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Finmeccanica e EADS proporranno assieme l’M-346 Master per il programma AEJPT

Riferimento | Aerospazio | Europa |

M-346
Alenia Aermacchi (AAEM), società di Finmeccanica, ed EADS Defence and Security (DS) rendono noto che il 15 Marzo 2010 hanno risposto in maniera congiunta alla Request For Information (RFI) emessa dalla Agenzia Europea di Difesa (EDA) in data 15 Luglio 2009, relativamente al programma Advanced European Jet Pilot Training (AEJPT). L’iniziativa fa seguito alla firma di un Memorandum of Understanding (MoU) tra AAEM e DS, siglato a dicembre 2009, relativo alla collaborazione per la fornitura di un sistema integrato di addestramento basato sul velivolo da addestramento avanzato M-346 Master, in linea con le specifiche esigenze dei nove paesi europei che fanno parte del programma AEJPT.

Alenia Aermacchi e DS, combinando in modo sinergico le rispettive competenze nel settore specifico, sono in grado di offrire una soluzione all’addestramento dei futuri piloti militari che soddisfa le aspettative di EDA e delle nazioni coinvolte nel programma AEJPT in termini di capacità, flessibilità, efficacia addestrativa, interoperabilità, allocazione geografica e work share industriale.

In linea con queste aspettative, è intenzione delle due aziende considerare un ampio coinvolgimento di altre imprese europee, che fanno parte del gruppo di paesi AEJPT, nelle attività di servizio addestrativo e di gestione delle basi. La risposta congiunta all’RFI prevede già un ruolo attivo di alcune ditte, inoltre il sistema di addestramento integrato di AAEM e DS è in grado di includere ulteriori aziende per poter offrire la miglior soluzione al requisito europeo.

(Finmeccanica)

La Marina Olandese riceve il primo NH90 NFH

Riferimento | Europa | Marina |

NH90
AgustaWestland, per conto di NH Industries, ha consegnato il primo elicottero NH90 NFH (NATO Frigate Helicopter) alla Regia Marina Olandese presso le sue strutture di Vergiate. L’Olanda è così il primo paese a ricevere la versione navale dell’elicottero, destinata ad impieghi ASW (Anti-Submarine Warfare) e ASuW (Anti-Surface Warfare).
I Paesi Bassi hanno ordinato 20 NH90 (12 in versione NFH e 8 nella variante trasporto tattico navale – Transport NFH). Gli NH90 NFH equipaggeranno anche la marina francese, italiana, norvegese e belga, per un totale di 111 elicotteri ordinati.

L’NH90, elicottero della classe 9-10 tonnellate, è destinato a ringiovanire le flotte da trasporto terrestre e navale, apprestandosi a diventare l’elicottero tattico standard NATO.
L’NH90 è propulso da due motori General Electric/Fiat Avio GE T700/T6E1 (in alternativa due Rolls-Royce/Turbomeca RRTM322-01/9) e dispone di controlli di volo fly-by-wire; può trasportare 14 soldati equipaggiati e oltre al trasporto truppe può essere impiegato per missioni di controllo marittimo, evacuazione di feriti, supporto anfibio e SAR (Search And Rescue), oltre che per le missioni standard ASW e ASuW. Il peso e le dimensioni, la capacità di stazionamento e spostamento in sicurezza sul ponte di volo anche in condizioni meteo avverse, mediante gancio e binari guida, il sistema di ripiegamento automatico delle pale del rotore principale e della coda che ospita il rotore anticoppia, rende l’utilizzo dell’NH90 possibile anche a bordo di piccole fregate.

Il programma, gestito dalla NAHEMA (NATO Helicopter Management Agency) in rappresentanza di Francia, Italia, Germania, Olanda, Portogallo, conta ordini complessivi per 529 esemplari, il che ne fà il più grande programma elicotteristico mai portato avanti in Europa. Equipaggerà le forze armate di 14 paesi, fra cui Italia, Francia, Germania, Olanda, Portogallo, Norvegia, Grecia, Spagna, Svezia, Finlandia, Belgio oltre che quelle di Oman, Australia e Nuova Zelanda sia nelle versioni terrestri (TTH) che navali (NFH). 44 NH90 sono già in servizio.

NH Industries è il consorzio industriale formato da AgustaWestland (32%), Eurocopter (62.5%) e Fokker Aerostructures (5.5%), incaricato della costruzione e gestione del programma assiema alla NAHEMA. In particolare AgustaWestland è responsabile della produzione della trasmissione principale, dell’albero motore di coda, sistema idraulico, sistema di controllo di volo automatico, computer di bordo, rampa e fusoliera posteriore, ed installazione del motore T700/6E1, nonchè per l’integrazione di tutti i sistemi di missione navali di tutte le varianti NFH.

La Marina Militare Italiana conta di ricevere il suo primo NH90 NFH, nella iniziale configurazione Step A, o MOC (Meaningful Operational Capability), a fine anno. In particolare la MMI ha ordinato 46 NH90 NFH e 10 in verione T-NFH.

