per raccolta informazioni tattiche R1 Sentinel ASTOR (Airborne Stand-Off Radar) poichè non più necessario per sostenere le operazioni in Afghanistan.
La flotta di Tornado GR4 verrà ridotta mentre quella di Harrier verrà completamente pensionata nel 2011. Ciò determinerà la sospensione dell’aviazione navale basata su velivoli ad ala fissa fino al 2020, quando arriverà l’F-35C, che come l’Harrier, sarà gestito congiuntamente dalla RAF e dalla Royal Navy; il programma per gli aerei da pattugliamento marittimo Nimrod MRA4 verrà cancellato.

Regno Unito: Pubblicata la National Security Strategy “A Strong Britain in an Age of Uncertainty”

Riferimento | Analisi | Europa |

Il Ministero della Difesa del Regno Unito ha pubblicato il documento programmatico contenente le linee guida strategiche per la Sicurezza Nazionale chiamato “A Strong Britain in an Age of Uncertainty”. La nuova National Security Strategy definisce i rischi principali a cui si prevede sarà sottoposto il paese dividendoli in tre gruppi secondo importanza decrescente determinata dal possibile impatto e dalla probabilità di realizzazione.
Al primo posto per livello di priorità compaiono:

• il terrorismo internazionale, scatenato contro il Regno Unito o i suoi interessi, e condotto attraverso attacchi chimici, biologici, radiologici o nucleari. Previsto anche il rischio di un significativo aumento del terrorismo in Irlanda del Nord.
• attacchi informatici ostili condotti da altri stati, ed un aumento dei crimini informatici su larga scala.
• possibilità di un incidente rilevante o di una calamità naturale che richieda una risposta a livello nazionale, come gravi inondazioni costiere riguardanti tre o più regioni del Regno Unito, o una pandemia influenzale.
• una crisi militare internazionale tra stati, che potrebbe coinvolgere il Regno Unito, i suoi alleati, nonché altri stati e attori non statuali.

Al secondo posto, fra i rischi meno probabili ma con stesso livello di impatto, compaiono:

• un attacco diretto contro il Regno Unito o i territori d’oltremare da parte di un’altro stato, o condotto per procura, con utilizzo di armamenti chimici, biologici, radiologici o nucleari (CBRN).
• rischio di instabilità, insurrezione o guerra civile in territori che potrebbero costituire un ambiente favorevole ai terroristi come base per poi minacciare il Regno Unito.
• un aumento significativo del livello della criminalità organizzata che interessa il Regno Unito.
• disturbo delle informazioni ricevute, trasmesse o raccolte dai satelliti, come probabile risultato di un deliberato attacco di un altro stato.

Al terzo posto infine compaiono rischi ritenuti meno probabili come:

• un attacco militare convenzionale (che non preveda l’uso di armi CBRN) su larga scala contro il Regno Unito sferrato da un altro stato con vittime e danni alle infrastrutture nazionali.
• un aumento significativo del livello di infiltrazione terroristica, della criminalità organizzata, di immigrazione clandestina e di traffico di merci attraverso la frontiera.
• interruzione delle forniture di petrolio o gas nel Regno Unito, o instabilità dei prezzi, a causa di guerre, incidenti, gravi scoinvolgimenti politici, o manipolazione deliberata del livello di approvvigionamento da parte dei produttori.
• una fuoriuscita di materiale radioattivo da un sito nucleare civile all’interno del Regno Unito che colpisca una o più regioni.
• un attacco convenzionale di uno stato contro un altro membro della NATO o dell’Unione Europea a cui il Regno Unito dovrebbe rispondere.
• un attacco contro un territorio d’oltremare del Regno Unito come risultato di una controversia sulla sovranità, o un più ampio conflitto regionale.
• un disturbo a breve e medio termine delle forniture internazionali di risorse (ad esempio alimenti, minerali) essenziali per il Regno Unito.

Per contrastare questi rischi il governo del Primo Ministro Cameron rilascierà oggi la Strategic Defence and Security Review (SDSR), che fornirà una più attenta descrizione della risposta del Regno Unito calibrata sull’analisi degli scenari individuati dalla National Security Strategy, e su un taglio dei finanziamenti alla Difesa dell’8% in 5 anni (circa 5 miliardi di euro in totale). In particolare la SDSR supporterà e guiderà i lavori di tutti i dipartimenti e le agenzie coinvolti nella sicurezza nazionale in modo che l’approccio ai diversi temi sia corale, ottimizzando così la spesa.

A fronte di questi imput sorgono importanti novità, che delineano la volontà di raggiungere un maggior equilibrio tra risorse e spesa verso un modello di difesa per i prossimi 40 anni che preveda forze armate numericamente più piccole ma complessivamente più efficienti.

Il Regno Unito è destinato a perdere la sua capacità di attacco dal mare fino al 2020, un buco di capacità che il Ministro della Difesa Liam Fox considera analogo a quello occorso negli anni ’70 con l’arrivo dei primi Harrier. In particolare la Royal Navy pensionerà immediatamente la HMS Ark Royal, e per la nuova portaerei in costruzione da 65.000 tonnellate HMS Queen Elizabeth si delinea un ruolo di LHD, portaelicotteri utilizzabile in missioni di assalto anfibio, dal momento in cui verrà messa fuori servizio la HMS Illustrious.
cvf

Poichè le previsioni di spesa rendono incompatibile la coesistenza di due unità maggiori come le portaerei gemelle Queen Elizabeth e Prince of Wales, dopo circa tre anni di servizio, il governo potrebbe decidere di vendere la prima nel 2019 in coincidenza dell’entrata in servizio della seconda. In particolare la HMS Prince of Wales verrà convertita a portaerei CATOBAR rimuovendo lo sky-jump e attrezzando l’unità (già predisposta per quest’intervento) con catapulte e cavi d’arresto, per renderla più interoperabile con gli aerei francesi ed americani. Naturalmente il Regno Unito abbandonerà l’acquisto di F-35B (versione a decollo corto e atterraggio verticale) per ordinare la versione con maggiore autonomia e carico bellico F-35C che arriverebbe a bordo della nave a partire dal 2020.

La decisione sul programma di sottomarini successore degli SSBN Vanguard dovrà essere rimandata fino alle prossime elezioni generali nel 2015, ma il Regno Unito riceverà come programmato tutti i sette classe Astute in modo da mantenere inalterata la base industriale e le competenze del paese nel settore. La vita operativa dei classe Vanguard sarà prorogata fino alla fine del 2020, così come il suo deterrente nucleare.

Londra ridimensionerà l’esercito con un taglio di 7.000 soldati, 100 carri armati, 200 dei suoi veicoli corazzati e una brigata corazzata. Le truppe di stanza in Germania verranno ritirate e dislocate in una delle due basi che la RAF ha programmato per la chiusura.

La RAF perderà almeno 5.000 effettivi, mentre la Royal Navy 4.000, mentre le forze speciali della Gran Bretagna beneficieranno di un aumento in termini di bilancio e personale.

Il dettaglio delle misure che verranno adottate verrà esposto in parlamento oggi pomeriggio dal Premier Cameron.

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