Finmeccanica in trattative avanzate con DRS Technologies
9 mag, 2008
Finmeccanica, secondo indiscrezioni, sarebbe in trattative avanzate per rilevare la statunitense Drs Technologies: una mossa che la proietterebbe, dopo le importanti pedine già collocate negli anni passati negli Usa (dal Marine One al C-27J Spartan), tra i principali gruppi fornitori dell’esercito statunitense.
Da almeno un anno Pier Francesco Guarguaglini, l’amministratore delegato di Finmeccanica, ha promesso un’acquisizione nel settore dell’elettronica della Difesa e l’attesa potrebbe essere più che premiata perché l’affondo su Drs significa entrare dentro il cuore della tecnologia e delle forze armate statunitensi. Il gruppo, inoltre, ha lasciato intendere il direttore generale Giorgio Zappa, guarda anche all’Estremo Oriente.
Ma gli occhi ieri erano tutti puntati su Drs: la società del New Jersey, fondata nel 1968 nella cittadina di Parsippany, non lontano da New York, realizza apparecchiature e sistemi di supporto nel campo navale, terrestre ed aeronautico, che spaziano dai sistemi C3 (command, control, communications) e RSTA (reconnaissance, surveillance, target acquisition), all’homeland security, intelligence, equipaggiamento tattico e sistemi di comunicazione avanzata. Finmeccanica ha risposto con un «no comment» ai rumors ricordando che il gruppo osserva molti dossier e che nel settore non ci sono tante aziende, mentre dal quartier generale di Drs hanno confermato che sono state avviate trattative «che includono una possibile transazione strategica», ma non sono stati fatti nomi. Se andrà in porto, la mossa di Finmeccanica coronerà una campagna acquisti che, dal 2002 a oggi, è costata 3.7 miliardi di euro e ha portato il gruppo a crescere a livello mondiale sia nel civile che nel settore militare.
L’operazione è stata anticipata da alcune indiscrezioni riferite dal Wall Street Journal: i dettagli del deal non sono noti, ma i rumors raccolti dal giornale americano riferiscono che il prezzo sarebbe superiore di almeno il 25% alla capitalizzazione di Borsa di Drs, che prima della diffusione dei rumors era pari a 2.6 miliardi di dollari (circa 63 dollari ad azione). Ieri, invece, Drs, una public company pura, è salita a razzo (+15,92% a 73,89 dollari) sulla scia della speculazione di un’offerta sul gruppo che nell’anno fiscale 2007 (chiuso al 31 marzo) ha toccato quasi 3 miliardi di dollari di ricavi e 10mila dipendenti. Al contrario, Finmeccanica in Borsa è scesa (-2,1% a 21,5 euro).
Finanziariamente l’operazione è alla portata del gruppo italiano, che dispone di un «tesoretto» di circa 3 miliardi di euro: il pacchetto di StMicroelectronics, più una delega al consiglio di amministrazione a un aumento di capitale. Considerando, infine, la possibilità di andare a leva e indebitarsi un po’, un eventuale acquisto di Drs sarebbe del tutto spesato.
Oltre alla valenza strategica dell’acquisizione, la mossa porterebbe Finmeccanica a un livello più alto e sensibile del sistema-Paese America, un livello che tocca la sfera della sicurezza nazionale e quello della politica. Le autorità statunitensi dovranno dare l’ok. Una volta annunciato, il dossier finirà prima sul tavolo del Dipartimento della Giustizia e poi su quello della Difesa. Poi dovrà esprimersi anche il Cfius, il comitato che valuta gli investimenti stranieri negli Usa, lo stesso che due anni fa bloccò un’acquisizione della Dubai Ports.
Ma nel mirino di Finmeccanica non ci sono solo gli Stati Uniti: ieri, da Venezia, il gruppo ha indicato nel Giappone uno dei target: «Entro la fine dell’anno qualche successo ci sarà anche in Giappone» ha spiegato Zappa, a margine dell’Italy-Japan business group. In particolare su AgustaWestland, Zappa ha ricordato che la società «é stata la prima impresa europea in un mondo che era di monopolio americano nel settore degli elicotteri. In Giappone hanno saputo apprezzare il prodotto, e siamo molto più presenti».
Fonte: Il Sole 24 Ore
Il 1° maggio Alenia Aermacchi, la società del gruppo Alenia Aeronautica specializzata negli addestratori, compie 95 anni. Fu in quel giorno del 1913, infatti, che il notaio Luigi Foscarini di Varese stilò l’atto costitutivo della Società Anonima Nieuport-Macchi, la cui attività e tradizione prosegue da allora senza interruzioni fino all’attuale Alenia Aermacchi, facendone forse la più antica azienda aeronautica ancora in attività al mondo. La società nasceva con capitali italiani raccolti intorno a Giulio Macchi, titolare della carrozzeria Fratelli Macchi, e tecnologie francesi apportate dalla ditta Nieuport. La spinta decisiva alla sua nascita veniva dal nuovo mercato militare che si stava aprendo, sia con commesse dirette del Battaglione Aviatori che con il grande concorso per aeroplani militari per rinnovarne il materiale di volo e stimolare la nascita di un’industria nazionale. I due temi si intrecciano fino a rendere difficile distinguerli. Il Battaglione, che fino a quel momento aveva importato i propri aerei dall’estero, intendeva affrancarsi da questa dipendenza. Per prudenza, il concorso prevedeva due diverse categorie, rispettivamente per aerei interamente italiani e per prodotti realizzati su licenza. In palio, un premio di 100.000 lire e ordini cospicui. Il concorso era stato bandito nell’ottobre 1912, con la presentazione delle domande fissata al 1° dicembre 1912. Fu così che il pioniere dell’aviazione Carlo Felice Buzio concepì l’alleanza tra la Fratelli Macchi e la Nieuport, conducendo le trattative che portarono ad un accordo industriale già alla fine del mese di novembre. Per molto tempo, la tradizione aziendale datò l’inizio della propria attività al 1912, ed il primo Nieuport-Macchi fu subito messo in costruzione presso la carrozzeria Macchi, senza attendere la costituzione formale della nuova ditta nel maggio 1913.
L’
Boeing ha registrato nel primo trimestre 2008 un utile per azione (EPS) pari a 1,62 dollari, con un aumento del 43 per cento rispetto allo stesso periodo 2007. L’utile netto è aumentato del 38 per cento a 1,2 miliardi, mentre il margine operativo è cresciuto all’11,3 per cento (+2,8 punti).