Top
Home
Scrivi
Aggiungi ai preferiti
Feed RSS
Bottom

Il satellite SICRAL 1B inviato al sito di lancio

Riferimento | Aerospazio | Europa |

Il satellite SICRAL (Sistema Italiano per Comunicazioni Riservate ed Allarmi) 1B, realizzato da Thales Alenia Space in qualità di primo contraente, ha completato la fase di integrazione e test e ha lasciato gli stabilimenti della società alla volta della California, dove inizierà la campagna di preparazione al lancio previsto per la fine di gennaio 2009. Telespazio, una società Finmeccanica/Thales, gestirà i servizi di lancio di SICRAL 1B, la fase LEOP (Launch and Early Orbit Phase) e le successive fasi di collaudo.

SICRAL 1B fornirà servizi di comunicazione tattica e strategica così come abiliterà comunicazioni mobili fra assetti terrestri, navali e aerei. Fornirà anche capacità di trasmissione UHF e SHF satcom alle forze NATO in base ad un Memorandum of Understanding firmato nel 2004 dai ministri della difesa di Italia, Francia, Gran Bretagna e l’Alleanza Atlantica.

La realizzazione del satellite ha visto coinvolti in un forte spirito di integrazione sia gli stabilimenti italiani che quelli francesi di Thales Alenia Space: l’integrazione di SICRAL 1B è avvenuta nella sede di Torino mente le prove ambientali sono state realizzate a Cannes. Nel Centro Integrazione Satelliti di Roma è stato invece realizzato il carico utile (payload), composto da 3 trasponditori in banda UHF, 5 trasponditori attivi in SHF e 1 nella banda EHF/Ka.

Le attività di lancio e messa in orbita del satellite e le attività di completamento del segmento terrestre (Centro di Controllo Satellite a Vigna di Valle e Centro Spaziale del Fucino) sono sotto la responsabilità di Telespazio con la partecipazione di Thales Alenia Space Italia, nell’ambito della Space Alliance tra Finmeccanica e Thales.

Sicral 1B a partire dal 2009 estenderà le capacità operative del primo Sicral, lanciato l’8 febbraio 2001 dal centro spaziale di Kourou nella Gujana francese con il razzo-vettore Ariane 4 e operativo fino al 2019, e rimarrà in servizio fino al 2021. Dal 2012 si unirà alla costellazione il Sicral 2.

“Thales Alenia Space è particolarmente orgogliosa del lavoro svolto sul satellite SICRAL 1B, – ha commentato Luigi Pasquali, Amministratore Delegato di Thales Alenia Space Italia – che soddisfa pienamente i requisiti sempre più sfidanti posti dal mutato scenario internazionale. Ora ci prepariamo alla messa in orbita del satellite e contemporaneamente porteremo avanti le attività di sviluppo del sistema SICRAL 2.”
“Telespazio ha effettuato un investimento diretto nel programma SICRAL 1B – ha dichiarato Giuseppe Veredice, Amministratore Delegato di Telespazio – e potrà disporre di capacità satellitare propria che consentirà all’azienda di offrire servizi di telecomunicazioni alla NATO e al mercato europeo della difesa”.

Il nuovo satellite, che si posiziona come complemento del primo satellite SICRAL operativo dal 2001, è progettato con l’obiettivo di soddisfare le mutate esigenze operative della Difesa e della NATO.

Thales Alenia Space è leader europeo nei sistemi satellitari e all’avanguardia nelle infrastrutture orbitali. E’ costituita da Thales (67%) e Finmeccanica (33%) e forma con Telespazio la ‘Space Alliance’. La società rappresenta un punto di riferimento mondiale per le telecomunicazioni, osservazione della Terra tramite strumenti radar e ottici, difesa e sicurezza, navigazione e scienze. Thales Alenia Space, vanta 11 siti industriali in 4 paesi Europei (Francia, Italia, Spagna e Belgio) con oltre 7.200 dipendenti in tutto il mondo.

Telespazio è tra i principali operatori mondiali nella gestione dei satelliti e nei servizi di osservazione della Terra, di navigazione satellitare, di connettività integrata e a valore aggiunto. Telespazio gioca un ruolo da protagonista nei mercati di riferimento facendo leva sulle competenze tecnologiche acquisite, le proprie infrastrutture, la partecipazione ai grandi programmi europei: Galileo, EGNOS, GMES e COSMO-SkyMed. Telespazio è una joint venture tra Finmeccanica (67%) e Thales (33%); nel 2007 ha generato un fatturato di 395 milioni di euro e può contare su circa 1.700 dipendenti.

