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Servizi di Intelligence in Tempo Reale, gli USA Pronti a Investire 36 Miliardi di Dollari nei Sistemi ISR

Riferimento | Americhe | Analisi |


L’approccio bellico degli Stati Uniti è cambiato radicalmente nel corso della scorsa decade. Il pericolo derivante da ordigni esplosivi rudimentali, infatti, ha reso manifesta la necessita’ e l’importanza dei sistemi aeronautici ISR (Intelligence, Survellaince, Recognition) . Per questa ragione, le truppe dipendono molto di piu’ sull’informazione fornita dai velivoli di ricognizione con e senza pilota. Sin dall’introduzione di velivoli senza pilota (UASs), il mercato dei servizi di ISR e’ stato oggetto di un prospero sviluppo.
La maggiore domanda di intelligenza in tempo reale, che si e’ avuta negli ultimi 5 anni, non ha fatto altro che dare un ulteriore impulso al mercato ISR.
Una nuova ricerca di Frost & Sullivan US Airborne ISR Platforms Market rivela che la spesa programmatica per sistemi aeronautici ISR del Dipartimento della Difesa (DoD) sara’ equivalente a 36.3 miliardi di dollari tra il 2008 e il 2013.
I velivoli senza pilota, in particolare, si sono rivelati essere una componente critica nella flotta ISR e la spesa del Dipartimento della Difesa per queste tecnologie riflette l’importanza che viene loro accordata. Questo aspetto si combina, inoltre, alla crescente spesa annuale per questo tipo di velivoli.
“I sistemi aeronautici ISR sono diventati un elemento cruciale nel garantire la superiorita’ americana sul campo di battaglia, sia che si tratti dei vecchi U2 o degli ultimi, molto piu’ piccoli, velivoli senza pilota”, spiega Lindsay Voss, research analyst di Frost & Sullivan. “Questi velivoli giocherano un ruolo importantissimo nelle future attività operative americane le quali sono fortemente basate sulla connettivita’ tecnologica”.
Non si esclude, però, che possibili tagli alla difesa potrebbero avere un impatto negativo sui programmi di sviluppo degli sistemi ISR per i velivoli con e senza pilota. Nel frattempo, i servizi militari americani stanno accelerando il programma di modernizzazione e miglioramento dei vecchi sistemi cosi’ da mantenerli sempre pronti per le attivita’ belliche per i prossimi 15 anni e questo a fronte di un ritardo e una riorganizzazione dei programmi di sviluppo per i sistemi ISR da parte del Dipartimento della Difesa.
“L’Esercito sta modernizzando sia i suoi sistemi Guardrail and Airborne Reconnaissance Low”, fa presente l’analista di Frost & Sullivan Voss. “Anche l’Aeronautica e la Marina stanno modernizzando i loro sistemi ISR, e questo offriraà delle opportunita’ di partecipazione a fornitori e subappaltatori nei prossimi 5 anni”.
I fondi a disposizione della Difesa per molti servizi e programmi sono diminuiti per via dei tagli a tutto campo dei budget delle forze armate. Questo causerà un rallentamento a diversi programmi di ricerca e sviluppo, inclusi i nuovi programmi per i sistemi aeronautici ISR per i prossimi sei anni.
Le guerre in Iraq e Afghanistan, nel frattempo, hanno contribuito alla crescita dei costi per la revisione dell’equipaggiamento e dei costi del personale. Pur dovendo far fronte a un periodo di tagli, il Dipartimento della Difesa ha tuttavia adottato programmi congiunti tra le diverse forze armate che permettono un piu’ facile perseguimento dei programmi piu’ significativi di quanto sarebbe possible con il supporto di una sola forza.
Pur essendoci la possibilita’ di future limitazioni ai fondi dedicati allo sviluppo di programmi per i sistemi aeronautici ISR, nuove prospettive si stanno delineando nelle aree del network centricity e dell’interoperabilita’ dei sistemi.
“Anche se sara’ difficile far funzionare vecchie technologie in un ambiente network-centric, il mercato per le nuove tecnologie che sa andare incontro ai bisogni del Dipartimento della Difesa nelle aree del networking rimarra’ in profitto per i prossimi sei anni”, osserva Voss.
“Il mercato dei subsystems per i velivoli senza pilota continuera’ a mantenere una certa dinamicita’, man mano che questi sistemi diverranno piu’ diversificati e saranno integrati con le piu’ recenti tecnologie per sensori e radar”.

