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US Army: Sviluppo di micro-robot per usi militari

Riferimento | Americhe | Industria |

L’U.S. Army Research Laboratory collaborerà con università ed industria per sviluppare una nuova generazione di droni autonomi miniaturizzati per raccolta dati di intelligence in ambiente urbano o terreni complessi, come montagne o grotte, in luoghi inacessibili o troppo pericolosi per personale umano. A tal fine BAE Systems, con un contratto di 38 milioni di dollari, è stata scelta per guidare il team di scienziati civili/militari che si occuperà di delineare le linee guida del programma. Gli studi derivanti dal programma MAST (Micro Autonomous Systems and Technology) serviranno a far progredire a livello scientifico e tecnologico le piattaforme robotiche in ambiti come la deambulazione e l’aeromeccanica su piccola scala, propulsione, rilevazione, elaborazione e comunicazioni, navigazione e controllo, microdispositivi e integrazione, e architettura generale di sistema.

Il Dr. Joseph Mait, dell’Army Research Laboratory, manager di MAST: “Le piattaforme robotiche estendono la percezione ed il raggio d’azione dei soldati, fornendo capacità operative che sarebbero altrimenti troppo costose, impossibili o pericolose da raggiungere”.

Il team lavorerà per cinque anni, con opzione per altri cinque.

Il MAST si articolerà in quattro principali aree di ricerca, con a capo altrettanti soggetti principali: BAE Systems guiderà gli studi sull’integrazione dei microsistemi, l’Università del Maryland ne curerà la meccanica, l’Università del Michigan la microelettronica, e l’Università della Pennsylvania guiderà gli studi sui sistemi di elaborazione ed operazioni autonome.
Collaborano anche in una o più aree di ricerca cinque mebri generali: L’Università della California a Berkeley, il California Institute of Technology ed il Jet Propulsion Laboratory, il Georgia Institute of Technology, l’Università del New Mexico e la North Carolina Agricultural and Technical State University.

F-35B: acceso il motore in vista del primo volo

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

f35pr.jpg
L’F-35B, versione STOVL (short takeoff/vertical landing) del Lightning II, è stato oggetto di test a terra durante i quali è stato avviato per la prima volta il propulsore F135 di Pratt & Whitney, inaugurando la fase finale di prove in vista del primo volo in maggio/giugno. Il pilota collaudatore britannico Graham Tomlinson di BAE Systems ha effettuato due test portando il motore a piena potenza (senza postbruciatore), dopo aver condotto prove preliminari sull’ Integrated Power Package, che combina le funzioni di avviatore, generatore, sistema di climatizzazione e sostentamento di emergenza.
Sono stati anche testati i meccanismi di apertura e chiusura di tutti i portelli dorsali e ventrali del sistema STOVL.
L’F135 di Pratt & Whitney equipaggierà la prima serie di F-35B. L’F136, motore intercambiabile in fase di sviluppo da parte del GE Rolls-Royce Fighter Engine Team, farà il suo primo volo a bordo del Joint Strike Fighter nel 2010.
La prima serie di prove di volo avverrà con decolli e atterraggi convenzionali. All’inizio del 2009 si inizieranno a sperimentare le capacità STOVL con decolli corti, atterraggi verticali e hovering.

L’F-35 sarà il primo aereo STOVL stealth e supersonico. Destinato a sostituire gli AV-8B, gli F/A-18C/D e i GR7, entrerà in linea nell’USMC (United States Marine Corps), nella Royal Navy, nella Royal Air Force e nella Marina Militare Italiana.

L’ F-35B è una delle tre varianti del Lightning II. L’F-35A, versione a decollo ed atterraggio convenzionale ha iniziato il suo programma di test di volo nel dicembre del 2006 ed ha finora effettuato 40 voli superando le aspettative di performance ed affidabilità. L’F-35C, progettato per essere lanciato ed arrestato in modo convenzionale tramite catapulte e cavi d’arresto dal ponte delle portaerei della US Navy, farà il suo volo inaugurale nel 2009.

Il JSF sostituirà nelle varie flotte internazionali 13 modelli di aereo di 11 nazioni.

>> Intervista a Paul Bevilaqua, ideatore del sistema lift-fan presso la divisione Skunk Works di Lockheed Martin.

Difesa Antimissile: Iniziata la progettazione del radar per la Repubblica Ceca

Riferimento | Aerospazio | Americhe |

Ballistic Missile Defense - Terzo Sito in Europa
La U.S. Missile Defense Agency ha dato incarico a Raytheon di iniziare la fase di progettazione finale e la definizione dei requisiti base del radar per difesa antimissile (attualmente in servizio sperimentale a Kwajalein, nelle Isole Marshall), che è stato proposto per la Repubblica Ceca a seguito dell’accordo recentemente stipulato durante il 59° vertice Nato di Bucarest. Il radar a banda X (frequenze tra i 8 e 12 GHz), in grado di distinguere piccoli oggetti a grandi distanze, sarà uno dei due elementi chiave del progetto di difesa antimissile che verranno dislocati in Europa, assieme ai 10 intercettori basati in Polonia. La sua sede sarà a sud-ovest di Praga (che raggiungerà dopo aver subito gli upgrade nella sua attuale postazione nell’arcipelago micronesiano), dove contribuirà a fornire protezione contro i missili balistici indirizzati contro l’Europa (Guarda la copertura).

Raytheon intende anche massimizzare la partecipazione dell’industria ceca nello sviluppo e nella costruzione del sito e delle relative strutture. Il contratto iniziale ammonta a 5 milioni di dollari con potenziale di 400 milioni per il 2013.

