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Fregate Fremm: Finanziate 4 Unità

Riferimento | Europa | Marina |

Fregata Europea Multi-Missione (FREMM)
L’Occar (Organizzazione congiunta di cooperazione in materia di armamento) ha siglato con il Ministero della Difesa un contratto relativo alla seconda tranche del programma della Marina Militare per le fregate multi-missione Fremm che permette il finanziamento di altre 4 unità della serie, oltre le 2 già ordinate. In particolare per la realizzazione delle prime due fregate sono stati stanziati 1.25 miliardi di euro, 51 milioni per la preparazione e supporto, 1.63 miliardi relativi alla realizzazione delle altre 4 unità, 130 milioni per il supporto di tutte e sei le unità. Due navi verranno finanziate con i fondi del Ministero per lo Sviluppo Economico, mentre le restanti saranno a carico del bilancio del Ministero della Difesa, così come stabilito dalla Finanziaria 2008. “Il programma possiede un forte potenziale di ricaduta anche sull’industria civile, ed una grande valenza per l’industria ad alta tecnologia del Paese”, ha detto il sottosegretario alla Difesa Lorenzo Forcieri.
La prima consegna avverrà nel 2012, le altre unita’ verranno consegnate, a seguire, ciascuna all’inizio di ogni anno a partire dal 2013 e fino al 2017. “Abbiamo assolto un rilevante impegno internazionale. E la nostra industria, con prodotti come questi, ad altissimo contenuto tecnologico, potrà competere con successo su mercati esteri sempre più aggressivi”, ha aggiunto Forcieri.
Il programma italo-francese per le fregate multi-missione FREMM/Rinascimento prevede la costruzione di 27 unità, 10 delle quali per la Marina Militare, per compiti ASW (Anti Submarine Warfare), ASUW (Anti Surface Warfare), difesa aerea e attacco litoraneo (Francia). La Francia fino ad oggi ne ha ordinate otto. Per la parte italiana è prevista una spesa complessiva intorno a 4.5 miliardi di euro. Nel programma per il gruppo Finmeccanica sono coinvolte diverse aziende: Selex Sistemi Integrati, Selex Communications, Oto Melara, Wass e le partecipate MBDA e Avio. Per lunedì è prevista la cerimonia di taglio della lamiera della prima fregata con cui si darà l’avvio produttivo del programma presso gli stabilimenti Fincantieri di Riva Trigoso.

Patriot PAC-3 MSE per il MEADS (Medium Extended Air Defense System)

Riferimento | Americhe | Europa | Industria |

meads.jpgL’ Agenzia NATO che gestisce il programma trinazionale MEADS (Medium Extended Air Defense System), finanziato per il 58% dagli Stati Uniti, per il 25% dalla Germania e per il 17% dall’Italia, si è aggiudicata un contratto di 66 milioni di dollari per incorporare i PAC-3 Missile Segment Enhancement (MSE) di Lockheed Martin quali intercettori base del sistema. Il nuovo missile ha un raggio d’azione superiore, un inviluppo di ingaggio del bersaglio più largo, un motore più prestazionale e una manovrabilità migliorata garantita dalle maggiori superfici aerodinamiche, che garantiscono un aumento di capacità complessive del 50% rispetto ai normali PAC-3, selezionato come missile base del MEADS quando lo sviluppo del programma ha avuto inizio nel 2004.
Il comitato direttivo del programma, composto da un rappresentante governativo di ciascuno dei paesi partecipanti, ha raccomandato la modifica a seguito della presentazione di uno studio da parte di MI (MEADS International, joint venture di MBDA, Lockheed Martin e LFK) che ha messo in evidenza gli effetti positivi derivanti dall’adozione dei PAC-3 MSE.
Il sistema incorporerà i lanciatori e il nuovo missile, funzionante secondo principio “hit-to-kill”, sensori di sorveglianza e controllo di fuoco a 360 gradi, e centri di comunicazione e gestione del campo di battaglia integrati in rete. Il MEADS fornirà una maggiore protezione alle forze sul campo e flessibilità, con un assetto critico per la difesa nazionale contro missili balistici tattici, missili da crociera, aerei e UAV/UCAV.
Nel maggio 2005, MEADS International ha firmato un contratto del valore di oltre 3 miliardi di dollari (1.9 miliardi di euro) per la progettazione e sviluppo del sistema.
Una volta completato, il MEADS sarà il solo sistema antiareo e missilistico in grado di seguire il trasporto tattico di truppe e di iniziare le operazioni quasi immediatamente. Più importante, la sua architettura aperta fornirà difesa aerea configurabile a seconda delle esigenze di missione o nazionali, con un significativo risparmio di costi. Sostituirà i sistemi Patriot negli Stati Uniti, i sistemi Nike Hercules in Italia e integrerà i sistemi Patriot in Germania.
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Il punto sul lanciatore VEGA

Riferimento | Aerospazio | Europa |

vega.jpgNei giorni scorsi è stato effettuato un test decisivo per lo sviluppo di un nuovo lanciatore europeo, il Vega, a cui l’Italia guarda con molta attenzione. Il progetto Vega è infatti nato in Italia e oggi il nostro paese sostiene il programma di sviluppo con il 65% dei finanziamenti.
Il punto sul programma con il giornalista scientifico che collabora con l’ESA, Stefano Sandrelli.