Fonte: Frost & Sullivan

Italia acquisirà 4 UAV Predator B/Reaper

Riferimento | Aerospazio | Europa |

predatorb.jpg
La IV Commissione Difesa della Camera ha approvato l’acquisizione di 4 UAV (Unmanned Aerial Vehicle) Predator B di General Atomics, compreso il paccheto di sensori, sistemi di controllo a terra e supporto logistico.

I velivoli, si andranno ad aggiungere ai 5 Predator A acquistati nel 2004 dall’Aeronautica Militare (di cui 1 perso in fase di addestramento, perdita ripianata da un ordine per 2 velivoli effettuato nel 2005) di base ad Amendola presso il 28° Gruppo Velivoli Teleguidati del 32° Stormo, 3 dei quali attualmente stanziati a Herat, in Afghanistan, per compiti di ricognizione, scorta sorveglianza e intelligence (stessa mansione eseguita nel 2005/2006 in Iraq con i predator dislocati presso la base aerea di Tallil nell’ambito dell’operazione “Antica Babilonia”).

Il Predator B (noto anche come Reaper sia nella variante destinata al Regno Unito che all’USAF) presenta una quota massima operativa doppia rispetto alla versione A, e autonomia e carichi paganti superiori, potendo trasportare 363 kg di carichi interni (costituiti da sensori EO/IR – Electro-Optical/Infrared, data link satellitare, sistemi di designazione e puntamento e individuazione di sorgenti laser, radar Lynx SAR – Synthetic Aperture Radar, sistemi di guerra elettronica e comunicazione UHF/VHF), e 1361 kg di carichi esterni sulle 6 stazioni subalari (per missili Hellfire e bombe Paveway a guida laser).

Attualmente per quanto riguarda l’Italia non è previsto di dotare i Predator B di armamento privilegiando le capacità ISTAR (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition, Reconnaissance) e secondo il sottosegretario alla Difesa Giovanni Lorenzo Forcieri tale opzione passerà eventualmente preventivamente per il Parlamento.

I ritardi delle LCS potrebbero dirottare l’MQ-8B Fire Scout su altre navi

Riferimento | Americhe | Marina |

navyfirescout2.jpgSe il programma LCS (Littoral Combat Ship) dovesse ulteriormente ritardare, l’US Navy, a detta dell’ufficiale esecutivo di programma William Balderson, potrebbe decidere di dislocare gli uav a decollo verticale MQ-8B Fire Scout a bordo di altre unità in grado di poterlo operare efficacemente.

“Questo ci permetterebbe di non ritardare l’integrazione dello Fire Scout anche se le LCS non sono disponibili, ed inoltre permetterebbe di abbattere i rischi di integrazione quando verranno spostati a bordo delle LCS”, ha aggiunto Balderson.

Il piano, tuttavia, è ancora in stato pre-decisionale, dato che l’ufficio esecutivo del programma e il Fleet Forces Command stanno riflettendo ancora su vie alternative per fronteggiarre i ritardi delle nuove navi da combattimento litoraneo.