Selex Galileo per il programma GMES (Global Monitoring for Environment and Security)

Riferimento | Aerospazio | Europa |

Selex Galileo, una società Finmeccanica, ha firmato con Thales Alenia Space, un contratto del valore di 65.49 milioni di euro per la fornitura del radiometro SLSTR (Sea and Land Surface Temperature Radiometer), componente fondamentale del payload di Sentinel 3, una delle “Sentinelle” previste nell’ambito del programma europeo GMES (Global Monitoring for Environment and Security).
La durata del contratto è di circa 4 anni, con il coinvolgimento di oltre 40 risorse altamente qualificate, durante i quali Selex Galileo gestirà un team di venti aziende europee impegnate nella realizzazione del payload del satellite, la cui messa in orbita è prevista per il 2012. Un ulteriore contratto per il payload del secondo modello della Sentinella 3 è atteso per il prossimo anno. Complessivamente è ipotizzabile la messa in orbita di almeno 3 Sentinelle per ognuna della applicazioni, a copertura della durata del programma GMES di circa 20 anni.
Il radiometro infrarosso SLSTR (Sea and Land Surface Temperature Radiometer) di Selex Galileo è la nuova generazione della famiglia degli strumenti ATSR (Along Track Scanning Radiometer) imbarcati su ERS I, ERS II e ENVISAT. SLSTR copre nove canali compresi nelle bande 0.555 µm – 12µm. I canali nel visibile consentiranno una mappatura della vegetazione, i canali SWIRShort Wavelength Infrared forniranno i dati per la correzione dei parametri atmosferici (aerosol, nuvole). SLSTR, in grado di misurare la temperatura del mare e della terra con la risoluzione di 1 Km e con un’accuratezza di 0.2 gradi Kelvin fornirà un prezioso supporto alla meteorologia e alla climatologia garantendo un monitoraggio costante negli anni dell’andamento della temperatura del globo terrestre.

GMES, il programma della Commissione Europea, fornirà servizi precisi ed affidabili riguardanti gli aspetti ambientali e di sicurezza a supporto delle esigenze delle politiche pubbliche europee garantendo all’Europa una sostanziale indipendenza nel rilevamento e nella gestione dei dati sullo stato di salute del pianeta. GMES, inoltre, è il contributo europeo al GEOSS, un’iniziativa a livello mondiale per lo sviluppo di un Sistema dei sistemi per l’osservazione globale della Terra.

Il programma GMES si basa su una serie di cinque satelliti, chiamati Sentinelle, ciascuno specializzato in una determinata applicazione. Sentinel 3, in particolare, è destinato ad osservazioni di oceanografia e al monitoraggio della vegetazione e sarà in grado di osservare la topografia dei mari, la temperatura superficiale delle acque e delle terre emerse fornendo un contributo determinante per le previsioni delle condizioni del mare, fondamentale per la navigazione sicura ma anche del clima terrestre.
Sentinel 3 sarà posto in un orbita eliosincrona quasi polare e peserà circa 1.200 chili.

Nel contesto di GMES, l’ESA ha la responsabilità del segmento spaziale del programma, che prevede ­ fra l’altro ­ lo sviluppo delle Sentinelle. Nel febbraio 2008 la Commissione Europea ha stanziato circa 624 milioni di euro per lo sviluppo del segmento spaziale del GMES, che si aggiungono agli oltre 700 milioni già stanziati dai paesi membri dell’ESA.
La realizzazione delle Sentinelle è stata attribuita alle principali aziende europee: l’azienda franco italiana Thales Alenia Space realizzerà Sentinel 1 e Sentinel 3, mentre alla tedesca Astrium è stato affidato Sentinel 2.

Queste le specializzazioni delle Sentinelle: i satelliti Sentinel 1 saranno usati per produrre dati radar interferometrici, i Sentinel 2, satelliti ottici, sono stati progettati per l’osservazione multispettrale mentre i satelliti Sentinel 3 sono a specializzazione oceanografica e terrestre e quelli Sentinel 4, di tipo geostazionaro, sono destinati a monitorare le componenti atmosferiche. Infine i Sentinel 5, satelliti a bassa orbita, monitoreranno la composizione chimica dell’atmosfera.