Come è andato il test?

Si è trattato del test di qualifica del P80, il motore del primo stadio di Vega, il nuovo lanciatore europeo in via di sviluppo. Era quindi l’ultima “prova a fuoco”, cioè l’ultimo test di accensione a terra. Il test successivo del P80 coinciderà con il primo volo (di qualifica) del lanciatore.

Il test ha dato risultati ottimi. Motori come il P80 sono decisamente complessi e lavorano in condizioni estreme. Si pensi soltanto alle migliaia di gradi e alle diverse decine di bar di pressione alle quali le varie parti del motore sono sottoposte, primo fra tutti l’ugello di spinta, attraverso il quale passa il propellente.

Quando si esegue un test di questo tipo, la prima cosa da valutare è il confronto fra il comportamento atteso del motore e quello effettivamente misurato nel corso delle prove. Si pone l’attenzione su alcuni parametri fondamentali, come la pressione e la temperatura in varie parti del motore, la spinta, il comportamento degli attuatori e se ne verifica l’evoluzione nel corso del test, confrontandola con le previsioni teoriche. Nel nostro caso, le curve di pressione e di spinta sono assolutamente perfette, così come i dati relativi alla temperatura e agli altri parametri: i sensori per le misurazioni che avevamo disposto lungo il motore per analizzarlo nel corso del test hanno rilevato dati che riproducono esattamente la performance prevista. In altri termini il comportamento globale del motore è quello che i tecnici si aspettavano.

È un risultato davvero notevole, che ci auspicavamo ma non che non potevamo dare per scontato in un motore di questo tipo, nel quale vi sono diverse tecnologie nuove, sia dal punto di vista dei materiali che come struttura.

Facciamo un passo indietro e parliamo brevemente del lanciatore Vega. Di che cosa si tratta? Che “parentela” c’è con la famiglia di lanciatori europei Ariane?

Vega è un lanciatore per satelliti di piccole dimensioni, che farà parte della famiglia di lanciatori europei: affiancherà l’Ariane 5, un lanciatore per satelliti fino a 10 tonnellate, e i lanciatori Soyuz, che coprono satelliti di massa intermedia. Tutti i lanciatori europei saranno lanciati dallo spazio-porto dell’ESA a Kourou, nella Guyana Francese.

Vega è un razzo-vettore a quattro stadi, i primi tre stadi sono alimentati da propellente solido, il quarto stadio e’costituito da un modulo propulso da un motore a propellente liquido. È stato progettato per una missione nominale che prevede il lancio di un carico di 1500 kg e la sua immissione in un’orbita circolare sincrona con il Sole a una quota di 700 kilometri.

Questo non significa che tutte le missioni saranno di questo tipo: paradossalmente, potrebbe non essercene nemmeno una di quel genere. Dire “1500 kg in orbita circolare di 700 km di quota” significa solo dare una missione di riferimento che aiuti a capire le prestazioni: diminuendo il carico, può aumentare la quota dell’orbita. Possiamo modificare anche l’inclinazione dell’orbita rispetto all’equatore terrestre, andando da orbite polari a orbite equatoriali. In generale l’intervallo di carico utile che Vega sarà in grado di lanciare va dai 300 kg a circa 2500 kg. Inoltre potrà lanciare anche più di un satellite alla volta. Anche da questa breve descrizione risulta chiaro che uno dei punti di forza di Vega è la sua flessibilità.

Vega, inoltre, non è solo un lanciatore, ma anche un dimostratore tecnologico: il P80, solo per fare un esempio, il motore del primo stadio di cui abbiamo parlato, è stato progettato con tecnologie che saranno applicate anche alle future versioni dei motori degli Ariane5.

Vega sarà utilizzato solo dall’ESA oppure anche da altri paesi?

L’idea di progettare un lanciatore per satelliti di dimensioni ridotte è legata anche al fatto, come accennavo, di completare l’offerta commerciale dei lanciatori europei. Presto saremo in grado di offrire l’Ariane 5 per satelliti di grandi dimensioni, come per esempio per le telecomunicazioni, o per orbite geostazionarie; la Soyuz per satelliti di dimensioni intermedie e, appunto, Vega per i satelliti di dimensioni ridotte. Uno degli obiettivi e’ proprio di immettere sul mercato dei lanciatori uno traghettatore per lo spazio che risulti circa il 20% in meno di quanto non costi acquistare un “passaggio” attraverso un lanciatore statunitense, per esempio.

In ogni caso, per i primi lanci stiamo valutando soprattutto satelliti dell’ESA. In particolare quelli dedicati alle Osservazioni della Terra come Eolus, o alla ricerca astronomica e cosmologica, come LISA Pathfinder o, infine alla dimostrazione tecnologica, come Proba 3. Con il suo volo di qualifica, il primo Vega porterà in orbita invece un satellite dell’Agenzia spaziale Italiana (ASI).