Il progetto di difesa antimissile prevede una copertura stratificata contro la minaccia rappresentata dai missili balistici, e comprende piattaforme a terra, in mare e nello spazio utili alla loro individuazione, inseguimento e distruzione. In particolare nella prima fase, in cui il missile accellera prima di seguire traiettorie balistiche e prima che avvenga la separazione delle testate, entreranno in scena intercettori basati a terra o su navi che distruggeranno l’obiettivo con la sola energia cinetica dell’impatto. In alternativa verrà impiegato l’Airborne Laser, un 747 modificato con la caratteristica torretta sul muso che avrà il compito di abbattere i vettori mediante l’uso del laser ad alta energia COIL (Chemical Oxygen Iodine Laser).
Al fine di intercettare il missile in arrivo nella fase mediana del suo profilo di volo (circa 20 minuti la finestra utile d’ingaggio), saranno lanciati da Fort Greely, Alaska, o dalla Vandenberg Air Force Base, in California, o dal sito in Polonia, missili dotati di un veicolo esoatmosferico (in futuro saranno multipli) incaricato di distruggere la minaccia secondo principio “hit-to-kill”, guidati dai centri di controllo di fuoco situati in Colorado ed in Alaska, i quali riceveranno i dati provenienti dai vari sensori sparsi nel globo (compreso il radar in Repubblica Ceca) o nello spazio. In alternativa entreranno in azione missili SM-3 installati a bordo di navi Aegis che effettueranno analoga operazione.
Qualora il missile in arrivo sia risultato immune ai precedenti tentativi di ingaggio, durante la fase terminale di rientro della testata si azioneranno i sistemi mobili THAAD (volto a intercettare il missile nel momento di transizione dalla fase di metà corsa a quella finale della traiettoria, nella parte alta dell’atmosfera), Arrow (già in servizio, sviluppato congiuntamente da USA e Israele) e MEADS (programma trinazionale di Stati Uniti, Germania e Italia, che utilizzerà il missile intercettore PAC-3 MSE), quest’ultimo impiegabile non solo contro missili balistici tattici, ma anche contro missili da crociera, aerei e UAV/UCAV.

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La US Coast Guard sceglie il radar SEASPRAY 7500E

Riferimento | Americhe | Marina |

seaspray7500e.jpgSELEX GALILEO, società di Finmeccanica, si aggiudica un contratto da 32 milioni di dollari per il radar SEASPRAY 7500E. Dopo essere stato selezionato nel 2005, il radar SEASPRAY è stato nuovamente scelto dalla US Coast Guard per il programma di aggiornamento dei velivoli HC-130H. Si tratta di una commessa particolarmente significativa per Finmeccanica che conferma la strategia di crescita commerciale negli Usa, uno dei mercati della Difesa più interessanti.

Il contratto garantirà un flusso di lavoro per un periodo di quattro anni. In totale, 15 velivoli HC-130H saranno aggiornati con i nuovi apparati. Il SEASPRAY 7500E è un radar multi mode che unisce la tecnologia a scansione elettronica (Electronically Scanned Array, AESA) con un processore standard (Commercial Off The Shelf, COTS). Il SEASPRAY 7500E rappresenta per la USCG un sensore fondamentale su tutte le attività di pattugliamento e sorveglianza a lungo raggio.

Il radar SEASPRAY 7500E consente alla US Coast Guard di disporre di una suite completa di modi imaging specifici della tecnologia radar AESA. La Human Machine Interface (HMI) si caratterizza per uno schermo ampio e tecnologia touch screen per la presentazione di informazioni provenienti dalla
Local Area Network (LAN). Questa tecnologia permette agli operatori di bordo di utilizzare e visualizzare contemporaneamente diverse modalità nelle varie postazioni del velivolo.

L’HC-130H viene di solito impiegato con breve preavviso, in condizioni atmosferiche avverse, per missioni di ricerca e soccorso, controllo dei traffici illegali, protezione civile, tutela dell’ambiente e salvaguardia delle coste. Iniziative di primo piano per la Maritime Domain Awarness che punta alla
sorveglianza dei principali porti statunitensi, delle coste e della zona dei Grandi Laghi nel nord del paese. La US Coast Guard è un`agenzia di grande importanza all’interno dell’US Department of Homeland Security: le sue campagne aeree hanno un ruolo chiave nella lotta globale contro il terrorismo.

Il sistema radar SEASPRAY 7500E AESA è compatibile con gli elevati standard posti dalla US Coast Guard che necessita soprattutto di: detezione ogni tempo di piccoli target a mare, tempestiva individuazione di perdite di petrolio (oil spills), monitoraggio dei ghiacci, elaborazione in tempo reale di informazioni sulle condizioni meteo e, infine, come sensore facente parte di un pacchetto avionico altamente integrato, di funzioni avanzate di mappatura del terreno.

Nello stabilimento di SELEX GALILEO ad Edinburgo (Scozia) saranno portate avanti le attività di produzione, configurazione, training ed assistenza per il sistema radar. L’istallazione, la fabbricazione del kit e la configurazione a bordo dei velivoli verrà realizzata da SELEX Sensors & Airborne Systems
(S&AS) US Inc e Pegasus International Inc presso l’aeroporto di Stennis International, vicino a Klin, nel Mississippi.

“Siamo onorati di far parte del programma della USGC e in particolare di essere responsabili per l’integrazione del radar assieme alla Pegasus International, presso la nostra facility di Klin nel Mississippi” ha commentato R. Scott Rettig, Presidente e CEO di SELEX Sensors & Airborne Systems (S&AS) US Inc.

Fonte: Selex Galileo

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