Foto: ESA

Sistema Galileo: Il più preciso orologio atomico a bordo del satellite Giove-B

Riferimento | Aerospazio | Europa |


L’ESA ha compiuto un ulteriore passo avanti verso il dispiegamento del sistema globale di navigazione satellitare europeo Galileo, grazie al lancio perfettamente riuscito del secondo elemento, il satellite GIOVE-B (Galileo In-Orbit Validation Element), che trasporta l’orologio atomico più preciso mai lanciato nello spazio.
Il satellite GIOVE-B è stato inserito in un’orbita di media altitudine attorno alla Terra con un razzo Soyuz/Fregat, partito dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan grazie all’operatore di lancio Starsem. Il decollo è avvenuto alle 04:16 ora locale del 27 aprile (00:16 ora solare dell’Europa Centrale). L’ultimo stadio del Fregat ha eseguito una serie di manovre per raggiungere un’orbita circolare a un’altitudine di circa 23.200 km, con un’inclinazione di 56 gradi rispetto all’Equatore, prima di effettuare in sicurezza l’inserimento del satellite in orbita circa 3 ore e 45 minuti più tardi. I due pannelli solari che generano l’elettricità necessaria all’alimentazione sono stati correttamente dispiegati alle 05:28CEST e stanno attualmente provvedendo alla ricarica delle batterie in funzione da prima del decollo.
Il satellite ora è sotto il controllo del centro operativo spaziale di Telespazio, al Fucino, in Italia.

Questo satellite di 500 kg è stato realizzato da un team industriale europeo guidato da Astrium GmbH. Thales Alenia Space si è occupata dell’integrazione e del collaudo a Roma. Due anni dopo il grande successo della missione GIOVE-A, questo ultimo satellite segnerà la continuità nella dimostrazione di tecnologie fondamentali per i carichi utili dei futuri satelliti operativi di Galileo.

Come il suo precedessore, GIOVE-B trasporta due orologi atomici al rubidio di piccole dimensioni in configurazione ridondante. Ognuno dei due orologi ha una precisione di 10 nanosecondi al giorno. GIOVE-B si caratterizza anche per un impianto ancora più preciso: il PHM (Passive Hydrogen Maser), un maser all’idrogeno di tipo passivo, con una precisione superiore ad 1 nanosecondo giornaliero. Questo orologio, il primo del suo genere a essere lanciato nello spazio, attualmente è il più preciso fra quelli operanti in orbita terrestre. Due PHM verranno usati come orologi di base principali a bordo dei satelliti operativi di Galileo, mentre due orologi di rubidio verranno utilizzati come riserva.

Il Maser permette di determinare con precisione il tempo impiegato dal segnale trasmesso dai satelliti del sistema Galileo per raggiungere il ricevitore dell’utente. Essendo nota la velocità di propagazione del segnale e la posizione dei satelliti, il tempo permette di determinare, attraverso una triangolazione effettuata dal ricevitore, la posizione a terra con una precisione proporzionale alla stabilità dell’orologio (migliore di 1 m).
Con una stabilità di frequenza che equivale ad uno scarto di 1 secondo ogni 3 milioni di anni, il Passive Hydrogen Maser (PHM) è il più stabile orologio mai realizzato per applicazioni spaziali. Il Maser è stato sviluppato e prodotto da SELEX GALILEO di Finmeccanica, realtà fra le prime in Europa nel settore dell’Elettronica per la Difesa.
Gli orologi Maser saranno presenti a bordo di ciascuno dei 30 satelliti costituenti la costellazione Galileo.

GIOVE-B trasporta anche uno strumento di monitoraggio delle radiazioni utile a rilevare le caratteristiche dell’ambiente spaziale all’altitudine della costellazione Galileo, oltre a un retroriflettore laser per la misurazione di alta precisione.
Le unità di generazione del segnale forniranno segnali rappresentativi di Galileo su tre frequenze separate trasmettendoli su un’antenna in banda L costituita di un array di singoli elementi in fase, progettata per coprire interamente la porzione di Terra visibile dal satellite.
Oltre alla sua missione di dimostrazione tecnologica, GIOVE-B sostituirà GIOVE-A nella missione di definizione delle frequenze di Galileo, dal momento che si avvicina la fine della vita operativa di GIOVE-A, il primo dei satelliti dimostrativi di Galileo, lanciato nel dicembre 2005.

Dopo GIOVE-B, la fase successiva del programma Galileo vedrà, entro il 2010, il lancio di quattro satelliti operativi utilizzati per la validazione del segmento spaziale di base di Galileo e il relativo segmento terrestre. Una volta completata la fase di validazione in orbita (IOV), verranno lanciati e resi operativi i rimanenti satelliti necessari a raggiungere la piena capacità operativa (FOC), che prevede il dispiegamento di una costellazione di 30 satelliti identici.

Con Galileo, l’Europa avrà a disposizione il suo proprio sistema di navigazione satellitare e fornirà un servizio, sotto controllo civile, di posizionamento globale garantito e altamente accurato. Il sistema sarà compatibile con il sistema di posizionamento globale americano (GPS) e con il sistema GLONASS della Russia, gli altri due sistemi globali di navigazione satellitare attualmente disponibili. Galileo offrirà una precisione di posizionamento in tempo reale dell’ordine di un metro con un’integrità senza rivali.
Le applicazioni previste per Galileo sono numerose e includono servizi di posizionamento e derivati ad alto valore aggiunto per i trasporti stradali, ferroviari, aerei e marittimi, ma anche per la pesca e l’agricoltura, per la prospezione petrolifera, la protezione civile, l’edilizia, i lavori pubblici e le telecomunicazioni.