L’MQ-8B è una piattaforma di comunicazione, sorveglianza e acquisizione bersagli (RSTA – Reconnaissance, Surveillance and Target Acquisition) in grado di interfacciarsi con l’architettura C4I e costituire un nodo di comunicazione in ambiente net-centrico.
L’elettronica standard sarà costituita dal Tactical Control System (TCS), dal Tactical Common Data Link (TCDL), sistemi di comunicazione protetta, sensori elettro-ottici e infrarossi e illuminatore laser per la designazione e inseguimento dei bersagli.
All’occorrenza potrà essere equipaggiato con armi di precisione ed eseguire una stima dei danni inflitti in battaglia.

La Marina USA ha recentemente cancellato la terza e la quarta nave prevista nel programma LCS, costruite rispettivamente da Lockheed Martin e General Dynamics, a causa dell’aumento non controllato dei costi (fino all’86%, passando da 220 a 410 milioni di dollari per unità) e la previsione di spesa per il 2009 trasmessa a Capitol Hill ha mostrato cambiamenti importanti, compresa la riduzione degli ordini iniziali a 4 navi rispetto alle 6 pianificate.

Il programma LCS è nato per soddisfare il requisito della Marina Americana per la fornitura di fregate multimissione (Asuw, Asw, Miw), sostitute delle classe Perry, capaci di operare in ambiente litoraneo. Alla competizione partecipano 2 consorzi guidati da Lockheed Martin e General Dynamics.
Il 23 settembre 2006 è stata varata la prima unità, la LCS-1 USS FREEDOM, mentre il requisito della US Navy per questo tipo di navi resta fermo a 55 unità.

Possibile scenario di impiego

Scenario di impiego dell'MQ-8B in ambiente net-centrico















10.000 ore di volo per gli ScanEagle australiani

Riferimento | Asia e Pacifico | Esercito |

scaneagle.jpg
Lo UAV (Unmanned Air Vehicle) ScanEagle di Insitu e Boeing Australia Limited ha totalizzato 10.000 ore di volo a supporto delle truppe australiane in servizio attivo in Iraq e in Afghanistan compiendo missioni di sorveglianza e ricognizione.
Il Presidente di Insitu e CEO Steve Sliwa: “Il nostro obiettivo è quello di fornire strumenti per la sorveglianza duratura in ambienti impegnativi. Questo traguardo, raggiunto in meno di un anno, dimostra il successo che il nostro team ha conseguito nel sostenere le forze armate australiane”.

Il piccolo UAV a basso costo ScanEagle è in servizio anche nelle forze armate USA (USMC e US Navy). Completamente autonomo, è in grado di catturare immagini fisse e in movimento usando una telecamera elettro-ottica o ad infrarossi stabilizzata inerzialmente.

Con una lunghezza di quattro piedi (1.2 metri) ed una apertura alare di 10 piedi (3 metri), lo UAV fornisce più di 15 ore consecutive di copertura sul luogo prescelto. Viene lanciato autonomamente tramite la catapulta pneumatica di Insitu ed esegue missioni pre-programmatie o avviate dall’operatore guidate dal Global Positioning System. Viene recuperato utilizzando il sistema SkyHook in cui lo UAV cattura una corda che si protrae da un’asta a 50 piedi (15 metri) di altezza.

Il sistema è ideato per rispondere alle esigenze di sorveglianza per mezzo di una piattaforma economica e di ridotte dimensioni utilizzabile da militari, protezione civile o clienti privati per eventi pubblici.

Aeronautica Militare Italiana Afghanistan AgustaWestland Airbus Military Alenia Aermacchi Alenia Aeronautica BAE Systems Boeing Darpa DCNS Difesa Antimissile EADS ESA Eurocopter Eurofighter Typhoon F-35 Lightning II JSF Fincantieri Finmeccanica General Dynamics Gripen India Italia KC-767 LCS Lockheed Martin M346 Marina Militare Italiana Marine Nationale MBDA Network Centric Warfare Northrop Grumman Raytheon Royal Air Force Royal Navy Russia SAAB Selex Galileo Selex Sistemi Integrati Sukhoi Telespazio Thales Thales Alenia Space UAV/UAS UCAV United Technologies

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