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Contratto a Rolls-Royce per i motori delle LCS

Riferimento | Americhe | Marina |

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Rolls-Royce si è aggiudicata il contratto (il maggiore mai stipulato per navi di superficie) per la fornitura dell’impianto di propulsione delle 10 Littoral Combat Ship che verranno costruite da Lockheed Martin e Fincantieri per la US Navy. In particolare RR fornirà le potenti turbine a gas MT30 da 36 megawatt (che equipaggeranno anche le portaerei inglesi classe Queen Elizabeth così come i cacciatorpedinieri DDG-1000 Zumwalt) e i waterjets che consentono alle navi di raggiungere velocità di punta di 40 nodi e disporre di ampia manovrabilità per operare in scenari litoranei e in acque poco profonde. Rolls-Royce ha già fornito l’impianto di propulsione alla USS Freedom (in servizio) e alla USS Fort Worth (completata all’80%), le prime due unità costruite dal team industriale guidato da Lockheed Martin; ciascuna LCS è equipaggiata con due MT30 e quattro waterjet, compresi i generatori diesel elettrici di Isotta Fraschini Motori e i motori diesel di Fairbanks Morse Engine. Il presente ordine copre la fornitura dell’intero sistema di propulsione per una nave, con opzione per le altre nove.

Il programma LCS ha subito dopo molti ritardi e ripensamenti un’accelerazione a fine dicembre con la firma di un contratto per la costruzione di 20 LCS, 10 delle quali verranno costruite da Lockheed Martin, appoggiandosi ai cantieri Marinette Marine di Fincantieri, e 10 dal consorzio guidato da Austal. Tale decisione è arrivata in seguito alla dimostrazione da parte delle società coinvolte di essere in grado di consegnare le unità ad un costo inferiore a quello limite imposto dal Congresso americano e alla volontà della marina di mantenere entrambe le varianti in linea. Ciascun team dovrà consegnare due LCS l’anno fino al 2015.

Le LCS, unità tecnologicamente avanzate e particolarmente innovative, riconfigurabili facilmente con diversi pacchetti di missione, saranno impiegate in missioni ASuW, MIW e ASW, ma sono adatte a contrastare efficacemente anche minacce di tipo asimmetrico, derivanti da potenziali attacchi terroristici. Ciascuna unità ha un dislocamento a pieno carico di 3.000 tonnellate, è lunga 115 metri e larga 17.5 metri; è dotata di un ampio ponte di volo e di un hangar in grado di ospitare due elicotteri o uav a decollo verticale. Queste navi potranno essere impiegate, inoltre, per una vasta gamma di azioni di supporto, di pattugliamento e umanitarie.

MEADS: Arrivato in Italia il modulo Battle Manager

Riferimento | Aerospazio | Europa |


E’ giunto al sito MBDA di Fusaro il modulo di gestione del campo di battaglia del sistema MEADS (Medium Extended Air Defense System), strumento mobile di difesa aerea a corto-medio raggio destinato a sostituire le batterie di Patriot, Hawk e Nike Hercules di Stati Uniti, Germania e Italia. Il Battle Manager, un container che racchiude il centro operazioni tattiche, installato a bordo del veicolo Aris AGC170 (la piattaforma scelta dall’Italia), verrà raggiunto a breve dagli altri moduli del sistema presso la base dell’aeronautica militare di Pratica di Mare, come parte dei lavori di integrazione in vista dei futuri test che verranno compiuti nel 2012 presso il poligono missilistico di White Sands, in New Mexico.

Attualmente altri cinque moduli sono in costruzione per supportare l’integrazione e le future attività di qualificazione del sistema. Utilizzando interfacce standard e un’architettura aperta, il Battle Manager è in grado di lavorare sfruttando appieno l’ambiente network-centrico per comandare e controllare la rete di sensori e lanciatori del sistema MEADS, ma anche piattaforme che non ne fanno parte. Attraverso la funzionalità “collega e combatti”, sensori, lanciatori, e moduli di gestione agiscono da nodi della rete MEADS. Un comandante può aggiungere o sottrarre elementi al sistema a seconda della situazione senza spegnere o interrompere il servizio, per esempio per proteggere le forze in teatro durante un rapido ridislocamento. Questa flessibilità viene applicata per la prima volta ad un sistema di difesa aerea e antimissile. “L’architettura del MEADS e il Battle Manager forniscono la capacità di integrare infinite combinazioni di sensori e armi in una sola rete”, ha commentato il Direttore Tecnico di MEADS International, Claudio Ponzi.

La configurazione base del sistema richiede solo un lanciatore, un battle manager, ed il radar per il controllo di fuoco a banda X che incorpora il dispositivo di riconoscimento IFF (Identification Friend or Foe) di Selex Sistemi Integrati, più performante degli analoghi americani grazie anche all’avanzato sistema crittografico. E’ la prima volta che un dispositivo del genere costruito in Europa viene installato su un assetto in larga parte americano; verrà integrato anche sul radar di sorveglianza UHF.

Il MEADS ha dimostrato di poter difendere fino a 8 volte l’area di copertura dei sistemi che andrà a sostituire, richiedendo un minor numero di assetti. Questo consente una notevole riduzione del personale e delle attrezzature impiegate, così come la domanda di trasporto aereo. Nel mese di agosto, il programma MEADS ha completato la Critical Design Review, ed è ora incentrato sulle attività finali di costruzione, integrazione e test.

