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e-GEOS sigla contratto con l’Unione Europea per immagini Hi-Res

Riferimento | Aerospazio | Industria |

e-GEOS, una società Telespazio/ASI, ha firmato con l’Unione Europea un accordo quadro per la fornitura di immagini satellitari ad altissima risoluzione, tramite il Centro Comune di Ricerca (CCR) della Commissione Europea. In base a tale accordo, che ha una durata massima di quattro anni per un valore annuo di circa 5,4 milioni di Euro, e-GEOS fornirà dati ottici acquisiti dai satelliti GeoEye-1 e IKONOS. La società diventa così il principale fornitore di dati satellitari all’Unione Europea, consolidando il proprio ruolo di operatore multi-missione leader in Europa nel settore dell’osservazione della Terra.

GeoEye-1 e IKONOS sono i satelliti più utilizzati nell’ambito del programma CwRS (Control with Remote Sensing) della Commissione Europea, che da oltre 10 anni fa largo uso di dati ottici ad alta risoluzione per verificare le richieste di sussidio degli agricoltori europei e per la corretta assegnazione delle sovvenzioni. Gli stessi dati satellitari, inoltre, supportano i programmi europei finalizzati alla sicurezza del cittadino, alla difesa dell’ambiente, agli aiuti umanitari, al controllo delle infrastrutture e delle installazioni nucleari.
e-GEOS, insieme con le società controllate Eurimage ed Euromap, vanta una lunga collaborazione con la Commissione Europea e ha stabilito con il Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea procedure di acquisizione dedicate, allo scopo di soddisfare i complessi requisiti operativi richiesti.

I dati satellitari GeoEye-1 e IKONOS saranno forniti attraverso la stazione di acquisizione e processamento (Imaging and Processing Facility) di e-GEOS installata presso il Centro spaziale di Neustrelitz, in Germania, e gestita da Euromap in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Tedesca DLR.

Per quanto riguarda il versante sudamericano e-GEOS e Telespazio Brasil, in partnership con la brasiliana Imagem, si sono aggiudicati in Brasile una gara indetta dal Centro Gestor e Operacional do Sistema de Proteção da Amazônia (CENSIPAM) per la fornitura di immagini satellitari radar COSMO-SkyMed ad alta e media risoluzione. In base all’accordo, e-GEOS, Telespazio Brasil e Imagem forniranno al CENSIPAM immagini satellitari che garantiranno la copertura di una superficie minima di 1.026.000 chilometri quadrati della regione amazzonica. Soltanto grazie alle caratteristiche e alle prestazioni offerte dai tre satelliti della costellazione italiana COSMO-SkyMed (il quarto sarà lanciato nel corso del 2010) sarà infatti possibile garantire il monitoraggio di un’area così estesa e con un’elevata frequenza di acquisizione.

Questo successo rappresenta per e-GEOS e Telespazio Brasil il primo passo di una strategiacomune per entrare nel mercato brasiliano dell’osservazione della Terra. Tale strategia prevede, inoltre, l’offerta di servizi a valore aggiunto e applicazioni innovative che e-GEOS ha già realizzato con successo per il mercato europeo e internazionale.

COSMO-SkyMed, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dal Ministero della Difesa italiano, è un sistema satellitare concepito per un utilizzo duale, sia civile che militare, che prevede l’utilizzo di quattro satelliti dotati di sensori radar ad apertura sintetica (i primi tre satelliti sono già in orbita, il quarto sarà lanciato nel corso del 2010) in grado di operare in ogni condizione atmosferica, giorno e notte, e con tempi rivisitazione molto frequenti. La costellazione COSMO-SkyMed garantisce immagini con una risoluzione fino a 1 metro e una capacità di rilevazione di circa 2.400.000 chilometri quadrati al giorno, per applicazioni di sicurezza, sorveglianza del territorio, monitoraggio ambientale e gestione delle risorse naturali per utenti istituzionali e per il settore industriale.

(Telespazio)

Iniziato lo sviluppo dei satelliti Sentinel 1B e 3B

Riferimento | Aerospazio | Europa |

SentinelThales Alenia Space (joint venture fra Thales e Finmeccanica, partecipata rispettivamente al 67% e 33%), ha annunciato oggi l’avvio della fase di sviluppo dei satelliti per osservazione terrestre Sentinel 1B e 3B, come stabilito dai contratti, del valore complessivo di 270 milioni di euro, firmati nel dicembre del 2009 con l’Agenzia Spaziale Europea relativi al programma GMES (Global Monitoring for Environment and Security). La firma dei contratti è stata annunciata alla stampa nel corso di un evento svoltosi oggi presso la sede romana dell’Agenzia Spaziale Italiana.

La famiglia GMES (Sentinel 1, 2 e 3) si basa su una serie di sei satelliti, due per ciascuna tipologia di missione. Tra le applicazioni del programma ci sono la gestione dei disastri naturali, il monitoraggio degli oceani, della vegetazione e dell’atmosfera. Ma lo sviluppo del progetto prevede che GMES ricopra un ruolo anche nell’acquisizione di dati precisi e aggiornati per compiti di protezione civile, supporto logistico alle missioni militari, anti-terrorismo.

Thales Alenia Space, in qualità di primo contraente, è responsabile della progettazione, dello sviluppo, dell’integrazione e del collaudo delle costellazioni Sentinel 1 e Sentinel 3. I Sentinel 1B e 3B sono dei duplicati dei satelliti 1A e 3A attualmente in costruzione presso le strutture di Roma, L’Aquila (dove vengono costruiti i moduli T/R del Synthetic Aperture Radar installato a bordo, sviluppati per i satelliti italiani Cosmo-SkyMed) e Cannes.