Immagine: ESA

Columbus in corso di attivazione sulla Stazione Spaziale Internazionale

Riferimento | Aerospazio |

columbus2.jpgCon 2 mesi di ritardo rispetto ai piani originali, causato dal rinvio della partenza della missione STS-122 dovuto al malfunzionamento di alcuni sistemi relativi al serbatoio principale dello Space Shuttle, il modulo dell’Agenzia Spaziale Europea Columbus è agganciato e in processo di attivazione da parte dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Verranno accesi i sistemi di alimentazione, connessi i cablaggi elettronici e predisposti i moduli sperimentali che verranno spostati e installati dalla posizione di lancio a quella di effettivo uso in orbita.

In precedenza gli astronauti della NASA, Rex Walheim e Stanley Love (quest’ultimo in sostituzione dell’astronauta tedesco dell’ESA, Hans Schlegel colpito da un’indisposizione) hanno effettuato una intensa e laboriosa attività extraveicolare per predisporre il modulo europeo all’aggancio con il Nodo 2 chiamato Harmony.

L’intera operazione è stata seguita dall’interno della stazione dagli altri membri dell’equipaggio tra i quali l’astronauta francese dell’ESA, Léopold Eyharts che resterà a bordo della ISS prendendo il posto dell’astronauta della NASA, Daniel Tani. Il ritorno sulla Terra di Eyharts è previsto nella seconda metà di marzo a bordo dello Space Shuttle STS-123 Endeavour.

Da ora in avanti l’Europa sarà presente sulla stazione con un proprio territorio e spazio di lavoro e gli astronauti europei a bordo della ISS non saranno più considerati “ospiti” ma inquilini a tutti gli effetti.

Grazie alle sue esclusive caratteristiche, il laboratorio Columbus rappresenta una vero e proprio caposaldo tra i contribuiti dell’Europa alla Stazione Spaziale Internazionale. Questo modulo tubolare lungo 7 metri e del peso di 12,8 tonnellate fornirà un ambiente in cui gli astronauti potranno lavorare con apparecchiature scientifiche e condurre in assenza di gravità numerosi esperimenti nel campo delle scienze della vita, dalla fisiologia umana alla biologia, alla fisica dei fluidi, alle scienze della materia, alla tecnologia e all’educazione. Sono inoltre previste strutture esterne per la conduzione di esperimenti di scienze spaziali, l’osservazione della Terra e per testare materiali e tecnologie spaziali avanzate.

Columbus può ospitare quattro piattaforme esterne per esperimenti relativi a diversi campi. Delle quattro piattaforme, due saranno utilizzate dall’ESA e le altre due dalla NASA. All’inizio il laboratorio ospiterà le due piattaforme europee denominate EuTEF e SOLAR alla cui realizzazione hanno collaborato Thales Alenia Space Italia di Torino e Carlo Gavazzi Space di Milano. Thales Alenia Space Italia ha anche progettato e costruito presso i suoi stabilimenti di Torino, la struttura primaria e secondaria del modulo europeo ed ha inoltre sviluppato la parte termomeccanica del laboratorio europeo.

Con il lancio e l’attracco del Columbus, l’ESA diviene oggi responsabile delle operazioni e dell’utilizzo della ISS e sarà pertanto autorizzata a far volare i propri astronauti in missioni di lunga durata, come membri dell’equipaggio permanente della ISS, in una percentuale effettivamente proporzionale all’investimento europeo nella Stazione Internazionale.

Fonte: ESA

Aeronautica Militare Italiana Afghanistan AgustaWestland Airbus Military Alenia Aermacchi Alenia Aeronautica BAE Systems Boeing Darpa DCNS Difesa Antimissile EADS ESA Eurocopter Eurofighter Typhoon F-35 Lightning II JSF Fincantieri Finmeccanica General Dynamics Gripen India Italia KC-767 LCS Lockheed Martin M346 Marina Militare Italiana Marine Nationale MBDA Network Centric Warfare Northrop Grumman Raytheon Royal Air Force Royal Navy Russia SAAB Selex Galileo Selex Sistemi Integrati Sukhoi Telespazio Thales Thales Alenia Space UAV/UAS UCAV United Technologies

Aerospazio (475)
Americhe (302)
Analisi (11)
Asia e Pacifico (99)
Esercito (118)
Europa (469)
Industria (172)
Marina (229)
Medio Oriente e Africa (69)
Uncategorized (3)

WP-Cumulus by Roy Tanck and Luke Morton requires Flash Player 9 or better.