A questo punto come procederà lo sviluppo del lanciatore? Quando è previsto il primo lancio vero e proprio?

Il prossimo appuntamento è la qualifica del motore del secondo stadio del lanciatore, lo Zefiro23, prevista per fine febbraio presso il centro di Salto di Quirra, a circa 60 kilometri da Cagliari, in Sardegna, sotto il comando dell’Aeronautica militare italiano. Nei mesi successivi passeremo poi ai test relativi al motore del terzo stadio, lo Zefiro 9. Se tutto va bene, a fine 2008 ci aspetta il volo di qualifica del lanciatore.

Credo che sia importante sottolineare l’importanza di questo progetto per l’Italia. Non solo il nostro paese finanzia lo sviluppo al 65%, ma anche la gestione del programma è condotta in Italia, e in particolare da ESRIN, il Centro per le Osservazioni della Terra dell’ESA che sorge a Frascati. Questo permette al nostro paese di gestire un progetto molto complesso e a lungo termine, sviluppando molti contatti a livelli internazionali, che possono essere di grande aiuto per lo sviluppo e il successo della nostra industria aerospaziale a livello mondiale.

Il team industriale per il P80, infatti, è guidato dalla joint venture italo-francese Europropulsion, per delega da parte della italiana Avio SpA. Il responsabile principale dello sviluppo del lanciatore è inoltre la ELV SpA, una joint venture tra Avio SpA e ASI. Al progetto Vega, oltre a Italia e Francia partecipano anche Belgio, Svizzera, Spagna, Olanda e Svezia.

Fonte: ESA

Finmeccanica lancia Offerta Pubblica di Acquisto sulla società britannica Vega

Riferimento | Europa | Industria |

logovega.PNGFinmeccanica comunica di voler lanciare un’offerta pubblica di acquisto (OPA) in contanti per l’acquisizione della Vega plc, società britannica quotata alla Borsa di Londra e attiva nei settori Difesa, Aerospazio e servizi governativi, al prezzo unitario di 280 pence per azione, per un valore complessivo di circa 61,6 milioni di sterline su base fully diluted (circa 90 milioni di euro).
L’offerta – ritenuta congrua e favorevole dagli amministratori di Vega, che hanno peraltro raccomandato all’unanimità agli azionisti di accettarla nonché confermato irrevocabilmente di aderire all’OPA per la parte di azioni in loro possesso – è condizionata al raggiungimento di un numero di adesioni tali da consentire a Finmeccanica di acquistare più del 90% del capitale sociale di Vega salvo il diritto di Finmeccanica a rinunciare a tale condizione ove le adesioni superassero il 50% del capitale sociale. La transazione è soggetta alle consuete autorizzazioni regolamentari nonché alla sottoscrizione, come già avvenuto in passato per acquisizioni di società inglesi operanti nel settore Difesa, di specifici impegni con le autorità britanniche preposte alla tutela degli interessi di sicurezza nazionale.
E’ intenzione di Finmeccanica, che farà fronte all’impegno finanziario tramite ricorso a linee di credito disponibili, procedere al de-listing della società ove le adesioni fossero almeno pari al 75% del capitale di Vega nonché esercitare il diritto di squeeze out nel caso in cui le adesioni raggiungessero almeno la soglia del 90% del capitale.
L’acquisizione consolida in maniera considerevole la presenza di Finmeccanica sul mercato britannico, in un settore chiave quale quello dell’elettronica per la Difesa. “L’operazione – ha spiegato il Presidente e Amministratore Delegato di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini – rientra nella nostra strategia di crescita internazionale e rappresenta un ulteriore rafforzamento dei rapporti con il Ministero della Difesa Britannico. Questa acquisizione ha un significativo valore strategico, non solo per le notevoli opportunità che possono scaturire con le aziende del Gruppo Finmeccanica operanti nell’Elettronica per la Difesa e dell’Aerospazio, ma anche per le importanti attività che Vega svolge con gli enti governativi britannici, in particolare nel settore della sicurezza e difesa”.
Vega opera prevalentemente come società di consulenza ingegneristica e tecnologica e come fornitore di soluzioni avanzate per la simulazione e il training, in particolare in Uk e Germania. Tra i principali programmi in cui Vega è coinvolta si ricordano l’Eurofigther, il sistema Galileo, il NEC (Network Enable Capability) e il Watchkeeper.
L’offerta di 280 pence per azione rappresenta un premio di:

• il 27,3% rispetto al prezzo di chiusura di 220 pence del 28 Novembre 2007, ultimo giorno lavorativo
utile prima dell’annuncio dell’offerta su Vega;

• il 34,3% rispetto al prezzo di chiusura del 29 ottobre 2007, ovvero un mese prima dell’annuncio.

Il prospetto informativo, contenente termini e condizioni dell’offerta, sarà pubblicato a breve e comunque entro 28 giorni dalla data odierna.
UBS e Dewey & LeBoeuf hanno agito rispettivamente in qualità di consulente finanziario e legale di Finmeccanica per l’operazione.

Fonte: Finmeccanica

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