Il coinvolgimento dell’Aeronautica Militare nel test dell’USV (Unmanned Space Vehicle) Polluce del CIRA

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Domenica 11 Aprile, presso l’aeroporto di Tortolì (OG), è stata effettuata la missione della navicella senza pilota ‘Polluce’ del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA). Il CIRA, Ente dell’Agenzia Spaziale Italiana, si è avvalso della collaborazione del Poligono Interforze del Salto di Quirra (PISQ) di Perdasdefogu (OG) per gli aspetti riguardanti la sicurezza della missione.
Il volo della navicella ‘Polluce’ è stato infatti condotto nelle aree operative controllate dai radar e dai sistemi ottici del PISQ. I militari del Poligono hanno quindi garantito il controllo dello spazio aereo e del tratto di mare interessati dall’importante e complessa missione aerospaziale, in modo che nessun velivolo interferisse col volo del ‘Polluce’ e che non fossero presenti imbarcazioni nella zona di ammaraggio. L’Ufficio Meteorologico di Perdasdefogu ha inoltre fornito dati fondamentali per la decisione di effettuare la missione, mentre la 672a Squadriglia elicotteri ha garantito la presenza di un equipaggio pronto al decollo qualora necessario per motivi operativi e di sicurezza.

La navicella, portata a una quota di 24 Km. da un pallone aerostatico, ha successivamente compiuto una discesa a velocità ultrasonica trasmettendo alle apparecchiature a terra dati utilissimi per lo studio dell’inviluppo di volo dei mezzi che attraversano l’atmosfera terrestre di rientro dallo spazio. Il ‘Polluce’ ha concluso il suo volo frenato da un paracadute e ammarando, per poi essere recuperato da unità navali della Marina Militare.

Il Poligono Interforze del Salto di Quirra ha ancora una volta contribuito alla realizzazione di un importante progetto dell’industria aerospaziale italiana, mettendo a disposizione i propri mezzi e la professionalità dei propri militari.

(AMI)

Completata la costruzione dell’elica e i test sulla turbina a gas della nuova portaerei inglese Queen Elizabeth

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Dopo la consegna da parte dei cantieri Babcock del complesso del bulbo di prua, la costruzione della futura portaerei della Royal Navy classe Queen Elizabeth procede con il completamento dei test della prima delle due turbine a gas MT30 effettuato da Rolls-Royce, e della costruzione della prima delle due eliche, costruite dalla sussidiaria svedese Kamewa.

L’elica, che misura circa sette metri di diametro e pesa 33 tonnellate, ha completato le prove di accettazione presso lo stabilimento Rolls-Royce idi Kristinehamn, in Svezia. Le 5 pale hanno un angolo di beccheggio aggiustabile per compensare la variazione della resistenza dello scafo nel lungo periodo. Ciascuna pala è imbullonata internamente ad un mozzo cavo, per diminuire i pesi e aumentare l’efficienza complessiva, e può essere sostituita anche sott’acqua senza ricorrere alla messa in bacino. Tutti i componenti sono in lega speciale nichel-alluminio-bronzo. Rolls-Royce fornisce anche gli alberi di trasmissione che uniranno il complesso motore a ciascuna delle due eliche della nave. Ogni elica fornirà circa 50.000 hp di potenza, il che ne farà l’elica Kamewa più performante mai sviluppata da Rolls-Royce.

Per quanto riguarda le quattro turbine a gas destinate alle due portaerei classe QE, il pimo impianto MT30 ha superato un programma di prove rigorose e la certificazione presso l’impianto Rolls-Royce Marine di Bristol, dove la turbina ha operato a diversi regimi simulando la variazione di richiesta di potenza da parte della nave, fino a raggiungere una potenza massima in uscita di 36 MW. Le due turbine a gas combinate ai 4 generatori diesel spingeranno ciascuna nave fino ad una velocità di 25 nodi con una autonomia compresa tra i 14.800 e i 18.520 km.
Rolls-Royce è parte del team incaricato della costruzione del sistema di propulsione elettrica integrato, costituito dalle eliche, dagli alberi di trasmissione, timoni, cuscinetti assiali e gli impianti elettrici a bassa tensione, che comprende Thales, Converteam e L-3.

Questo team riporta direttamente al consorzio Aircraft Carrier Alliance – ACA (che comprende BAE Systems, Babcock Marine, Thales UK e il Ministry of Defence, nel doppio ruolo di partner e cliente) responsabile della consegna delle Queen Elizabeth nel rispetto di tempi e costi.

La costruzione della prima nave, la HMS Queen Elizabeth, è ben avviata in tutto il Regno Unito presso i cantieri di Appledore, Glasgow, Portsmouth Rosyth e Tyneside. Sono già stati piazzati subcontratti del valore di 1.2 miliardi di sterline (1.36 miliardi di euro) dei £ 1.5 miliardi previsti (1.7 miliardi di euro) con fornitori localizzati in quasi ogni regione del Regno Unito, contribuendo a supportare sia l’industria nazionale che i relativi posti di lavoro.

Le nuove unità, HMS Queen Elizabeth e HMS Prince of Wales, avranno un dislocamento di 65.000 tonnellate e potranno operare un mix di 40 velivoli ad ala fissa e rotante (36 F-35B Lightning II, 4 piattaforme Airborne Early Warning). Le due nuove portaerei, le più grandi mai costruite in UK, entreranno in servizio rispettivamente nel 2016 e nel 2018. I costi complessivi di acquisizione si aggirano sui 5.7 miliardi di euro.

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