GMES, come programma della Commissione Europea, fornirà servizi precisi ed affidabili riguardanti gli aspetti ambientali e di sicurezza a supporto delle esigenze delle politiche pubbliche europee garantendo all’Europa una sostanziale indipendenza nel rilevamento e nella gestione dei dati sullo stato di salute del pianeta. GMES, inoltre, è il contributo europeo al GEOSS, un’iniziativa a livello mondiale per lo sviluppo di un Sistema dei sistemi per l’osservazione globale della Terra

L’Italia è il secondo paese contributore, dopo la Germania, al programma GMES- Space Component con una quota pari a circa il 20%.

12 elicotteri AW101 per l’Aeronautica Militare Indiana

Riferimento | Aerospazio | Asia e Pacifico |


AgustaWestland si è aggiudicata un contratto del valore di 560 milioni di euro da parte dell’Aeronautica Militare Indiana per la fornitura di 12 elicotteri AW101 per trasporto governativo, compresi servizi di supporto logistico e addestramento. Il risultato è il frutto della strategia di espansione di Finmeccanica nel mercato elicotteristico indiano sia civile che militare, i cui potenziali ritorni nel breve e medio periodo sono valutati in circa 5-6 miliardi di euro, per una stima complessiva di 600 elicotteri militari nei prossimi 10 anni per soddisfare i bisogni di esercito, marina, aeronautica e guardia costiera.

L’elicottero AW101 garantisce un alto livello di sicurezza per il trasporto di Capi di Stato e di rappresentanti governativi grazie alla presenza di tre turbine che assicuraro sia prestazioni che sicurezza in caso di avaria di un motore. La futura crescita della presenza industriale di AgustaWestland in India farà perno sull’accordo di produzione locale dell’AW119 Koala, che parteciperà alla gara indetta dal Ministero della Difesa indiano per l’acquisizione di elicotteri da sorveglianza e ricognizione. Attualmente l’AW119 è in fase di valutazione da parte delle forze armate indiane.

Pier Francesco Guarguaglini, Presidente e Amministratore Delegato di Finmeccanica, nell’esprimere soddisfazione per l’aggiudicazione della commessa ha così commentato: “Il contratto siglato con l’Aeronautica Militare Indiana conferma la qualità dei nostri prodotti, basati sull’eccellenza tecnologica, e la validità della nostra strategia di espansione verso i nuovi mercati. AgustaWestland negli ultimi anni ha consolidato la sua presenza sul mercato elicotteristico commerciale indiano con la vendita di oltre 30 elicotteri civili e con la firma a febbraio di un accordo con Tata Sons per la creazione di una joint venture in India per l’assemblaggio finale dell’elicottero AW119 nel paese”.

Oltre 180 elicotteri AW101 sono stati ordinati o sono in servizio in diversi paesi tra i quali anche Italia, Regno Unito, Danimarca, Portogallo, Giappone e Canada. Ad oggi l’AW101 ha totalizzato 220.000 ore di volo in servizio operativo in ogni condizione ambientale, incluse operazioni di combattimento nei Balcani, Iraq e Afghanistan.

Inizia la costruzione del Phantom Eye

Riferimento | Aerospazio | Americhe |


Boeing ha iniziato la costruzione del Phantom Eye, il suo primo UAV di tipo HALE (High Altitude Long Endurance) propulso da un motore a idrogeno liquido, completata la quale verrà trasportato al Dryden Flight Research Center della NASA presso la Edwards Air Force Base, California, dove effettuerà test a terra in vista del primo volo stimato per l’inizio del 2011.

“Il cuore del sistema è il sistema di propulsione”, ha detto Darryl Davis, Presidente della divisione Boeing Phantom Works. “Dopo cinque anni di sviluppo stiamo procedendo rapidamente all’assemblaggio di un UAV con motore a idrogeno pronto per volare all’inizio del prossimo anno”

Il bimotore Phantom Eye avrà un’apertura alare di 45 metri e avrà la capacità di permanere in volo per quattro giorni consecutivi a 65.000 piedi con un carico pagante di 200 kg, in modo da garantire una presenza prolungata nella stratosfera sopra un’area specifica per missioni di ricognizione, intelligence, sorveglianza e comunicazioni. I due motori a quattro cilindri da 2.3 litri possono spingere lo UAV fino a 278 km/h. Boeing sta anche sviluppando un UAV HALE più grande capace di rimanere in volo per 10 giorni consecutivi trasportando un carico pagante di 900 kg, e un altro UAV della dimensione di un caccia, il Phantom Ray, che fungerà da piattaforma tecnologica.

“Crediamo che il Phantom Eye e il Phantom Ray rappresentino due aree verso cui si sta muovendo il mercato, e sviluppare rapidamente dei prototipi è la via più veloce per arrivarci”, ha detto Dave Koopersmith, Vice Presidente di Advanced Boeing Military Aircraft. “Questi dimostratori riducono il rischio tecnologico e rappresentano la base per incontrare le esigenze dei clienti sia militari che commerciali”.

Questo prototipo segue la scia del primo velivolo del genere sviluppato da Boeing, il Condor, che ha stabilito diversi record di altitudine e autonomia verso la fine degli anni ’80. Boeing per questo programma sta lavorando con i partner Ball Aerospace, Aurora Flight Sciences, Ford Motor Co. e MAHLE Powertrain.

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