Il MEADS è un programma trinazionale di Germania, Italia e Stati Uniti volto a fornire un assetto di difesa aerea in grado di operare contro aerei, missili da crociera, missili balistici tattici.

Il missile Patriot PAC-3 Missile Segment Enhancement (MSE) di Lockheed Martin sarà l’intercettore base del sistema, con l’IRIS-T SL come seconda soluzione per la difesa ravvicinata scelta dalla Germania.

Nella foto il veicolo ACG170 con il lanciatore del sistema Spada 2000 (foto: Aris)

Contratto per la produzione del Lotto IV dell’F-35

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

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Lockheed Martin ha ricevuto dal Pentagono un contratto da 3.49 miliardi dollari per la fabbricazione a prezzo fisso di 31 F-35 Lightning II appartenenti al quarto lotto di produzione della fase LRIP (low-rate initial production). In base al contratto, Lockheed Martin produrrà 10 F-35A, versione a decollo e atterraggio convenzionale (CTOL) per la US Air Force, 16 F-35B, versione decollo corto/atterraggio verticale (STOVL) per l’US Marine Corps, 4 F-35C, variante per portaerei (CV) per la US Navy, e un F-35B per la Royal Navy (sebbene il Regno Unito abbia recentemente optato per l’acquisto di F-35C). Inoltre, i Paesi Bassi hanno un’opzione per un F-35A.

Il contratto copre anche l’acquisizione di apparecchiature di supporto alla costruzione, la strumentazione per i test di volo e attrezzature ausiliarie di missione.
L’accordo, negoziato a lungo per ridurre l’incidenza di potenziali aumenti di costo sul bilancio della Difesa USA, prevede che Pentagono e Lockheed Martin si dividano al 50% gli eventuali aumenti sul prezzo fisso concordato, con obbligo della società di sostenerli interamente qualora superassero il tetto limite concordato.

Il valore complessivo del contratto per la fase LRIP 4, che si aggiunge al precedente siglato lo scorso anno per la fase di preparazione alla produzione, è di 3.9 miliardi di dollari. Lockheed Martin è riuscita a contenere così i tagli della produzione in questa fase (il programma iniziale prevedeva 32 velivoli per il lotto IV), per far fronte all’aumento dei costi di ricerca e sviluppo causato dall’allungamento dei tempi di progettazione di alcuni componenti e dei futuri blocchi di codice del software avionico.

“Siamo concentrati per consegnare il caccia di quinta generazione nelle mani dei piloti Usa e alleati il più rapidamente e al minor costo possibile”, ha detto Larry Lawson, Vice Presidente Esecutivo di Lockheed Martin e Direttore del programma F-35.

I velivoli della fase LRIP 4 si aggiungono ai 31 già ordinati per le fasi LRIP 1-3, tre dei quali sono già usciti dalla fabbrica di Fort Worth, andando ad affiancare i diciannove aerei riservati alla campagna di test. Gli Stati Uniti e le otto nazioni partner del programma, più Israele, hanno programmato inizialmente un acquisto di oltre 3.100 F-35, ma gli ordini definitivi è probabile che siano significativamente ridotti.

Il programma F-35 fa affidamento su 900 fornitori in 45 stati americani, e direttamente o indirettamente dà lavoro a oltre 127.000 persone. Altre migliaia sono al lavoro nei paesi partner, Regno Unito, Italia, Paesi Bassi, Turchia, Canada, Australia, Danimarca e Norvegia, che hanno investito oltre 4 miliardi di dollari nel Joint Strike Fighter, il più grande programma di acquisizione aeronautico al mondo i cui costi complessivi toccano i 382 miliardi di dollari.

Vola l’F-35 con il software Block 1

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

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L’esemplare BF-4 di F-35 Lightning II, versione STOVL (short takeoff/vertical landing) del JSF, ha iniziato una nuova campagna di prove in volo per testare il nuovo software Block 1 installato a bordo, l’elemento fondamentale per tutti i successivi sviluppi del programma per la gestione dell’avionica dell’aereo. Il volo di controllo funzionale è partito dalla Naval Air Station Patuxent River ed è durato un’ora e mezza, permettendo lo svolgimento di tutti i punti di prova previsti, e aprendo così la strada alla estesa verifica nei prossimi mesi di tutti i sistemi di missione.

Attualmente sugli attuali F-35 è installata la versione Block 0.5, che include il 60 per cento delle funzionalità iniziali, comprese la ricerca e l’inseguimento aria-aria a lungo raggio, la modalità SAR, identificazione IFF, navigazione e allarme radar.

Il software Block 1 permetterà il funzionamento della maggior parte dei sensori primari dell’F-35, compresi radar, suite da guerra elettronica, DAS e EOTS, costituendo la base fondamentale di tutti gli aggiornamenti software successivi. Permetterà anche una iniziale capacità di rilascio delle armi a bordo, così come abiliterà una prima “sensor fusion”, ovvero l’organizzazione coerente di tutte le informazioni provenienti dai sensori di bordo, per fornire al pilota una completa consapevolezza situazionale sul campo di battaglia.

Il Block 1 è entrato nella fase di test volo dal mese di maggio a bordo della piattaforma CATBird (Cooperative Avionics Test Bed), un 737 altamente modificato che incorpora l’intero pacchetto dei sistemi di missione dell’F-35. La validazione iniziale di tutti gli aggiornamenti avverrà su questo banco di prova prima di essere introdotti a bordo del JSF.

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